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Very Young Frankenstein: FX ordina la serie con Zach Galifianakis ispirata al classico di Mel Brooks

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FX ha ufficialmente dato il via libera alla serie di Very Young Frankenstein, una nuova commedia ispirata al leggendario Frankenstein Junior di Mel Brooks del 1974. Il progetto era da tempo in fase di sviluppo come uno dei pilot in attesa di conferma presso la rete, e ora è ufficialmente operativo. La cosa più interessante è il team creativo coinvolto: lo stesso dietro What We Do in the Shadows, una delle commedie televisive più riuscite degli ultimi anni.

Alla produzione esecutiva troviamo Stefani Robinson, Taika Waititi e Garrett Basch insieme allo stesso Mel Brooks. Robinson ha scritto il pilot, mentre Waititi lo ha diretto — una combinazione che lascia presagire fin da subito quella energia comica caotica e originale che ha caratterizzato il loro lavoro su What We Do in the Shadows.

Un cast di tutto rispetto

A guidare la serie c’è Zach Galifianakis, affiancato da Dolly Wells e Spencer House. Il cast di supporto include altri volti noti della commedia americana: Nikki Crawford, Kumail Nanjiani e Cary Elwes. Una squadra che mescola pesi massimi della comicità contemporanea con attori dalla lunga esperienza nel genere parodico — Elwes, in particolare, ha già dimostrato di sapersi muovere in questo terreno con Robin Hood – Un uomo in calzamaglia, sempre dello stesso Brooks.

Il presidente di FX Entertainment Nick Grad ha commentato così l’arrivo della serie: “Very Young Frankenstein mescola l’ispirazione del film cult amato dai fan con lo spirito inventivo e irriverente che ha definito le commedie FX nel corso degli anni, creando una rilettura completamente originale della storia classica. Nelle mani di veterani FX come Stefani, Taika e Garrett, accanto all’iconico Mel Brooks, sappiamo che i fan si divertiranno tanto a guardare questa serie quanto noi ci stiamo divertendo a realizzarla.”

L’obiettivo, insomma, sembra essere quello di catturare lo spirito della comicità di Brooks ritagliandosi al contempo un’identità tutta nuova. Considerando quello che il team di What We Do in the Shadows è riuscito a fare con i vampiri, c’è una buona probabilità che possano tirare fuori qualcosa di esilarante e stravagante anche dal mondo di Frankenstein.

Frankenstein Junior

L’eredità di Frankenstein Junior

L’originale Frankenstein Junior resta uno dei migliori film di Brooks e una delle migliori parodie cinematografiche mai realizzate. Diretto da Brooks e co-scritto con Gene Wilder — che era anche il protagonista — il film parodizzava con grande affetto i film horror della Universal degli anni Trenta e Quaranta. Wilder interpretava il Dottor Frederick Frankenstein, uomo disperatamente intento a prendere le distanze dall’infame eredità familiare, salvo poi essere trascinato di nuovo nella follia ancestrale.

Il cast del 1974 era diventato leggenda comica grazie alle performance di Peter Boyle nei panni del Mostro, Marty Feldman come Igor, Cloris Leachman come Frau Blücher, Madeline Kahn, Teri Garr e lo stesso Brooks come voce di Victor Frankenstein. Un’opera che, restaurata in 4K, è tornata nei cinema italiani anche nell’ottobre 2025 in occasione dei suoi 50 anni di vita.

Very Young Frankenstein si unisce ad altri pilot che hanno recentemente ottenuto l’ordine seriale presso FX, tra cui lo spin-off di Snowfall con Gail Bean e Isaiah John, il family drama Seven Sisters con Elizabeth Olsen e Disinherited, della co-creatrice di Better Call Saul Peter Gould, con Victoria Pedretti e Kiera Allen.

Al momento non è stata comunicata una data di uscita né per il mercato statunitense (dove andrà in onda su FX e in streaming su Hulu) né per l’Italia. Considerando l’accordo Disney che porta i contenuti FX su Disney+ nel nostro paese, è probabile che la serie possa approdare sulla piattaforma italiana in seguito.

Adventure Time: Side Quests arriverà in streaming su Disney+ e Hulu quest’estate

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Il mondo di Adventure Time sta per compiere una mossa decisamente sorprendente. Per la prima volta nella sua storia, il franchise animato uscirà fuori dall’ombrello di Warner Bros. Discovery: il nuovo spin-off Adventure Time: Side Quests debutterà negli Stati Uniti su Disney+ e Hulu il 29 giugno 2026.

Un cambio di rotta significativo per una proprietà animata che ha passato l’intero arco della sua vita all’interno della galassia Warner. La serie originale era andata in onda su Cartoon Network dal 2010 al 2018, mentre i progetti successivi — Adventure Time: Distant Lands e Adventure Time: Fionna e Cake — erano approdati su HBO Max. Ora Finn e Jake fanno le valigie per cambiare piattaforma di streaming, una scelta che racconta qualcosa di interessante sulla strategia di distribuzione delle proprietà intellettuali nel mercato attuale.

Di nuovo nella Terra di Ooo

Prodotta da Cartoon Network Studios, Side Quests era stata annunciata al festival internazionale del cinema d’animazione di Annecy 2024 come parte della line-up di Warner Bros. Animation, anche se all’epoca nessuna piattaforma o rete era stata associata al progetto. La nuova serie riporterà gli spettatori nella Terra di Ooo per altre avventure stravaganti, esilaranti e magiche con Finn e Jake.

Stando alla descrizione ufficiale, il duo passerà il tempo “a festeggiare con le persone-nuvola e a prendere a calci nel sedere il male” — una sintesi che racchiude perfettamente quel mix di assurdità e tenerezza che ha reso Adventure Time uno dei franchise animati più amati degli ultimi quindici anni.

Sul fronte del doppiaggio originale, Sasha Knight presta la voce a Finn il Umano, mentre John DiMaggio torna a interpretare Jake il Cane. La serie riporta in scena anche diversi personaggi storici amatissimi dai fan: Tom Kenny è ancora il Re Ghiaccio, Hynden Walch la Principessa Gommarosa, Olivia Olson Marceline e Niki Yang BMO. Un ensemble vocale praticamente identico a quello della serie originale, che dovrebbe garantire la giusta continuità emotiva.

Le parole dello showrunner

Nate Cash, showrunner e produttore esecutivo della serie, ha raccontato il proprio entusiasmo per il ritorno nella Terra di Ooo: “Fare Side Quests è stato come fare l’Adventure Time originale, che era come passare il tempo con compagni di scuola d’arte facendo cartoni animati professionali. Sembra un panino enorme di emozioni, e lo era! Vi adorerete queste NUOVE avventure con Finn e Jake!” Una dichiarazione che lascia presagire un ritorno fedele allo spirito caotico e creativo che aveva reso la serie originale così iconica.

L’uscita su Disney+ e Hulu è anche interessante perché le due piattaforme hanno solitamente identità di contenuti piuttosto distinte. Vederle condividere una serie animata di alto profilo come questa appare un altro passo verso un’integrazione più stretta tra le due, processo che Disney sta portando avanti da tempo negli Stati Uniti.

Al momento non è stata comunicata una data di uscita per l’Italia, dove Disney+ è disponibile mentre Hulu non è attivo come piattaforma indipendente. Considerato che le serie animate Disney+ vengono solitamente distribuite anche nel nostro paese, è ragionevole attendersi un arrivo dello spin-off su Disney+ Italia in tempi ravvicinati rispetto al debutto americano, ma per ora si attendono conferme ufficiali.

The Walking Dead: Dead City 3 si mostra con il primo trailer che svela la data di uscita della nuova stagione

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Nel mondo di The Walking Dead esistono poche certezze assolute: gli zombi sono dappertutto, le comunità felici durano meno di quanto si possa sperare e, soprattutto, quando c’è di mezzo Negan le cose finiranno, inevitabilmente, per complicarsi.

AMC ha pubblicato il primo teaser trailer della stagione 3 di The Walking Dead: Dead City, confermando anche la data d’uscita ufficiale. I nuovi episodi della serie TV arriveranno il 26 luglio 2026 su AMC e AMC+.

A quanto pare Manhattan sta finalmente provando a diventare qualcosa di più di un gigantesco inferno pieno di vaganti, anche se ormai sappiamo che in questo franchise il concetto di “pace duratura” è quantomai effimero.

Maggie sta costruendo una vera città

Una delle cose più interessanti di Dead City è sempre stata la sua ambientazione.

Dopo anni passati tra foreste, fattorie, villaggi sperduti e strade polverose, vedere la saga zombi muoversi dentro una Manhattan distrutta ha completamente cambiato atmosfera: grattacieli decadenti, strade strettissime e ponti crollati.

Dead City è probabilmente lo spin-off che più è riuscito a dare nuova identità visiva al franchise nato dai fumetti di Robert Kirkman.

Nella nuova stagione sembra che Maggie Greene stia tentando qualcosa di ancora più ambizioso: costruire una vera comunità funzionante nel cuore di New York.

Nemici costretti a collaborare ancora

Secondo la sinossi ufficiale diffusa da AMC, Maggie e Negan proveranno finalmente a mettere da parte il loro passato per costruire la prima vera comunità prospera di Manhattan dopo l’apocalisse.

Per anni questi due personaggi sono stati il simbolo vivente dell’odio reciproco nell’universo di The Walking Dead. Eppure il franchise continua a spingerli verso una collaborazione sempre più complessa e moralmente ambigua.

Tuttavia, il vero “cuore” della nuova stagione sembra essere la risposta a questa domanda: “Entrambi hanno davvero imparato dai loro traumi, oppure i fantasmi del passato finiranno per distruggere tutto?”

Negan continua a essere il fulcro caotico della serie

Diciamolo chiaramente: gran parte del fascino di Dead City continua a ruotare attorno a Jeffrey Dean Morgan.

Il suo resta uno dei personaggi più magnetici mai usciti dal franchise. Negan è carismatico, imprevedibile, pericoloso e anche ironico e il teaser lascia intendere che verrà nuovamente trascinato in una posizione di leadership, anche se probabilmente preferirebbe evitare altri drammi post-apocalittici.

Anche Lauren Cohan tornerà nei panni di Maggie, oltre a ricoprire il ruolo di produttrice esecutiva insieme allo stesso Morgan e a Scott M. Gimple.

Dead City è diventato uno degli spin-off migliori del franchise

Quando AMC annunciò tutti gli spin-off di The Walking Dead, molti fan temevano l’effetto “clone”. Era una paura legittima, ma Dead City è riuscito sorprendentemente a ritagliarsi una propria identità.

Complice la location newyorkese, il tono più sporco e urbano e soprattutto la dinamica tossica ma irresistibile tra Maggie e Negan, la serie si è costruita una fanbase molto solida dal debutto del 2023 e attualmente mantiene un discreto 71% su Rotten Tomatoes.

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The Lord of the Rings: Ascension, l’intera trilogia diventa un gioco di deckbuilding

Tra film in arrivo e un flusso costante di progetti videoludici e da tavolo, i fan de Il Signore degli Anelli hanno parecchio da aspettarsi. Ora si aggiunge un nuovo progetto al mix, e fa qualcosa di piuttosto interessante: un gioco chiamato The Lord of the Rings: Ascension che adatterà l’intera trilogia in un’esperienza di deckbuilding, fondendo la strategia con la portata epica del materiale originale.

Il gioco unisce l’universo fantasy creato da J.R.R. Tolkien alle meccaniche collaudate del sistema Ascension, lanciato originariamente da Stone Blade Entertainment nel 2010. Negli anni Ascension si è costruito una solida reputazione grazie a un gameplay di costruzione mazzo accessibile ma soddisfacente — e l’ingresso nella Terra di Mezzo sembra un connubio piuttosto naturale.

Tre set per ripercorrere l’intera saga

Pensato per 1-4 giocatori, il gioco si articola in tre set interconnessi ispirati ai tre capitoli della saga: La Compagnia dell’Anello, Le due torri e Il ritorno del re. I giocatori ripercorreranno di fatto l’intero arco narrativo della trilogia, costruendo mazzi, reclutando alleati e affrontando minacce sempre più consistenti man mano che il viaggio prosegue.

Non si tratta di una semplice riskinnatura a tema. La struttura rispecchia la progressione della storia, offrendo ai fan di lunga data qualcosa di più profondo a cui aggrapparsi. Ogni set si collega agli altri in un’esperienza di tipo campagna, permettendo ai giocatori di far crescere mazzi e strategie con l’aumentare della posta in gioco. Un sistema, insomma, che dovrebbe premiare le partite multiple, soprattutto se affrontate in gruppo.

L’arte e le meccaniche

Una delle prime cose che colpisce è la direzione artistica. Invece di puntare su immagini ispirate ai film, il gioco scommette interamente su illustrazioni originali. Personaggi come Gandalf, Sam e Legolas presentano uno stile più stilizzato, quasi da animazione, mentre creature come Gollum e gli Orchi virano verso atmosfere decisamente più inquietanti. Una scelta coraggiosa che dà al gioco un’identità visiva propria, slegata dall’immaginario cinematografico di Peter Jackson.

Sul piano del gameplay, il gioco resta fedele a ciò che Ascension sa fare meglio: costruire il proprio mazzo reclutando eroi, raccogliendo risorse e rafforzando le proprie forze. La novità tematica più interessante è il richiamo ai Popoli Liberi della Terra di Mezzo mentre si cerca di resistere alla tentazione costante dell’Unico Anello. Questo gioco di tensione tra potere e corruzione potrebbe rivelarsi una delle meccaniche più riuscite, se ben implementata.

The Lord of the Rings: Ascension sarà lanciato su Gamefound nel corso dell’estate tramite una campagna di crowdfunding, con ulteriori dettagli attesi a breve. Al momento non sono disponibili informazioni su una possibile edizione italiana del gioco né su un eventuale editore che possa portarlo nel nostro mercato. Terremo aggiornati i nostri lettori non appena ci saranno novità in tal senso.

Una carta di Luke Skywalker venduta per 73.000 dollari: il collezionismo di Star Wars vola

La Forza è chiaramente ancora potente tra i collezionisti, e un’asta recente lo ha dimostrato in modo clamoroso. Mentre The Mandalorian & Grogu si prepara a riportare Star Wars al cinema, uno dei pezzi di memorabilia più antichi del franchise è tornato prepotentemente sotto i riflettori: una vintage trading card raffigurante Luke Skywalker è stata venduta all’asta per la cifra impressionante di 73.007 dollari, polverizzando ogni previsione e stabilendo un nuovo punto di riferimento per questo tipo di oggetto da collezione.

La carta risale al 1977, anno in cui Topps pubblicò la sua prima serie di trading card dedicata a Star Wars. All’epoca era venduta insieme a una semplice gomma da masticare rosa — il tipo di gadget che la maggior parte dei bambini masticava senza pensarci due volte. Quasi cinque decenni dopo, quello stesso pezzo di cartoncino è considerato un artefatto prezioso. L’esemplare battuto all’asta è stato classificato in condizione “mint” (perfetta) da Heritage Auctions, un fattore decisivo nel portare il suo valore a livelli da record.

Non solo carte per Star Wars: i pezzi più preziosi dell’asta

La carta di Luke Skywalker non è stato l’unico oggetto a raccogliere cifre da capogiro. L’asta nel suo complesso ha totalizzato la bellezza di 3.811.584 dollari, una testimonianza concreta di quanto sia diventato enorme il mercato del collezionismo legato a Star Wars.

Tra i pezzi più notevoli figura uno spettacolare modello del Millennium Falcon lungo circa un metro e mezzo, costruito utilizzando le tecniche originali della Industrial Light & Magic. Non si trattava di una semplice replica, ma di un pezzo di qualità museale precedentemente esposto all’Academy Museum of Motion Pictures: è stato venduto per 371.629 dollari, stabilendo un record per un modello di Star Wars non realizzato per la produzione.

A questi si aggiunge un elmo indossato da Pedro Pascal in The Mandalorian, aggiudicato per 42.471 dollari, e una rara variante da 35 centesimi di Star Wars #1, fumetto venduto per 172.542 dollari. Il collezionismo legato a Star Wars, insomma, abbraccia ormai ogni categoria possibile: carte, modelli, costumi di scena e fumetti d’epoca.

Un fenomeno in continua crescita

Joe Maddalena, vicepresidente esecutivo di Heritage Auctions, ha commentato così i risultati: “Questi numeri dimostrano quanto sia diventato potente ed esteso l’universo del collezionismo di Star Wars. Dalle vintage trading card che hanno ridefinito le aspettative — in particolare le rookie di Luke Skywalker — fino a un Millennium Falcon di qualità museale e a fumetti da record, stiamo assistendo a una domanda straordinaria in ogni categoria.”

È un’istantanea interessante di quanto Star Wars sia un franchise davvero duraturo. Che si tratti della nostalgia per la trilogia originale, dei successi recenti dello streaming o di rari oggetti da collezione, i fan continuano a investire — emotivamente ed economicamente — in questo universo. Con il ritorno al cinema di The Mandalorian & Grogu, fissato nelle sale italiane per il 20 maggio 2026, è probabile che l’interesse per il collezionismo del franchise continui a crescere ulteriormente nei prossimi mesi.

Per i collezionisti italiani che si avvicinano a questo mercato, vale la pena ricordare l’importanza di rivolgersi a case d’asta riconosciute e di privilegiare pezzi già certificati da enti specializzati, soprattutto quando si parla di carte vintage o di costumi di scena, categorie particolarmente esposte al rischio di contraffazione.

Keanu Reeves sarà in Hidari, l’epico film samurai in stop-motion

Keanu Reeves continua a scegliere progetti fuori dagli schemi, e il suo ultimo annuncio è il sogno di qualsiasi appassionato di azione samurai e animazione artigianale. L’attore ha firmato ufficialmente per prestare la voce al protagonista di Hidari, adattamento in lungometraggio del notevole cortometraggio del 2023 diretto dal filmmaker giapponese Masashi Kawamura.

Il film si ispira alla leggenda di Jingorō Hidari, figura storica realmente esistita nel Giappone del periodo Edo, conosciuta come architetto, scultore e intrattenitore. La versione di Kawamura prende quella base e la trasforma in un fantasy samurai dominato dalla vendetta, ricco di protesi meccaniche, duelli di spada e visivi in stop-motion realizzati a mano.

Hidari: Una storia di vendetta e protesi meccaniche

Nella trama, Hidari intraprende una missione violenta dopo aver perso sia la figura paterna che la fidanzata. Nello scontro perde anche il braccio destro, che sostituisce con una serie di protesi meccaniche trasformabili in armi. Affiancato dal suo compagno di legno, il Gatto Dormiente (Sleeping Cat), dà la caccia ai responsabili della sua tragedia, scoprendo lungo il cammino una cospirazione più ampia legata alla ricostruzione del Castello di Edo.

Chi ha visto il cortometraggio originale sa già quanto sia straordinario lo stile di animazione. Il lavoro in stop-motion ha una qualità grezza e tattile che rende ogni movimento più potente, soprattutto nelle scene d’azione, dove la fisicità dei modelli costruiti a mano restituisce un impatto difficilmente replicabile con la CGI. Espandere quel concept in un lungometraggio con Reeves coinvolto è un passo che alza notevolmente le aspettative.

Le parole di Reeves e Kawamura

Reeves ha condiviso il proprio entusiasmo in un comunicato ufficiale: “Dalla proof of concept alla sceneggiatura sviluppata, il team di Hidari ha creato qualcosa di davvero straordinario. Ha tutte le caratteristiche di un film eccezionale — uno che sono entusiasta di vedere e di cui voglio fare parte. Credo che questo progetto abbia il potenziale per portare qualcosa di molto speciale al pubblico di tutto il mondo.”

Kawamura, dal canto suo, non ha nascosto la soddisfazione per l’arrivo dell’attore: “Quando qualcuno con la sua esperienza e visione creativa guarda la tua proof of concept e dice ‘Voglio farne parte’, è una sensazione incredibile. Non sta solo prestando la voce a Hidari — ci sta aiutando a plasmare ed espandere questo mondo, e non vedo l’ora di vedere dove lo porteremo insieme.”

Una collaborazione che rende il progetto degno di attenzione. Reeves ha già un’enorme esperienza con personaggi action — basti pensare alla saga di John Wick — ma vederlo calarsi in un’avventura samurai in stop-motion è qualcosa di fresco nel migliore dei modi possibili. Il connubio tra un’estetica artigianale ricercata, una storia di vendetta classica e la presenza di Reeves potrebbe dare vita a uno dei film d’animazione di genere più interessanti dei prossimi anni.

Al momento non è stata comunicata alcuna data di uscita, né per il mercato internazionale né per l’Italia, e non si conoscono ancora i dettagli su un’eventuale distribuzione italiana.

Bye bye Gundam Unicorn: la statua gigante di Odaiba verrà rimossa quest’estate

Ci sono luoghi in Giappone che ogni buon nerd dovrebbe visitare almeno una volta nella vita: Akihabara, il museo dello Studio Ghibli, il Pokémon Center e il colossale RX-0 Unicorn Gundam di Odaiba.

Peccato che per quanto riguarda proprio la statua grandezza naturale dell’iconico Mobile Suit, il tempo a disposizione per una memorabile foto ricordo stia per scadere.

Il Gundam che dal 2017 domina il panorama del DiverCity Tokyo Plaza come se fosse pronto a difendere l’intera nazione, verrà rimossa entro pochi mesi.

Tokyo perde uno dei suoi simboli nerd

L’annuncio è arrivato direttamente dal sito ufficiale del franchise Mobile Suit Gundam e da quello dedicato alla statua di Odaiba.

Per ora non è stata comunicata una data precisa, ma Bandai ha confermato che il gigantesco Gundam Unicorn verrà smantellato entro la fine di agosto 2026.

Nel corso degli anni la statua è diventata molto più di una semplice attrazione turistica, assurgendo a simbolo vero e proprio della cultura pop contemporanea.

Non è la prima volta che Odaiba perde un Gundam

Questo non è il primo addio mecha vissuto da Odaiba

Prima dell’Unicorn Gundam, infatti, nello stesso identico punto si trovava il leggendario RX-78-2 Gundam originale. La storica statua venne rimossa nel marzo 2017, proprio per far posto all’Unicorn che arrivo del settembre dello stesso anno, lasciando l’area senza il suo Mobile Suit per circa sei mesi.

Gundam Unicorn Odaiba

Chi sarà il sostituto dell’Unicorn?

La parte più misteriosa della vicenda è che Bandai Namco non ha ancora spiegato ufficialmente perché abbia deciso di rimuovere la statua. Il Gundam di Odaiba continua ancora oggi ad attirare folle gigantesche, oltre a trainare il successo dei negozi tematici del franchise presenti all’interno del DiverCity.

Eppure, qualcosa bolle in pentola.

Fortunatamente, anche questa volta non dovrebbe trattarsi di un addio ai Gundam giganti.

Bandai ha infatti annunciato un nuovo progetto chiamato Gundam Landmark Concept, descritto come una futura nuova attrazione pensata per attirare fan da tutto il mondo.

La nuova statua di Odaiba potrebbe farsi attendere

Tuttavia, a differenza di quanto avvenuto nel 2017, al momento non sappiamo praticamente nulla: nessuna immagine, nessuna concept art, nessuna conferma su quale modello di Gundam potrebbe essere protagonista e, soprattutto, nessuna possibile data circa l’arrivo di una nuova statua.

A quanto pare, questa volta, la “sede vacante” del Mobile Suit di Odaiba potrebbe protrarsi a lungo, per cui se ci sono viaggi da pianificare, sarà meglio partire entro la fine di agosto, oppure attendere che arrivi un nuovo Gundam.

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Peter Jackson in trattative per adattare Il Silmarillion: la Terra di Mezzo potrebbe diventare ancora più epica

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Per anni il fandom fantasy ha considerato la possibilità di vedere realizzato un film de Il Silmarillion poco più di una leggenda narrata attorno al fuoco, e invece potrebbe davvero succedere.

Peter Jackson ha infatti rivelato di essere attualmente in trattative con gli eredi di J. R. R. Tolkien per adattare nuove opere ambientate nella Terra di Mezzo, compreso proprio Il Silmarillion.

Uno dei testi più mastodontici, mitologici e apparentemente “inadattabili” dell’intera storia fantasy mondiale potrebbe finalmente arrivare al cinema.

Un libro ritenuto impossibile da adattare

Da quando nel 2001 Il Signore degli Anelli: La compagnia dell’Anello ha cambiato per sempre il fantasy cinematografico, una domanda aleggia continuamente tra i fan: “Quando faranno Il Silmarillion?”

La risposta, fino a oggi, era semplice: mai.

Pubblicato postumo nel 1977 da Christopher Tolkien, figlio dello scrittore, il libro non è mai stato disponibile per adattamenti cinematografici.

Christopher Tolkien ha sempre protetto in maniera rigidissima il materiale del padre, evitando che Hollywood mettesse le mani sulle opere più sacre del “legendarium tolkieniano”.

Ed è anche per questo che progetti come Gli Anelli del Potere hanno dovuto costruire gran parte della loro storia utilizzando appendici e riferimenti sparsi, senza poter attingere direttamente ai grandi racconti della Prima Era.

SilmarillionTolkien

La nuova generazione degli eredi Tolkien potrebbe cambiare tutto

Secondo Peter Jackson, però, qualcosa sta cambiando.

Durante un’intervista con Deadline, il regista ha spiegato che la situazione si sarebbe evoluta dopo la morte di Christopher Tolkien avvenuta nel 2020.

A guidare l’eredità letteraria oggi sarebbe infatti una nuova generazione della famiglia Tolkien, apparentemente più aperta a discutere nuove licenze cinematografiche.

Jackson ha dichiarato: “Le nuove generazioni dei Tolkien sono molto più aperte al dialogo”, una frase che, per milioni di fan, suona praticamente come il Corno di Gondor.

Warner Bros e Peter Jackson vogliono espandere la Terra di Mezzo

Le trattative coinvolgerebbero sia Warner Bros sia il team creativo storico di Peter Jackson.

L’obiettivo sarebbe ottenere finalmente i diritti del Silmarillion e di altre opere come i Racconti Incompiuti, materiale che permetterebbe di raccontare eventi giganteschi della storia della Terra di Mezzo, invece di continuare a espandere semplicemente Il Signore degli Anelli.

Jackson probabilmente ha ragione quando dice che sarebbe bello avere qualcosa di “più sostanzioso”, perché Il Silmarillion non è soltanto un prequel, è praticamente la Bibbia mitologica della Terra di Mezzo.

 

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Cosa racconta Il Silmarillion?

Per chi non ha mai avuto il coraggio di affrontarlo (e onestamente è comprensibile), Il Silmarillion raccoglie miti, leggende e racconti che narrano la creazione del mondo di Tolkien e le guerre della Prima Era.

Il libro,  ideato come cuore dell’universo tolkieniano, contiene: la creazione di Arda, Morgoth e la sua ribellione, la nascita degli Elfi, le guerre per i Silmaril, la caduta di Gondolin, Beren e Lúthien, Túrin Turambar e Fingolfin che sfida Morgoth.

In pratica abbiamo il materiale fantasy più epico mai scritto, ma anche quello più difficile da adattare senza il pericolo di rivolte del fandom tolkeniano.

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MSI GeForce RTX 5080 The Mandalorian & Grogu Edition: ecco la scheda video ispirata al film di Star Wars

MSI ha annunciato la nuova GeForce RTX 5080 16G The Mandalorian and Grogu Edition OC, una scheda video in edizione limitatissima ispirata al prossimo film di Star Wars “The Mandalorian & Grogu“.

Se abbiamo usato il superlativo assoluto non è per esagerare, dato che in tutta Europa saranno disponibili appena 500 pezzi di questa GPU.

Una GPU forgiata a Mandalore con il Beskar

La nuova scheda video combina la potenza della serie NVIDIA GeForce RTX 50 Series con un’estetica completamente dedicata all’universo di Star Wars.

Il suo design richiama direttamente l’armatura di Din Djarin: finitura metallica spazzolata; dettagli premium e look “battle ready”…praticamente una GPU che sembra uscita dalle fonderie di Mandalore.

Grogu: la Forza che supporta davvero la GPU

Ogni scheda include un esclusivo supporto VGA dedicato a Grogu, pensato per sostenere fisicamente la GPU all’interno del case.

Siamo probabilmente di fronte a una delle cose più nerd mai viste nel mondo hardware.

Personalizzazione totale

MSI ha aggiunto anche una chicca molto interessante: una piastra posteriore magnetica personalizzabile con quattro pannelli intercambiabili dedicati a diverse fazioni della saga.

Si potrà scegliere tra: l’elmo del Mandaloriano; Grogu; la Nuova Repubblica, i resti dell’Impero…in pratica potremo decidere da che parte della Forza schierare la nostra build.

scheda video MSI GeForce RTX 5080 The Mandalorian and Grogu Edition

Prestazioni next-gen con NVIDIA Blackwell

Ovviamente non si vive di solo fanservice, la scheda video GeForce RTX 5080 The Mandalorian & Grogu Edition sfrutta l’architettura NVIDIA Blackwell e include tutte le tecnologie di punta della serie RTX 50:

  • DLSS 4.5;
  • accelerazione AI avanzata;
  • ray tracing di nuova generazione;
  • supporto NVIDIA Studio.

Tutto si traduce in gaming ultra dettagliato, frame rate mostruosi e performance ideali anche per creator e streaming in 4K.

Inoltre, MSI ha equipaggiato la GPU con il sistema termico TRIO FROZR 4, che include: ventole STORMFORCE; base in rame nichelato; tecnologie Wave Curved 4.0 e Air Antegrade Fin 2.0.

Prezzi e disponibilità

La MSI GeForce RTX 5080 16G The Mandalorian and Grogu Edition OC sarà disponibile dal 22 maggio 2026 esclusivamente presso: MSI eShop, AK Informatica, Breunor e Ollo Store.

Con soli 500 esemplari europei, aspettatevi una velocità di esaurimento degna di un salto nell’iperspazio anche se non è stato ancora annunciato il prezzo di vendita.

Patlabor EZY si mostra con il nuovo trailer: il ritorno dei mecha poliziotto è servito

La saga Patlabor è pronta a tornare davvero con Patlabor EZY, anime che si mostra con il nuovo trailer di “File 2” e ci ricorda una cosa importantissima: vedere mecha usati come mezzi delle forze dell’ordine continua a essere incredibilmente affascinante anche nel 2026.

Il secondo film compilation debutterà nei cinema giapponesi il 14 agosto 2026, portando avanti il nuovo capitolo sci-fi della storica saga creata dal collettivo HEADGEAR.

L’atmosfera sembra ancora perfettamente quella di Patlabor, tra ambientazioni cyberpunk, stile industrial e mood malinconico e pieno di giganteschi robot poliziotto.

Il futuro di Patlabor si sposta nel prossimo decennio

La nuova serie è ambientata negli anni 2030, in un Giappone sempre più dipendente dall’automazione e dall’intelligenza artificiale.

I Labor, gli storici mecha pilotati utilizzati per lavori industriali, non rappresentano più una tecnologia rivoluzionaria, ma sono ormai parte integrante della vita quotidiana e, paradossalmente, stanno persino iniziando a essere sostituiti da robot completamente autonomi.

Siamo di fronte proprio al tipo di evoluzione sociale e tecnologica che Patlabor ha sempre adorato raccontare.

Nel mezzo di questo scenario futuristico continua però a operare la celebre SV-2, l’unità speciale incaricata di contrastare i crimini legati ai Labor, con i protagonisti che continueranno a combattere usando gli iconici Ingram.

Gli storici Ingram tornano in una versione evoluta

Una delle novità più interessanti di Patlabor EZY è l’introduzione degli AV-98Plus Ingram, versione potenziata dei classici AV-98.

Secondo la lore della serie, il telaio originale degli Ingram è in servizio da quasi quarant’anni ed è considerato da molti ufficiali una sorta di “vecchio rottame”.

Ma i nuovi “Ingram Plus” promettono importanti miglioramenti: struttura aggiornata, capacità meccaniche avanzate, software migliorato e sistemi di realtà aumentata integrati nel casco del pilota.

Praticamente Patlabor incontra il futuro senza perdere quell’estetica che ha sempre reso il franchise unico.

Il team creativo dietro al progetto

Dietro il progetto tornano le leggende della saga: alla regia troviamo infatti Yutaka Izubuchi, storico mech designer di Patlabor, mentre la sceneggiatura è affidata a Kazunori Ito, con Masami Yuuki che torna al character design.

J.C.Staff si è occupato delle animazioni, mentre la componente CGI verrà curata da GAZEN.

Le musiche saranno ancora una volta composte da Kenji Kawai, nome che evoca subito opere come Ghost in the Shell e numerosi classici dell’animazione giapponese.

Come sarà strutturato Patlabor EZY

La serie sarà composta da otto episodi, distribuiti però al cinema sotto forma di tre film compilation:

  • File 1 – in uscita oggi 15 maggio 2026;
  • File 2 – in arrivo il 14 agosto 2026;
  • File 3 – previsto per marzo 2027.

I primi due film presenteranno storie autoconclusive in formato omnibus, mentre il terzo conterrà gli ultimi due episodi collegati in una trama unica.

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eBay lancia nel Regno Unito il servizio Authenticity Guarantee per le carte collezionabili

Un colpo importante contro il mercato delle contraffazioni nel mondo del collezionismo. eBay è diventato il primo marketplace a introdurre nel Regno Unito un servizio di verifica esperta e autenticazione automatica per le carte collezionabili di alto valore. Una novità che potrebbe cambiare in modo significativo il modo in cui collezionisti e investitori acquistano carte rare online.

Il servizio, chiamato Authenticity Guarantee, si applicherà a tutte le carte collezionabili idonee — incluse le carte dei giochi collezionabili come Pokémon e Magic: The Gathering, le carte sportive e quelle non sportive — vendute a un prezzo pari o superiore a 500 sterline (circa 580 euro). Il rollout è iniziato il 6 maggio 2026, con l’idoneità che si estenderà nel corso del mese fino a coprire tutte le carte sopra la soglia entro giugno.

Perché serve questo servizio

Il problema delle contraffazioni nel mondo delle carte collezionabili è esploso negli ultimi anni, parallelamente all’impennata di valore di alcuni pezzi rari. Per dare un’idea della portata del fenomeno, un noto influencer ha recentemente acquistato una collezione di booster box di Pokémon per 3,5 milioni di dollari scoprendo poi che le scatole erano state riempite con carte di G.I. Joe. Casi estremi come questo sono per fortuna rari, ma il rischio di acquistare materiale falsificato resta alto soprattutto sulle piattaforme di seconda mano.

“La fiducia è fondamentale nel mondo del collezionismo — è il motivo per cui i collezionisti di tutto il mondo si rivolgono a eBay e ai nostri 30 anni di esperienza, innovazione e selezione in questa categoria”, ha dichiarato Adam Ireland, vicepresidente di eBay per il collezionismo globale. “L’espansione del nostro servizio Authenticity Guarantee alle carte collezionabili nel Regno Unito offre ad acquirenti e venditori un’esperienza migliorata per le transazioni di carte di alto valore, e rappresenta un traguardo globale per il nostro business del collezionismo.”

La carta collezionabile di maggior valore mai venduta su eBay nel Regno Unito è stata una Charizard Olografica Rara del Set Base Ombra Pokémon 1ª Edizione del 1999, valutata BGS 9 MINT, ceduta per 16.500 sterline.

Come funziona l’autenticazione

Il meccanismo è strutturato per garantire la massima trasparenza. Le inserzioni idonee mostreranno un badge blu Authenticity Guarantee, facilmente riconoscibile durante la ricerca. Quando una carta idonea viene acquistata, il venditore non la spedisce direttamente all’acquirente, ma alla struttura di autenticazione di eBay, dove il partner ufficiale PSA (Professional Sports Authenticator) effettua un’ispezione fisica multi-punto.

Il processo prevede tre fasi: un’ispezione approfondita con l’utilizzo di un esteso database per valutare condizione, qualità e autenticità della carta; l’applicazione di una prova di autenticazione sotto forma di e-tag con QR code univoco a prova di manomissione, che permette all’acquirente di consultare i dettagli sull’intero percorso di verifica; e un sistema di resi verificati, che garantisce che eventuali resi tornino dell’autenticità verificata prima di essere rispediti al venditore. Dopo l’autenticazione, la carta viene spedita all’acquirente con consegna tracciata in giornata. Il servizio è gratuito sia per acquirenti che per venditori, ed è valido anche per le carte acquistate tramite eBay Live, la piattaforma di vendite in streaming live di eBay.

E in Italia?

Per ora, l’Authenticity Guarantee per le carte collezionabili è disponibile esclusivamente sul mercato britannico. Non è ancora stata annunciata un’estensione del servizio al mercato italiano. Considerando però la velocità con cui il fenomeno del collezionismo di carte sta crescendo anche da noi — basti pensare alle cifre raggiunte dalle aste di Pokémon vintage e ai prezzi di alcune carte di Magic di prima generazione — è ragionevole sperare che il servizio possa essere esteso anche al nostro mercato in futuro. Il servizio in UK segue altre iniziative simili già attive sulla piattaforma per sneaker, orologi di lusso e borse griffate.

Per chi acquista regolarmente su eBay, vale comunque la pena ricordare le regole di base: controllare sempre la reputazione del venditore, leggere con attenzione la descrizione del prodotto e, per pezzi di alto valore, preferire venditori che offrano carte già graduate da enti certificati come PSA, BGS o CGC.

Andy Muschietti: “Il supercut di IT si farà, ma prima viene It: Welcome to Derry”

I fan del Pennywise cinematografico aspettano da anni notizie concrete sul leggendario supercut di It, e ora il regista Andy Muschietti ha finalmente fatto chiarezza. La buona notizia è che il progetto non è morto. Quella meno bella è che, per il momento, dovrà passare in seconda fila rispetto a It: Welcome to Derry, la serie prequel disponibile in Italia su Sky e NOW.

In un’intervista a /Film, Muschietti è stato diretto su come stanno le cose: “La serie ha avuto la priorità sul supercut. Ora siamo in un momento in cui possiamo sicuramente andare dallo studio e chiedere supporto, ma ‘Quando?’ è la domanda. Possono dirci ‘Sì, fatelo’, ma adesso siamo impegnati, felicemente impegnati, con la seconda stagione di Welcome to Derry. E ci sono anche altri progetti cinematografici in giro. Ma lo faremo.”

Cosa sarà il supercut di It

Per chi non avesse seguito la vicenda: il progetto del supercut è sul tavolo da prima ancora che It – Capitolo Due arrivasse al cinema nel 2019. L’idea di Muschietti è di fondere i due film del 2017 e del 2019 in un’unica esperienza riorganizzata cronologicamente, integrandola con scene tagliate e materiale inedito, per una durata totale di circa sei ore e mezza.

Il dettaglio importante è che non si tratterebbe di un semplice rimontaggio. Alcune sequenze andrebbero girate ex novo, e questo comporta inevitabilmente problemi di pianificazione, budget e — soprattutto — disponibilità del cast originale. Muschietti sembra convinto che i fondi non sarebbero un problema se chiedesse il via libera, ma trovare il tempo è la vera sfida. E al momento, il tempo è interamente dedicato all’espansione televisiva del franchise.

Pennywise IT Welcome to DerryWelcome to Derry sta “galleggiando”

La scelta di Muschietti di puntare prima sulla serie ha una sua logica precisa, guardando ai risultati ottenuti dalla prima stagione. It: Welcome to Derry ha raccolto recensioni positive dalla critica e ha visto crescere il suo pubblico nel corso degli otto episodi, con il finale che ha registrato gli ascolti più alti dell’intera stagione. Una performance che HBO non può ignorare, anche se al momento la seconda stagione non è stata ancora ufficialmente confermata. Il team creativo, però, non sta aspettando il via libera ufficiale: gli sceneggiatori stanno già lavorando e i piani per i prossimi cicli sono in corso. La visione complessiva prevede più stagioni che esploreranno epoche diverse della mitologia di It, andando sempre più indietro nel tempo.

Con tutto questo slancio, Muschietti sta puntando sulla continuità della serie piuttosto che incassare immediatamente con il supercut. Una scommessa ragionevole, ma con un certo margine di rischio: la fattibilità del supercut è legata alla salute del franchise nel suo complesso. Se Welcome to Derry dovesse vacillare nelle prossime stagioni e perdere pubblico, convincere uno studio a finanziare riprese aggiuntive per un rimontaggio di sei ore di due film usciti nel 2017 e 2019 diventerà una conversazione molto più complicata.

Per ora, però, l’angolo di Pennywise dell’universo di Stephen King è in ottima forma, e Muschietti sembra giocare sul lungo periodo. Il supercut arriverà. Solo, magari, non quest’anno.