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Artifact, il gioco di carte di Valve, è ufficialmente morto

Artifact

Sono passati 4 anni dall’annuncio di Artifact, il gioco di carte di Valve ambientato nell’universo di Dota 2, e, ora, dopo un debutto travagliato e uno sviluppo ancor più problematico, il gioco è ufficialmente morto.

È evidentemente fallito il tentativo di rilancio del gioco avvenuto lo scorso anno. Valve ha infatti annunciato poche ore fa che Artifact non riceverà più alcun aggiornamento, pur restando giocabile nel catalogo di Steam.

Artifact è morto, Valve chiude lo sviluppo del gioco

“È passato circa un anno e mezzo da quando l’attuale team di Artifact ha iniziato a lavorare sul serio a un reboot del gioco”, ha scritto il team di sviluppo in un post sulla pagina ufficiale di Artifact. “Sebbene siamo ragionevolmente soddisfatti di aver raggiunto la maggior parte dei nostri obiettivi, non siamo riusciti a portare il numero di giocatori attivi a un livello che giustifichi un ulteriore sviluppo in questo momento. Pertanto, abbiamo preso la dura decisione di interrompere lo sviluppo di Artifact 2.0 Beta”.

Chi ha investito soldi veri nelle carte disponibili a pagamento nel titolo, riceverà in cambio la Collector’s Edition delle stesse carte (senza però la possibilità di acquistarne di nuove).

“Tecnicamente Artifact Foundry rimane un prodotto incompiuto, ma la maggior parte di ciò che manca è rifinito e artisticamente valido: il gameplay di base è tutto lì”, hanno proseguito gli sviluppatori. “Sebbene entrambi i giochi rimarranno riproducibili (Artifact e la Beta 2.0), non abbiamo in programma di fornire ulteriori aggiornamenti di gioco.”

Le “colpe” del fallimento di Artifact sono ormai note a tutti. Il problema non è mai stato il gioco in sé, quanto il sistema economico utilizzato sopra al titolo. Per giocare ad Artifact, infatti, era necessario non solo acquistare il gioco, ma acquistare anche le singole carte, come fosse un comunissimo gioco di carte collezionabili (virtuali). Qualcosa di molto diverso dal sistema free-to-play al quale siamo stati abituati con i tanti titoli simili in circolazione, come Magic the Gathering: Arena e Heartstone.

Inevitabilmente, la mancanza di aggiornamenti e frequenti patch di bilanciamento, che avrebbero sconvolto l’economia dietro al titolo, hanno portato allo sviluppo della Beta 2.0 che, però, non ha risollevato le sorti di Artifact.

Artifact è morto, lunga vita ad Artifact.

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