Addio a Stan Lee, è morto il vero supereroe Marvel

Stan Lee

È notizia di pochissimi minuti fa.

È morto Stan Lee, il celebre ex-Editor in Chief di Marvel Comics che proprio negli ultimi mesi aveva sofferto di numerosi problemi di salute.

Il fumettista, editore, produttore cinematografico e televisivo statunitense aveva 95 anni.

La morte è avvenuta questa mattina presso il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles. Le cause non sono ancora completamente chiarite, ma sembra che il ricovero di stamattina sia stato seguito da una crisi respiratoria che ha spento la leggendaria esistenza del Generalissimo.

Stan Lee, la leggenda del mondo dei comcis, ci ha lasciati

Da diverso tempo, le condizioni di salute di Stan Lee erano fonte di preoccupazioni per i suoi fan, un’ansia che lo stesso Lee aveva cercato di fugare con un video di qualche mese fa con cui aveva tranquillizzato tutti con il suo Excelsior.

Gli ultimi anni sono stati piuttosto duri per Lee.

La morte della moglie Joan nel 2017 (sposata nel 1947), le cause contro soci poco trasparenti ed anche i sospetti di esser vittima di abusi, come dimostra una denuncia depositata preso il Los Angeles Police Department. Eppure, Stan Lee non si è mai distaccato dai suoi fedelissimi fan, partecipando ancora a eventi e non mancando alle sue attesissime comparsate nei film del Marvel Cinematic Universe.

cameo di stan lee 20

All’anagrafe Stanley Martin Lieber, figlio di una famiglia di poveri immigrati rumeni di Washington Heigts, Lee crebbe con la passione per i romanzi d’avventura e i film di Errol Flynn. Finiti gli studi presso tentò la carriera teatrale, con alcune comparse sul palco, ma si mantenne anche scrivendo necrologi.

Stan the Man iniziò la sua carriera nel mondo delle nuvole parlanti nel 1939 come fattorino per la Timely Comics, casa editrice di fumetti che in seguito sarebbe divenuta la Marvel.  Nel 1941 la sua grande occasione, la possibilità di scrivere una storia di due pagine per il numero 3 di Captain America, un filler per completare il numero: The Traitor’s Revenge. Una storia firmata come Stan Lee, nome che da quel momento divenne un astro in ascesa per i comics americani.

Nel 1941 a soli 19 anni fu nominato editor ad interim da Martin Goodman. Durante la guerra si arruolò nell’esercito e servì nei Signal Corps, dove scrisse manuali e film di reclutamento, assieme a personaggi come Frank Capre e Theodor Geisel. Al termine della guerra tornò al suo ruolo editor, la missione di una vita.

cameo di stan lee cover

Nel novembre 1961 creò un gruppo di supereroi, I Fantastici Quattro, per la neonata Marvel Comics, succeduta alla Timely. Da qui inizia l’ascesa di una delle più grandi realtà mondiali di fumetti, un viaggio lungo decenni che Stan Lee ha attraversato creando, assieme a maestri come Jack Kirby, Bill Everett e Stan Ditko, personaggi come Spider-man, X-Men, Hulk, Daredevil, Thor e Black Panther, solo per citarne alcuni.

Fu Stan Lee a coniare l’idea dei ‘supereoi con super problemi‘, una concezione innovativa che divenne il tratto distintivo di Marvel. La sua metodologia di lavoro, divenuta poi il ‘Metodo MArvel’, prevedeva la creazione della storia con un artista, cui seguiva la stesura di una sinossi, la creazione dello story board ed infine un passaggio finale di Lee per inserire i dialoghi.

Lee non fu solo editor, sceneggiatore e direttore artistico di Marvel, ma curò anche un  proprio spazio mensile, Stan’s Soapbox, in cui comparvero le sue espressioni tipiche (‘nuff said, ad esempio), ma soprattutto la chiusura del pezzo con quella che sarebbe divenuta la sua esclamazione per antonomasia: Excelsior!

La figura di Stan Lee divenne centrale durante gli anni ’70, quando ebbe il coraggio di andare oltre i limiti imposti dal Comics Code Authority, scrivendo una storia di Spider-man in cui Harry Osborn, amico di Peter Parker, divenne dipendente dalle droghe.

Negli anni si sono spesso sentiti racconti di come lavorare con Stan Lee non fosse semplice, con storiche liti con colleghi e artisti. Lee commentò così la questione

“Non voglio che qualcuno pensi che trattassi in modo ingiusto Kirby o Ditko. Credo si possa dire che abbiamo avuto una straordinaria relazione lavorativa. Avevano un talento incredibile. Ma non era in mio potere concedere loro ciò che mi chiedevano”

Nominato publisher nel 1972, Stan Lee abbandonò il ruolo di direttore editoriale di Marvel per diventarne il volto pubblico. Di questi anni il suo trasferimento a Los Angeles, per dare vita ad uno studio di animazione e costruire durature relazione con il mondo di Hollywood.

Negli ultimi anni è diventato il vero volto della Marvel, grazie ad una serie di amatissimi camei nelle pellicole del Marvel Cinematic Universe.

Nel 2014 rilasciò questa dichiarazione:

“Credevo che ciò che facevo non fosse importante. La gente costruisce ponti o si impegna nella ricerca medica, e io stavo invece scrivendo storie di gente inventata, che fa cose assurde e straordinarie indossando dei costumi. Ma suppongo di aver compreso in seguito che l’intrattenimento non dovrebbe essere facilmente sottovalutato”

E oggi arriva la notizia che nessun appassionato di fumetti avrebbe voluto dare.

La morte di Stan Lee colpisce duramente tutto il mondo dei fumetti, autori ed appassionati, una partecipazione silenziosa e commossa che rappresenta un vero tributo all’importanza di questo incredibile uomo che ha fatto la storia dei comics.

‘nuff said, Generalissimo. 

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