Intervista al cosplayer Gabriele “Gabbo” Valenti!

Quando ti avvicini al mondo del cosplay è naturale andare alla ricerca di ispirazione, tutorial, spiegazioni o anche solo altri appassionati del genere per vedere i loro (capo)lavori.

Quando però si parte alla ricerca di tali ispirazioni, ci si accorge subito come la scena del cosplay “di alto livello” sia dominata per lo più da artisti e cosplayer stranieri.

Anche se le fiere italiane dedicate a fumetti e videogame continuano a spuntare come funghi un po’ in tutta Italia, comparendo anche in piccoli contesti cittadini, avevo l’impressione che gli artisti nostrani capaci di tenere testa alle top-star straniere, soprattutto a quelle americane,  si potessero davvero contare sulle dita di una mano.

Invece, partecipando al Lucca Comics and Games dell’anno scorso e grazie alla parata Blizzard (e non solo), ho piacevolmente constatato quanto fossi in errore, scoprendo quanti cosplayer italiani in realtà siano agli stessi livelli degli altri appassionati stranieri ma, purtroppo, non ottenendo la stessa popolarità.

Intervista a Gabriele “Gabbo” Valenti, cosplayer italiano ma anche conoscitore diretto della scena straniera del cosplay

Ho deciso quindi di realizzare una sorta di rubrica in cui approfondire la conoscenza di questi cosplayer “importanti”, facendo loro qualche domanda per capire quanta passione, impegno e soprattutto errori ci vogliano per riuscire a raggiungere determinati obbiettivi, anche in un hobby!

Vi presento quindi il nostro primo ospite: Gabriele Valenti, in arte Gabbo86, che ho conosciuto grazie ad Overwatch ed al suo cosplay di McCree!

Partiamo da qualche domanda generica. Parlaci un po’ di te: cosa fai nella vita?

Ciao a tutti! Mi chiamo Gabriele, per tutti Gabbo, ho 32 anni e sono di Torino, ma vivo a Valencia, in Spagna.

Nella vita lavoro come Social Media Manager per vari Comic-Con, presenzio come ospite ad eventi cosplay e non, e faccio streaming!

Cosa ti ha portato ad avvicinarti al mondo del cosplay?

Mi sono avvicinato a questo mondo nel 2011, dopo aver visto il film Watchmen di Zack Snyder.

Mi sono appassionato tantissimo al personaggio di Rorschach, tanto che ho cercato online se qualche negozio ne vendesse il costume di carnevale. Si, avete letto bene: carnevale!

Mi sono poi imbattuto nella parola “cosplay”, così mi sono informato su cosa fosse e ho partecipato alla mia prima fiera nello stesso anno, al Torino Comics.

Qual è stato il tuo primo cosplay in assoluto? E come lo hai realizzato?

Il mio primissimo cosplay stato appunto Rorschach da Watchmen, di cui ho comprato praticamente tutto quanto.

L’unica cosa realizzata a mano è stata la maschera: l’inchiostro ha la particolarità di reagire al calore del respiro, quindi sembra che cambi forma!

È un colore particolare che di solito si usa per verniciare parti di auto, ma quello era specifico per tessuti! Si da una base di trasparente, poi l’inchiostro e infine di nuovo il trasparente, così da creare degli strati per il quale il colore reagisca appunto al calore!

“Nessun compromesso. Nemmeno di fronte all’apocalisse. Questa è sempre stata la differenza tra noi.” Rorschach – Watchmen. Questo film è qualcosa di INCREDIBILE, ed ho amato così tanto il personaggio di Rorschach che è stato proprio con lui che ho iniziato a fare cosplay, nel 2011, al mio primo Torino Comics ❤🔝 Ringrazio di cuore @simone_forelli_fotografo per la foto EPICA ❤ Qual è stato il vostro primo cosplay? ❤ . . . #cosplay #cosplayer #cosplayersofinstagram #cosplayphoto #cosplayguy #film #filmphotography #cinema #zacksnyder #rorschach #dress #mask #ink #loveit #picture #picoftheday #photography #photoset #photooftheday #bestoftheday #watchmen #comics #dc #dcuniverse #amazing #awesome #dceu #dccomics

Un post condiviso da Gabriele Valenti (@gabbo.86) in data:

Qual è la parte che ti piace di più del cosplay? Ce n’è una invece che, al contrario, rimandi fino all’ultimo perché non riesci proprio a fartela piacere?

La parte che mi piace di più è sicuramente lo studio del personaggio.

Parto da un personaggio al quale assomiglio fisicamente e caratterialmente. Dopo di che, parte il vero e proprio studio, cercando qualsiasi informazione inerente (il background, la storia, le fasi importanti) e alla fine metto insieme il piano per realizzarlo.

La parte che mi piace meno invece è purtroppo quella di dover costruire il tutto: accessori, vestiario, armi (se presenti).

Ad esser sincero, non mi ci sono mai impegnato seriamente, sotto quel punto di vista.

Ho sempre preferito dare spazio all’interpretazione del personaggio, ricevendo una grossa mano nel costruire e realizzare i vari cosplay.

Ci parli un po’ dei progetti che ti stanno impegnando in questo momento?

Ho tralasciato un momento il campo del cosplay, perché mi sto concentrando tanto sulla piattaforma di Twitch, che devo dire mi sta dando molte soddisfazioni!

Però al momento ho 3 progetti in sospeso, e spero di portarli a termine al più presto: McCree di Overwatch, con la skin Blackwatch; un Mandaloriano di Star Wars (per intenderci, coloro che vestono come Boba Fett) e, infine, infine Cayde 6 di Destiny 2.

Quest’ultimo è particolarmente complesso data la mole infinita di dettagli sul vestito!

Qual è il cosplay da sogno nel cassetto che ti piacerebbe realizzare?

In realtà l’ho già realizzato, e si chiama Garrus Vakarian! Lo vidi per la prima volta a Cartoomics 2014, indossato da Alessandro Stante, col quale siamo amici.

Tre anni dopo, nel 2017, ho avuto la possibilità di realizzarlo proprio grazie a lui: ho commissionato ad Alessandro l’intera armatura, mentre la maschera l’ho commissionata a Chiara Bartoli.

Insieme, hanno realizzato il mio più grande sogno da cosplayer!

Quali sono secondo te gli attrezzi migliori che non possono mancare ad un cosplayer? E quali invece sono i migliori materiali?

Se vogliamo partire dalla base, come attrezzi partirei senza ombra di dubbio da un cutter e da una pistola termica!

Ovviamente ci sono moltissimi altri attrezzi utili, come il dremel ed il pirografo, ma devo dire che ultimamente anche le stampanti 3D si possono considerare un attrezzo, dato che stanno dando una mano enorme ai cosplay per quanto riguarda armi, accessori e pezzi di armature.

Per i materiali invece, uno su tutti: foam, come se piovesse!

È un materiale a dir poco fantastico, col quale si possono fare un’infinità di lavori stupendi, se si conoscono i trucchi della sua lavorazione alla perfezione.

Cosa ne pensi della scena cosplay italiana rispetto a quella estera?

Posso dire di avere una visione di entrambe, quindi penso che il mio giudizio sia ottimale in questo caso: la scena italiana ha grandi personalità di eccellenza, sia nella costruzione che a livello interpretativo.

Siamo, secondo me, spunto e riferimento per le altre nazioni in quei campi.

La scena estera, invece, è molto varia: vivendo a Valencia ed essendo stato ospite quasi a tutte le fiere spagnole, ho visto gente di tantissime nazioni diverse.

Quello che mi ha sicuramente colpito è stata l’umiltà e la voglia di mettersi sempre in gioco: spesso purtroppo, manca una delle due a noi italiani, oppure pensiamo di “essere arrivati” vincendo un premio qualsiasi.

Credo che però un premio non giudichi di certo le persone che siamo, ma semplicemente ci mette in una classifica.

A quali fiere ti potremo vedere prossimamente?

In Italia poche purtroppo.

Vivendo in Spagna non ho la possibilità di partecipare a tante fiere italiane.

Sicuramente sarò presente al Dreamhack Valencia come Press, il che mi permette di poter vedere molte anteprime delle periferiche gaming, partecipare ai mett&greet con grandi professionisti dell’eSports e avere dei piccoli privilegi!

Quali consigli daresti a qualcuno che decide di avvicinarsi al mondo del cosplay?

Una sola cosa: prendetela come un gioco! Ma sul serio.

Siamo persone che si vestono da personaggi di cartoni animati, fumetti o videogame: ci si dovrebbe divertire, come prima cosa!

Dovremmo inoltre smetterla di essere invidiosi o fare le vittime del momento, ma avere piuttosto avere tanta umiltà!

Gli direi anche di partecipare alle gare cosplay, in modo da accendere (si spera) la scintilla della competizione sana, quella che ti spinge a migliorare le tecniche ogni giorno e che, a livello personale, ti fa crescere con l’idea che puoi raggiungere certi livelli, accrescendo così la stima in te stesso.

Ringrazio Gabriele Valenti per essere stato gradito ospite qui su Justnerd e di aver risposto alle mie domande da cosplayer curiosa.

Potrebbe piacerti anche