Hostiles: il western torna alla grande al cinema – Recensione

Da qualche giorno è uscito al cinema Hostiles – Ostili di Scott Cooper con Christian Bale, Rosamund Pike e Wes Studi, potente western dal sapore crepuscolare.

Partiamo subito da un dato di fatto: io sono un grande appassionato di western.

Amo il cinema classicissimo di Ford, Hawks, Mann, Sturges, Siegel, quello più revisionista di Eastwood, Penn e Cimino, il cinema di Sergio Leone e qualche western all’italiana (pur non essendo un grande estimatore di questo filone) e raramente mi perdo una nuova uscita.

Si tende a ritenere il western come un genere ormai morto e sepolto, io invece non sono per nulla d’accordo.

Il western non è affatto morto, è solo felicemente in pensione, pur consapevole di essere ancora in grado di donare qualcosa.

Basti pensare ai titoli usciti negli ultimi anni, sia in ambito televisivo (come Godless) che cinematografico, per renderci conto che il genere, benché ormai minoritario, è ben lungi dal finire sottoterra.

Hostiles, un western che rende onore ai grandi capolavori del genere

Tutto questo pippone per mettere chiaro sin da subito che io sul western non sono obbiettivo: quando ne esce uno io sono già di buon umore e deve trattarsi veramente di una ciofeca con i fiocchi affinché io ne parli male.

Ergo, quando leggerete il giudizio in fondo alla recensione abbassatelo pure di un punto o un punto e mezzo e scoprirete il vero voto del film.

Sinossi

1892, il massacro di Wounded Knee, ultima battaglia delle guerre indiane, è ormai solo un ricordo.

I nativi sono quasi tutti rinchiusi nelle riserve e i pochi ancora liberi vengono inseguiti e catturati. In questo clima, il capitano Joseph Blocker viene incaricato di scortare il capo Cheyenne Falco Giallo e il resto della sua famiglia nel Montana.

Falco Giallo è malato di cancro e il governo gli ha permesso di trascorrere gli ultimi giorni nella sua terra. Joseph e Falco Giallo sono due antichi nemici e si sono combattuti per tutta la vita, ma l’ostilità fra i due deve essere messa da parte.

Una banda di Comanche fuggiaschi ha distrutto la fattoria di Rosalie Quaid sterminando tutta la sua famiglia e la donna viene raccolta dal drappello di soldati di Joseph.

hostiles cover

Questo è solo l’inizio di un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti e attraverso i più oscuri meandri dell’animo umano, una discesa nei meandri più oscuri dell’inferno, un viaggio dal quale ben pochi possono dire di riuscire a tornare indietro.

Joseph è un uomo invecchiato e incattivito dalle continue guerre, Falco Giallo è un relitto del passato, Rosalie è una donna alla deriva, i soldati della scorta sono degli sbandati senza meta.

Lungo il tragitto le loro convinzioni verranno messe a durissima prova: non solo dovranno superare prove continue, ma dovranno fronteggiare i propri fantasmi e cercare di uscirne vincitori.

Cosa penso di Hostiles? Che l’ho adorato dalla prima all’ultima scena.

La regia di Scott Cooper è calma e misurata, quasi minimale. Se vi aspettavate un film tipo Magnificent Seven (che al sottoscritto ha divertito tantissimo, sia chiaro) o un’opera alla Tarantino allora sappiate che avete completamente sbagliato film.

L’opera ha toni intimi, dimessi, delicati. Vi basti pensare che gli unici momenti in cui Cooper movimenta un po’ la scena sono le due sparatorie, prima quella contro i Comanche e poi quella contro gli allevatori del Montana. E sono due scene bellissime.

Ci sono registi che avrebbero masturbato la macchina da presa giusto per far vedere quanto sono bravi o che avrebbero costruito un film di tre ore su una sparatoria.

Cooper no, perché ha capito che c’è molto di più da raccontare, molto altro da mostrare.

Hostiles può contare su una regia accorta e particolarmente ispirata

Ed è proprio il mostrare la parte migliore del film. Avete presente quei film in cui il protagonista esprime il proprio malessere interiore guardando l’orizzonte con voce sommessa? Scordatevelo!

In Hostiles si parla poco, pochissimo e giusto per lo stretto necessario. Tutto il viaggio interiore vissuto dai protagonisti ci viene mostrato attraverso i loro volti, i loro gesti.

Nessuna parola di troppo, nessun ti amo buttato a caso (aberrante abisso di sceneggiatura che ormai non si può più sentire), bensì tanta narrazione per immagini, ovvero l’essenza stessa del cinema.

La fotografia fa il suo bel mestiere, pur con qualche inevitabile ristrettezza del budget, regalandoci delle immagini mozzafiato, come il bellissimo arrivo nel Montana o durante le scene di viaggio. Niente set ricostruiti in studio (tranne il minimo indispensabile) e tante scene all’aperto che esaltano il piacere di immergersi nei vasti paesaggi dell’Ovest americano.

E le interpretazioni?

Beh, Christian Bale è semplicemente immenso. Dona anima e corpo al suo capitano Joseph da farcelo percepire come vero, umano, palpabile. Non ho alcun problema a ritenere Bale uno degli migliori attori contemporanei e questa interpretazione eccellente, per quanto mai esagerata o sopra le righe, testimonia ulteriormente questa mia convinzione.

Wes Studi è perfetto nel ruolo (ma d’altronde c’era qualcuno che avesse dei dubbi?) del capo Falco Giallo.

La sua interpretazione è semplice e dignitosa, senza il minimo strafalcione. Il personaggio parla pochissimo, non ha il minimo carisma, eppure in lui si percepisce tutta l’essenza del capo indiano. Solo alla fine, nella citata scena d’arrivo nel Montana, Falco Giallo ha il suo momento di gloria.

Rosamund Pike ci fornisce un’ottima prova nell’interpretazione di una donna che ha perso tutto, ma che riesce a ritornare alla vita attraverso il contatto con gli altri e con la propria forza di volontà.

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E forse è proprio questo il tema profondo di Hostiles: il ritorno alla vita, alla concezione di essere umano. Joseph, Rosalie e Falco Giallo sono tre relitti alla deriva, tre anime perdute che riusciranno a sorreggersi l’un l’altro e alla fine di questo lungo viaggio riusciranno a ritrovare loro stessi e la loro umanità.

A corollario di tutto, una manciata di caratteristi di lusso: Q’orianka Kilcher, la Pocahontas di The New World di Terrence Mallick (film da me amatissimo, mentre dal resto del mondo, come noto, no) interpreta Donna Alce, moglie di Falco Nero, interpretato da Adam Beach (avete visto Flags of our fathers, vero?), mentre Stephen Lang (il soldato cattivo di Avatar, per intenderci) compare nel ruolo del Colonnello Abraham Biggs, colui che incarica Joseph di scortare Falco Giallo e la sua famiglia nel Montana.

Difetti?

Sì, uno: il fatto di essere un film lontanissimo, per estetica e stile, dal canone attuale e nell’essere un’opera ostica per il pubblico più generalista. Il rischio è che si trasformi in qualcosa per pochi intimi come, purtroppo, i dati di afflusso al botteghino sembrano far pensare.

In conclusione, fate un piacere a voi stessi: andate a vedere questo film e immergetevi in pieno nella profondità del racconto. Ne uscirete migliori.

83%

Hostiles

Hostiles è una pellicola di alta caratura che mostra come il western sia un genere capace di offrire ancora grandi. Una felice di combinazione di regia e cast dona allo spettatore un emozionante viaggio nella vita di personaggi unici.

  • Regia misurata alle esigenze della storia
  • Fotografia superlativa
  • Cast incredibilmente emozionante
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