Pathfinder Adventures: il gioco di carte digitale? Ecco la nostra opinione – Recensione

Pathfinder Adventures

Col mio gruppo di giocatori da tavolo abbiamo avuto modo di fare qualche partita a Pathfinder Adventures the card game. A me è piaciuto subito poiché, avendo smesso di giocare di ruolo, era una specie di ritorno alle origini, seppur con le ali tarpate rispetto ad un GDR che si rispetti. Alla luce di quanto detto, volevo assolutamente capire se alla Obsidian Entertainment erano riusciti a trasmettere lo stesso feeling che avevo provato nella versione fisica, anche nella versione digitale.

Siamo di fronte ad un gioco di carte e dadi, ambientato nel mondo fantasy di Pathfinder, con personaggi tali e quali ad un gioco di ruolo e quindi dotati di razza, classe, caratteristiche, poteri e abilità vari. Di conseguenza è fondamentale crearsi un party piuttosto eterogeneo per poter “vincere”.

Non è un gioco facile, non si può cliccare Start e partire. Anche io, che ho giocato alla versione fisica, mi sono ripassato le meccaniche giocando il tutorial: lo consiglio vivamente a tutti perché è fatto molto bene e spiega tutte le regole con la giusta curva di apprendimento.

Dal punto di vista delle meccaniche lo considero un push your luck, visto che giocando le carte opportune potete modificare a vostro vantaggio il numero e il tipo di dadi che potete lanciare per superare un determinato check.

Per ora su Steam il gioco è in inglese e onestamente non so se verrà tradotto in italiano.

Pathfinder Adventures – Recensione

In Pathfinder Adventures dovete gestire un party che può comprendere da uno a sei personaggi, ogni personaggio è dotato di un mazzo di una decina di carte, divise in 6 categorie, e rappresentano i punti ferita del personaggio e l’equipaggiamento. Quando il vostro personaggio non può più pescare carte muore.

Le carte sono divise in due macro categorie: “bane” e “boon”. I “bane” sono gli avversari e si dividono in mostri e trappole. Mentre i “boon” sono di aiuto al party e si dividono in:

  • armi, con cui infliggete danni ai nemici;
  • armature, che vi proteggono dagli attacchi dei nemici;
  • incantesimi, arcani o divini, vengono usati da maghi e chierici;
  • oggetti, dalle pozioni agli amuleti, passando per le pietre magiche e i piedi di porco;
  • aiutanti, praticamente degli NPC che vi aiutano nell’avventura;
  • benedizioni, bonus generici o specifici che vi aiutano nel superare i numerosi tiri di dado in quasi tutte le situazioni.

Tutte le categorie sono ben riconoscibili sulle carte grazie a simboli e colori che le contraddistinguono, quindi non abbiate timore di trovarvi spaesati. A parte il fatto che sono in inglese, tutte le carte sono perfettamente spiegate, ma la cosa più importante è che il computer gestisce tutti i calcoli per decidere quali e quanti dadi tirare, nonché i bonus o i malus da applicare alla somma. Infatti, come succede in quasi tutti i giochi di ruolo, anche in Pathfinder Adventures, abbiamo diversi dadi da tirare per superare le sfide: a 4, 6, 8, 10 e 12 facce.

I dadi vi servono sempre, sia per sconfiggere i mostri o evitare le trappole, sia per acquisire gli oggetti quando esplorate i luoghi: ogni carta ha un valore che deve essere raggiunto con il vostro tiro di dadi perché possiate prenderla nel vostro mazzo.

Pathfinder Adventures

Ora mi rendo conto di avervi messo ancora di più in confusione: vi starete chiedendo di quali luoghi sto parlando. La risposta è molto semplice: le avventure di Pathfinder Adventures si suddividono in più scenari che devono essere completati per poter avanzare. In ogni scenario ci sono dei luoghi da esplorare, in genere 2 in più del numero dei personaggi, e questi luoghi sono composti da 10 carte.

Ogni luogo ha un mostro unico che, una volta sconfitto, permette al personaggio di “chiudere” il luogo stesso. Questo è fondamentale perché se riuscite a chiudere tutti i luoghi, quando sconfiggete il boss, quest’ultimo cerca un altro luogo dove rifugiarsi, ma se non ce ne sono avete vinto lo scenario e potete reclamare le ricompense!

Fin qua vi ho dato solo un’infarinatura del gioco, adesso cerchiamo di entrare più nel dettaglio della parte digitale.

La schermata di partenza di Pathfinder Adventures vi offre poche, ma ben chiare, possibilità di scelta:

  • Continue, permette di continuare l’ultima avventura;
  • Start, avvia una nuova partita o, se avete più gruppi di personaggi, vi fa scegliere con quale gruppo continuare;
  • Collection, mostra tutte le carte del gioco e vi consiglio di non guardare quelle degli scenari più avanzati per non farvi un auto spoiler;
  • Option, potete modificare audio e video, e permette di visualizzare il manuale di gioco;
  • Quit vi fa uscire dal gioco;
  • Challenge permette di vedere le sfide giornaliere e settimanali: questa è ovviamente una funzione non presente nel gioco cartaceo ed è strettamente legata all’ultimo bottone e cioè,
  • Store, dove potete comprare i DLC (tali e quali alle espansioni del cartaceo) con soldi veri, e i bauli, contenenti carte rare e difficili da acquisire, acquistabili con le monete che guadagnate giocando.

Per cominciare, dopo aver giocato il tutorial, scegliete i personaggi che volete utilizzare e poi buttatevi nel primo scenario della prima avventura che il gioco vi propone. Cercate di utilizzare personaggi con abilità diverse in modo da riuscire a gestire tutte le situazioni. Per passare allo scenario successivo dovete necessariamente vincere il primo, e poiché scenari e avventure sono tutti legati da un filo conduttore unico, tutta l’esperienza di gioco è molto più completa e appagante dal punto di vista narrativo.

Anche all’interno delle singole avventure, quando incontrate i boss, partono delle sequenze di dialogo che vi permettono di addentrarvi ancora di più nel mondo di gioco e di conoscere sempre meglio i personaggi che guidate.

Ogni volta che finite un’avventura, vinta o persa, dovete gestire le carte che avete guadagnato e quelle che eccedono il limite dei mazzi dei vostri personaggi vanno eliminate o conservate (fino ad un massimo di 10). Per ogni carta eliminata guadagnate una moneta.

Nella versione base del gioco sono presenti sette avventure: la prima con tre scenari, mentre le altre sei ne hanno 5. Tenendo presente che per ogni scenario ci sono tre livelli di difficoltà e diverse ricompense, direi che la longevità del titolo è piuttosto alta.

Pathfinder Adventures

Ma alla fine mi è piaciuto?

Sì! Il feeling è lo stesso, l’unica cosa che manca in Pathfinder Adventures è la possibilità di giocare in multiplayer. Nel gioco cartaceo ogni giocatore al tavolo sceglie un personaggio e lo gestisce per tutta la durata della campagna. La difficoltà maggiore è calcolare i bonus/malus per ogni tiro di dado, ma visto che tutti questi calcoli sono demandati al PC, è decisamente più semplice gestire da soli un intero gruppo di personaggi. Io ho provato un gruppo di 4 personaggi e un gruppo di 6 personaggi e non ho avuto assolutamente alcuna difficoltà di gestione.

Le avventure sono molto bilanciate e sarà difficile “vincere” al primo colpo: questo perché i luoghi vanno ben studiati e una buona tattica nell’utilizzo dei personaggi e degli oggetti è fondamentale. Inoltre non spaventatevi della possibile ripetitività del gioco visto che le avventure successive sono sbloccabili man mano che sopravvivete a quelle precedenti. A volte ricominciare vi permette di acquisire oggetti più potenti o magici per sostituire quelli base in dotazione ai personaggi.

Personalmente non mi sono mai annoiato a rifare alcune avventure, ma soprattutto mi è successo di  vincere quando ormai avevo perso la speranza. Quindi cercate di impegnarvi fino alla fine, non si può mai sapere che tiro di dadi vi riserva il caso!

In definitiva è un gran bel gioco che riprende in maniera eccellente la versione cartacea. Non vi permette di cominciare senza prima aver studiato con un po’ d’impegno le regole, ma una volta padroneggiate il divertimento sarà assicurato!

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