Road to Avengers: Infinity War – Il Guanto dell’Infinito

Nel nostro viaggio verso Avengers: Infinity War, il maxi evento del Marvel Cinematic Universe in arrivo nelle sale italiane il 25 aprile, non potevamo certo evitare di parlare del celebre Guanto dell’Infinito, che abbiamo già potuto vedere nei numerosi trailer.  Come sempre, oggi parleremo della controparte fumettistico dell’oggetto tanto bramato, tornando alla celebre saga Infinity Gauntlet.

DIO. A pagina due di Infinity Gauntlet Mephisto scolpisce questa parola in giganteschi caratteri di pietra, per dimostrare a Thanos ciò che è diventato, dopo aver riunito le Gemme dell’Infinito. E a pagina quattro, alla velocità del pensiero, Thanos demolisce l’imponente scultura, per spiegare al demone, ora al suo servizio, che quella sarà solo una parola, fino al giorno in cui anche il resto dell’Universo non lo riconoscerà in questo ruolo.

Il Guanto dell’Infinito è al centro della nuova tappa del nostro viaggio di avvicinamento ad Avengers: Infinity War

Nelle pagine che seguono, Silver Surfer si schianta nel Sancta Sanctorum del Doctor Strange e con le sue ultime forze (sufficienti a malapena per tenere un monologo lungo un flashback di 18 pagine!) lancia l’allarme su ciò che Thanos sta per scatenare.

Intanto il Folle Titano ha eretto una cattedrale nello spazio in onore di Lady Morte, e al solo scopo di mostrare la sua natura priva di scrupoli rinchiude in questo tempio la piratessa spaziale Nebula, trasformata in un vegetale umano putrescente capace solo di deambulare e sbavare, come castigo per aver millantato di essere la nipote di Thanos.

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Poi realizza il suo piano: dimostrare che la morte e la vita devono sempre essere in equilibrio cancellando dall’esistenza metà degli esseri viventi, i quali semplicemente scompaiono senza lasciare traccia. Spider-Man e Capitan America sono tra coloro che sono stati risparmiati, e diventano testimoni del fenomeno inspiegabile che, a quanto pare, ha colpito tutto il mondo (in realtà l’Universo). Wong prepara il tè.

E’ l’inizio della più grande battaglia per il destino dell’umanità che i supereroi abbiano mai combattuto: Il Guanto dell’Infinito un fumetto realizzato da Jim Starlin, George Perez e Ron Lim che diede inizio alla più grande saga cosmica dell’Universo Marvel.

Nel capitolo 2, i supereroi si radunano, fanno il conto dei caduti, e cominciano a reagire agli aspetti più terreni della crisi, ma anche i loro nemici come Galactus e Dottor Destino prendono atto del potere di Thanos. Persino gli Dei si riuniscono a congresso per decidere il da farsi, con Zeus e Odino seduti uno a fianco dell’altro come pari. L’unico che ha capito la portata della minaccia sembra però essere il supereroe e giurato nemico di Thanos Adam Warlock, fortunatamente redivivo.

Nel terzo capitolo, Adam Warlock riunisce non una, ma ben due squadre per combattere la minaccia di Thanos: la prima è composta dai maggiori supereroi della terra, special guest il Dottor Destino, la seconda, dalle entità cosmiche dell’Universo, comprese le personificazioni dell’Amore, dell’Odio e del Tempo (ma non quella della giustizia, il Tribunale Vivente, che fa il superiore).

Potrebbe sembrare il capitolo più interlocutorio, ma grazie all’attenzione con cui Jim Starlin e George Perez restano fedeli al carattere dei singoli individui, e grazie al continuo gettare lo sguardo sul mondo attorno ai personaggi, risulta invece qualcosa di molto lirico e molto umano. Si distinguono in particolare il momento in cui Iron Man vuole cacciare dal gruppo Destino, perché ha approfittato dell’occasione per cercare di carpire segreti ai Vendicatori, e quello in cui Hulk e Wolverine si domandano quale sia il loro ruolo in una battaglia simile, ma Warlock interviene a ricordare loro che di fronte al male supremo ci vogliono anche coloro che sono in grado di mettere da parte i principi e fare ciò che deve essere fatto.

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Comincia però anche ad essere evidente l’aspetto più insopportabile della vicenda: Adam Warlock, l’eroe senza macchia e senza paura, è saccente e manipolatore. D’altronde, quando ti hanno appioppato la santità come a Padre Maronno, alcune cose terrene (come il fatto che altri abbiano opinioni) tendono a sfuggirti di mano.

Nel frattempo il pianeta-cattedrale di Thanos si è popolato di una manciata di individui: oltre al folle Titano in persona, la sua sdegnosa Lady Morte, Mephisto nella parte del consigliere viscido, e Nebula ridotta in condizioni atroci, ci sono anche Eros, il fratello di Thanos, trasformato in una creatura debole e senza bocca per scherno, e… Terraxia, una nuova sposa che Thanos si è creato per far ingelosire la Morte!

Quando i supereroi lanciano un primo assalto, Mephisto coglie l’occasione per provare a manipolare il suo nuovo capo, convincendolo che assistere a una battaglia potrebbe dimostrare a Lady Morte il coraggio di Thanos e impressionarla. Questo combattimento è il centro del capitolo 4, in cui Thanos, per stare al gioco, sospende temporaneamente i suoi eccezionali poteri…e gioca alla pari per quasi due secondi!

Poi si stufa ed escogita castighi danteschi per chi ha osato sfidarlo: priva Wolverine di tutte le ossa, chiude la testa di Ciclope in un contenitore sigillato, trasforma Thor in vetro …E Nova in mattoncini di Lego. Quando il Titano sta per abbattere il suo pugno su Capitan America per la seconda volta (con la prima ha sbriciolato lo scudo!) il piano di Adam Warlock si concretizza. Thanos, secondo il suo avversario, non è ancora cosciente della portata dei propri poteri; la sua mente si adegua ad essi e muta di secondo in secondo, ma più Thanos agisce in modo umano, meno ha controllo dei suoi nuovi doni.

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Perciò, il momento in cui il Titano solleva la mano per schiacciare il Capitano in un atto di egoistica e brutale sopraffazione, è anche quello in ci è più umano e vulnerabile… Silver Surfer allora scatta per sfilargli il guanto, ma non ci riesce. Dove gli eroi hanno fallito, toccherà alle forze dell’Universo intervenire.

L’assalto della seconda squadra radunata da Warlock occupa il capitolo cinque, che è quasi tutto una sequenza di splash-page di esplosioni galattiche per visualizzare una battaglia che avviene al livello della pura energia, e si ripercuote con cataclismi planetari sull’intero Universo. Alla fine dello scontro, per sconfiggere gli avversari più potenti Thanos assurge allo stato di una coscienza superiore separata dal corpo.

Nei pochi istanti in cui è ancora inconsapevole di ciò che è diventato, la fragile Nebula sfila il Guanto dell’Infinito dal braccio inerte del Titano, se ne appropria, e riporta sé stessa e il suo aguzzino alla forma originale per potersi vendicare. Ma Warlock decide invece di intervenire e salvare Thanos, ritenendolo il miglior alleato per sconfiggere Nebula, che adesso è la creature più potente dell’Universo.

Nebula non ha la mente o la tenacia di Thanos, e il Matto Titano la inganna al punto da convincerla a riportare il mondo a prima dello sterminio di metà della vita nell’Universo. In questo modo gli scomparsi ricompaiono, i pianeti si riallineano, le entità cosmiche tornano al loro posto e intervengono per privare Nebula del Guanto. Chi risolve la situazione però è ancora una volta Adam Warlock, il quale usa il suo legame personale con la Gemma dell’Anima per interrompere il collegamento fra tutti i gioielli che in precedenza la Gemma stessa aveva formato.

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Ansiose di separarsi, le gemme causano un dolore insopportabile al portatore, e Nebula getta il Guanto dell’Infinito. I supereroi combattono ancora una volta per chi debba raccoglierlo, ma questo compito tocca per l’ennesima volta a Warlock, che non ha ancora detto “Il pallone è mio e si gioca come dico io” ma poco ci manca. Thanos invece si suicida piuttosto che accettare la sconfitta. Si tratta però dell’ennesimo trucco: due mesi dopo Adam Warlock ritrova il Titano a vivere una vita ritirata nei panni di un contadino, e decide di lasciarlo stare.

Il Guanto dell’Infinito al centro di una delle saghe più emozionanti dell’universo Marvel

Il fumetto cosmico obbedisce a certi crismi, e il Guanto dell’Infinito non fa eccezione, anzi, per la maggior parte ha contribuito a stabilirli. I personaggi che operano a questo livello, nella tradizione Marvel, hanno una sorta di cifra shakespeariana nel loro possedere grande potere e nel contempo soggiacere a sentimenti molto umani; questo li porta spesso a parlare attraverso dialoghi e lunghi e dal vocabolario ricco, che grazie alla penna di Starlin risultano particolarmente brillanti, e mai noiosi.

L’altra caratteristica tipica di queste saghe è l’ordine di grandezza, e George Perez e il suo epigono Ron Lim sono famosi per stipare le vignette di personaggi e dettagli, un modo di disegnare che ben si adatta a situazioni che richiedono l’intervento di eserciti di supereroi. Infine c’è la rappresentazione dello spazio, che è dominata dall’uso di lampi e scosse di energia nella migliore tradizione Kirbiana.

La cosa che più mi affascina di questo fumetto, però, è che anche riletto adesso, a circa 25 anni dalla sua prima pubblicazione, non sembra una gigantesca supercazzola. Mi spiego meglio: Il Guanto dell’Infinito parla di poteri immensi e indomabili che pure vengono domati, di creature invincibili che vengono sconfitte, di intelligenze supreme che vengono sopraffatte dai più triviali sentimenti… Se non fosse per il talento degli autori, il rischio di cadere in contraddizione, o di aver soltanto versato una sbrodolata di aggettivi in mezzo a macchie di colore sarebbe enorme.

Ma Starlin, Perez e Lim, mentre da un lato continuano ad alzare la posta in gioco, dall’altro evitano di scadere nel ridicolo grazie alla loro capacità di restare fedeli al lato umano della vicenda, portando sempre alla luce i desideri e le emozioni dei personaggi coinvolti in questa storia, e ribadendo che concetti come amore e odio, rabbia e compassione, orgoglio e vanità siano universali.