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Il regista di Backrooms, Kane Parsons, potrebbe avere nel mirino il film di Portal

Il successo clamoroso di Backrooms — quasi 150 milioni di dollari incassati in tutto il mondo con un budget di soli 10 milioni — ha trasformato Kane Parsons in uno dei nomi più seguiti di Hollywood in questo momento. E ora il ventenne regista starebbe già guardando avanti, con un occhio puntato su una proprietà videoludica che i fan attendono di vedere adattata da quasi vent’anni.

In un’apparizione sul podcast The Town, Parsons ha chiarito di non essere particolarmente interessato a tuffarsi subito su franchise già esistenti — “con una o due eccezioni” legate a proprietà che lo accompagnano fin dall’infanzia, e per le quali sarebbero già in corso alcune conversazioni preliminari. Il commento ha immediatamente scatenato la speculazione online, con Portal che è rapidamente emerso come il candidato più probabile.

La conferma (parziale) del New York Times

La speculazione ha guadagnato concretezza quando il giornalista del New York Times Kyle Buchanan ha condiviso su X un dettaglio di una conversazione avuta con Parsons all’inizio di maggio: “Ho visto persone speculare che Kane Parsons si stia riferendo a un potenziale film di Portal. Gli ho chiesto a inizio maggio se fosse interessato a dirigerlo e ha detto che stava già guardando al progetto ‘con molta cautela e molta curiosità’.”

Non si tratta di una conferma ufficiale, e Parsons non ha pronunciato il nome di Portal. Ma l’interesse è reale e documentato, e la fonte difficilmente potrebbe essere più credibile.

Cos’è Portal e perché un film ha senso

Sviluppato da Valve e uscito nel 2007, Portal è uno dei videogiochi più celebrati e originali degli ultimi vent’anni. Il gioco mette il giocatore nei panni di Chell, intrappolata nelle camere di test della Aperture Science, armata di una pistola capace di creare portali per risolvere enigmi sempre più elaborati — e soprattutto alle prese con GLaDOS, un’intelligenza artificiale manipolativa e ironica che è diventata uno dei personaggi più iconici del medium. Il sequel del 2011 aveva espanso ulteriormente il lore e la narrativa, consolidando il franchise come una delle IP più amate di Valve.

Un film di Portal era già stato annunciato nel 2013 da J.J. Abrams in collaborazione con Warner Bros., ma il progetto non è mai uscito dalla fase di sviluppo. Da allora, l’adattamento è rimasto nel limbo — uno dei casi più celebri di IP videoludica che Hollywood non è riuscita a portare avanti nonostante un interesse evidente.

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Perché Parsons sarebbe una scelta interessante

Backrooms ha dimostrato che Parsons sa trasformare spazi vuoti e liminali in qualcosa di profondamente inquietante — corridoi infiniti, ambienti sterili, atmosfere sospese tra il familiare e il perturbante. Sono esattamente le qualità che definiscono l’estetica delle camere di test di Aperture Science in Portal: un luogo freddo, controllato, con una logica tutta sua e un’IA che osserva e manipola dall’alto.

Per ora non esiste nulla di ufficiale: nessun annuncio, nessun accordo confermato, nessuna data. Ma con Parsons che ha già dichiarato di stare esplorando la possibilità con cautela e curiosità, e con Hollywood che sta chiaramente guardando con attenzione a tutto ciò che il regista deciderà di fare dopo, l’idea di un film di Portal firmato Kane Parsons è oggi qualcosa di più di una semplice speculazione.