La comunità videoludica sta ancora metabolizzando la decisione di Sony di porre fine alla produzione di nuovi giochi PlayStation su disco fisico a partire dal gennaio 2028, annunciata ufficialmente il 1° luglio 2026 sul PlayStation Blog. E ora una delle voci creative più autorevoli dell’intera industria ha detto la sua: Hideo Kojima, il leggendario creatore di Metal Gear Solid e Death Stranding, ha espresso preoccupazione per le implicazioni a lungo termine di questa svolta, con toni che risuoneranno familiari a chiunque abbia pensato seriamente al tema della proprietà digitale.
Kojima al festival Il Cinema in Piazza: “È spaventoso”
Intervenendo durante il festival Il Cinema in Piazza, Kojima ha parlato apertamente di come la notizia lo abbia colpito: “Dato che la produzione terminerà nel 2028 — questo riguarda i videogiochi — sono cresciuto con i supporti fisici, quindi mi rende davvero triste. Attualmente sto comprando molti Blu-ray, vari film, e anche CD.”
Il discorso di Kojima si è poi spostato su un rischio più profondo, legato al modello di streaming: “La situazione è diversa per i giochi, perché vengono scaricati sull’hard drive, il che significa che i dati del gioco rimangono sul proprio hardware. Tuttavia, se le cose si spostano verso lo streaming in futuro, non sarà più così.”
Usando servizi come Netflix come esempio, Kojima ha illustrato la natura del problema: “C’è un server da qualche parte, e si ha essenzialmente solo il diritto di aprire il rubinetto, e quando lo si fa, i dati scorrono fuori.” La conseguenza, dice, è che l’utente non possiede mai davvero i contenuti a cui accede. E da lì nasce la sua vera preoccupazione: “Con le nazioni, la politica e i vari modi di pensare, bisogna naturalmente considerare la possibilità che se avviene un cambiamento, i dati smettano di essere distribuiti. E se ciò accade non potrete guardare o giocare ai film e ai giochi che vi piacciono. Questo è ciò che è spaventoso.”
Una preoccupazione che va oltre i videogiochi
Kojima ha anche esteso il ragionamento al cinema: “Quello che sta accadendo ai videogiochi nel 2028 potrebbe accadere anche ai film. Vorrei che tutti lo tenessero a mente.” Un avvertimento che va ben oltre la discussione sui supporti fisici, e tocca il cuore della questione: in un futuro interamente digitale e in streaming, l’accesso alla cultura — film, musica, videogiochi — dipende interamente da chi controlla i server e dalle condizioni geopolitiche e commerciali del momento.
Kojima non è l’unico esponente del settore ad aver sollevato questi timori. Dopo l’annuncio di Sony, diversi sviluppatori e publisher hanno preso pubblicamente posizione. Michael Douse, direttore editoriale di Larian Studios — lo studio dietro Baldur’s Gate 3 — ha definito la situazione “straziante”. Iam8bit, società specializzata in edizioni da collezione, ha dichiarato: “Siamo profondamente delusi dalla decisione di Sony. I giochi fisici sono fondamentali per la conservazione, la proprietà e la libertà di scelta dei consumatori.”
Cosa cambia davvero dal gennaio 2028
Per capire la portata concreta dell’annuncio Sony: a partire da gennaio 2028, tutti i nuovi titoli PlayStation saranno disponibili esclusivamente in formato digitale, sia sul PlayStation Store che presso i rivenditori fisici — che continueranno a vendere confezioni, ma senza disco all’interno. I giochi già pubblicati su disco prima di quella data non subiranno modifiche. L’unica fabbrica di dischi fisici Sony, situata in Austria, verrà riconvertita alla produzione di microlenti ottiche per tecnologie a basso consumo energetico.
I numeri danno ragione alla decisione dal punto di vista commerciale: secondo i dati finanziari di Sony, l’85% dei giochi venduti su PS5 e PS4 vengono acquistati in digitale, una percentuale in crescita costante. Ma le preoccupazioni di Kojima, dei collezionisti e di chi si occupa di preservazione videoludica riguardano qualcosa che i dati di mercato non riescono a catturare: il diritto di possedere davvero ciò che si acquista, e la garanzia che quei contenuti siano accessibili indipendentemente dalle decisioni future di server, piattaforme e governi.


