Wolfenstein The New Colossus – Recensione

wolfenstein the new colossus cover

Wolfenstein The New Colossus, il ritorno di BJ Blazkowic è emozione pura

Cresciuto agli albori del mondo dei videogames su PC, ci sono alcuni nomi per me sono storia pura. In vetta a questa mio personale Olimpo ci sono due degli sparatutto per eccellenza, Doom e Wolfenstein. In modo particolare il secondo, comparso per la prima volta nel 1981, ma che solo nel 1992 prese la forma di FPS, un mito che in questi giorni è stato rinverdito dall’arrivo del seguito di Wolfenstein: The New Order, Wolfenstein The New Colossus.

La prima cosa da notare è come il nuovo titolo di MachineGames pubblicato da Bethesda Softworks non abbia una componente multiplayer. Qualcuno potrebbe già storcere il naso, pensando a come altri titoli FPS molto gettonati come Battlefield e Call of Duty facciano dell’on line il loro punto di forza. Wolfenstein The New Colossus, come il suo predecessore, puntano a un altro aspetto per appassionare i giocatori, oltre al dispensare pace eterna nelle fila naziste: la storia.

Wolfenstein The New Colossus 2

Se già con New Order si era assisito a questa cura nella struttura narrativa, il ritorno di BJ Blazkowic è accompagnato da una storia incredibilmente bene ideata e legata profondamente al finale del precedente capitolo. Dopo aver sconfitto l’odiato generale Strasse, BJ aveva deciso di non badare alla propria vita ma di ordinare un bombardamento per eliminare ogni traccia dell’operato nazista. Se pensavate che questo fosse il finale del mito di Blazkowic, sarete felicemente sorpresi dalle prime scene di Wolfenstein: The New Colossus. Assisteremo alla lotta per la sopravvivenza di BJ, più che altro combattuta dai suoi compagni, che noi vivremo dal punto di vista dell’eroe. Servirà uno stomaco forte per alcune scene di questa intro, ma è sicuramente un buon punto di partenza per motivare lo spirito di BJ. All’inzio del gioco, non c’è un eroe di guerra ma un uomo spezzato, costretto su una sedia a rotelle.

Nemmeno il tempo di prendere coscienza della nuova situazione di BJ, che siamo costretti a difendere la nostra base, il sottomarino Martello di Eva, da un assalto di nazisti. Lo dico subito, la sequenza di combattimento in carrozzella è uno scoppiettante inizio, dinamico e fuori dalle righe come lo è tutto il contesto del gioco. A reggere tutto il peso di Wolfenstein: The New Colossuss è l’ottimo equilibrio tra gameplay e storia, con una cura non indifferente nella costruzione psicologica e caratterizzazione dei personaggi.

BJ inizialmente è un uomo distrutto, sembra patire per la prima volta la paura, come se si stesse arrendendo. Lentamente nelle prime fasi del gioco, l’eroe tanto temuto da nazisti sembra riprendere forma, grazie ad un nuovo scopo. MachineGames ha avuto la lungimiranza di inserire numerose cut scenes alternate a fasi di gioco, in modo da mantenere un costante filone narrativo che sia di supporto alle esplosioni di azione che accompagnano Wolfenstein The New Colossus. All’interno delle cutscenes, non manca uno sguardo sul passato di BJ, sulla sua figura paterna non certo ideale e l’origine del suo comportamento. Il merito di MachineGames è l’aver saputo alternare in modo ottimo parte giocata e narrazione, senza spezzare i ritmi ma anzi dando ancora più coerenza alle missioni.

Wolfenstein The New Colossus 1

Contrariamente a quanto successo recentemente con altre traduzioni (non ultimo Battle Chasers: Nightwar), il doppiaggio italiano è stato fatto in modo spettacolare, mantenendo un tono molto vicino all’originale. Il contesto narrativo è vicino ad un’opera di fantascienza pulp, sia nello stile grafico che nei dialoghi. Non pare eccessivo dire che i dialoghi paiono ispirati alla visione tarantiniana, con una libertà lessicale e una serie di modi di dire e scene che ricordano molto l’impronta del regista americano.

Ma parlando di un FPS, per quanto la storia sia essenziale in questo contesto, il vero fulcro è il gameplay. Wolfenstein the New Colossus in questo si supera, mostrando un’impostazione accattivante e ottimamente ideata. Il level design è perfetto, specialmente in quelle ambientazioni in cui lo sviluppo verticale diventa un nuovo modo di metterci alla prova. Tutto questo impegno viene profuso anche nella grafica, impeccabile, senza cali di prestazioni e capace di fornire al giocatore la sensazione di essere parte del mondo di gioco, grazie alla presenza di alcuni scenari facilmente riconoscibili, il tutto mitigato da uno stile anni ’60 alternativi.

Wolfenstein the New Colossus è un gioco che non si basa sul sotterfugio, ma che vuole pompare adrenalina nel giocatore. Per sopravvivere in Wolfenstein The New Colossus bisogna lasciarsi coinvolgere e correre, armi spianate (con l’opzione di poterne sfoderare due alla volta!), senza farsi troppe domande su alcune delle cose vedremo (cavalcheremo una sorta di drago metallico, in una delle scene più epiche del gioco). La varietà di armi non è sicuramente la più ampia vista in un titolo simile, ma la spinta muoversi costantemente e la possibilità di applicare mods all’arsenale disponibile supplisce a questa ristrettezza bellica. Il saper utilizzare il giusto strumento di morte al momento giusto è una delle chiavi della sopravvivenza, soprattutto quando inizieremo ad installare i mod, una scelta da dover fare con accuratezza. I primi istanti faremo fatica a distinguere il fucile d’assalto dalla mitraglietta, visto il design sostanzialmente simile, ma in breve saremo in grado di selezionare rapidamente la giusta arma.

Wolfenstein The New Colossus 3

Wolfenstein the New Colossus si rivela quindi essere il degno seguito di The New Order, grazie all’ottimo lavoro del team di sviluppo che ha saputo mostrare come un gioco pensato solo per il single player possa presentare una valida alternative alle partite on line, complice una rigiocabilità insolitamente attraente.

0 Commenti
Feedback in ordine
Vedi tutti i commenti