Cosplay: il Giappone studia nuove leggi sul copyright per far pagare i diritti d’immagine ai cosplayer

enako cosplay giappone

Potremmo dire che in Giappone è attualmente in atto una sorta di “scontro” tra governo e cosplayer, con le istituzioni nipponiche che stanno lavorando a una modifica delle leggi sul copyright in modo da portare al riconoscimento dei diritti d’immagine agli autori dei personaggi oggetto di cosplay.

Il governo Giapponese è al lavoro su un pacchetto di leggi più restrittive in ambito di copyright riguardante il fenomeno cosplay e i cosplayer professionisti

In terra nipponica il fenomeno cosplay è molto più radicato che in qualsiasi altra parte del mondo, tanto da essere parte integrante della cultura pop del Giappone e rappresentare un’attività lavorativa vera e propria per migliaia di cosplayer professionisti. Si tratta di un mercato che muove ogni anno somme sempre più consistenti ed è quindi comprensibile come vi sia l’intenzione, da parte di editori, network televisivi e artisti, di reclamare una parte di queste somme.

Ovviamente non si fa riferimento a manifestazioni o eventi che vedono cosplayer, professionisti e non, partecipare a titolo gratuito.

L’obiettivo del nuovo quadro normativo che l’esecutivo nipponico vorrebbe attuare è quello di regolamentare l’aspetto puramente economico del fenomeno, cercando di trovare una soluzione che permetta di salvaguardare le proprietà intellettuali degli editori rispetto a chiunque si guadagni da vivere facendo il cosplayer, incassando somme di denaro per partecipare a eventi pubblici, sponsorizzare prodotti o servizi o semplicemente venendo pagati anche per shooting fotografici a tema.

Cosplayer Numero Uno in Giappone

Nessun problema per i cosplayer “dilettanti”

Queste future leggi, che dunque potrebbero portare i cosplayer professionisti a pagare delle commissioni ai titolari dei diritti dei personaggi che andranno a interpretare, funzionerebbero un po’ come la SIAE nostrana che richiede il versamento di determinati contributi, per esempio, a cantanti e musicisti professionisti quando eseguono opere non loro in pubblico.

Taro Yamada, sottosegretario generale della commissione che sta cercando di realizzare il giusto approccio alla nuova legislazione sul copyright, ha comunque affermato che si vuole procedere con un approccio che non sia penalizzante per i cosplayer professionisti senza destabilizzare la cultura e il fenomeno cosplay nel suo complesso:

C’è necessità di un meccanismo che entrambe le parti possano utilizzare con tranquillità.

Sulla stessa linea di pensiero si è espressa Enako, praticamente la cosplayer più famosa del Giappone:

Ho discusso con il ministro Inoue e stiamo cercando un modo per proteggere il copyright senza interferire con l’attuale cultura del cosplay.

Voi cosa ne pensate a proposito? Fatecelo sapere con un vostro commento qui sotto.

Fonte: SoraNews24

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