I primi test di “animazione sospesa” sono già in corso e l’ipersonno di Alien diventa meno fantascientifico

La fantascienza ci ha mostrato ormai da decenni tecniche quali l’ibernazione o l’animazione sospesa.

Si tratta di procedure tramite le quali degli esseri umani vengono messi in uno stato di temporanea “semi-vita”, al fine di ridurre al minimo le attività vitali e, per esempio, facilitare i viaggi spaziali.

L’animazione sospesa, o ibernazione, è ancora molto lontana, ma recentemente medici USA hanno utilizzato una tecnica simile per degli interventi chirurgici

I primi test sull’ibernazione sono già in corso: in un’ospedale statunitense del Maryland, USA, dei chirurghi stanno effettuando le prime operazioni su pazienti in condizioni critiche mantenuti in stato di animazione sospesa.

Vediamo come si sono svolte queste prime esperienze e in che modo lo sviluppo di queste tecniche (e tecnologie correlate) potrebbe rivoluzionare certi aspetti della vita umana.

L’Animazione Sospesa: cos’è e come dovrebbe funzionare?

Sappiamo tutti che gli esseri umani sono animali a sangue caldo, e per natura hanno una temperatura corporea media che si aggira intorno ai 36 gradi. Sopra questa soglia vi è la febbre (o anche ipertermia), sotto questa l’ipotermia; entrambe queste condizioni non sono ottimali per la vita umana e, in condizioni critiche, sono deleterie per l’organismo portando alla morte.

Portare un corpo in animazione sospesa significa fondamentalmente rallentarne il più possibile il metabolismo cellulare, riducendo al contempo la respirazione, il battito cardiaco, le funzioni cerebrali e tutte quelle altre cose che differenziano, a livello biologico, un corpo vivente da uno non più vivente.

Quando si parla di animazione sospesa, o ibernazione, ci si riferisce sempre ad una condizione in cui il corpo si trova ad una temperatura bassa, ma comunque superiore 0 gradi Celsius. Questo perché, portare un corpo sotto questa soglia di temperatura farebbe congelare l’acqua contenuta nelle nostre cellule. Il ghiaccio, si sa, a parità di massa è più voluminoso dell’acqua e la formazione di cristalli di ghiaccio intracellulare porterebbe quindi alla rottura della membrana cellulare, con ovvie conseguenze sulla speranze di vita del soggetto in questione.

L’animazione sospesa, al contrario, avviene a temperature sì basse ma superiori a quelle di congelamento, permettendo al corpo di mantenersi in vita e in buono stato con un metabolismo rallentato.

Animazione sospesa nella fantascienza

Secondo Wikipedia, la prima menzione del concetto di animazione sospesa nella fantascienza risale al 1862, nel racconto breve L’uomo dall’orecchio spezzato di Edmond About, anche principi simili li ritroviamo persino in autori che non accosteremmo in senso stretto alla fantascienza, come Emilio Salgari e H.P. Lovecraft.

Per quanto riguarda il mondo del cinema, gli esempi sono innumerevoli: dall’immenso 2001: Odissea nello spazio, passando per l’ipersonno di Alien, fino al sottovalutato Passengers del 2016.

Siamo ancora lontani, è il caso di dirlo, anni-luce dalla realizzazione di un’animazione sospesa funzionale e affidabile come quella letta e vista in queste opere di fantasia, m come i lunghissimi tragitti interstellari, ogni viaggio inizia con un primo piccolo passo.

Da qualche parte bisogna pure iniziare

Il bisogno, si sa, aguzza l’ingegno.

È stata quindi la medicina il primo campo in cui si sono svolti i primi tentativi di animazione sospesa. In particolare, i chirurghi del Maryland citati all’inizio, hanno recentemente operato un paziente, che versava in condizioni molto critiche per un grosso trauma, tramite l’ausilio di questa tecnica.

Per praticare la procedura che hanno chiamato (forse poco modestamente) Emergency Preservation and Resuscitation (EPR), hanno abbassato la temperatura corporea del paziente portandola tra i 10 e i 15 gradi, sostituendo al contempo tutto il sangue con una soluzione salina molto fredda. Hanno quindi potuto operare con più tempo a disposizione un paziente che sarebbe altrimenti deceduto nel giro di pochi minuti.

I medici hanno tutt’ora mantenuto uno stretto riserbo sugli esiti della loro operazione, anche se si pensa che gli interventi di questo tipo possano essere stati anche più di uno.

Il dottor Samuel Tisherman, a capo dell’operazione, ha dichiarato che i primi esiti di questi trial clinici arriveranno verso la fine del 2020.

È importante far notare come l’EPR sia una procedura messa in atto solo come “ultima spiaggia” su pazienti che altrimenti avrebbero avuto solo il 5% di probabilità di sopravvivere.

Precedentemente si sono svolti comunque molti procedimenti simili su alcuni animali da laboratorio, la maggior parte con esito positivo, a partire dal 2006 circa.

Il futuro

Il progresso scientifico viaggia ad una velocità sempre maggiore. Nessuno può prevedere le possibilità e gli orizzonti che la scienza saprà aprirci nei prossimi decenni, e se la tecnica dell’animazione sospesa sarà mai attuabile in maniera simile a quanto opere di fantasia ci hanno abituato. Ma la ricerca prosegue.

Mi colpiscono sempre i progressi fatti dagli smartphone. 30 anni fa un telefono cellulare pesava un paio di chili, necessitava di una batteria grande quanto una ventiquattrore e si limitava a farci fare chiamate gracchianti e disturbate.

Oggi teniamo in mano una fotocamera-videocamera, un modem, un navigatore GPS, un riproduttore di audio e video, per non parlare di lettori di impronte digitali o sistemi di riconoscimento facciale.

In un mondo così, forse non è troppo immaginarci, fra 100 anni, percorrere una crociera Terra-Marte in quelle che a noi sembreranno poche ore perché passeremo il tempo in animazione sospesa.

Fonte: Newscientist

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