Orfani: Ringo – Dissolvenza in nero, l’ultima tappa del viaggio di Ringo

Ringo Dissolvenza in nero

Dissolvenza in nero è il capitolo finale con cui BAO Publishing termina la riedizione di Orfani: Ringo, la seconda stagione della serie fantascientifica di casa Bonelli nata dalla mente del prolifico Roberto Recchioni.

Orfani: Ringo si conclude con Dissolvenza in nero

La prima stagione di Orfani era stata una progressiva costruzione emotiva di ciò che la serie sarebbe divenuta nella sua evoluzione. Personalmente, i primi dodici albi di Orfani mi avevano deliziato più sul piano visivo, almeno nella prima metà, sembrando la classica serie di fantascienza, impreziosita da toni più maturi nel linguaggio e meno contenuti nel mostrare il lato oscuro dell’animo umano.

Ringo Dissolvenza in nero (1)

Gli albi finali di Orfani hanno mostrato la crescita di uno personaggi simbolo della serie, Ringo, che ha meritato sul campo la promozione ad eroe solista e solitario di una seconda stagione. Il tono della seconda stagione di Orfani è ancora più libero e privo di restrizioni della precedente serie, una soluzione che consente di mostrare al meglio il mondo dopo la verità rivelata e il tono di cinico e disincantato di Ringo.

I precedenti volumi della riedizione di Ringo firmati da Bao (Alba di guerra, Lampi di futuro e Notti di caccia) hanno mostrato al meglio il difficile ruolo del Pistolero, costretto a percorrere l’Italia futura devastata per salvare tre giovani, tra cui si nasconde suo figlio, per dare loro la speranza di un mondo migliore, nel senso letterale del termine.

Roberto Recchioni, aiutato nella scrittura anche da Mauro Uzzeo, ha strutturato Ringo come un’odissea in cui il passato torna a colpire il Pistolero, ma anche come l’occasione di cercare un riscatto, un’ultima battaglia per cui anche un vecchio soldato disilluso trova il coraggio di affrontare un mondo malato e regredito alla barbarie.

Dissolvenza in nero diventa il finale ideale per questo filo narrativo. All’interno del volume di Bao sono presenti gli ultimi tre albi di Orfani: Ringo, Animali Selvaggi, Death Metal e C’era una volta… Questi ultimi capitoli rivestono il ruolo dei trilogia essenziale all’interno dell’intera stagione.

Ringo Dissolvenza in nero (3)

Dopo aver affrontano la risalita dello stivale italico, Ringo e i ragazzi sono sempre più vicini alla loro meta, il campo di lancio di una navetta pirata diretta a Nuovo Mondo, il pianeta della speranza. Man mano che la meta si avvicina, la situazone si fa sempre più tesa e travolgente. La costanza con cui i fuggiaschi sono riusciti ad evadere alla caccia della Juric ha portato la donna a lanciarsi in una guerra con il Pistolero sempre più acida e violenta.

Tramite questo elemento, Recchioni riesce a mostrare con forza la perdita di umanità degli Orfani, ormai resi semplici strumenti in mano alla Juric. Nella trilogia finale di Orfani: Ringo contenuta in Dissolvenza in nero, ci sono dei momenti di confronto tra Ringo e i suoi fratelli d’armi particolarmente duri e affascinanti, resi con una ferocia e un mix di emozioni particolarmente riuscito.

La difficoltà di Ringo nel garantire la sicurezza di Rosa, Seba e Nuè si intreccia alla fatica interiori di confrontarsi con i propri compagni, traditi in un certo senso sul finire della prima stagione di Orfani, tornati ora come arma per abbatterlo. Nei confronti con Jonas e Juno si percepisce distintamente la dolcezza del Pistolero per l’Angelo e l’odio e amore per il Boyscout, fino al continuo confronto con Sam, la Mocciosa, il file rouge dell’intere saga.

In Dissolvenza in nero è racchiuso il cuore di Orfani, per la prima volta si menziona quella interconnessione mentale tra i diversi membri che sarà particolarmente importante all’interno delle future stagioni. Questo aspetto rinnova la sensazione che il contesto narrativo di Orfani, per quanto godibile anche vedendo le serie come racconti indipendenti, sia strutturato in una continuità che non viene mai banalizzata ma anzi esaltata e curata in ogni passaggio.

Dopo la lettura, o meglio rilettura, dell’intera seconda stagione di Orfani:Ringo, ho ritrovato quel senso di novità nel trattare certe tematiche che hanno costituito il fulcro dell’intera serie di casa Bonelli, che forse per la prima volta si lascia andare ad una narrazione più calata nell’attualità, appellandosi alla natura della fantascienza: uno specchio attraverso cui analizzare il presente, sperando di salvare il futuro.

Dissolvenza in nero racchiude questa profondità anche nella potenza dei suoi disegni, con un ultimo atto firmato dai disegni di Roberto Zaghi, bravissimo nell’interpretare l’importanza del finale di Orfani: Ringo, in previsione della successiva stagione, Nuovo Mondo. Le tavole finali sono incredibilmente evocative, con una costruzione particolarmente suggestiva che unisce al meglio le sorti dei due sopravvissuti in un parallelo narrativo perfetto e travolgente.

Non da meno sono stati Luigi Pittaluga e Giancarlo Olivares, impegnati a ritrarre altri due momenti essenziali di Dissolvenza in nero, tra tradimenti e perdite che segnano pesantemente l’anima di Ringo e dei ragazzi. Capaci di rendere al meglio nelle numerose scene d’azione, ma ancora più emozionanti negli attimi salienti della storia, Pittaluga, Olivares e Zaghi sono stati perfetti interpreti di questo finale denso di significato.

Con Dissolvenza in nero, Bao conclude la raccolta dei quattro volumi di Orfani: Ringo, ma in serbo per i lettori ci sono ancora le successive serie, tra cui il seguito diretto di Ringo, Nuovo Mondo!

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