Outer Darkness: Dentro la Tenebra Vol. 1 – Recensione

SaldaPress con le sue storie ci ha da sempre portati fino ai confini più estremi dell’immaginazione. Con la pubblicazione a dicembre 2019 di Dentro la Tenebra, il primo volume di Outer Darkness, il fantascientifico racconto targato ImageComics e che porta le firme di John Layman (storia) e Afu Chan (disegni), ha deciso di andare ben oltre questi confini, e ci porterà in un viaggio intergalattico dove tecnologia, avventura e misticismo, si fondono in un mix esplosivo fino ad arrivare a sfidare le insidie dentro la misteriosa Tenebra Profonda, la zona estrema dell’universo dove solo le anime dei morti si avventurano. Una storia talmente incredibile che SaldaPress ha deciso di renderla una delle protagonista del Free Comic Book Day 2019. 

L’umanità ha colonizzato con successo la galassia. Ma lo Spazio, in tutta la sua smisurata vastità, è tutt’altro che un luogo sicuro. Così, quando il Capitano Joshua Rigg e l’equipaggio della nave stellare Charon partono per una disperata missione di salvataggio nelle profonde oscurità dello Spazio, si imbattono in fenomeni destinati a sconvolgere la loro missione e la loro esistenza: possessioni demoniache, fantasmi e orrorifiche presenze cosmiche che popolano la zona dello Spazio conosciuta da tutti come La Tenebra. Così, gli uomini e le donne della missione devono presto fare i conti con una drammatica realtà: là fuori, nell’Universo sterminato, tutto ciò che incontrano vuole ucciderli.

Un viaggio ai confini dello spazio e della realtà

Outer Darkness segue le imprese del capitano Joshua Jerome Rigg, comandante della Caronte, il vascello di recupero da spazio profondo più veloce e meglio equipaggiato del servizio galattico, alle prese con la sua più rischiosa e spregiudicata missione: 9 mesi per un salvataggio top secret per conto del Servizio Galattico.

Non fatevi però ingannare dalla nobiltà di tale impresa, dalle lustre divise aderenti, dal desiderio di esplorare le ignote vastità dello spazio e neanche dalla potenza dei motori warp. La Caronte non è l’Enterprise e il comandante Rigg non è certo Picard, anche se la sua boria e allergie alle regole strizzano decisamente l’occhio alle imprese di un giovane Kirk.

Layman con Outer Darkness ci propone una storia che per molti versi prende comunque spunto da quelli che sono i canoni classici della narrativa dell’esplorazione spaziale, partendo proprio da quella di ispirazione televisiva come Star Trek senza scordare le atmosfere ansiogene ed adrenaliniche di Alien. Lo rivediamo ad esempio nel ritmo narrativo di tutto il racconto, caratterizzato da una struttura ad episodi dove il viaggio della Caronte verso la Tenebra Profonda viene costellato di incontri ed imprevisti vari oppure nelle scene dove predatori alieni, che nell’oscurità dei bui corridoio di astronavi in rovina cacciano e mietono le loro vittime.

Nonostante queste similitudini Outer Darkness rimane un’opera con una forte originalità dove Layman prende appunto molti degli elementi familiare al lettore di fantascienza ma li combina in nuove, improbabili e perciò interessanti alchimie, dando vita ad un universo mai visto prima.

Lo spazio ignoto non è quindi più luogo di scoperta e di avventura, ma diviene la casa di spettri e demoni, impersonificazione delle paure più ancestrali dell’umanità. La razionalità della scienza si intreccia in maniera indissolubile con la magia del misticismo e con la  mitologia classica. La Caronte è così una astronave popolata non solo da primi ufficiali ed ingegneri aerospaziali, ma anche da squadre di matematici in grado di castare barriere quantiche a protezione della loro astronave. Squadre di esorcisti sono pronte ad usare le arti mistiche per liberare i loro compagni da aliene possessioni. Il motore a curvatura permette sì di viaggiare oltre la velocità della luce, ma è ora alimentato con sacrifici umani che vengono offerti al millenario dio sumero intrappolato al suo interno. Gli stessi alieni predatori, addirittura le stelle, sono in realtà antiche entità demoniache. E al posto di un consigliere betazoide ritroviamo una vecchia megera che ricopre il ruolo di oracolo di bordo e guida il suo comandante consultando una sfera magica.

Ma è soprattutto l’intreccio di relazioni che si viene a creare tra il comandante e il suo equipaggio, e in particolare coi suoi ufficiali, a rappresentare la nota forse più caratteristica di Outer Darkness. Perché inutile girarci intorno, il comandante Rigg è, per sua stessa ammissione, un tipo particolare di str**** e non fa nulla per nasconderlo al suo equipaggio che lo ricambia con assoluto ed autentica antipatia. A differenza di quanto ci si possa aspettare, questo sentimento viene acuito dalle prove alle quali è sottoposto l’equipaggio durante il viaggio della Caronte. Ad ogni difficoltà, ad ogni nuovo demone affrontato, aumenta la distanza tra il comandante e i suoi ufficiali (almeno quelli che sopravvivono) che si dividono in fazioni sempre più ostili tra loro, rendendo lo sviluppo della trama tanto inaspettato quanto avvincente.

A tutto questo aggiungiamo anche l’ottimo lavoro grafico fatto da Chan, dove il dosato contrasto tra elementi stilizzati e tratti più accurati per evidenziare personaggi chiave, e l’uso accorto dei colori tra tonalità chiare scure, aiutano il lettore ad essere sempre ben focalizzato, specie nelle scene più ricche di azione che potrebbero altrimenti confonderlo. Da notare poi come Chan si trovi sempre perfettamente a suo agio nei diversi registri grafici che accompagnano la storia, dalle epiche scene dei salti a curvatura o delle coloratissime scene a doppie pagine, ai siparietti comici, quasi in stile manga, tra alcuni membri dell’equipaggio, alle immagini drammatiche delle lotte per la sopravvivenza, lotte sempre colorate da un tocco grafico decisamente splatter.

Il primo volume di Outer Darker si conferma quindi decisamente un promettente inizio di una storia che ha tutte le premesse per appassionare il lettore per molti volumi ancora. Unico rischio da evitare è che la storia resti intrappolata nella sua struttura ad episodi che potrebbe annacquare la forza narrativa della trama principale, anche se viste le premesse, questo rischio sembra per ora ben scongiurato. Aspettiamo volentieri i prossimi volumi di Outer Darkness per averne conferma.

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