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The Hawk: il trailer della serie comedy di Will Ferrell sul golf è online

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Netflix ha finalmente rilasciato il primo vero teaser trailer di The Hawk, l’attesa serie comedy con protagonista Will Ferrell, e quello che si vede è esattamente quello che ci si aspetta da un progetto del genere: caos sportivo, ego smisurato e quella miscela di goffaggine e cuore che ha reso celebri i personaggi di Ferrell negli ultimi vent’anni.

La serie, composta da 10 episodi, vedrà Ferrell vestire i pantaloni scozzesi di Lonnie “The Hawk” Hawkins, ex stella del golf convinta di essere a un colpo perfetto dalla riconquista della gloria. Una premessa che mescola il dramma sportivo di prestigio con l’energia surreale di uno sketch del Saturday Night Live troppo lungo — un terreno che, va detto, è probabilmente quello dove Ferrell dà il meglio di sé.

La storia di un campione fuori tempo massimo

Secondo la sinossi ufficiale, Lonnie Hawkins è stato il numero uno del golf mondiale nel 2004. Oggi, sulle back nine della sua carriera (per restare in tema), il fisico gli chiede di smettere ma il cuore lo trascina avanti. La sua ex moglie e il figlio Lance — nuovo golden boy del golf — sanno benissimo che la sua carriera è finita. Lonnie, no. Manca solo una vittoria in un Major per completare il Grand Slam del golf, e lui è convinto di essere a un colpo dalla più grande rimonta nella storia dello sport.

Il teaser cavalca con entusiasmo l’assurdità della situazione, trattando Hawkins come uno dei golfisti più leggendari della storia americana. Ferrell sembra essersi calato nel personaggio fino in fondo: discorsi motivazionali sopra le righe, ostentazione goffa di sicurezza, e quel mix di autoinganno e sincerità che rende immediatamente simpatici tutti i suoi protagonisti, anche i più egocentrici.

Un cast di volti noti della commedia

Intorno a Ferrell si muove un parterre di volti familiari della comicità americana. Nel cast figurano Molly Shannon, Jimmy Tatro, Fortune Feimster, Luke Wilson, Chris Parnell, Katelyn Tarver e David Hornsby. Una squadra solida e collaudata, perfetta per sostenere il ritmo comico richiesto da una storia che alterna parodia sportiva e momenti più toccanti.

Dietro le quinte ci sono Will Ferrell e Chris Henchy come creatori e sceneggiatori. I due hanno già collaborato in passato su titoli come I poliziotti di riserva e The Campaign, due commedie che hanno funzionato bene proprio grazie a quella miscela tra umorismo demenziale e satira mirata. Una formula che potrebbe ripetersi anche qui, applicata però al formato seriale e a un mondo — quello del golf professionistico — pieno di rituali, codici di abbigliamento e personalità eccentriche che si prestano benissimo all’esagerazione comica.

Netflix sta puntando forte su The Hawk come una delle commedie di punta dell’estate. Se diventerà una vera grande commedia sportiva o uno sketch un po’ troppo allungato resta da vedere, ma le premesse e l’energia che traspare dal teaser fanno sperare bene. Ferrell, almeno, sembra divertirsi parecchio nei panni del campione caduto in disgrazia.

The Hawk arriverà su Netflix il 16 luglio 2026, in contemporanea mondiale anche per il pubblico italiano.

The Batman – Parte II: nel cast anche Sebastian Stan, Scarlett Johansson e Brian Tyree Henry

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Gotham City sta per accogliere un cast da grandi occasioni. Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane, il regista Matt Reeves ha confermato ufficialmente che Sebastian Stan e Scarlett Johansson — entrambi reduci da lunghi periodi nel Marvel Cinematic Universe — entreranno a far parte di The Batman – Parte II. L’annuncio è stato dato attraverso una serie di post sui social media del regista, accompagnati da clip evocative dei nuovi membri del cast.

Reeves ha aperto le danze con una gif di Johansson tratta da Under the Skin del 2013, accompagnata dalla didascalia “Prossima uscita, Gotham… Benvenuta”. Per ora non ci sono dettagli sul personaggio che interpreterà, ma è confermato che Sebastian Stan vestirà i panni di Harvey Dent — il futuro Due Facce — mentre l’attore tedesco Sebastian Koch dovrebbe interpretare il padre del personaggio, Christopher Dent. Completa il quadro Brian Tyree Henry (Eternals), il cui ruolo resta per ora avvolto nel mistero.

Un cast con vecchie conoscenze e nuovi ingressi

Accanto a Robert Pattinson, che riprenderà il ruolo di Bruce Wayne/Batman, torneranno diversi volti familiari del primo film. Jeffrey Wright sarà di nuovo il commissario Jim Gordon della polizia di Gotham, Andy Serkis vestirà ancora i panni del fedele maggiordomo Alfred Pennyworth, e Colin Farrell riprenderà il ruolo di Oz Cobb, il Pinguino — interpretato ulteriormente nella serie spin-off omonima. Tornano inoltre Jayme Lawson come sindaca Bella Reál e Gil Perez-Abraham come Agente Martinez.

Il cast completo di The Batman – Parte II, confermato attraverso i post di Reeves, include quindi: Robert Pattinson, Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Jeffrey Wright, Andy Serkis, Colin Farrell, Jayme Lawson, Gil Perez-Abraham, Sebastian Koch e Brian Tyree Henry.

Una sceneggiatura ancora top secret

Reeves dirige il film da una sceneggiatura scritta insieme a Mattson Tomlin (Terminator: Zero), e produce insieme a Dylan Clark e Lynn Harris. Il film rientra nella categoria DC Elseworlds, sotto l’etichetta DC Studios di James Gunn e Peter Safran, ma — è importante sottolinearlo — non farà parte ufficialmente del DC Universe riavviato. Si tratta di una saga autonoma, con un proprio tono e una propria continuità narrativa.

I dettagli sulla trama restano per ora top secret, ma alcuni test shot della Batmobile durante riprese nella neve suggeriscono un’ambientazione invernale. In una precedente intervista con Josh Horowitz, Reeves aveva anticipato che il sequel si concentrerà di più sul personaggio di Bruce Wayne, dato che “il primo film era così focalizzato su Batman”: “In molti altri film, che amo, una volta superata l’origine del personaggio — cosa che noi non avevamo fatto direttamente, ma a cui avevamo fatto riferimento — si passa subito a raccontare la storia della Rogues Gallery e l’arco di quel personaggio. Ma io non volevo mai perdere Pattinson al centro di queste storie, e questo è davvero il nostro obiettivo.”

Una dichiarazione importante, che suggerisce un approfondimento del lato umano e psicologico del personaggio, in linea con l’approccio noir e introspettivo che aveva reso The Batman del 2022 uno dei film sui supereroi più apprezzati degli ultimi anni.

The Batman – Parte II arriverà nelle sale italiane il 30 settembre 2027, un giorno prima dell’uscita americana fissata per il 1° ottobre 2027.

Backrooms: il trailer finale svela le Poolrooms e l’angoscia degli spazi liminali

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A24 ha rilasciato il trailer finale di Backrooms, e quello che mostra è esattamente ciò che i fan dell’omonimo fenomeno web stavano aspettando da anni. Il film, adattamento cinematografico della celebre webserie virale di Kane Parsons — meglio noto online come Kane Pixels — porta sul grande schermo uno dei miti moderni di internet più affascinanti e inquietanti. Si tratta dell’esordio cinematografico per Parsons, classe 2005, il più giovane regista mai scritturato da A24.

L’uscita italiana è fissata per il 27 maggio 2026, due giorni prima del debutto americano e in anticipo rispetto a tutti gli altri paesi del mondo. Il film sarà distribuito in Italia da I Wonder Pictures.

La trama: una porta misteriosa, una dimensione senza fine

La storia segue Clark — interpretato da Chiwetel Ejiofor — proprietario di un negozio di mobili che scopre una porta misteriosa nel seminterrato del suo showroom. Quel passaggio non conduce a una stanza qualsiasi: lo trascina in una dimensione liminale, un luogo che sembra familiare ma è sottilmente sbagliato, generando un senso di disagio profondo e inspiegabile. Quando Clark scompare, la sua terapista Dr. Mary Kline — interpretata dall’attrice norvegese Renate Reinsve, già protagonista de La persona peggiore del mondo — decide di entrare nelle Backrooms per cercarlo e riportarlo indietro.

Una delle novità più interessanti del film rispetto al materiale originale di Parsons è la presenza di più personaggi che entrano contemporaneamente nelle Backrooms, un elemento che cambia profondamente la dinamica narrativa rispetto ai cortometraggi YouTube. Completano il cast Mark Duplass, Finn Bennett, Lukita Maxwell e Avan Jogia.

Il trailer finale offre anche il primo sguardo alle Poolrooms, una variante delle Backrooms creata dai fan: ambienti allagati con pareti piastrellate, in netto contrasto cromatico con il classico giallo minimalista degli spazi familiari ma capaci di trasmettere la stessa, identica sensazione di disagio.

Da 4chan a Hollywood

L’origine delle Backrooms è una delle storie più affascinanti del web contemporaneo. Il concept nasce nel 2019 come creepypasta sul forum 4chan, accompagnato da una foto di un negozio HobbyTown vuoto. Quella foto ha raccolto oltre 190 milioni di visualizzazioni nel corso degli anni, popolarizzando il concetto di “spazio liminale”. La mitologia si è poi espansa, con la teoria del no-clip: l’idea che, attraversando per errore la barriera della realtà — come nei videogiochi quando si esce dalla mappa di gioco — ci si possa ritrovare in queste stanze infinite.

Parsons ha trasformato quel concept in una webserie che ha generato decine di milioni di visualizzazioni, attirando l’attenzione di A24, che ha deciso di trasformare l’idea in un lungometraggio. La sceneggiatura è firmata dallo stesso Parsons insieme a Will Soodik e Roberto Patino, mentre tra i produttori figurano James Wan — creatore delle saghe di Saw, Insidious e The Conjuring attraverso la sua Atomic Monster — insieme a Chernin Entertainment e 21 Laps Entertainment. Una squadra produttiva di altissimo livello per dare le giuste risorse a un esordio così ambizioso.

Le riprese si sono svolte a Vancouver nell’estate 2025 con il titolo di lavorazione Effigy, e il risultato finale promette di essere uno degli horror più discussi dell’anno. Backrooms arriverà nelle sale italiane il 27 maggio 2026.

M. Night Shyamalan: “Remain è il film con i test screening migliori della mia carriera”

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C’è qualcosa di nuovo in arrivo da M. Night Shyamalan, e a giudicare dalle sue stesse parole potrebbe essere qualcosa di speciale. Il regista che ha costruito la propria carriera sui colpi di scena e sulle atmosfere inquiete ha definito Remain, il suo prossimo film, come il progetto con i punteggi più alti mai ottenuti nei test screening dell’intera sua filmografia. Una dichiarazione importante per un autore che ha firmato titoli come Il sesto senso, The Village e Signs.

Il film vedrà protagonisti Jake Gyllenhaal e Phoebe Dynevor, con un cast che include anche Ashley Walters, Julie Hagerty, Jay O. Sanders, Tracy Ifeachor, Hannah James, Caleb Ruminer, Kieran Mulcare e Maria Dizzia. La particolarità del progetto è la sua nascita: Shyamalan ha sviluppato la storia insieme allo scrittore bestseller Nicholas Sparks (Le pagine della nostra vita, Le parole che non ti ho detto), in un’inedita collaborazione creativa che ha portato alla nascita di due opere parallele — un film e un romanzo — basate sulla stessa storia originale.

Un thriller romantico con elementi soprannaturali

In un’intervista a The Hollywood Reporter, Shyamalan ha spiegato come è nata questa collaborazione: “Ci siamo scambiati idee e abbiamo lentamente intrecciato due prospettive molto diverse in un’unica avvincente storia d’amore soprannaturale. Alla fine, ognuno di noi la racconta a modo suo. Io attraverso il film, Nicholas attraverso il suo romanzo.” Un approccio insolito che ha permesso ai due autori di lavorare sullo stesso materiale rispettando le rispettive sensibilità narrative.

La trama segue Tate Donovan, un architetto newyorkese interpretato da Gyllenhaal che si trasferisce a Cape Cod per progettare la casa estiva del suo migliore amico, cercando anche un nuovo inizio dopo essere stato dimesso da un istituto psichiatrico dove era stato curato per una depressione acuta. Tate sta ancora elaborando il lutto per la perdita della sorella e una sua inquietante rivelazione in punto di morte: nella loro famiglia esisterebbe la capacità di vedere gli spiriti rimasti legati al mondo dei vivi. Un’idea che Tate, uomo razionale, rifiuta di accettare. Le cose cambiano quando, una volta stabilitosi in un bed and breakfast storico, incontra Wren (Dynevor), una giovane misteriosa che metterà in discussione ogni sua convinzione.

Le parole di Shyamalan

Sullo stato attuale della produzione, il regista ha condiviso un aggiornamento che sicuramente alzerà le aspettative dei fan: “Tra noi, è il film con i test più alti della mia carriera. Siamo in post-produzione, stiamo curando ogni dettaglio. Onestamente, la mia speranza è che quando vivrete Remain, sentirete entrambi i lati contemporaneamente — pieno d’amore e di quell’inquietudine silenziosa e persistente che non ti lascia andare.”

Una dichiarazione di peso, considerando il curriculum del regista. In sedici film, Shyamalan ha attraversato successi clamorosi, esperimenti divisivi e veri e propri fenomeni culturali. La promessa di Remain è particolarmente intrigante perché sembra meno focalizzata sul classico colpo di scena finale e più orientata a una tensione emotiva mescolata al senso di angoscia soprannaturale. Se il regista riuscirà in questo difficile equilibrio, Remain potrebbe diventare uno dei suoi film più riusciti degli ultimi anni.

Il progetto rappresenta anche la seconda collaborazione di Shyamalan con Warner Bros., dopo Trap del 2024, in seguito alla fine del lungo sodalizio con Universal Pictures. Remain arriverà nelle sale italiane il 4 febbraio 2027, in contemporanea con l’uscita americana del 5 febbraio. Inizialmente fissato per ottobre 2026, il film è stato spostato a inizio 2027 da Warner Bros., probabilmente per sfruttare al meglio il periodo intorno a San Valentino.

Blue Lock diventa realtà: la federcalcio giapponese lancia un progetto sportivo ispirato all’anime

Mentre dalle nostra parti le possibili soluzioni alla profonda crisi del calcio italiano (per la terza volta consecutiva fuori dal Mondiale) saranno figlie di lotte politiche e giochi di potere interni alla FIGC, in Giappone la JFA punta invece tutto sul campo e sui talenti del pallone, lanciando un progetto di scouting ispirato a Blue Lock.

La Japan Football Association, l’equivalente della nostra federcalcio, in collaborazione con SCO Group Co. Ltd., ha annunciato JFA × SCO GROUP “FUTURE CAMP inspired by BLUE LOCK”, un nuovo progetto internazionale dedicato alla ricerca di giovani talenti calcistici di origine giapponese residenti all’estero, prendendo ispirazione direttamente da uno degli anime sportivi più estremi e competitivi degli ultimi anni.

L’obiettivo è quello di scoprire giovani calciatori di origine giapponese sparsi per il mondo e integrarli nel sistema calcistico nazionale nipponico.

Primo camp in California

Il debutto ufficiale del programma avverrà dal 3 al 6 agosto 2026 a Irvine, in California, segnando il primo grande progetto internazionale di scouting organizzato dalla federazione giapponese fuori dal Giappone.

Secondo il presidente della JFA, Tsuneyasu Miyamoto, il calcio moderno non può più permettersi di ragionare entro i confini nazionali: “Il calcio sta diventando senza confini e l’epoca in cui i giocatori giapponesi crescevano esclusivamente in Giappone è finita.”

Un vero Blue Lock nella vita reale

La cosa più affascinante del progetto è ovviamente il collegamento diretto con Blue Lock, l’anime tratto dal manga creato da Muneyuki Kaneshiro e illustrato da Yusuke Nomura che racconta un folle programma di addestramento progettato per creare l’attaccante più egoista e devastante del mondo.

Una sorta di battle royale calcistica dove il talento da solo non basta: servono fame, individualismo e una ossessione competitive smisurata.

Il franchise ha infatti superato le 50 milioni di copie vendute nel mondo entro ottobre 2025, trasformandosi in uno dei manga/anime sportivi più popolari della nuova generazione.

Il collegamento tra anime e iniziativa sportiva non è soltanto simbolico. Gli stessi autori di Blue Lock hanno commentato ufficialmente il progetto, e sembrano sinceramente emozionati all’idea di vedere il loro concept trasformarsi in qualcosa di reale.

“Gli egoisti che immaginiamo potrebbero davvero esistere nel mondo reale anzi, sono sicuro che esistano”, ha dichiarato Yusuke Nomura, mentre Muneyuki Kaneshiro ha aggiunto una frase che sembra uscita direttamente da una tavola del manga: “Un Blue Lock reale sta per iniziare.”

Come funzionerà il FUTURE CAMP

Il programma offrirà ai giovani selezionati la possibilità di allenarsi direttamente con gli allenatori della federazione giapponese attraverso sessioni tecniche, partite di valutazione, test fisici e analisi tattiche.

Al programma potranno partecipare ragazzi di nazionalità giapponese, con almeno un genitore giapponese oppure potenzialmente idonei a ottenere la cittadinanza in futuro.

In pratica, la JFA sta espandendo il proprio sistema di scouting globale seguendo un modello sempre più internazionale.

Il progetto si espanderà anche in Europa e Asia

Dopo il debutto negli Stati Uniti, la Japan Football Association ha già confermato l’intenzione di espandere il FUTURE CAMP anche in Europa, Asia e altre regioni del mondo.

L’obiettivo è costruire una rete globale di scouting sempre più ampia e competitiva e, considerando quanto il calcio giapponese sia cresciuto negli ultimi anni, questa mossa potrebbe rivelarsi molto più importante di quanto sembri.

Adesso tutti vogliono diventare il miglior attaccante del mondo

La cosa più divertente di tutta questa storia è che Blue Lock, nato come manga volutamente esagerato, sta finendo per influenzare il calcio reale.

Se Captain Tusbasa, o meglio Holly e Benji come lo conosciamo noi, ha influito in maniera significativa sulla quella generazione calcistica italiana che ha portato la nazionale al quarto trionfo iridato di Berlino 2006, questo progetto ispirato ufficialmente a Blue Lock probabilmente vuole portare il calcio nipponico a livelli di competitività mai visti prima.

Ganbatte Samurai Blu!

Di cosa parla Blue Lock?

Questo recita la trama del manga, opera che in Italia è edita da Planet Manga da Luglio 2021: “Dopo la disastrosa spedizione della nazionale del Giappone ai Mondiali di calcio del 2018, la rappresentativa del Sol Levante fatica a riorganizzarsi. Quello che manca alla nazionale giapponese è un attaccante micidiale, una punta che possa risolvere le partite più difficili e ribaltare le gare che sembrano ormai perse. La federazione calcistica nipponica (Japan Football Union) intraprende così un programma con l’obiettivo di trovare giovani e promettenti calciatori in vista dei mondiali del 2022. Isagi Yōichi, un attaccante, riceve l’invito per partecipare a questo programma, proprio subito dopo che la sua squadra perde la possibilità di accedere alle nazionali a causa sua, che nel momento decisivo passò la palla a un compagno meno esperto invece che tentare di tirare lui stesso. L’allenatore del programma sarà Ego Jinpachi, il cui obiettivo è quello di “distruggere il calcio perdente giapponese” con un metodo rivoluzionario: isolare 300 giovani e promettenti attaccanti in una struttura simile a una prigione chiamata “Blue Lock” e sottoporli a un rigoroso allenamento volto a creare “l’attaccante più egoista e migliore del mondo”.

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Stuart Fails to Save the Universe: lo spin-off sequel di The Big Bang Theory si mostra con il primo trailer

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Per anni The Big Bang Theory ha costruito il proprio successo parlando di fantascienza, fumetti, videogiochi e cultura nerd, senza mai essere considerata una serie sci-fi.

A quanto pare, però, la sua “evoluzione” ha abbandonato questo paradigma.

HBO Max ha pubblicato il primo trailer ufficiale di Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off sequel ambientato nell’universo di The Big Bang Theory che sembra completamente fuori di testa nel vero senso della parola.

Dimenticate la classica sitcom da salotto con battute su fisica quantistica, le perle di Sheldon Cooper e i corteggiamenti imbarazzanti di Leonard. Questa volta ci sono realtà alternative, disastri cosmici e il mite Stuart Bloom a cui è affidato il destino dell’universo.

Stuart diventa protagonista

La nuova serie di HBO Max vedrà il ritorno di Kevin Sussman nei panni di Stuart, il proprietario del negozio di fumetti più depresso della televisione moderna.

Secondo la trama ufficiale, Stuart finirà accidentalmente per causare una catastrofe multidimensionale dopo aver danneggiato un dispositivo creato da Sheldon Cooper e Leonard Hofstadter e, ovviamente, il destino dell’universo finirà nelle mani delle persone meno qualificate immaginabili.

Stuart Fails To Save The Universe cover

The Big Bang Theory strizza l’occhio a Rick e Morty

La cosa più interessante del progetto è probabilmente questa: Stuart Fails to Save the Universe sembra voler trasformare in realtà tutte quelle passioni nerd che nella serie originale venivano principalmente citate o parodiate.

Per anni The Big Bang Theory ha vissuto di riferimenti a Star Wars, Star Trek, fumetti Marvel e teorie multiversali, ma stavolta il franchise sembra dire: “Sapete cosa? Facciamolo davvero.”

Il trailer, visibile proprio qui sotto, mostra chiaramente realtà alternative che pescano a piena mani in film e serie TV iconiche, viaggi dimensionali e situazioni sci-fi completamente deliranti che sembrano uscite da una versione alternativa di Rick e Morty e, sorprendentemente, funziona.

Tornano Bert, Denise e Barry Kripke

Ad accompagnare Stuart in questo disastro cosmico ci saranno diversi volti amatissimi dai fan della serie originale.

Nel trailer ritroviamo infatti Bert Kibbler interpretato da Brian Posehn, Denise interpretata da Lauren Lapkus e Barry Kripke interpretato da John Ross Bowie.

Dietro la serie troviamo ancora una volta Chuck Lorre e Bill Prady, storici creatori di The Big Bang Theory.

Ma la presenza più interessante è forse quella di Zak Penn, sceneggiatore noto per diversi progetti sci-fi e supereroistici come Men in Black, Last Action Hero, X-Men 2, Avengers, ed è probabilmente proprio il suo contributo ad aver spinto la serie verso territori molto più fantascientifici rispetto al passato.

Quando esce Stuart Fails to Save the Universe?

La serie TV arriverà il 23 luglio 2026 su HBO Max, data che speriamo possa coincidere anche con il debutto italiano di questo spin-off.

ASUS presenta il nuovo router gaming WiFi 7 ROG Strix GS-BE7200: più velocità, meno lag e rete smart

ASUS Republic of Gamers (ROG) ha annunciato ROG Strix GS-BE7200, un router gaming di nuova generazione dual-band WiFi 7 (802.11be) progettato per i giocatori e appassionati che richiedono una connettività veloce, stabile e ottimizzata in modo intelligente.

WiFi 7 e velocità fino a 7200 Mbps

Il GS-BE7200 è un router dual-band basato sul nuovo standard WiFi 7 (802.11be), con supporto a tecnologie di ultima generazione come:

  • Multi-Link Operation (MLO);
  • canali ultrawide da 160 MHz;
  • modulazione 4K-QAM.

In pratica tutto ciò che serve per avere più stabilità, meno congestione e velocità teoriche fino a 7200 Mbps. Il risultato? Gameplay più fluidi, streaming a bassa latenza e trasferimenti rapidissimi anche quando tutta la rete domestica è sotto stress.

Addio zone morte

Uno dei punti forti del nuovo router ROG è il sistema di antenne.

Il GS-BE7200 integra sei antenne interne in configurazione avanzata 5T5R sulla banda 5 GHz. Secondo ASUS, questa soluzione migliora il throughput sulle lunghe distanze fino al 15% in più rispetto ai classici sistemi 4T4R.

In pratica: migliore copertura nelle case grandi, maggiore stabilità nelle configurazioni multi-room e meno bestemmie durante le sessioni di gaming online lontano dal router.

ROG Gaming Network: priorità assoluta al gaming

Ovviamente un router ROG non poteva limitarsi alla sola velocità. La tecnologia ROG Gaming Network dà priorità automatica al traffico gaming, cercando di mantenere la latenza sempre stabile durante le sessioni competitive.

Una funzione pensata soprattutto per multiplayer online, FPS competitivi, cloud gaming e streaming simultaneo, soprattutto quando qualcuno in casa decide improvvisamente di guardare una serie in 4K.

Smart Home Master: rete separata per ogni dispositivo

Il GS-BE7200 punta forte anche sulla gestione smart della rete domestica grazie alla funzione Smart Home Master.

Gli utenti possono creare reti separate dedicate a: dispositivi IoT; bambini; VPN e guest network. Una soluzione utile sia per la sicurezza sia per mantenere la rete organizzata in ambienti pieni di dispositivi connessi.

VPN e sicurezza integrate

ASUS ha incluso anche un supporto avanzato alle VPN, con compatibilità fino a 30 client simultanei e protocolli come WireGuard, OpenVPN e IPSec.

Sul fronte sicurezza troviamo invece AiProtection e Safe Browsing, tutte funzioni ormai fondamentali in una casa sempre più piena di device connessi.

Prezzo e disponibilità

Il nuovo router gaming ASUS ROG Strix GS-BE7200 è già disponibile al prezzo consigliato di 199,90 euro presso i rivenditori aderenti al programma Powered by ASUS e i principali partner commerciali ASUS.

Addio a Yuji Ohno, leggendario compositore delle musiche di Lupin III

Il mondo dell’animazione giapponese perde una delle sue voci musicali più iconiche. Yuji Ohno, compositore e pianista jazz celebre soprattutto per aver dato un’anima sonora a Lupin III, è morto il 4 maggio all’età di 84 anni.

La notizia è stata annunciata ufficialmente dal suo sito e dalla sua casa di produzione, Office Augusta, che ha spiegato come il musicista sia morto per cause naturali nel sonno.

Una scomparsa che colpisce profondamente non soltanto i fan di anime, ma chiunque abbia mai ascoltato le musiche di Lupin III e sentito immediatamente quella scarica di jazz elegante, folle e irresistibilmente cool.

Perché sì, diciamolo, senza Yuji Ohno Lupin non avrebbe avuto lo stesso stile.

Il sound iconico Lupin III

Quando si pensa all’anime tratto dal manga di Monkey Punch, vengono subito in mente colpi impossibili, inseguimenti assurdi, giacche colorate, automobili iconiche e quell’atmosfera così cool intrisa di jazz. Ebbene, una buona parte di quell’identità esiste grazie a Yuji Ohno.

Il compositore iniziò a lavorare sul franchise nel 1977 con Lupin III – Part II, la seconda storica serie televisiva dell’anime. Fu lì che nacque quella che sarebbe diventata una delle sigle più iconiche della storia dell’animazione giapponese, compreso quell’inconfondibile groove che accompagnava i momenti più importanti dell’anime.

Un tema musicale che Ohno avrebbe poi riarrangiato e reinventato per decenni attraverso serie TV, film, special e concerti. La cosa incredibile è che ogni nuova versione riusciva sempre a suonare immediatamente riconoscibile.

Bastavano poche note per capire che Lupin stava per fare qualcosa di tremendamente epico e con stile. Una miscela irripetibile di jazz, swing, funk e adrenalina che ha attraversato generazioni intere senza mai perdere fascino.

Jazz, anime e un’eleganza musicale inconfondibile

Yuji Ohno non era soltanto un compositore anime, era un vero musicista jazz nel senso più puro del termine.

Aveva iniziato a suonare il pianoforte da bambino e si era avvicinato al jazz da autodidatta durante il liceo. Negli anni universitari entrò nella Light Music Society della Keio University, collaborando anche con il clarinettista Koji Fujika.

Successivamente formò un trio jazz con il batterista Hideo Shiraki e il cantante Yuzo Kayama.

Quando il gruppo si sciolse, Ohno si dedicò principalmente alle colonne sonore e alle sigle degli anime, iniziando a lasciare il segno nella cultura pop giapponese.

Un mondo di anime oltre Lupin

Anche se il suo nome resterà inevitabilmente legato a Lupin III, Yuji Ohno ha lavorato su tantissimi altri progetti storici dell’animazione e del cinema giapponese.

Tra le sue opere troviamo le musiche di: Capitan Futuro; Space Adventure Cobra; Andromeda galassia perduta; The Inugami Family; Proof of the Man; Marine Express.

Ohno ha anche contribuito ai celebri Daicon Films, i progetti amatoriali realizzati dal gruppo creativo che anni dopo avrebbe fondato Gainax.

 

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Warner Bros vuole rifare Il mondo dei robot: David Koepp alla sceneggiatura del reboot di Westworld

A quattro anni dalla cancellazione di Westworld – Dove tutto è concesso, Warner Bros. ha deciso di tornare nel parco a tema più pericoloso della storia del cinema. Lo studio sta sviluppando un reboot del film del 1973 Il mondo dei robotWestworld in originale — opera prima di Michael Crichton e capostipite del filone fantascientifico sulla ribellione delle macchine. Alla sceneggiatura troviamo un nome di peso: David Koepp, l’uomo che adattò Jurassic Park per il grande schermo.

I dettagli sul progetto sono ancora pochi. Non è stata annunciata una data di uscita, né è stato comunicato il nome del regista, anche se Deadline parla di “un cineasta di primo piano” attualmente in trattative. Anche su trama e cast c’è silenzio assoluto. Quello che è certo, però, è che Warner Bros. non ha intenzione di chiudere il libro su questo universo dopo la fine della serie HBO.

Una scelta coerente: da Jurassic Park a Westworld

La scelta di Koepp ha una logica precisa. Lo sceneggiatore aveva già lavorato con il materiale di Crichton trasformando Jurassic Park in uno dei blockbuster più amati di sempre. E Il mondo dei robot condivide con Jurassic Park una premessa quasi identica: un parco divertimenti tecnologicamente all’avanguardia, costruito per garantire esperienze impossibili, finisce per ribellarsi ai suoi visitatori. Crichton, con questo film, aveva di fatto creato lo schema narrativo che vent’anni dopo avrebbe replicato con i dinosauri.

Il curriculum di Koepp comprende altri titoli di peso: Mission: Impossible, Spider-Man, Indiana Jones, Black Bag. Il suo prossimo lavoro sarà la sceneggiatura di Disclosure Day, l’attesissimo film di Steven Spielberg sugli UFO con Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Eve Hewson e Colman Domingo — un’altra reunion tra Koepp e il regista di Jurassic Park.

Il film originale e il suo peso culturale

Il mondo dei robot, scritto e diretto dallo stesso Crichton nel 1973, ha rappresentato un punto di svolta per la fantascienza al cinema. Ambientato nel parco a tema futuristico Delos — diviso in tre aree: il Vecchio West, l’Antica Roma e il Medioevo — il film racconta cosa accade quando gli androidi che intrattengono i facoltosi visitatori iniziano improvvisamente a malfunzionare e a uccidere. Con un budget di poco più di un milione di dollari, il film incassò oltre 10 milioni al botteghino e divenne un cult istantaneo grazie soprattutto alla presenza glaciale di Yul Brynner nei panni del Pistolero, citazione del suo personaggio ne I magnifici sette. Nel cast anche Richard Benjamin e James Brolin.

L’eredità del film è enorme. La sequenza finale dell’inseguimento del Pistolero è stata apertamente citata da James Cameron in Terminator, e John Carpenter ha dichiarato di essersi ispirato all’indistruttibilità di Brynner per il personaggio di Michael Myers in Halloween. Tutto questo senza dimenticare che è stato il primo film a usare l’elaborazione digitale delle immagini per gli effetti speciali.

Westworld 2

L’ombra della serie HBO

Il reboot arriva a quattro anni dalla cancellazione della serie HBO Westworld – Dove tutto è concesso, andata in onda dal 2016 al 2022 con protagonisti Evan Rachel Wood, Thandiwe Newton e Jeffrey Wright. La serie, creata da Jonathan Nolan e Lisa Joy, aveva trasformato l’idea originale di Crichton in un dramma filosofico complesso sull’intelligenza artificiale, la coscienza e il libero arbitrio, raccogliendo enorme consenso critico ma chiudendosi bruscamente dopo quattro stagioni.

Non è ancora chiaro come il nuovo film si rapporterà con la serie televisiva: se sarà un reboot puro che ignorerà completamente quanto fatto da Nolan e Joy, o se cercherà di assorbirne in qualche modo alcuni elementi. La presenza di Koepp suggerisce comunque un ritorno alle origini più dirette e cinematografiche del materiale di Crichton, con una struttura narrativa più compatta e thriller rispetto al respiro filosofico della serie.

Al momento non sono state comunicate date di uscita né per gli Stati Uniti né per l’Italia, dove il film del 1973 è stato distribuito proprio con il titolo Il mondo dei robot.

Ghost in the Shell: trailer e data d’uscita del nuovo anime che arriverà su Prime Video

Dopo mesi di attesa, il nuovo anime di Ghost in the Shell ha finalmente una data ufficiale: la serie debutterà il 7 luglio 2026, portando con sé una nuova reinterpretazione dell’universo sci-fi creato da Masamune Shirow.

A giudicare dal nuovo trailer pubblicato online, sembra che questo progetto sarà caratterizzato da una scarica di azione cyberpunk vecchio stile mescolata a un’estetica modernissima.

Ritorno alle atmosfere più iconiche della saga

Il nuovo video promozionale punta fortissimo su tutto ciò che ha reso Ghost in the Shell una leggenda dell’animazione giapponese: combattimenti adrenalinici, hacking mentale, tecnologia invasiva e riflessioni profonde sull’identità umana.

Il trailer, visibile proprio qui di seguito, introduce ancora una volta il futuro distopico del franchise con una narrazione che suona immediatamente familiare ai fan storici: “In un Giappone del prossimo futuro, dove il mondo è diventato altamente informatizzato…”

Da lì partono immagini di reti neurali, città illuminate al neon e operazioni militari condotte dalla celebre Sezione 9.

Al centro di tutto ritroviamo naturalmente Motoko Kusanagi, la leggendaria maggiore cyborg che da decenni rappresenta uno dei personaggi più iconici dell’universo cyberpunk e della fantascienza mondiale.

Science Saru alla guida del nuovo progetto

Dietro a questo nuovo anime c’è uno degli studi di animazione più celebri del panorama mondiale: Science Saru.

Lo studio è diventato negli ultimi anni uno dei nomi più apprezzati dell’animazione moderna grazie a produzioni come Dandadan, Scott Pilgrim Takes Off e Star Wars: Visions.

Chi conosce i lavori di Science Saru sa già cosa aspettarsi: animazioni estremamente dinamiche, regia sperimentale e un’identità visiva molto forte.

Il Maggiore e la Sezione 9 tornano a combattere nel futuro digitale

La nuova serie sarà ambientata ancora una volta nella città futuristica di Niihama, dove impianti cibernetici e reti digitali fanno parte della vita quotidiana. Qui opera la Sezione 9, unità speciale antiterrorismo specializzata nei crimini informatici più complessi.

Naturalmente non mancheranno misteri filosofici e minacce hackeristiche legate al celebre Puppet Master, uno degli antagonisti più iconici dell’intero franchise. Perché in Ghost in the Shell il vero nemico non è mai solo il cattivo di turno, spesso sono le domande esistenziali a procurare i timori più cupi.

Un franchise che ha cambiato fantascienza e anime

Parlare di Ghost in the Shell significa parlare di una delle opere più influenti della storia della fantascienza.

Nato come manga nel 1989, il franchise ha ridefinito il concetto stesso di cyberpunk giapponese, influenzando una quantità impressionante di opere successive.

Il film anime del 1995, diretto da Mamoru Oshii, viene ancora oggi considerato un capolavoro assoluto dell’animazione mondiale e una delle opere sci-fi più importanti mai realizzate.

Naturalmente il franchise ha avuto anche momenti più controversi, come il film live action del 2017 con Scarlett Johansson.

La pellicola, visivamente spettacolare, è stata accolta in maniera piuttosto divisiva dai fan storici, soprattutto per le polemiche sul casting e per alcune scelte narrative considerate troppo “occidentalizzate”.

LEGO celebra i 25 anni de Il Signore degli Anelli con il gigantesco set Icons di Minas Tirith

Preparatevi psicologicamente e magari anche economicamente.

Il Gruppo LEGO ha appena svelato uno dei set più ambiziosi mai dedicati alla Terra di Mezzo: LEGO Icons Il Signore degli Anelli: Minas Tirith, una mastodontica riproduzione della Città Bianca pensata per celebrare il 25° anniversario della saga cinematografica de Il Signore degli Anelli.

Minas Tirith prende forma con 8.278 pezzi

Il nuovo set LEGO Icons è composto da ben 8.278 pezzi e ricrea in maniera impressionante la leggendaria capitale di Gondor.

Parliamo di mura stratificate, torri e bastioni, la cittadella bianca e dettagli architettonici fedelissimi ai film di Peter Jackson.

Praticamente un piccolo monumento da esposizione dedicato alla Terra di Mezzo.

Design ibrido: spettacolare fuori, pieno di dettagli dentro

La cosa più interessante è il modo in cui il set LEGO di Minas Tirith è stato progettato.

Da lontano appare come una gigantesca miniatura da collezione, con tutto il suo skyline imponente. Ma avvicinandosi emergono ambienti interni completamente esplorabili in scala minifigure.

Tra le sezioni più importanti troviamo:

  • la sala del trono;
  • la cittadella centrale;
  • varie aree interne ricche di riferimenti alla saga.

Una soluzione che sembra perfetta sia per l’esposizione sia per chi ama “vivere” il set pezzo dopo pezzo.

Ovviamente non potevano mancare le minifigure dei personaggi iconici: Gandalf il Bianco; Faramir; Denethor; Peregrino Tuc; Aragorn; Arwen; quattro soldati di Gondor e anche Ombromanto.

 

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Prezzo e data di uscita

Il set sarà disponibile dal 1° giugno 2026 in Early Access per i LEGO Insiders, mentre dal 4 giugno 2026 per il lancio globale al prezzo di 649,99 euro.

Si tratta di un set premium nel vero senso della parola, ma considerando dimensioni, licenza e livello di dettaglio un prezzo così importante era abbastanza inevitabile.

A farci dimenticare per un po’ l’impatto economico che il set può avere sulle nostre tasche, c’è la presenza di un bonus extra: chi acquisterà Minas Tirith tra il 1° e il 7 giugno riceverà in omaggio il set LEGO Icons Il Signore degli Anelli: Grond.

Dettagli prodotto

  • Codice prodotto: 11377
  • Età: 18+
  • Prezzo: € 649,99
  • Pezzi: 8.278
  • Dimensioni: misura oltre 59 cm di altezza, 62 cm di larghezza e 37 cm di profondità.

Fast & Furious sbarca in TV: una nuova serie in arrivo su Peacock

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La saga di Fast & Furious è andata letteralmente ovunque — dalle strade di Tokyo fino allo spazio. Ora si prepara a fare il salto sul piccolo schermo, con un’espansione televisiva ufficialmente in lavorazione. L’annuncio è arrivato direttamente da Vin Diesel, durante la presentazione dei palinsesti NBCUniversal a New York, insieme a Jimmy Fallon. Quattro progetti in pipeline, anche se i dettagli sulla trama restano per ora top secret.

“Negli ultimi dieci anni ci siamo resi conto che i fan volevano di più”, ha dichiarato Diesel sul palco. “Volevano che ampliassimo i personaggi storici, le loro storie. Negli ultimi dieci anni il desiderio è stato quello di entrare nel mondo della televisione, che Fallon ha saputo padroneggiare. E ho dovuto aspettare il momento giusto. È diventato giusto quando Donna Langley ha iniziato a supervisionare tutto, perché è stato lì che ho capito che l’integrità dei personaggi, l’appeal internazionale, tutto quello che ci fa sentire una famiglia, sarebbe stato protetto anche nello spazio televisivo. La notizia che ho oggi è che Peacock lancerà quattro serie dall’universo di Fast and Furious.”

La realtà dietro l’annuncio

Le fonti interne alla piattaforma hanno però ridimensionato leggermente l’entusiasmo di Diesel. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter e Variety, in questo momento una sola serie di Fast & Furious è ufficialmente in sviluppo presso Peacock, mentre gli altri progetti annunciati dall’attore sono in vari stadi di sviluppo presso Universal TV. Una distinzione non da poco, ma comunque un segnale chiaro della volontà di NBCUniversal di investire sul franchise anche nel mondo seriale.

Diesel sarà tra i produttori esecutivi della serie attualmente in lavorazione, insieme a Sam Vincent, Neal Moritz, Pavun Shetty, Jeff Kirschenbaum e Chris Morgan. Alla guida creativa figurano Mike Daniels (Sons of Anarchy) e Wolfe Coleman (Shades of Blue) come co-showrunner. Una squadra solida, abituata a gestire serie d’azione con un forte taglio caratteriale.

Per il pubblico italiano la buona notizia è che i contenuti Peacock sono disponibili attraverso Sky e NOW, grazie all’accordo di distribuzione tra NBCUniversal e Sky. Sarà quindi probabile poter accedere alla serie anche nel nostro Paese una volta arrivata sulla piattaforma americana, anche se al momento non sono state comunicate date di uscita ufficiali.

Il futuro al cinema: Fast Forever

Mentre prende forma il lato seriale del franchise, il cinema non si ferma. L’undicesimo e penultimo capitolo della saga, intitolato Fast Forever, è atteso al cinema il 17 marzo 2028 (data internazionale, italiana ancora da confermare). La sceneggiatura è affidata a Michael Lesslie, già noto per i prequel di Hunger Games. Non è ancora chiaro se Louis Leterrier — che aveva sostituito Justin Lin alla regia di Fast X — resterà al timone anche per questo capitolo.

Quello che è praticamente certo è il ritorno dei volti storici del cast: Michelle Rodriguez come Letty Ortiz, Tyrese Gibson nel ruolo di Roman Pearce, Ludacris come Tej Parker, Nathalie Emmanuel come Ramsey, Sung Kang come Han Lue, Jordana Brewster nei panni di Mia Toretto, Jason Statham come Deckard Shaw e Charlize Theron come Cipher. Una reunion completa per quello che dovrebbe essere uno degli ultimi giri di pista della famiglia Toretto.

Vale la pena ricordare che il franchise di Fast & Furious — nato nel 2001 con il primo film firmato Universal Pictures — ha incassato complessivamente oltre 7 miliardi di dollari al botteghino mondiale tra gli 11 film attuali, includendo anche lo spin-off Hobbs & Shaw e la serie animata Spy Racers trasmessa su Netflix tra il 2019 e il 2021.