Dopo il successo di Project Hail Mary — il romanzo da cui è stato tratto il film con Ryan Gosling, uno dei maggiori successi cinematografici degli ultimi anni — Andy Weir è al lavoro sul suo prossimo libro di fantascienza. E stando alle indiscrezioni, questa volta potrebbe immergersi in una delle tecnologie più discusse e controverse del momento: l’intelligenza artificiale.
Weir aveva anticipato il progetto in un’intervista rilasciata alla National Academy of Engineering nel 2024: “L’IA ha un ruolo significativo. Ma lo sto facendo a modo mio, non sto scrivendo una storia di robot che si innamorano o qualcosa del genere.” Suona esattamente come ci si aspetterebbe da lui: niente cliché, molta sostanza tecnica.
Un autore con un vantaggio raro: la conoscenza reale del funzionamento dei computer
Quello dell’intelligenza artificiale è un territorio che si adatta particolarmente bene al background di Weir. Prima di diventare scrittore a tempo pieno, l’autore aveva lavorato come programmatore informatico, incluso un periodo alla Blizzard dove aveva contribuito allo sviluppo di Warcraft II: Tides of Darkness. Quella base tecnica lo distingue dalla maggior parte degli scrittori di fantascienza che si avvicinano all’IA come concetto narrativo puro, senza una comprensione pratica del machine learning.
“Scrivere una storia che coinvolge l’IA rientra un po’ nelle mie corde perché so come funzionano i computer. E so più di machine learning rispetto alla maggior parte degli scrittori di narrativa, credo. Quindi sì, mi sto divertendo con questo,” ha dichiarato Weir in una successiva intervista rilasciata a ScreenRant, in cui ha anche confermato che il nuovo libro non sarà un sequel di nessuna delle sue opere precedenti: “Non ne parlo pubblicamente, ma è fantascienza, ovviamente, e una storia nuova e autonoma. Non è un sequel di niente.”
Cosa potrebbe dire Weir sull’IA: ottimismo tecnologico in controtendenza
La domanda più interessante non è cosa farà Weir tecnicamente con l’argomento, ma cosa vorrà dire. L’autore ha già espresso in passato una certa insofferenza verso la tendenza distopica della fantascienza contemporanea: ha criticato Black Mirror definendo la serie una manifestazione di “tecno-fobia” e sostenendo che descriva la tecnologia come qualcosa di inevitabilmente rovinoso.
L’intelligenza artificiale è già un argomento polarizzante, soprattutto nel mondo dell’intrattenimento, dove le preoccupazioni legate all’uso delle opere degli artisti per addestrare modelli, alla sostituzione dei lavoratori creativi e alla proliferazione di contenuti sintetici hanno generato battaglie legali e industriali. Un approccio ottimista al tema potrebbe urtare parte del pubblico se le preoccupazioni reali venissero trattate superficialmente. Ma Weir potrebbe anche sorprendere tutti con una visione più sfumata di quanto i suoi commenti precedenti lascino intendere.
Finora Weir ha pubblicato tre romanzi: The Martian nel 2011, adattato da Ridley Scott nel film con Matt Damon del 2015; Artemis nel 2017; e Project Hail Mary nel 2021. L’autore ha dichiarato di non avere ancora un’idea “abbastanza forte” per giustificare un sequel di quest’ultimo. Nessun dettaglio aggiuntivo sul nuovo romanzo è stato ancora comunicato, inclusa la data di pubblicazione.

