Pokémon Black e il lato oscuro del fandom di Pokémon

Di leggende metropolitane e storie dell’orrore a tema Pokémon ne è pieno il web. La creepypasta, questo il nome di questo tipo di brevi racconti, più famosa è, senza ombra di dubbio, quella di Pokémon Black.

Pokémon Black: la trama, in breve

A raccontare questa storia è un collezionista di giochi Pokémon non ufficiali che, un giorno, si imbatte in una strana cartuccia per Game Boy completamente nera senza alcuna scritta sull’etichetta.

Il gioco segue i canoni di tutti gli altri titoli, con le palestre e le medaglie, gli allenatori da battere e mostriciattoli tascabili da catturare. L’unica, vera, differenza è che al giocatore viene dato un solo Pokémon, uno spettro di livello 1 ed una sola mossa: Maledizione.

Il Pokémon avversario è troppo spaventato per poter attaccare lo spettro. Ogni volta che viene usata la mossa Maledizione, lo schermo diventa completamente nero e si può udire il verso del Pokémon difensore distorto, eseguito con una tonalità inferiore a quello normale. Successivamente riappare la schermata della battaglia, ma il Pokémon avversario sembra sparito. Se usata durante un combattimento contro un allenatore, la Pokéball contente il Pokémon appena sconfitto scompare dalla barra nell’angolo.

Questo significa che il Pokémon è morto.

Il tema della morte nel mondo dei Pokémon

In realtà, senza andare a scomodare queste storie, il tema della morte è presente fin dall’inizio della saga, con la tristemente famosa Lavandonia. Nelle generazioni successive, però, il suo peso all’interno della trama è stato notevolmente ridotto.

I Pokémon possono morire, questo è certo, ma non è dato sapere come questo possa accadere. I nostri compagni di lotta, infatti, possono, al massimo, perdere i sensi o andare al tappeto.

Pokémon Black, invece, esplora il lato più oscuro di questi giochi: e se queste creature provassero dolore? E se potessero, addirittura, morire?

Ma non finisce qui: dopo aver completato il gioco ed aver sconfitto tutti gli allenatori, infatti, lo spettro si rivolta contro il giocatore. L’unica cosa da fare, a quel punto, è spegnere e riaccendere la console, per scoprire che l’unica opzione disponibile è “Nuovo Gioco”.

Ovviamente, si tratta, come già detto, di una leggenda metropolitana. Tuttavia, le versioni non ufficiali di Pokémon esistono davvero. Alcune di queste sono così tanto particolari, da essere diventate veri e propri oggetti da collezione.

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Fonte: Kotaku

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