La pietra nera della magia – Recensione

la pietra nera della magia Brooks

In tutte le librerie d’Italia trovate La pietra nera della magia di Terry Brooks, edito da Mondadori, primo capitolo di una tetralogia dal roboante titolo La caduta di Shannara che concluderà la quarantennale saga fantasy di Shannara, il cui volume d’esordio risale al 1977.

Non è un caso, infatti, che questo libro giunga nelle librerie americane proprio in occasione del quarantennale della serie, anche se da noi è comparso solo quest’anno. Brooks sembra infatti ben deciso a chiudere la serie di Shannara con il botto per poi dedicarsi ad altri progetti.

La pietra nera della magia è il primo capitolo della quadrilogia de La caduta di Shannara

Non è un mistero, infatti, che negli anni la saga di Shannara abbia costituito per il suo autore più una gabbia che altro. Già dopo i primi tre capitoli (la classica Saga di Shannara), Brooks si lanciò in un progetto del tutto diverso, ovvero la serie di Landover, pur con diverse perplessità da parte del suo stesso editore.

Visto che le vendite non furono soddisfacenti, Brooks ritornò alla serie di Shannara con altri quattro volumi (la Saga degli Eredi di Shannara) e così ha fatto per decenni, alternando nuovi cicli di Shannara ad altre cose più personali.

Avendo ormai superato la settantina, è perfettamente comprensibile che Terry Brooks abbia deciso di chiudere tutto e di impiegare la parte finale della sua carriera con progetti di diversa natura.

Prima di iniziare con la recensione di La pietra nera della magia, tocca inevitabilmente spendere due parole sul mondo fantasy ideato da Terry Brooks: le vicende si svolgono nel mondo reale, ma migliaia di anni avanti nel futuro, quando le guerre nucleari hanno distrutto tutto e i pochi superstiti sono tornati in uno stato praticamente medioevale.

In questo scenario sono nate diverse razze che si sono pian piano spartite porzioni di territorio: gli Elfi ad ovest, i Nani ad est, Gnomi e Troll a nord e gli Uomini al sud. In mezzo, il dominio dei Druidi chiusi nella fortezza di Paranor.

Tutto finisce, quindi, e questo sembra essere un po’ il leit motiv di questo romanzo, un romanzo che inizia con una spedizione dei Druidi che finisce brutalmente massacrata nell’estremo nord ad opera di un misterioso ed inarrestabile esercito che lascia dietro di sé solo morte e devastazione. Nessuno sa da dove venga questo esercito e quale sia il suo scopo, l’unica cosa che si conosce è la sua immensa potenza.

la pietra nera della magia Terry Brooks

Si tratta dell’inizio di una minaccia destinata a distruggere per sempre le Quattro Terre e i pochi che possono salvarla sono un manipolo di improbabili eroi, fra i quali spiccano Tarsha, una ragazza in possesso della magia del Canto Magico, e Drisker Arc, Druido Supremo costretto alla macchia.

Altro non dico riguardo alla sinossi per evitare di incappare nei nazi-spoiler, mi limito a dire che fra i personaggi compare anche un bambino dal nome mooooolto particolare. Leggete e vedrete.

Per ora posso solo dire: finalmente!

Diciamocela tutta: le ultime serie di Shannara avevano un respiro molto diverso rispetto alle precedenti. Se nei primi volumi ad essere in gioco era il destino di tutto il mondo, o di buona parte di esso, nei capitoli più recenti l’asticella era più bassa e la sfrenata avventura fantasy aveva lasciato il passo ad opere più complesse, con intermezzi politici, intrighi di palazzo e altre amenità. Nulla di male, sia chiaro. Anzi, queste serie più complesse dimostravano la volontà dell’autore di crescere e di voler proporre opere dal taglio diverso.

Ciononostante qualcosa non sempre funzionava: la trilogia de Il viaggio della Jerle Shannara, uscita fra fanfare e squilli di tromba si rivelò tutto fumo e niente arrosto. Meglio la successiva Il Druido Supremo di Shannara, ma funestata da scarse ambizioni; semplicemente orrenda la duologia Le leggende di Shannara, coppia di volumi che funge da ulteriore collante fra il Ciclo del Verbo e del Vuoto e quello di Shannara. Gli oscuri segreti di Shannara si riallaccia apertamente alla trilogia del Druido Supremo, ma torna ad avere un respiro più ampio, mentre l’ultima uscita, I difensori di Shannara, è l’apoteosi del basso profilo: trama esilissima, un cattivo senza spessore e protagonisti senza nerbo e del tutto statici.

Dopo alcuni volumi non proprio stimolanti, La pietra nera della magia mostra un Brooks nuovamente ispirato

Ritengo infatti che I difensori di Shannara sia uno dei punti di bassi mai raggiunti da Terry Brooks. Laddove le trame risultavano scontate e ripetitive (basti pensare che La spada di Shannara, il volume che ha dato inizio a tutto, è un plagio in scala 1:1 de Il Signore degli Anelli), ci pensavano i protagonisti e la loro evoluzione a tenere in piedi la baracca. Nella trilogia dei Difensori, invece, l’encefalogramma era più piatto di quello di un morto.

Nel primo libro de La caduta di Shannara, invece, ritroviamo finalmente il Terry Brooks dei vecchi tempi, quello che imbastiva minacce destinate a distruggere il mondo intero, dove la posta in gioco era la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. Non sappiamo come si evolverà la vicenda, ma la speranza è che Brooks mantenga questo tiro anche nei restanti tre volumi.

Non aspettatevi nulla di particolarmente originale da La pietra nera della magia: Brooks non vuole stupire il lettore presentandogli qualcosa di innovativo, bensì gli strizza l’occhio e lo riporta alle atmosfere de Gli eredi di Shannara, non a caso anch’essa una tetralogia, senza dubbio il miglior lavoro dello scrittore americano. Ecco quindi che sotto gli occhi dei lettori scorrono personaggi dal nome improbabile, un manipolo di tizi dal passato lacrimevole, un viaggio da compiere per salvare il mondo intero e misteriosi talismani da utilizzare.

La solita vecchia salsa dei romanzi di Terry Brooks, insomma, anche se l’effetto nostalgia canaglia viene presto mitigato dalle atmosfere apocalittiche portate dal nuovo misterioso nemico e anche da qualche leggero ammodernamento nel tono sempre edulcorato dell’autore. Un ritorno al passato, ma rivolgendo sempre un’occhiata al calendario.

Per chiudere la recensione di La pietra nera della magia possiamo dire che ci troviamo davanti sicuramente ad un buon libro che apre degnamente la serie conclusiva di Shannara.

Secondo le parole di Brooks, infatti, dopo questo volume la saga non proseguirà più, anche se lo stesso non esclude di potere, un giorno, scrivere qualcosa che copra i buchi generazionali tra una serie e l’altra.

Sperando solo che non si ripeta il fallimentare esperimento di una serie tv, pur di tenere vivo il marchio!

Come si suol dire, chi vivrà vedrà.

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