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Capitan Marvel: tutto quello che dovete sapere! – Parte Seconda

Come abbiamo visto nella prima parte del nostro speciale su Capitan Marvel, in parecchi hanno rivestito questo ruolo, tra cui la ex Ms. Marvel. Anche se è la seconda per importanza, Carol Danvers è la quinta persona a reclamare il titolo di Capitan Marvel in ordine cronologico. E non è neanche la prima donna.

All’inizio degli anni ’80 tirava una grande aria di rinnovamento nel mondo dei fumetti di supereroi. La DC riorganizzò il suo parco testate e snellì la continuity dopo l’evento chiamato Crisi sulle Terre Infinite; in Marvel, molti pensarono che fosse necessario fare lo stesso.

Capitan Marvel: un ruolo per molti, ma non per tutti!

Non andò così, ma si colse l’occasione per introdurre molti personaggi nuovi, e il nome di battaglia di Capitan Marvel fu riassegnato all’esordiente Monica Rambeau, una donna afroamericana, tenente della polizia fluviale di New Orleans, e dunque prima donna di colore a reclamare il titolo di “capitano“, che finora era stato esclusivo appannaggio di maschi bianchi.

capitan marvel monica rambeau

Dopo una lunga permanenza nei Vendicatori, di cui assunse brevemente anche la leadership, Monica ha militato anche in formazioni più insolite, come un gruppo informale di supereroi esclusivamente neri fondato da Black Panther, e il bizzarro team Nextwave, un gruppo antiterrorismo finanziato interamente con fondi privati di una multinazionale, protagonista di una serie che faceva un po’ la parodia di Authority e di certi suoi eccessi.

Nella seconda metà della sua carriera Monica ha rinunciato al nome Capitan Marvel, e dopo averne cambiati tre o quattro ora si fa chiamare Spectrum, e milita negli Ultimates, la versione dei Vendicatori dedita esclusivamente alle minacce cosmiche. I suoi poteri, ben descritti dall’ultimo nome, consistono nella capacità di trasformarsi in qualsiasi forma di energia compresa nello spettro dei fenomeni elettromagnetici.

I figli son piezz’e core: Genis-Vell e altri parenti poveri di Capitan Marvel

Ogni supereroe si merita una grande storia d’amore! Quella di Mar-Vell fu con una forma di vita artificiale creata su Titano di nome Elysius. O forse no, visto che era soprattutto lei ad amare lui, al punto che dopo la morte del compianto capitano decise di fecondarsi con un campione delle sue cellule e mettere al mondo un figlio maschio e una femmina, Genis-Vell e Phyla-Vell.

Capitan marvel gen-vell

Il primo reclamò il titolo di Capitan Marvel sul pianeta terra, per uno scherzo del destino si trovò legato a Rick Jones dalle Nega-Bande proprio come era accaduto al padre, e così divenne un supereroe dai poteri quasi immensi costretto a imparare come si combatte la giusta battaglia dalla più famosa “spalla senza superpoteri” di tutti tempi.

Stiamo parlando di Captain Marvel vol. 4, una delle serie più divertenti e sottovalutate della Marvel degli anni 2000, grazie soprattutto al talento di Peter David, storico scrittore di Hulk, che qui riutilizzò molti dei comprimari creati nelle storie del Golia Verde.

capitan marvel phyla

Quando il fardello della coscienza cosmica si rivelò tale da far impazzire il giovane Genis, sua sorella Phyla-Vell reclamò brevemente il titolo al suo posto. Purtroppo, i due eroi hanno condiviso anche il destino del padre di morire prematuramente: Genis è stato disperso nella dimensione oscura dal Barone Zemo, mentre Phyla è stata uccisa da Thanos, presa nel mezzo dell’ennesimo scontro tra il Titano, Adam Warlock, e il suo alterego Magus.

Ogni supereroe, però dicevamo, si merita una grande storia d’amore, e così Mar-Vell ha amato anche Anelle, una principessa ribelle degli Skrull, il popolo di alieni mutaforma a cui avrebbe dovuto giurare guerra: dalla loro unione è nato il supereroe adolescente Hulkling, che vive sulla terra e non reclama l’eredità del capitano ma ne continua la discendenza.

Nessuno vuole essere il cattivo di questa storia: Noh-Varr, il Capitan Marvel che non ti aspetti

In un universo alternativo, il più grande guerriero Kree pelle rosa non è Mar-Vell, ma l’adolescente Noh-Varr. Modificato con il DNA di uno scarafaggio per essere tenace, resistente, e capace di nutrirsi di praticamente qualsiasi cosa come l’insetto infestante, in grado di modificare il proprio corpo grazie a dei nano-robot presenti nel suo sangue, e collegato a una versione portatile dell’Intelligenza Suprema chiamata Plex, Noh-Varr è giunto nell’universo Marvel principale (quello indicato col numero 616) per un banale incidente di navigazione.

Dopo qualche avventura con il nome d’arte di Marvel Boy, è stato reclutato da Norman Osborn per gli Oscuri Vendicatori, una versione distorta degli eroi più potenti della terra che l’arcinemico di Spider-man comandava quando era divenuto ministro della difesa e capo dello S.H.I.E.L.D. al posto di Tony Stark. Incapace di cogliere certe sottigliezze della nostra società, il giovane accettò di servire nella squadra con il nome di Capitan Marvel, per poi ritirarsi quando comprese da che razza di canaglie era circondato.

Cominciò allora una carriera da solista con il nome di Protector, per rivelarsi comunque un po’ troppo brutale per i gusti dei colleghi, e finì per smussarsi gli angoli durante un periodo con i Giovani Vendicatori, di nuovo nei panni di Marvel Boy.

Il Capitan Marvel della Distinta Concorrenza: Shazam!

Nel 1938 una casa editrice che oggi non esiste più, la Fawcett, pubblicava un personaggio chiamato “Capitan Marvel“. Quando diceva la parola magica “Shazam!” il ragazzino di nome Billy Batson si trasformava in una brutta copia di Superman, che rappresentava anche un po’ l’adulto ideale agli occhi di un bambino.

Questo fumetto godette di una popolarità immensa durante la Golden Age, l’epoca delle origini dei supereroi, e alla DC non andava tanto giù che un così grosso successo avesse travolto un personaggio tanto simile al suo supereroe di punta. Cercò allora di bloccarne la pubblicazione in ogni modo possibile, e poi finì per acquistarne i diritti, diventando così l’editore di un fumetto di supereroi intitolato “Capitan Marvel“… Proprio mentre la Casa delle Idee faceva lo stesso.

capitan marvel shazam

Ciò diede inizio a nuove liti in tribunale, e oggi la Distinta Concorrenza ha chiuso la questione ribattezzando il personaggio “Shazam” come la parola magica, e guarda caso è anche il titolo di un cinecomic annunciato per il 2019, che sembra destinato a scrollare di dosso alla DC cinematografica quell’alone di tenebrosità che l’ha caratterizzata finora.

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