The King’s Dilemma: come (non) aiutare un Re a tenersi il proprio regno – Recensione

Data di uscita
ottobre 2019
Edito da
Ghenos Games / Horrible Guild
Autori
Hjalmar Hach e Lorenzo Silva
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Questa storia, da tutti conosciuta con il nome di The King’s Dilemma, inizia quando Re Harald V, successore del precedente sovrano da poco passato a miglior vita, riunì nella sala del Concilio i nostri antenati, insieme a quelli di altre quattro nobili casate, chiedendo sostegno per una importante decisione che ben presto si sarebbe rivelata cruciale per la storia del nostro amato regno. Da lì in avanti, tutto sarebbe pian piano cambiato, plasmato dal potere e dall’influenza che noi e gli altri vassalli abbiamo avuto sui vari re che si sono via via succeduti nel tempo.

La storia raccontata in questa recensione inizia con la morte di un re. E non poteva che finire con l’inevitabile assurzione di una di quelle potenti casate a principale ed indiscusso responsabile della maggior parte delle scelte che nei secoli hanno influenzato la politica di questo regno.

Ecco la recensione completa (e senza spoiler) di The King’s Dilemma: una storia scritta nel corso dei secoli fra scelte subdole ed infimi voltagabbana

The King’s Dilemma è un gioco da tavolo per 3-5 giocatori, dai 14 anni in su, ideato da Hjalmar Hach e Lorenzo Silva ed edito dalla coppia Horrible Guild/Ghenos Games, che già ci ha regalato il simpatico Pozioni Esplosive, titolo però assolutamente diverso e lontano da quello di cui parla questa recensione.

The King’s Dilemma infatti ci mette di fronte ad una lunga campagna, caratterizzata da partite della durata di circa 45-60 minuti ciascuna, in cui i giocatori vestono i panni di importanti casate nobiliari al servizio dei vari re che si susseguiranno nel regno di Ankist.

Di turno in turno ci verranno proposti dilemmi morali, anche molto scomodi, e per vincere (capirete poi come poterlo fare) dovremo ruolare, non dovremo pensare con la nostra testa ma con quella del personaggio che interpretiamo e cercare di seguire al meglio le linee guida di comportamento riportate sullo schermo della nostra casata.

Il regno di Ankist racchiuso nella scatola di The King’s Dilemma

All’interno della scatola del gioco, che potete acquistare A QUESTO INDIRIZZO, troviamo una bella quantità di materiale di qualità davvero buona, e più precisamente:

  • la plancia reame;
  • 1 mappa;
  • 1 tessera per coprire le carte;
  • 75 buste numerate;
  • 177 adesivi Cronache e 12 Mistero;
  • 15 carte voto (1 si, 1 no, 1 passo per ciascun giocatore);
  • 12 schermi Casata;
  • 75 monete e 65 segnalini potere;
  • 5 indicatori risorsa, 5 momentum e 1 stabilità;
  • 1 segnalino Leader ed 1 Moderatore;
  • 10 segnalini agenda e 2 esito;
  • il regolamento.

Tutti i componenti in cartone sono di ottima fattura e gli artwork presenti sulle carte sono veramente molto piacevoli alla vista. Ora è il momento, però, di immergerci nell’atmosfera fantasy-medievale del gioco da tavolo di Horrible Guild e Ghenos Games e di apprezzarne il gameplay.

Un’intensa avventura con molteplici sliding doors sta per iniziare nel regno di Re Harald V

Se è la nostra prima volta ad Ankist, dovremo scegliere una casata da rappresentare, d’ora in poi noi ed i nostri eredi ne saremo i portavoce nei secoli dei secoli.

Fatto ciò ci troveremo di fronte, ogni volta che un nuovo sovrano sarà eletto, ad un regno in cui la sua ricchezza, l’influenza dell’esercito, le conoscenze scientifiche e tecnologiche, il morale della popolazione ed il suo benessere influenzeranno più o meno positivamente la stabilità del regno stesso.

Il trend di questi fattori è indicato sulla plancia con gli indicatori risorsa e viene determinato casualmente in fase di set-up, fase che evitiamo di riportarvi pedissequamente perché semplice e ben spiegata nel regolamento.

Passando quindi al gameplay il flusso di gioco è piuttosto semplice.

In veste di consiglieri del re dovremo via via discutere in merito a vari dilemmi morali che ci verranno posti dalle carte, indire tornei, dichiarare guerre e molto altro (non possiamo dirvi molto di più senza spoilerare).

Ogni carta ci indicherà quali indicatori risorsa andremo sicuramente a influenzare sia in caso di voto positivo, sia in caso negativo. Ma non è detto che le conseguenze siano solo quelle indicate sul fronte della carta stessa.

Infatti, una volta presa la decisione e risolto il dilemma, potrebbero manifestarsi anche conseguenze impreviste e potremmo essere costretti ad aprire una nuova busta che ci regalerà nuove strade nello sviluppo della storia.

Ma come dice il saggio “un buon consigliere sa prevedere a cosa andrà incontro il regno e sa prendersene le responsabilità”. È pertanto fondamentale capire questa dinamica per cercare di portare acqua al proprio mulino durante la discussione, giocando di ruolo e d’astuzia.

Terminata la discussione, a partire dal leader, si procederà alla votazione scegliendo una delle 3 possibili alternative: sì, no o passo.

Nei primi due casi si spendono i propri segnalini potere per influenzare la decisione del consiglio e li si pongono sulla carta prescelta; nel terzo mo si prende una moneta dalla riserva, la si pone sulla carta “Passo” e si sceglie se prendere immediatamente il segnalino moderatore (quello a forma di martello) o se prendere i segnalini potere disponibili sulla plancia. Questi, a fine votazione, verranno divisi equamente fra tutti i giocatori che hanno passato per essi.

Il segnalino Leader (quello a forma di pugno) passerà di mano ogni qual volta che uno dei consiglieri supererà la puntata massima sinora in gioco, cosa che darà modo agli altri di scegliere ancora una volta se alzare la propria posta o meno.

Terminata la votazione, ed eventualmente divisi i segnalini potere fra coloro che hanno passato, coloro che hanno vinto la votazione spendono definitivamente il potere ponendo i propri segnalini sulla plancia reame. Gli altri recuperano dalle proprie carte le monete e i segnalini potere usati e li mettono nuovamente dietro i propri schermi.

A questo punto chi ha influenzato maggiormente la votazione si prenderà la responsabilità di firmare gli eventuali editti che dovranno essere emanati dal consiglio.

Una volta risolti gli effetti della carta si procederà col dilemma successivo.

Non possiamo raccontare di più per evitare spoiler, ma se volete potete approfondire il flusso di gioco, potete dare un’occhiata al nostro let’s play, dove vi mostriamo la partita demo, assente nella campagna.

Ma il nostro nuovo re non rimarrà in carica per sempre!

Le nostre scelte influiranno ovviamente sulla stabilità e l’equilibrio del regno, ma anche sulla vita del nostro sovrano.

Infatti, scelte troppo azzardate potrebbero portare a squilibri troppo importanti nella bilancia sociale di Ankist e farci terminare anzitempo la sessione di gioco.

La singola partita può infatti terminare in 2 modi:

  • morte naturale del re: dal settimo dilemma in poi se risolveremo una carta con il teschio, il re morrà di vecchiaia;
  • abdicazione: nel caso in cui il segnalino stabilità raggiunga una delle due estremità del suo tracciato.

Una volta finita l’epoca del nostro re sarà il momento di contare i punti della sessione e di verificare il raggiungimento dei vari obiettivi delle casate in gioco.

Faremo punti a seconda del raggiungimento dei nostri obiettivi, sia quelli pubblici sia quelli segreti, e del posizionamento in ordine di ricchezza e potere della nostra Casata rispetto alle altre.

Una volta stilata la classifica, acquisiremo punti prestigio e punti brama, a seconda di quanto abbiamo influenzato il regno in questa partita.

Purtroppo non possiamo dire più di così in merito ai punteggi di fine sessione. Capiremo il significato dei punti prestigio e brama solo alla fine della Campagna, ed il loro valore dipenderà da come avremo sviluppato nel tempo il nostro regno.

Vi basti sapere che vincere più sessioni non significa necessariamente vincere l’intera campagna!

Le nostre impressioni finali su The King’s Dilemma

È arrivato il momento di tirare le somme sulla nostra campagna a The King’s Dilemma.

A livello materico tutti i componenti sono di qualità eccelsa e le carte presentano artwork veramente belli. Questa volta però non sarà necessario proteggerle con le apposite bustine protettive, in quanto le carte non si mescolano spesso e vengono aggiunte al gioco man mano che si aprono le buste che fanno progredire la storia.

Alcune di esse vanno poi anche cestinate dopo l’uso nell’apposito scomparto inserito all’interno della scatola, per cui per stavolta (ma solo stavolta) potete evitare davvero di acquistare le bustine.

A livello meccanico il gioco di Horrible Guild/Ghenos Games è strutturato in maniera impeccabile, dove tattica e strategia sono ben implementate con le dinamiche politiche.

Nonostante la storia sia basata sulla pesca di carte, non sentirete minimamente il peso dell’alea, perché tutto scorrerà fluido e in maniera coerente con le nostre scelte passate.

Unica nota negativa, che potrebbe rendere meno divertente The King’s Dilemma, è legata alla frequenza con cui il nostro gruppo si trova a giocarlo, visto che si tratta di un titolo palesemente progettato per essere giocato in una campagna serrata di partite molto ravvicinate fra loro.

Questo è sicuramente il modo migliore per entrare in sintonia con la nostra Casata e immedesimarci al meglio in essa. Giocare un po’ di ruolo è un altro elemento fondamentale per poter godersi appieno questa magnifica esperienza.

Anche se le prime 2 o 3 partite potrebbero sembrarvi un po’ sconnesse e scollegate (e magari lasciarvi persino un tantino perplessi) abbiate fiducia: continuate a giocarlo con costanza e non ve ne pentirete. Quando le fila della trama inizieranno a tirarsi capirete di trovarvi davanti a un titolo davvero fenomenale.

Il nostro consiglio è quello di giocare sempre in 5 giocatori e con un gruppo stabile, o per lo meno evitare di giocare in 3, in modo da rendere la trama di The King’s Dilemma ancora più avvincente e pregnante.

Altro aspetto positivo è la totale assenza di downtime. Essendo un gioco in cui siamo chiamati a confrontarci, ascoltare e a discutere molto fra di noi, annoiarsi risulta veramente impossibile.

Infine, l’ultima cosa che ho personalmente apprezzato tantissimo: il gioco da tavolo della coppia Hach/Silva ci ha regalato un pathos come nessun altro gioco prima d’ora ci ha mai saputo dare.

La vittoria finale resta misteriosamente in bilico fino a che non viene scatenato uno degli eventi conclusivi che ci farà aprire la fatidica busta che chiuderà la campagna, indicandoci come conteggiare i punti e rivelandoci finalmente quale fra le nostre casate è stata, nei secoli, la più influente di sempre sull’andamento del Regno di Ankist.

In sintesi, The King’s Dilemma si è rivelato essere un’esperienza unica e magica, un legacy consigliatissimo a tutti coloro che hanno dei gruppi stabili e vogliono immergersi in un mondo fantasy fra politica e dilemmi etici, respirando un pizzico di aria medievale e assaporando il gusto di un titolo strutturato alla perfezione e in perenne equilibrio fra il gioco da tavolo e quello di ruolo.

Potete acquistare The King’s Dilemma A QUESTO INDIRIZZO.

Immersivo, equilibrato e con un finale imprevedibile: tutto questo è The King's Dilemma
The King's Dilemma è un gioco sublime, che da il meglio di sé se giocato in ritmi serrati, in sessioni molto ravvicinate fra loro. Questo è sicuramente il modo migliore per immedesimarci nella nostra Casata e divertirci all'ennesima potenza fra sotterfugi e politica medievale. Provare per credere!
Pro
Una campagna legacy fra le migliori mai viste
Strutturato in maniera impeccabile
Ruolando un po' le partite sono fluide e divertenti
Contro
Come la maggior parte dei legacy non può essere rigiocato dall'inizio
Se passa troppo tempo fra una sessione e l'altra si perde un po' di pathos
8.6
Voto Finale
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