Scopriamo come nasce un mobile game con Marco Nucci

Uno dei miei guilty pleasures sono i giochi mobile, quegli innocui passatempi la cui esistenza diventa una manna quando ti ritrovi incastrato in situazioni fantozziane, in cui il tempo pare essere un nemico inesorabilmente lento. Sono le situazioni in cui le decine di giochini scaricati sullo smartphone diventano improvvisamente una salvezza.

Solo che, siamo onesti, arriva un momento in cui si finisce a giocare dei cloni di idee già declinate in tutte le salse, una roba che non finisce quasi per esser più divertente l’ennesima coda in posta. Fortuna che mi ricordo che quel geniaccio di Marco Nucci, uno che probabilmente ha giornate di 56 ore per tutto quelle che riesce a fare negli ultimi tempi, mi aveva accennato di un suo progettino su un giochino mobile, Skield the Shield.

Marco Nucci ci guida alla scoperta del progetto Sigul

Fatto sta che la curiosità si traduce in una chiacchierata con Marco per scoprire come sia nata questa sua idea, ma soprattutto come si stia sviluppando questa idea.

Per chi non lo conosce, Marco Nucci è un narratore di storie, che siano i brevi racconti con cui ci introduce alla lettura delle storie di Dylan Dog ne Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi o storie più particolari, come La Tana di Zodor. Un talento di cantastorie come il suo prestato al mondo dei pixel è una bella scommessa. Ma come gli è venuta questa idea?

“Mi hanno coinvolto con l’inganno! Dietro questo progetto ci sono due amici, Luca Morganti e Andrea degli Esposti, che sono esperti del ramo. Per dire, sono stati loro due anni fa a creare quel piccolo gioiellino di PC Basket! È stato proprio Andrea a tirarmi in ballo, dopo aver vista una mia illustrazione”

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Perché il buon Marco è anche illustratore, anche se con un modo tutto suo. Uno stile che è diventato uno dei due modi in cui contribuisce a questo interessante progetto

“Disegno usando il Lazo di Photoshop, tutto con il mouse. Anzi, con il MIO mouse, visto che ormai so come reagisce e come muovermi per ottenere l’effetto che voglio. Proprio da un’illustrazione realizzata con questo sistema è scaturito l’interesse di Andrea nel coinvolgermi per realizzare i disegni e gli sfondi del gioco mobile. “

Le immagini che Marco Nucci mi ha girato durante la nostra chiacchierata sono un bel colpo d’occhio. Fondi coloratissimi, un tratto semplice ma ben definito e soprattutto la sensazione che ci sia un’ambientazione di base ben strutturata, con una storia nuova, cosa che solitamente manca nei progetti per il gaming da mobile. E poteva Marco non inventarsi una storia delle sue?

“Inizialmente il gioco si chiamava Skield the Shield, e il protagonista era proprio uno scudo che andava in cerca del proprio padrone. Tra i due c’era un rapporto unico, che risaliva all’infanzia del padrone, quando, non sapendo scrivere bene, aveva inciso sul suo scudo skield, anziché shield”

Marco Nucci svela come storia e mondo di gioco debbano essere in perfetto equilibrio

Il tutto era stato pensato come un platform classico, si è proceduto a creare una sorta di versione di prova e la si è sottoposta ad un piccolo pubblico, durante una serata in cui i creatori del gioco hanno raccolto opinioni e feedback per capire in che direzione muoversi.

“Alla fine abbiamo capito che ci serviva un concept solido. Dalla serata della beta abbiamo raccolto parecchie informazioni, e siamo arrivati ad una seconda versione, in cui abbiamo cambiato anche il tipo di storia. Dallo scudo, siamo passati all’idea di una maschera che riesce a saltare sulla faccia dei nemici sconfitti, prendendone il controllo, e riuscendo a usare i loro poteri”

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“In questo modo abbiamo preso una strada che unisce il platform al ragionamento. Ogni nemico ha un preciso potere, che può esser la chiave per superare situazioni precise. La nostra maschera potrà anche esser costretta a tornare indietro per ritrovare un particolare nemico, portando il giocatore a confrontarsi con situazioni impreviste e trovare una soluzione”

All’interno di questa rivoluzione, anche l’ambientazione di base è stata rivista.

“Abbiamo abbandonato l’idea dello scudo, passando appunto alla maschera. L’idea di aver un concept semplice, con una storia leggera ma comunque caratterizzata in modo preciso. Il titolo di lavorazione ora è Sigul, e la nostra maschera è la risposta alla preghiera di un popolo sottomesso che ha invocato questa strana eroina per liberarlo. Per compiere questa missione, la maschera dovrà affrontare diversi livelli ed ambientazioni”

Un progetto del genere, per quanto semplice, richiede comunque un grande impegno

“Io mi occupo principalmente dei disegni, poi la palla passa ad Andrea, che li anima, mentre Luca si occupa della struttura dei livelli e degli effetti speciali. “

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Alla base di questa idea rimane sempre l’idea di una giocabilità mobile, quindi veloce fruibile ovunque. Marco Nucci mi spiega quale sia l’idea alla base di Sigul

“Abbiamo pensato di creare un gioco che non richieda più 180 minuti per esser completato. Attualmente stiamo pensando a 5-6 scenari, ognuno con 6 livelli. Questa idea è frutto di una scelta, privilegiare la qualità alla quantità. Per il nostro titolo stiamo lavorando in quest’ottica”

Quello che ancora rimane da chiarire è il lato economico

“Stiamo ancora decidendo la strategia economica. Il pagamento dovrebbe arrivare a massimo un euro, ma non abbiamo ancora deciso se inserire i primi tre mondi di prova, o come gestire questo aspetto

Le immagini che mi ha mostrato Marco sono incoraggianti, soprattutto in termini di freschezza dell’ambientazione, oltre a raccontare un’ambientazione nuova, frizzante. Non ci resta che vedere come si svilupperà Sigul, nel frattempo lasciate un po’ di spazio sempre pronto nei vostri smartphone!

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