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PLAY 2026 entra nel vivo: Bologna diventa la capitale del gioco

A Bologna si sta giocando sul serio, perché PLAY – Festival del Gioco è ufficialmente entrato nel vivo della sua 17ª edizione, trasformando BolognaFiere nel paradiso assoluto per appassionati di giochi da tavolo, giochi di ruolo, miniature, carte collezionabili e cultura nerd analogica.

Dopo un’apertura già affollatissima, la giornata di domani promette di essere quella della vera esplosione ludica.

C’è anche una chicca non da poco: i padiglioni esterni e aree ristoro resteranno aperti fino alle 23:00, con centinaia di tavoli disponibili per giocare fino a notte sotto il cielo di Bologna.

Barbascura X arriva a PLAY con “Bestie Bastarde”

Uno degli eventi più attesi sarà senza dubbio l’incontro con Barbascura X, in programma alle 14:00 nell’Area ActualPlay del Padiglione 16.

Il chimico più caotico d’Italia parlerà insieme all’illustratore Enrico Macchiavello e al moderatore Michele Bellone delle assurdità evolutive del regno animale che hanno ispirato il gioco da tavolo Bestie Bastarde.

Scienza, umorismo nero e animali biologicamente discutibili, ovvero il classico contenuto Barbascura. A seguire è previsto anche il firmacopie con i fan.

Mega-campagna GDR

Ma il vero evento titanico della giornata potrebbe essere “Echi della Frattura”.

Un’enorme sessione condivisa di gioco di ruolo che vedrà ben 200 giocatori partecipare contemporaneamente allo stesso scenario fantasy utilizzando il sistema Daggerheart.

Una roba che sembra uscita direttamente da un crossover tra una convention fantasy e un raid MMORPG.

#LaPLAY: il gioco come spazio culturale e sociale

PLAY continua anche il percorso di #LaPLAY, il manifesto creato per celebrare gli 80 anni del diritto di voto alle donne in Italia attraverso il linguaggio del gioco.

Nel Padiglione 15 andrà avanti il programma PlayHer, dedicato alle figure femminili nella cultura pop, alla loro rappresentazione nei videogiochi e agli stereotipi di genere, con panel che spaziano da Zelda a Bayonetta.

Nel pomeriggio spazio anche all’edu-larp Il giorno della separazione, un’esperienza immersiva pensata per riflettere su privilegi, discriminazioni e disuguaglianze sociali.

A PLAY si gioca anche con la scienza

Uno degli aspetti più belli del festival è che non si limita al semplice intrattenimento.

L’Area Scientifica ospita infatti attività curate da CNR, INAF, INFN, Indire e da diverse università italiane. L’obiettivo è quello di dimostrare che fisica, astronomia e storia possono diventare esperienze ludiche coinvolgenti.

Accessibilità e inclusione al centro del festival

Grande attenzione anche all’accessibilità. Nella Family Arena debutta infatti un sistema di supporti in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), sviluppato insieme ad Auxilia, per aiutare bambini e visitatori con disabilità comunicative a vivere la fiera in autonomia.

Una scelta importantissima che dimostra quanto il mondo del gioco stia cercando di diventare sempre più inclusivo.

PLAY continua a dimostrare che il gioco conta davvero

Per anni il gioco è stato trattato come semplice passatempo. Eventi come PLAY mostrano invece qualcosa di molto diverso.

Qui il gioco diventa cultura, socialità, educazione, inclusione e creatività.

Vedere migliaia di persone riunite attorno a tavoli, dadi, miniature e storie condivise ci ricorda perché il gioco analogico continui ad avere un fascino unico anche nell’era digitale.

The Mandalorian & Grogu: il nuovo TV spot mostra Rotta the Hutt in azione

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A poche ore dall’arrivo nelle sale italiane di The Mandalorian & Grogu, è online un nuovo TV spot che offre ai fan un assaggio più ampio di Rotta the Hutt in azione. Il personaggio storico di Star Wars, doppiato in originale da Jeremy Allen White (The Bear), si preannuncia molto più pericoloso di quanto chiunque avesse immaginato.

Fino a questo momento, Rotta era stato mostrato principalmente in sequenze stile arena nei materiali promozionali. Ma il nuovo spot cambia decisamente le carte in tavola: l’erede sopravvissuto di Jabba the Hutt si lancia in battaglia contro gli Stormtrooper del Residuo Imperiale. È anche il primo vero assaggio della performance vocale di White nel ruolo del personaggio.

Un’eredità che parte da lontano

L’inclusione di Rotta nel film è un richiamo profondo a Star Wars: The Clone Wars, dove il personaggio era apparso da neonato. Una scelta che dimostra come Lucasfilm abbia piani più ambiziosi per lui di quanto i fan potessero aspettarsi.

In una recente intervista a ScreenRant, il co-presidente di Lucasfilm Dave Filoni ha raccontato come è nato il personaggio e come si sia arrivati alla sua versione adulta in live-action: “Ricordo che ero con Henry Gilroy quando stava scrivendo Clone Wars, quando abbiamo iniziato, e mi propose questa idea di un bambino Hutt. Io gli risposi: ‘Okay, non lo so, magari proviamoci.’ E poi anni dopo arriva e mi propone un baby Yoda, e mi dico: ‘Cosa sta succedendo, come faccio a essere sempre il veicolo per questi personaggi infantili?'”

Filoni ha proseguito spiegando quanto inaspettato sia stato il ritorno del personaggio: “Di tutte le cose, perché abbiamo parlato di tante possibilità, cosa includere in Star Wars, cosa potessimo riprendere — come gli Ugnaught, gente di cui dicevamo ‘prendiamone qualcuno’ — non avrei mai pensato che Rotta sarebbe venuto fuori. Mi sono spesso chiesto che fine avesse fatto, ma quando voi avete detto: ‘Hey, pensiamo a Rotta, c’è qualcosa qui’…”

Un personaggio centrale per la trama

Quello che colpisce di più, da chi ha già visto il film, è quanto il ruolo di Rotta sia importante nella storia complessiva. La sua presenza è più sostanziosa di quanto ci si aspetterebbe da un cameo affettuoso per i fan di The Clone Wars, e l’arco narrativo a lui collegato apre le porte a possibilità molto interessanti per i futuri progetti dell’universo Star Wars.

Ambientato dopo la caduta dell’Impero, The Mandalorian & Grogu segue Din Djarin — interpretato ancora una volta da Pedro Pascal — mentre continua a muoversi in una galassia ancora popolata di pericolosi signori della guerra imperiali. Mentre la Nuova Repubblica fatica a mantenere l’ordine, Din e Grogu vengono coinvolti in un altro conflitto su larga scala, dalle proporzioni decisamente più cinematografiche di qualsiasi cosa la serie televisiva su Disney+ avesse mai tentato.

Il film è diretto da Jon Favreau e ha nel cast anche Sigourney Weaver insieme a Jeremy Allen White. La produzione è curata da Favreau, Kathleen Kennedy, Filoni e Ian Bryce, mentre le musiche sono firmate da Ludwig Göransson, già premio Oscar per Oppenheimer e collaboratore storico di Favreau nei progetti Star Wars televisivi.

The Mandalorian & Grogu è arrivato nelle sale italiane il 20 maggio 2026, distribuito da Walt Disney Studios.

Ian McKellen su La Caccia a Gollum: “Chi avrebbe pensato ci fosse altro?”

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I fan torneranno presto nella Terra di Mezzo, e Ian McKellen indosserà ufficialmente di nuovo la veste di Gandalf per Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum. Considerando quanto completa fosse sembrata la trilogia originale di Peter Jackson, sentire McKellen scherzare su quanta storia resti ancora da raccontare ha qualcosa di affascinante.

Durante un Q&A londinese per il suo nuovo film The Christophers, l’attore ha brevemente parlato del suo ritorno nel mondo di Tolkien, all’interno di una conversazione sui tipi di progetti che lo interessano in questa fase della sua carriera. “Sto tornando a fare altro Gandalf. Chi avrebbe pensato che ci fosse altro? La persona che ha pensato che ce ne fosse di più è stata Andy Serkis, e lui dirigerà la vita iniziale di Gollum.”

Cosa ancora motiva Ian McKellen

A quasi settant’anni di onorata carriera, McKellen ha offerto una risposta interessante quando gli è stato chiesto se ci siano ancora ruoli specifici che sta inseguendo: “No. È una domanda interessante. È sempre bello interpretare il cattivo, sai. Il diavolo ha le scarpe migliori. Solo occasionalmente capita di interpretare un uomo buono come Gandalf, ma non capitano spesso. Ma sto cercando qualcosa in particolare? No, penso di cercare sempre uno script che risuoni oltre se stesso. Non solo una storia semplice, non solo un’Agatha Christie… qualcosa di più complicato che faccia avvicinare il pubblico, sgomentare, ridere, qualcosa su cui pensare e parlare per giorni. Penso che ormai sto cercando qualcosa che nessun altro abbia mai fatto.”

L’attore ha anche raccontato di aver sperimentato di recente con progetti creativi più sperimentali, tra cui la produzione in realtà mista An Ark di Simon Stephens e una performance “in lip-sync” connessa al documentario BBC LS Lowry: The Unheard Tapes. Ma è chiaro che la Terra di Mezzo resta al centro dell’attenzione del pubblico.

gandalf ian mckellen

Andy Serkis dietro la macchina da presa

Andy Serkis che dirige una storia incentrata su Gollum è una scelta che ha una sua logica precisa: nessuno conosce quella creatura tormentata meglio dell’attore che ha contribuito a ridefinire il motion capture nel cinema moderno. La sua carriera registica, però, è ancora relativamente giovane — Mowgli: La leggenda della giungla e Venom: La furia di Carnage sono i suoi titoli più noti — e una pellicola di questa importanza rappresenta una sfida sicuramente complicata. Sarà interessante vedere come si comporterà alla guida di un progetto così carico di aspettative.

McKellen non sarà comunque l’unico volto familiare di ritorno. Elijah Wood riprenderà i panni di Frodo Baggins, mentre Lee Pace tornerà nel ruolo di Thranduil. Serkis stesso interpreterà di nuovo Gollum oltre a dirigere il film.

Tra le nuove aggiunte al cast spiccano alcuni nomi particolarmente intriganti. Kate Winslet entrerà nel franchise nei panni di Marigol, Leo Woodall vestirà i panni di Halvard e Jamie Dornan prenderà il ruolo di Grampasso — alias Aragorn — immortalato nella trilogia originale da Viggo Mortensen.

Serkis ha recentemente commentato la scelta del nuovo Aragorn cercando di non rivelare troppo: “Davvero, davvero non voglio entrare nel merito adesso perché voglio risparmiarlo per più avanti. Siamo in una fase critica ora, stiamo per iniziare le riprese. Non siamo lontani dall’inizio delle riprese. Quindi salverò tutta la discussione sul casting, oltre al fatto che siamo entusiasti che Jamie lo stia facendo. Siamo assolutamente entusiasti. E, tra l’altro, lo è anche Viggo.”

Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum arriverà nelle sale italiane il 17 dicembre 2027, distribuito da Warner Bros. Pictures Italia.

The Boys: il destino di Patriota nel finale divide i fan

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Dopo cinque stagioni di caos, corpi esplosi, follia politica e alcuni dei momenti più squilibrati mai mostrati in una serie sui supereroi, The Boys ha consegnato il momento che i fan aspettavano dal 2019: il destino di Patriota. La quinta e ultima stagione si è conclusa il 20 maggio 2026 su Prime Video, e l’episodio finale — Blood and Bone — ha chiuso definitivamente la lunga guerra tra il Patriota di Antony Starr e il Billy Butcher di Karl Urban.

Attenzione: l’articolo contiene spoiler sul finale di stagione. Se non avete ancora visto l’ultimo episodio, vi consigliamo di fermarvi qui.

Patriota è morto. E internet ha decisamente parecchio da dire su come la cosa è andata.

Una resa dei conti chirurgica nello Studio Ovale

L’episodio non spreca un secondo nel costruire la collisione tra i due nemici, ma il percorso ha riservato qualche svolta inattesa. Dopo gli esperimenti di Frenchie su Kimiko nell’episodio precedente, la giovane Super emerge in una forma ancora più pericolosa: ora è in grado di depotenziare i Super attraverso un’esplosione partita dal petto, trasformandosi di fatto nell’arma anti-Super definitiva. Dopo aver testato l’abilità su Sister Sage, i Boys piombano su Patriota durante il suo discorso pasquale alla Casa Bianca.

Lo scontro che ne segue è caotico, e Ryan si unisce alla battaglia. In un momento chiave, Kimiko sprigiona il suo nuovo potere e priva Patriota delle sue abilità. Nel processo, anche Ryan e Butcher perdono i propri poteri, livellando improvvisamente il campo di gioco.

Ridotto a un comune essere umano, Patriota passa nel giro di pochi secondi dall’arroganza divina al terrore più puro. Implora Butcher di risparmiarlo, promette di fare qualsiasi cosa. Butcher non batte ciglio. Gli dice che “questo è per la sua Becca” prima di affondargli un piede di porco nel cranio. La serie non lascia spazio a interpretazioni: Butcher gira l’arma, e il cervello di Patriota finisce sulla moquette dello Studio Ovale.

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Le reazioni dei fan: divise nettamente in due

I social hanno reagito immediatamente, e le opinioni sono state polarizzate. Da una parte c’è chi ha trovato la morte di Patriota perfetta nel suo squallore. “Patriota è morto come doveva, mi sarebbe piaciuto vederlo vivere senza poteri e essere miserabile, ma la morte era ciò che serviva,” ha scritto un fan su X. Un altro ha aggiunto: “La morte di Patriota deve essere la più soddisfacente di sempre, dopo quella di Joffrey Baratheon in Il Trono di Spade.”

Le scene finali hanno raccolto particolare ammirazione per la performance di Antony Starr. “Ovviamente non sarà una sorpresa visto il mio account, ma ammetto di aver pianto alla morte di Patriota,” ha condiviso un altro fan. “L’intera scena era molto emotiva. Il passaggio dalla spavalderia dell’immortale al lamento terrorizzato dell’essere umano. Antony Starr ha dato tutto fino alla fine.” Un terzo commento riassume bene la sensazione di chi ha apprezzato il finale: “Per quanto non mi sia piaciuto il finale generale, questa è davvero una scena meravigliosa. Sapevo che avremmo visto un Patriota patetico implorare per la sua vita, ma è stato molto meglio di qualsiasi cosa avessi potuto immaginare.”

Non tutti, però, sono usciti soddisfatti dalla visione. Molti fan si aspettavano che lo scontro finale tra Butcher e Patriota avesse una scala decisamente più ampia, soprattutto dopo anni di costruzione di una guerra totale tra due mostri inarrestabili.

“Mai nei miei sogni più sfrenati — nemmeno dopo quella sequenza laser nella seconda stagione — avrei pensato che il confronto in cui sarebbe stata bruciata la terra sarebbe avvenuto esclusivamente all’interno dello Studio Ovale, con solo un po’ di moquette bruciata e mobili rotti,” ha lamentato un utente di Reddit. Un altro fan ha scritto: “Quindi Black Noir II è stato più folle del genocidio dei pesci, più di qualsiasi cosa Patriota abbia mai fatto in tutta la serie.” E ancora: “Hai due persone con i poteri di Patriota, altri due Super che combattono nella battaglia finale, potevi farli volare nei cieli, attraverso la città, mostrando davvero i loro poteri in uno scontro totale. Invece la lotta avviene tutta in una stanza… davvero?”

Una conclusione fedele all’identità della serie

Quella divisione, in fondo, è perfettamente coerente con lo spirito di The Boys. La serie creata da Eric Kripke ha sempre costruito la propria identità sul rendere gli spettatori scomodi, arrabbiati, divertiti e occasionalmente inorriditi tutti insieme. Alcuni fan volevano una battaglia da megalopoli distrutta, con poteri sprigionati al massimo. Altri hanno amato che il finale di Patriota si riducesse a qualcosa di più piccolo, più sporco, più profondamente personale.

In ogni caso, la serie ha finalmente risposto alla domanda che si trascinava dietro da anni: come si uccide un uomo che pensa di essere un dio? A quanto pare, lo si fa prima diventare umano. L’universo di The Boys però non si chiude qui: Vought Rising, lo spin-off prequel ambientato negli anni Cinquanta con Jensen Ackles nei panni di Soldatino, è già stato confermato per il futuro su Prime Video.

Sigourney Weaver: “Star Wars, Avatar e Alien sono completamente diversi tra loro”

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Sigourney Weaver è ufficialmente entrata nell’universo di Star Wars con The Mandalorian & Grogu, aggiungendo un’altra leggendaria saga fantascientifica a una carriera che già include Alien e Avatar. Tre franchise giganteschi che, pur condividendo l’etichetta “fantascienza”, per l’attrice rappresentano esperienze completamente diverse.

Parlando del suo ingresso in Star Wars, Weaver ha riflettuto su quanto sia singolare che questi franchise vengano spesso accomunati nella stessa categoria: “È affascinante per me che siano tutti considerati lo stesso genere. Non potrebbero davvero essere più diversi. Alien è un mondo particolarmente ostile, un alieno non molto gentile. Avatar, sono gli umani a essere i cattivi. E in questo invece c’è il Mandaloriano, che è un eroe, e questo piccolino assolutamente adorabile e che sembra saggio.”

L’incontro con Grogu

Il piccolino di cui parla è ovviamente Grogu, ormai uno dei personaggi più amati di tutto l’universo Star Wars dalla sua prima apparizione in The Mandalorian nel 2019. E pare che Weaver sia rimasta affascinata da lui quanto il pubblico mondiale. “Sono stata molto fortunata, perché non ho dovuto recitare davvero con Grogu. Era seduto nella cabina insieme a me,” ha raccontato. “Non l’ho capito subito, ma è gestito da cinque marionettisti diversi che non si vedevano, erano tutti sotto il tavolo. E loro hanno tenuto Grogu così vivo che francamente il lavoro più difficile è stato non essere completamente catturata da lui, e restare concentrata sulla scena.”

L’attrice ha raccontato di aver esplicitamente chiesto al regista Jon Favreau di poter avere una scena con Grogu, perché “è quella la gioia di essere in questo film, e lui è stato così gentile da rendere possibile la cosa.” Una richiesta legittima, considerando che lavorare con uno dei personaggi più iconici del cinema contemporaneo è probabilmente uno dei privilegi più desiderabili sui set Disney.

E nonostante decenni di film di genere alle spalle, Weaver è rimasta colpita dalla qualità dell’effetto: “Ho fatto molti film, e sono semplicemente stupita di quanto sia evoluto. È molto difficile per me realizzare che non c’è una persona vera dentro di lui.”

The Mandalorian and Grogu

Un’esperienza Star Wars totalizzante

L’attrice ha poi raccontato la sensazione di entrare per la prima volta nei set di Star Wars, scoprendo quanto fosse davvero immersiva l’esperienza: “Penso che ‘immersivo’ sia esattamente la parola giusta. Sono potuta entrare in un tipico caffè di Star Wars con un barista che aveva cose che gli spuntavano dalla testa, e ordinare un drink, circondata da piloti e da tutta la gamma di specie diverse, ed è stato un brivido.”

E poi una considerazione che dovrebbe rassicurare anche chi non ha seguito tutta la galassia Star Wars prima del film: “Non mi rendevo conto che avrei avuto un’esperienza Star Wars così completa da questo singolo film. Non serve aver visto un film di Star Wars per goderselo, ma ha tutto quello che amiamo di Star Wars.”

Tra Din Djarin, Grogu, alieni in giro per i caffè spaziali e Sigourney Weaver immersa nel caos galattico, The Mandalorian & Grogu si presenta come un ritorno deciso allo spirito d’avventura classico della saga. Il film è già nelle sale italiane dal 20 maggio 2026, distribuito da Walt Disney Studios.

Warhorse Studios sta sviluppando un RPG open world de Il Signore degli Anelli e un nuovo Kingdom Come

Dopo settimane di voci insistenti su un possibile gioco basato sull’universo di Il Signore degli Anelli, lo studio ceco Warhorse Studios ha finalmente messo le carte in tavola: lo sviluppatore sta lavorando contemporaneamente a due nuovi titoli, ovvero un RPG open world ambientato nella Terra di Mezzo e il prossimo capitolo del suo franchise di punta Kingdom Come.

L’annuncio è stato dato dallo studio attraverso i propri canali social ufficiali. Una conferma che chiude le speculazioni degli ultimi mesi e apre, allo stesso tempo, una serie di nuove domande affascinanti.

RPG nella Terra di Mezzo, ma quale Terra di Mezzo?

Il dettaglio più curioso dell’annuncio sta nella scelta delle parole utilizzate. Lo studio ha parlato esplicitamente di “RPG nella Terra di Mezzo”, non di “gioco de Il Signore degli Anelli“. Una differenza terminologica che potrebbe non essere casuale: il gioco potrebbe non essere ambientato necessariamente durante gli eventi narrati nei romanzi di J.R.R. Tolkien, ma esplorare invece altri momenti storici della Terra di Mezzo, le cui possibilità narrative sono praticamente sterminate considerando la mole di materiale lasciato dall’autore.

Stesso discorso vale per il nuovo Kingdom Come: lo studio non l’ha esplicitamente annunciato come Kingdom Come: Deliverance 3, lasciando aperta la possibilità che si tratti di uno spin-off piuttosto che di un seguito diretto. Per ora si tratta di pure speculazioni, e Warhorse ha aggiunto laconicamente che “vi diremo di più quando sarà il momento giusto.”

Sulla carta, Warhorse sembra il candidato perfetto per sviluppare un gioco nell’universo creato da Tolkien. Lo studio ha dimostrato con i due capitoli di Kingdom Come: Deliverance di saper creare RPG open world incentrati sulla narrazione, con una cura maniacale per la ricostruzione storica e culturale. Trasferire quella sensibilità in un ambiente fantasy con la profondità del lore tolkieniano è una sfida intrigante, ma le aspettative dei fan sono alle stelle. Resta da vedere se lo studio riuscirà a rispettare l’eredità del materiale originale o se rischierà di scontentare la base più affezionata.

Embracer riorganizza i propri asset

L’annuncio arriva mentre Embracer Group, la holding che possiede Warhorse, ha appena comunicato lo spin-off di Fellowship Entertainment, una nuova business unit dedicata ai franchise più importanti del gruppo come Il Signore degli Anelli e Tomb Raider. Embracer ha inoltre dichiarato di essere attivamente alla ricerca di partnership esterne per altri brand di rilievo, tra cui Saints Row, Legacy of Kain, Deus Ex, Red Faction, The Mask, Thief e TimeSplitters. Una mossa che fa intravedere una riorganizzazione complessiva della strategia del gruppo dopo anni complicati sul fronte finanziario.

In ambito Il Signore degli Anelli, vale la pena ricordare che Crystal Dynamics — lo studio dietro la saga di Tomb Raider — starebbe lavorando anche al proprio adattamento del franchise di Tolkien, secondo recenti voci. Si parla di un progetto ancora lontano dalla pubblicazione, ma il fatto che più studi di alto profilo abbiano puntato sulla Terra di Mezzo segnala chiaramente l’appetibilità commerciale dell’universo creato dallo scrittore britannico, complice anche l’attesa cinematografica per Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum, in arrivo nelle sale italiane il 17 dicembre 2027 con Jamie Dornan nei panni del giovane Aragorn.

Al momento Warhorse non ha comunicato né date di uscita né piattaforme di destinazione per i due nuovi progetti, ma stando ai precedenti dello studio è ragionevole attendersi un’uscita su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S.

Rick e Morty: in arrivo un film cinematografico per Warner Bros

L’universo di Rick e Morty sta per fare il salto sul grande schermo. Mentre la nona stagione della serie animata di Adult Swim è in arrivo, Warner Bros. sta lavorando alla realizzazione di un lungometraggio animato tratto dall’amata serie. Secondo The Hollywood Reporter, Jacob Hair — direttore di lunga data della serie — è in trattative per dirigere il film, anche se il progetto è ancora nelle prime fasi di sviluppo e nessun dettaglio sulla trama è stato comunicato.

Il co-creatore della serie Dan Harmon aveva già espresso più volte negli ultimi anni il desiderio di realizzare un “episodio super tosto” in formato cinematografico. A quanto pare, le sue parole stanno finalmente prendendo forma in qualcosa di concreto.

Una serie diventata fenomeno globale

Rick e Morty è stata creata nel 2013 da Dan Harmon e Justin Roiland, ed è cresciuta nel tempo fino a diventare una delle serie animate comiche più seguite di sempre. Al centro della storia c’è l’inventore alcolizzato Rick Sanchez e il nipote Morty, alle prese con avventure spazio-temporali che mescolano fantascienza estrema, parodia culturale e umorismo cinico. Una formula che ha generato un fenomeno di culto, milioni di meme e una community fedelissima.

I due protagonisti erano stati doppiati originariamente entrambi da Roiland fino al 2023, anno in cui l’attore ha lasciato la serie a seguito di accuse di violenza domestica — poi archiviate. Ian Cardoni ha preso il suo posto come voce di Rick, mentre Harry Belden è diventato il nuovo Morty. Il resto del cast vocale include Chris Parnell, Spencer Grammer e Sarah Chalke nei panni rispettivamente di Jerry, Summer e Beth. Resta da vedere se tutti torneranno per il lungometraggio cinematografico.

Rick e Morty 6

Un universo in espansione

L’annuncio del film arriva contemporaneamente alla nona stagione di Rick e Morty, che debutterà negli Stati Uniti il 24 maggio 2026 su Adult Swim. La serie è inoltre stata rinnovata per altre tre stagioni, garantendo al franchise un futuro a lungo termine particolarmente solido.

Non è l’unica espansione in vista. Adult Swim sta lavorando anche allo spin-off Presidente Curtis, dedicato al personaggio doppiato da Keith David, già apparso più volte nella serie principale come presidente degli Stati Uniti negli universi alternativi visitati da Rick. Si tratta di un’iniziativa che conferma la volontà di Warner Bros. di trasformare Rick e Morty in un vero e proprio franchise multi-piattaforma, in grado di sostenere serie principali, spin-off e ora anche lungometraggi cinematografici.

Per quanto riguarda l’Italia, la nona stagione della serie principale arriverà presumibilmente in lingua originale subito dopo il debutto americano sulle piattaforme di streaming dove la serie è già disponibile, mentre i tempi del doppiaggio italiano dovrebbero essere più lunghi come da prassi. Per il film cinematografico non sono ancora state comunicate né date di uscita né dettagli distributivi, né per il mercato internazionale né per l’Italia. Considerata la fase iniziale di sviluppo, è probabile che dovremo attendere ancora diversi anni prima di vederlo nelle sale.

Blue Lock: il film live action si mostra con un nuovo trailer

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A questo punto possiamo dirlo senza paura: Blue Lock ha da tempo varcato abbondantemente i confini di manga/anime sportivo.

È diventato un fenomeno culturale gigantesco capace di invadere videogiochi, collaborazioni calcistiche reali, eventi internazionali e, ovviamente, anche il cinema live action.

Il film tratto dal manga creato da Muneyuki Kaneshiro e illustrato da Yusuke Nomura ha infatti mostrato un nuovo trailer ufficiale, confermando l’ingresso di nuovi volti nel cast.

Il live action di Blue Lock arriverà ad agosto

Il film debutterà nei cinema giapponesi il 7 agosto 2026, portando finalmente sul grande schermo uno degli spokon più folli e competitivi degli ultimi anni.

Ma la vera domanda che tutti si stanno facendo è una sola: “Riuscirà davvero un live action a catturare la follia totale di Blue Lock?”, perché parliamoci chiaramente: adattare Blue Lock non è semplice.

Non stiamo parlando del classico anime calcistico motivazionale. Qui i protagonisti sembrano usciti da un battle royale psicologico con il pallone.

Una delle trame più assurde e geniali degli anime sportivi

Blue Lock parte da una premessa totalmente folle: dopo il fallimento del Giappone ai Mondiali 2018, la federazione calcistica nipponica decide di creare il miglior attaccante del pianeta attraverso un programma estremo chiamato Blue Lock.

Trecento giovani talenti vengono rinchiusi in una struttura dove dovranno competere brutalmente tra loro per diventare l’attaccante definitivo.

In pratica un sorta di survival game calcistico pieno di ego smisurati, crisi mentali e monologhi da battle shonen.

Il team di Golden Kamuy dietro al film

Alla regia del film troviamo Yusuke Taki, mentre la sceneggiatura è firmata da Tetsuo Kamata.

La produzione è affidata a CREDEUS, lo studio che ha lavorato anche al live action di Golden Kamuy.

Spider-Noir: Nicolas Cage è più che perfetto nel trailer finale della serie live action di Prime Video

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Prime Video ha pubblicato i nuovi trailer ufficiali di Spider-Noir, l’attesissima serie live action ambientata in una New York oscura e decadente degli anni ’30 e ispirata al fumetto Spider-Man Noir.

I video promozionali, rilasciati sempre nelle versioni a colori e in bianco e nero, pongono ancor più l’accento sul carattere da noir investigativo e pulp dello show.

Nicolas Cage torna nel mondo di Spider-Man

Per chi ha amato la sua versione animata in Spider-Man: Un nuovo universo, questa nuova serie sembra quasi il naturale passo successivo, visto che Nicolas Cage aveva doppiato proprio .il personaggio di Spider-Man Noir, una delle versioni alternative dell’Uomo Ragno.

Qui, però, Cage interpreta Ben Reilly, un investigatore privato segnato dal passato e ormai caduto in disgrazia, costretto a confrontarsi con la sua vecchia identità di vigilante mascherato dopo una tragedia personale.

Il tono cupo, la pioggia, le ombre, il jazz, lo sporco e monologhi interiori da detective hardboiled preannunciano una serie molto interessante: praticamente è come se fossimo stati catapultati in una Gotham filtrata attraverso il multiverso Marvel.

Un cast di tutto rispetto

Accanto a Nicolas Cage troviamo: Lamorne Morris, Li Jun Li, Jack Huston e Brendan Gleeson, con una lunga lista di guest star formata da Lukas Haas, Cameron Britton e Amanda Schull.

La serie è stata sviluppata, tra gli altri, anche da Phil Lord, Christopher Miller e Amy Pascal, il team creativo dietro Spider-Man: Un nuovo universo. I primi due episodi sono diretti da Harry Bradbeer, nome già noto per lavori come Fleabag e Killing Eve.

Quando esce Spicer-Noir?

Spider-Noir arriverà su Prime Video dal 27 maggio 2026 in oltre 240 Paesi.

Wildwood: il trailer del nuovo film stop-motion di Laika debutta con numeri da record

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Dopo aver incantato il pubblico con la propria maestria tecnica per ben cinque volte — risalendo al 2009 con Coraline e la porta magica — i Laika Studios sono pronti a spiccare il volo con Wildwood. E il debutto del trailer è partito con il piede giusto, anzi giustissimo.

Il filmato di circa due minuti e mezzo è diventato uno dei lanci più importanti di sempre per un film d’animazione, raccogliendo oltre 70 milioni di visualizzazioni su YouTube nelle prime 48 ore e superando i 100 milioni di visualizzazioni complessive su tutte le piattaforme. Quattro giorni dopo, i numeri sono cresciuti ulteriormente fino a oltre 87,2 milioni sulla sola piattaforma video di Google. Anche se il trailer resta dietro alle uscite dei pesi massimi di Pixar e Disney — Gli Incredibili 2 aveva raggiunto 113,6 milioni di visualizzazioni in 24 ore, seguito da Frozen 2 del 2019 con 116,4 milioni — la portata di Wildwood è comunque notevole. Soprattutto considerando che parliamo di un film stop-motion indipendente.

La storia di Wildwood

Diretto da Travis Knight, già noto per Bumblebee, Wildwood è basato sull’omonimo romanzo fantasy del 2011 scritto da Colin Meloy (frontman dei Decemberists) e illustrato da Carson Ellis. La storia segue le avventure di due ragazzini di prima media che scoprono un mondo magico nascosto nella foresta appena fuori dalla loro città di Portland, in Oregon.

Stando alla sinossi ufficiale, “dopo che il fratellino di Prue McKeel (Peyton Elizabeth Lee) viene rapito da uno stormo di corvi, l’adolescente testarda lancia una disperata missione di salvataggio nell’Impenetrabile Wilderness.” Accompagnata dal suo leale ma poco brillante compagno di classe Curtis Mehlberg (Jacob Tremblay), i due si ritrovano coinvolti in un conflitto che minaccia l’equilibrio della foresta stessa, navigando attraverso un mondo popolato di animali senzienti, creature magiche e banditi. Alcuni di questi elementi si vedono già nel trailer, dove quel sapore visivo tipico di Coraline e la porta magica è immediatamente riconoscibile.

Un cast vocale stellare

Oltre a Lee e Tremblay, il cast vocale è davvero importante: Carey Mulligan, Richard E. Grant, Awkwafina, Tom Waits, Charlie Day, Angela Bassett e Mahershala Ali. Knight produce anche il film, mentre alla sceneggiatura troviamo Chris Butler, già collaboratore di Laika su Kubo e la spada magica e attualmente impegnato anche su Masters of the Universe.

Wildwood segna il primo film stop-motion di Laika dal 2019, anno di uscita di Mister Link, e arriva dopo una striscia di cinque candidature consecutive all’Oscar come Miglior Film d’Animazione: Coraline e la porta magica, ParaNorman, Boxtrolls – Le scatole magiche, Kubo e la spada magica e Mister Link. Un curriculum a dir poco impressionante, che pone Laika nell’élite assoluta dell’animazione mondiale insieme a Pixar, Disney e Studio Ghibli.

Il film arriverà nelle sale americane il 23 ottobre 2026. Al momento non è stata comunicata una data di uscita ufficiale per l’Italia né un distributore italiano, ma considerando che tutti i precedenti film di Laika sono stati distribuiti nel nostro paese (gli ultimi tramite Nexo Studios per le riedizioni), è ragionevole attendersi un’uscita italiana in tempi non troppo distanti da quella americana.

GTA 6 è in ritardo di 18 mesi rispetto al piano originale: lo conferma il CEO di Take-Two

In termini di rinvii di alto profilo nel mondo dei videogiochi, Grand Theft Auto VI è probabilmente l’esempio più rappresentativo dell’era moderna. Inizialmente atteso per l’autunno 2025, il titolo di Rockstar Games ha subito una serie di rinvii che hanno spostato la data di uscita al 19 novembre 2026. Ma a quanto pare, c’era anche un piano ancora più anticipato che non era mai stato comunicato pubblicamente: il gioco doveva originariamente uscire nella primavera del 2025.

In un’intervista con David Senra, il CEO di Take-Two Interactive Strauss Zelnick ha spiegato che il titolo è “in ritardo di circa 18 mesi rispetto alla data originale… non molto più di così.” Una dichiarazione che suggerisce come il piano interno iniziale prevedesse un lancio nella primavera dell’anno scorso, anche se questa data non era mai stata ufficializzata.

Un budget mai visto prima per GTA 6

Se i calcoli di Zelnick sono corretti, GTA 6 è significativamente in ritardo sui piani originali — ma è difficile criticare lo studio per essersi preso il tempo necessario, considerando quanto costoso sia stato lo sviluppo. Secondo un recente rapporto di Business Insider, Take-Two avrebbe speso vicino a 1,5 miliardi di dollari per Grand Theft Auto VI, una cifra che supera di gran lunga i budget tipici dei videogiochi anche per gli standard attuali.

Una somma di questa portata richiede attenzioni e rifiniture all’altezza dell’investimento, e la decisione di rinviare il titolo è giustificata da motivi pratici molto solidi. Bastano due esempi recenti per capire perché lanciare un gioco prima del tempo possa essere un disastro: il caos di Cyberpunk 2077 alla sua uscita nel 2020, con CD Projekt RED costretta per anni a correre ai ripari per riportare il gioco a uno stato accettabile, è ancora vivo nella memoria dell’industria. Studi come Rockstar non possono permettersi di ripetere quel tipo di errore, soprattutto su un titolo da cui dipendono buona parte dei loro profitti per gli anni a venire.

Va anche detto che la portata di GTA 6 sembra tale da giustificare un sviluppo prolungato. La precedente iterazione, GTA V, è ancora oggi uno dei videogiochi più venduti di tutti i tempi nonostante sia uscito originariamente nel 2013, segno che Rockstar deve replicare e possibilmente superare un successo già di per sé colossale.

GTA 6

Cosa aspettarsi dai prossimi mesi

Zelnick si è comunque mostrato fiducioso sulla data di novembre, spiegando che la macchina di marketing del gioco partirà nell’estate 2026. Questo significa che, finalmente, dovremmo vedere i primi veri estratti di gameplay — qualcosa che sorprendentemente non è stato ancora svelato pubblicamente, nonostante i trailer rilasciati negli scorsi anni. Per un titolo di questa importanza, l’assenza di sequenze di gioco è una scelta inusuale ma comprensibile: ogni frammento di materiale diventa virale e ogni dettaglio viene analizzato fino allo sfinimento.

La domanda che si pongono milioni di giocatori è quindi una sola: riusciremo davvero a mettere le mani su Grand Theft Auto VI il 19 novembre 2026, o finirà ancora una volta nelle liste dei “giochi più attesi” dell’anno successivo? Solo il tempo lo dirà, ma una cosa è praticamente certa: se e quando uscirà, sarà probabilmente il lancio videoludico più grande dell’era moderna.

Il gioco arriverà al lancio esclusivamente su PlayStation 5 e Xbox Series X/S, con la versione PC ragionevolmente attesa nei mesi successivi seguendo la prassi consolidata di Rockstar Games.

Harry Potter: Gracie Cochrane lascia il ruolo di Ginny Weasley nella serie

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La famiglia Weasley accoglierà presto una nuova sorella. Dopo aver interpretato Ginny Weasley nella prima stagione della serie Harry Potter e la Pietra Filosofale di HBO Max, la giovane attrice Gracie Cochrane ha annunciato il proprio addio al ruolo, citando “circostanze impreviste”. La notizia arriva a pochi mesi dal debutto della serie, fissato per il giorno di Natale, e rappresenta il primo grande cambio di cast per il team creativo.

La produzione è attualmente nella fase finale delle riprese della prima stagione, mentre la seconda — già confermata da HBO — adatterà Harry Potter e la Camera dei Segreti, secondo romanzo della saga di J.K. Rowling. Sarà proprio in quel capitolo che Ginny acquisirà un ruolo molto più centrale rispetto alla prima stagione, ed è questa la stagione per cui sarà necessario trovare una nuova interprete.

Le parole di Cochrane e di HBO

In un comunicato congiunto, la famiglia di Cochrane ha dichiarato: “A causa di circostanze impreviste, Gracie ha preso la difficile decisione di abbandonare il ruolo di Ginny Weasley nella serie Harry Potter di HBO dopo la prima stagione. Il suo periodo all’interno del mondo di Harry Potter è stato davvero meraviglioso, ed è profondamente grata alla casting director Lucy Bevan e a tutto il team di produzione per aver creato un’esperienza indimenticabile. Gracie è molto entusiasta delle opportunità che il suo futuro le riserva.”

HBO ha risposto con un messaggio di sostegno: “Sosteniamo la decisione di Gracie Cochrane e della sua famiglia di non tornare per la prossima stagione della serie Harry Potter di HBO, e siamo grati per il suo lavoro nella prima stagione. Auguriamo a Gracie e alla sua famiglia il meglio.”

Un ruolo che diventerà centrale

Cochrane era stata annunciata nei mesi scorsi come membro del cast insieme ai gemelli Tristan e Gabriel Harland, che interpreteranno Fred e George Weasley, e a Ruari Spooner nel ruolo di Percy. Il suo personaggio ha una presenza relativamente marginale nella prima stagione, ma il suo peso narrativo cresce significativamente già a partire da Harry Potter e la Camera dei Segreti, dove Ginny diventa la vittima inconsapevole del diario di Tom Riddle — che si rivelerà essere uno degli Horcrux. In seguito, lungo l’intera saga, il personaggio diventerà la fidanzata e infine la moglie di Harry.

Bonnie Wright aveva interpretato Ginny nei film live-action, e chiunque erediterà il ruolo nella serie HBO avrà un compito non da poco — soprattutto considerando che si tratta di un’attrice molto giovane chiamata a un ruolo che si svilupperà nell’arco di anni di produzione.

Harry Potter Serie Attori

Il debutto è fissato per Natale 2026

Nel frattempo, Harry Potter e la Pietra Filosofale si prepara al debutto su HBO Max il 25 dicembre 2026 (giorno di Natale), disponibile anche in Italia. La serie è guidata dai tre protagonisti già annunciati: Dominic McLaughlin come Harry Potter, Alastair Stout come Ron Weasley e Arabella Stanton come Hermione Granger.

Il cast adulto include nomi di primissimo piano: John Lithgow sarà Albus Silente, Janet McTeer vestirà i panni di Minerva McGranitt, Paapa Essiedu quelli di Severus Piton, Nick Frost sarà Rubeus Hagrid, Johnny Flynn interpreterà Lucius Malfoy, Luke Thallon sarà Quirinus Raptor (Quirrell nell’originale) e Paul Whitehouse darà il volto ad Argus Gazza (Filch).

Alla guida creativa figurano Francesca Gardiner come showrunner e produttrice esecutiva, mentre Mark Mylod dirigerà diversi episodi. Tra i produttori esecutivi anche J.K. Rowling, Neil Blair e Ruth Kenley-Letts di Brontë Film and TV, oltre a David Heyman di Heyday Films.