Noi siamo Venom: alle origini di un antieroe

In questi giorni esce nelle sale Venom, il film prodotto da Sony in cui Tom Hardy interpreta uno degli antieroi più popolari della Marvel; ancora non si sa quanto sarà collegato ai film di Spider-Man, mentre nei fumetti i due hanno una storia di rivalità e talvolta, in un certo senso, anche di collaborazione che comincia più di 30 anni fa, e continua ancora oggi. Ripercorretela con me, ma state attenti: certi personaggi restano incollati addosso, come una seconda pelle.

Alla scoperta di Venom, l’antieroe Marvel in arrivo al cinema

All’inizio degli anni ’80 la Marvel perdeva terreno nei confronti dell’eterna rivale DC Comics sul versante del licensing.

L’editore capo Jim Shooter decide allora una mossa audace: scriverà personalmente un megaevento, articolato in una serie breve di 12 numeri disegnata da Mike Zeck e Bob Layton, con collegamenti a tutte le principali collane regolari, da lanciare contemporaneamente a una nuova linea di action figure prodotte dal colosso del settore Mattel.

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Nel 1984 esce così Guerre Segrete (Secret Wars), un fumetto in cui l’ennesima potentissima entità cosmica mai vista prima, l’Arcano (in originale The Beyonder, ma mi rendo conto che l’Altrovatore non suonava altrettanto bene), ansioso di comprendere l’eterna lotta tra supereroi e supercriminali, decide di catturarne una rappresentanza piuttosto numerosa, portarli su un mondo artificiale di sua creazione fatto con parti del pianeta Terra, e costringerli a combattere per tutto il tempo senza altre distrazioni come fidanzate, zie, megacorporation da presiedere, etc.

Insomma, faranno quello che un ragazzino fa fare ai suoi pupazzetti quando ci gioca: menarsi tutto il tempo.

Alla fine della grande scazzottata, come nelle migliori tradizioni, l’universo Marvel non è stato proprio rivoltato come un calzino; anzi, quasi tutti tornano alla normalità come se non fosse successo niente… O quasi.

debutta_il_costume_nero venom

Per gli amanti del gossip, durante le Guerre Segrete finisce la lunga storia d’amore tra Colosso e Shadowcat degli X-Men (destinata ovviamente a ricominciare a intermittenza).

Invece, per per gli amanti della moda, Spider-Man torna a New York con un costume tutto nuovo, nero dalla testa ai piedi, con un grosso ragno bianco sul torace.

In un certo senso, trattasi di un’altra storia d’amore che inizia.

Il demone sulla mia pelle: il costume nero di Spider-Man

Apparentemente frutto di una tecnologia aliena, il costume nero dell’Uomo Ragno produce da solo le ragnatele e può trasformarsi negli abiti di tutti i giorni.

È così comodo che Peter a un certo punto non se lo toglie neanche per andare a dormire. Peccato che ogni giorno si svegli più stanco, come se il costume la notte vivesse una seconda vita, in cui muove il corpo di Peter come una marionetta. E in effetti è così.

Terrorizzato da ciò, l’amichevole ragnetto di quartiere chiede l’aiuto dei Fantastici Quattro, i quali scoprono che l’indumento è in realtà un essere vivente in cerca di una relazione simbiotica: per sopravvivere ha bisogno di legarsi a un altro corpo, ma a differenza dei parassiti, che consumano l’ospite, forma un legame di reciproca utilità.

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Peter non è d’accordo sulla praticità di avere una forma di vita extraterrestre senziente appiccicata addosso e così, grazie alla scoperta che il “costume” nero è vulnerabile al fuoco e ai suoni intensi, riesce a toglierselo.

Il Simbionte però torna a cercarlo e gli si spalma addosso con l’inganno: stavolta manifesta di avere una coscienza simile a una mente umana e di volere il legame a tutti i costi.

Poi accade, all’improvviso, una di quelle coincidenze che capitano solo nei fumetti.

Eddie Brock, da giornalista fallito a protettore letale

Quando l’Uomo Ragno torna a combattere il crimine dopo la gita su Battleworld, trova la città terrorizzata da un serial killer soprannominato il Mangiapeccati.

Un giornalista troppo ambizioso, Eddie Brock, pubblica un’inchiesta sui fatti che culmina nella falsa accusa di un innocente.

Peter cattura il vero killer, distrugge la carriera del giornalista, e da allora Brock si convince che l’Uomo Ragno è il male incarnato, l’unico responsabile della sua vita che va a rotoli.

Mentre cerca conforto nella fede e va pregare nella chiesa di Nostra Signora dei Santi (East Village, Manhattan), in cima al campanile infuria l’ultimo scontro tra Peter e il suo vestito vivente: il suono delle campane infatti è abbastanza forte da separare nuovamente il simbionte dall’Uomo Ragno.

Dall’alto della torre, il simbionte sgocciola come un veleno su Eddie Brock, un individuo che ha giurato odio a Spider-Man.

Il costume, come un amante respinto, riconosce in Brock un alleato contro lo stesso nemico, ed è subito amore.

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Fra i due si forma quel legame che Peter aveva rifiutato.

Ora Eddie sa tutto quello che sa il simbionte, compreso il fatto che Peter Parker e Spider-Man sono la stessa persona, ed è in grado di fare tutto quello che fa l’Uomo Ragno, ma anche di più, perché il costume lo rende fisicamente più forte e, tutti e due insieme, imparano a esprimerne al massimo le capacità di trasformazione.

Inoltre, per via del precedente legame tra il Simbionte e Peter anche a livello mentale, Venom riesce a non innescare il senso di ragno. L’aspetto che scelgono di usare è quello del costume nero di Spider-Man, con una spaventosa variazione: una bocca spalancata piena di denti aguzzi e con una lingua saettante. Uniti insieme, l’alieno e Brock cominciano a parlare di se stessi al plurale: “Noi siamo Venom“.

Eddie Brock non si considera un supercriminale: si vede come un uomo giusto che ha commesso un solo errore.

Per lui, eliminare Spider-Man è una missione di giustizia, e compiuto questo scopo è determinato a diventare una forza del bene.

È anche disposto a sotterrare l’ascia di guerra, se dovesse presentarsi un nemico comune che rappresenti una minaccia più grave dell’Uomo Ragno e, infatti, così avviene.

Il Simbionte, come tutti gli esseri viventi, una volta stabilito il legame si riproduce.

La progenie che nasce in un habitat sconosciuto come il Pianeta Terra si rivela diversa dal genitore: più coriacea, capace di legarsi a un ospite tramite il sangue anziché la pelle e completamente rossa.

Legandosi al killer psicopatico Cletus Casady dà vita al mostro Carnage.

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La Battaglia tra Spider-Man, Venom e Carnage è l’inizio della transizione del Simbionte da villain a vigilante.

Nel corso degli anni ’90 Venom è protagonista di numerose miniserie che ne esplorano varie interpretazioni possibili, dal supereroe stile brutale all’horror puro, che lo portano a incontrare molti altri personaggi importanti dell’Universo Marvel, come il Punitore, Fenomeno e Wolverine.

Nella prima di queste intitolata Protettore Letale (Lethal Protector, 1993, David Michelinie, Mark Bagley e Ron LimVenom, trasferitosi a San Francisco viene catturato dalla Life Foundation e costretto a creare cinque nuove progenie simili a Carnage: parte di questa storia sarebbe l’ispirazione del film Sony con Tom Hardy, tranne che nel fumetto originale c’è tutta una parte che coinvolge una comunità sotterranea che vive tra i resti del terremoto di San Francisco del 1906, che non penso vedremo al cinema.

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Nella miniserie La Fame (Venom: The Hunger, 1996, testi di Len Kaminski, disegni di Ted Halsted), viene aggiunto al personaggio l’elemento che più di tutti caratterizza la sua deriva horror: per sopravvivere, il Simbionte deve mangiare cervelli umani, unico modo che ha per assumere certi elementi chimici di cui ha bisogno.

L’incubo del cannibalismo sembra danneggiare il legame tra Brock e l’alieno, ma finisce invece per rafforzarlo; in tempi successivi tuttavia, problemi di salute e dubbi su questa relazione hanno spinto il giornalista fallito a pentirsi del suo “matrimonio“, dando l’occasione ad altri di subentrargli come ospite di Venom.

“Patente e libretto” Agente Venom

Fra coloro che hanno avuto il privilegio di condividere la vita con Venom ci sono almeno altri otto individui.

A un certo punto, Venom si è legato al criminale Mac Gargan, già noto come lo Scorpione, e nel corso di una complessa rielaborazione della continuity, è saltato fuori che, all’insaputa di tutti, su Battleworld c’era anche Deadpool, ed è stato il primo a sperimentare il legame con il Simbionte! (in realtà, nel 1984 non era ancora stato inventato).

Per breve tempo sono esistite anche due Venom donne, in un certo senso un omaggio a uno dei primi concept del personaggio proposti dallo scrittore David Michelinie, in cui al posto di Eddie Brock doveva esserci una giovane madre che aveva perso figlio e marito in un incidente d’auto causato involontariamente da Spider-Man (idea che piacque ma fu scartata in favore di un personaggio che fosse fisicamente più imponente dell’Uomo Ragno).

La versione più interessante della storia recente di Venom però è l’Agente, in cui il costume vivente entra a far parte di una sorta di programma del Supersoldato.

agente venom

Il candidato ideale per legarsi all’alieno è Flash Thompson, l’ex bullo della scuola che perseguitava il pavido Parker.

Flash ha servito in Iraq e ha perso le gambe, perciò il legame con il costume può compensare al suo handicap; per tutta la vita ha idolatrato l’Uomo Ragno, dunque il governo degli Stati Uniti è certo che ne userà i poteri con la stessa integrità del suo eroe, ed è leale alla patria, in quanto veterano.

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La fibra morale di Flash non basta da sola a dominare gli istinti predatori del Simbionte, perciò deve separarsi (con l’aiuto di una tecnologia apposita) ogni 48 ore e assumere dei farmaci.

Già dalla prima missione risulta disperso per 72 ore, durante le quali termina la scorta di medicine: è l’inizio di una relazione turbolenta in cui Flash deve ricorrere a tutta la sua determinazione per mantenere il controllo.

Nonostante l’ardua sfida, Thompson riesce comunque a dominare il partner e entra anche a far parte di una squadra di Vendicatori Segreti e poi dei Guardiani della Galassia.

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Con Star-lord, Rocket e compagnia, scopriamo finalmente che il costume è un alieno Klyntar, sul suo pianeta di origine può essere curato dei suoi istinti predatori, grazie anche al forte legame con Flash, e diventa un supereroe ancora più potente: ora il costume sembra un’armatura e Venom reclama il titolo di Cavaliere Spaziale.

Togliere un così interessante elemento di conflitto al personaggio di Venom come la dicotomia fra gli istinti del costume e i principi dell’ospite umano è stato sicuramente un passo falso (a mio avviso, uno dei tanti commessi dalla mediocre scrittura di Brian Michael Bendis), e così, non appena il personaggio è tornato sulla terra, sono iniziati i “preparativi” per farlo tornare mostruoso e legarlo di nuovo con Eddie Brock… Giusto in tempo per il film!

Venom negli altri media

L’apparizione mediatica di Venom più famosa è quella nel film Spider-Man 3 di Sam Raimi, in cui Eddie Brock è interpretato dall’attore Topher Grace.

Il film è il meno riuscito della trilogia diretta dal popolare regista, per sua stessa ammissione tre supercattivi (si divide la scena con l’Uomo Sabbia e il secondo Goblin) erano troppi, e questo si vede anche dalla frettolosa introduzione del Simbionte alieno, che arriva sulla terra con un piccolissimo meteorite che per caso si schianta vicino a Peter.

In effetti, spesso le trasposizioni in altri media della storia di Venom hanno dovuto ricorrere a espedienti per liberarsi dalla complessità delle sue origini extraterrestri.

Topher_Grace Venom

Il migliore a mio avviso è quello applicato dalla serie animata del 1994 – 1998, in cui il Simbionte arriva sulla terra durante lo schianto di uno Shuttle pilotato da John Jameson, il figlio dell’editore del Daily Bugle: con questo trucco Venom risulta legato ancora più fortemente alla mitologia di Spider-Man.

Molti ritengono che il film Amazing Spider-Man 2 ponesse le basi per introdurre Venom nel capitolo 3, con le stesse origini dell’Universo Ultimate, cioè come il frutto di un esperimento condotto insieme dal padre di Eddie Brock e da Richard Parker, il padre di Peter (non più un agente segreto ma uno scienziato in queste due versioni).

Venom è anche una presenza quasi costante dei videogiochi ispirati a Spider-Man, la cui prima apparizione ludica risale al 1990, in un gioco a 16 bit per Sega Megadrive e continua attraverso popolari serie crossover come Marvel vs Capcom o Lego Marvel Super Heroes.

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