Tomb Raider, il ritorno (poco convincente) di miss Croft al cinema – Recensione

É uscito ieri, giovedì 15 Marzo, nelle sale cinematografiche di tutta Italia, Tomb Raider, il nuovo film del regista norvegese Roar Uthaug ispirato all’omonima saga videoludica con Alicia Vikander nel ruolo della protagonista Lara Croft.

Faccio una piccola premessa indispensabile prima di iniziare la recensione: io sono un grande fan di Tomb Raider.

L’ho incrociato per la prima volta da piccolissimo vedendo mio cugino giocarci sul suo computer e da allora non l’ho quasi mai mollato, se non proprio di recente.

Non sono un appassionato di videogiochi. Ne posseggo pochissimi, non li uso quasi mai e non possiedo console di ultima generazione.

Sono un vecchio dinosauro, insomma. Sono però un appassionato di Tomb Raider, questo sì. Si tratta praticamente dell’unico titolo che ho quasi per intero e che ogni tanto mi diverte riprendere in mano. Avete presente lo stereotipo del lettore di Tex che legge solo Tex e (quasi) nessun altro fumetto? Ecco, quello sono io applicato a Tomb Raider e ai videogiochi.

Ho tutta la serie uscita per la vecchia PlayStation, che è ancora la mia preferita (nonostante il pessimo Chronicles); ho resistito stoicamente al caotico disastro di Angel of Darkness e ho apprezzato il rinnovato brio della trilogia di Legend, Anniversary e Underworld.

Sui capitoli seguenti ammetto di non essere ferratissimo in quanto non li posseggo e mi sono limitato a provarli in casa di amici.

Il nuovo Tomb Raider riesce a convincere i fan?

Alla luce di tutte queste premesse, vincendo la mia storica diffidenza verso i film tratti dai videogiochi, sono andato al cinema sperando di vedere quantomeno un film discreto.

Sono stato accontentato? Diciamolo subito: no.

Parliamo di un film che mi ha annoiato e irritato come poche volte mi è successo al cinema negli anni recenti. Per valutare bene questa pellicola dobbiamo osservarla sotto due aspetti: come adattamento di Tomb Raider e come film in quanto tale.

tomb raider 1

Valutazione come adattamento di Tomb Raider: quando ho saputo che a co-produrre il film ci sarebbe stata la Square-Enix ho subito capito che la pellicola sarebbe stata più vicina alle recenti versioni, invece che ai grandi classici della saga. E infatti è stato così.

Dimenticavi la procace avventuriera dall’aria vagamente matura della saga tradizionale doppiata dalla leggendaria Elda Olivieri, qui abbiamo una ragazzotta sui vent’anni (benché l’attrice voli verso i trenta), longilinea e dalle forme decisamente ridotte rispetto alla Lara Croft originale.

Scelta quantomeno discutibile (a livello iconografico sarà ben più famosa la Lara tradizionale rispetto a quella nuova, no?), ma legittima.

Il problema è che, salvo alcuni frangenti, questo film di Tomb Raider ha pochissimo e, soprattutto, contiene degli svarioni grossi come una casa.

Tomb Raider sceglie di ispirarsi al reboot della saga videloudica del 2013 invece che alla trilogia classica

Innanzitutto, il personaggio di Lara Croft non è minimamente rispettato. Lara dovrebbe essere una ricca archeologa con il pallino dell’avventura, mentre in questo film è una ragazza scapestrata che passa le giornate a fare incontri di MMA e a gironzolare con una banda di disadattati.

Altra cosa: nei giochi Lara accoppa quintali di lupi feroci, leoni, orsi, tigri, addirittura mostri e dinosauri. Qui di animali feroci non se ne vede l’ombra. Un film di Tomb Raider in cui Lara Croft non ammazza degli animali feroci.

Vi pare una buona idea? Sarà per via dell’animalismo imperante, ma questa scelta mi ha fatto davvero storcere il naso. Sarebbe come fare un film di Alien senza gli Xenomorphi.

Inoltre, nei videogiochi, Lara fa secchi anche plotoni di nemici con le sue pistole doppie, con gli Uzi o con il fucile automatico.

Nel film le doppie pistole compaiono negli ultimi fotogrammi, gli Uzi non ci sono e a usare il fucile automatico sono gli altri personaggi.

Lara al massimo usa un arco e delle frecce come nel reboot del 2013, il che non sarebbe neppure male se non fosse che per alcuni anni ha spopolato al cinema una serie di film dove la protagonista è una giovane e atletica donna che combatte utilizzando arco e frecce. Mi riferisco, se non fosse chiaro, ad Hunger Games.

tomb raider 2

Per concludere, manca anche lui, Winston, l’unico e mitico maggiordomo della residenza Croft, quello cui nei videogiochi potevi sparare mille volte che tanto non moriva.

Ultimo aspetto sul piano dell’adattamento: nel finale, Lara si confronta sempre con dei mostri, con creature antiche e ancestrali, oppure con esseri umani mutati.

Qui di mostri non ce n’è neppure l’ombra, per non parlare del resto. L’aspetto esoterico viene razionalizzato (il che non sarebbe neanche un male, sia chiaro) e nello scontro finale Lara ingaggia un semplice combattimento corpo a corpo con un normalissimo essere umano.

Sembra il classico discorso del nerd incallito (e forse lo è), ma se mi proponi un film che si intitola Tomb Raider e poi non mi metti tutte quelle chicche tipiche della serie, allora puoi anche inventarti un altro titolo.

Va detto che, almeno, i trabocchetti come le lame che spuntano dal terreno, il pavimento che crolla e gli enigmi da risolvere ci sono, ma da soli non sono sufficienti.

A conti fatti, però, io sarei volentieri passato sopra tutto questo se il film in quanto tale fosse stato di buona fattura. Se avesse avuto, cioè, una sceneggiatura sensata, delle buone interpretazioni, delle belle scene d’azione e se fosse stato in grado di emozionare.

Ahimè, il film fallisce in tutti e quattro i punti.

Lo script si basa tutto su una scena assolutamente senza senso, quella in cui Lara penetra nel laboratorio segreto del padre, una scena che non sta in piedi da qualsiasi lato la si guardi, una roba talmente assurda e inverosimile che, giuro, mi sono sentito offeso nella mia intelligenza.

Non voglio fare spoiler per chi si appresterà a vederlo al cinema, perciò dico solo che tutto il film si basa sul fatto che il padre di Lara non ha fatto una cosa di vitale importanza per il mondo e che sarebbe riuscito benissimo a fare da solo.

Non è chiaro? Capirete guardando il film.

Tomb Raider pecca sotto diversi aspetti, non ultimo uno script decisamente debole

Il resto è un trionfo di maccosa, wtf et similia. Io non pretendo che un film abbia uno script a prova di bomba, ma almeno che non presti il fianco così apertamente e così a ripetizione!

Sulle interpretazioni sorvolerei tranquillamente: gli attori hanno tutti la stessa espressione dall’inizio alla fine del film.

Alicia Vikander è del tutto fuori parte, lontana anni luce dal modello classico di Lara Croft, per nulla a suo agio nel ruolo e con addosso l’aria da che cosa ci faccio qui?; il villain Voghel interpretato da Walton Goggins, noto per i suoi ruoli in The Shield e The Hateful Eight, è quanto di meno carismatico esista sul pianeta e ha lo sguardo vacuo dal primo momento in cui compare, mentre l’unico sprazzo di gioia ci è dato da una sprecatissima Kristin Scott Thomas (a proposito, ma perché ha accettato di fare questo film?).

Anche qui non pretendo certe prove da Oscar, ma qui siamo veramente molto al di sotto dello standard richiesto. Una qualsiasi commedia americana è da ovazione sotto questo punto di vista.

Riguardo alle scene d’azione c’è poco da dire per il semplice motivo che quasi non ce ne sono e le pochissime che compaiono sono realizzate tutte seguendo il manuale dell’action.

Zero inventiva e zero fantasia insomma, con la parziale eccezione della bella scena iniziale dell’inseguimento in bicicletta per le vie di Londra.

tomb raider 3

E le emozioni?

Potete ben capire che qui l’encefalogramma è piattissimo: il film è telefonato dalla prima all’ultima scena e non è presente un solo colpo di scena che sia uno, a meno che per colpo di scena non si intenda ciò che Lara scopre negli ultimi minuti di film e che qualsiasi spettatore over 12 aveva già intuito a metà del primo tempo.

La suspense rasenta lo zero assoluto, lo sbadiglio regna sovrano e per fortuna che ho avuto l’accortezza di andare alla prima proiezione e di bermi un caffè, altrimenti a quest’ora non saprei di che scrivere.

Non ho avuto neanche la soddisfazione di trovarmi di fronte a dei grandi effetti speciali e a una bella fotografia: tutto è girato al risparmio, con un budget piccolo e risicato, con i vari effetti acquistati al discount e a una fotografia che affoga nel più totale anonimato.

L’unica nota positiva sotto questo aspetto è che i set, per quanto strettini, a dimostrazione del budget micro, sono stati ricostruiti e quindi si ha l’impressione che i personaggi si muovano in un ambiente reale.

In definitiva, siamo di fronte a un filmetto piccolo, realizzato con scarsità di mezzi e con pochissima convinzione da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Uno spreco di tempo, di denaro e di attori e, soprattutto, un enorme spreco di Roar Uthaug, un bravo regista che negli anni passati ci ha offerto delle prove, soprattutto grazie a Dagmar e The Wave, due bei film che nulla hanno a che spartire con questo Tomb Raider, di sicuro un brutto colpo per il norvegese che sperava di sfondare a Hollywood.

E dire che la manina del regista si nota, soprattutto nella più bella scena del film, l’unica che valga davvero la pena, ovvero il piano sequenza che segue l’intrufolarsi di Lara nell’accampamento nemico.

Troppo poco e troppo tardi per salvare la baracca.

Dite che forse sono stato troppo severo?

In fondo è Tomb Raider, non certo un film di Eastwood o di Coppola. Intrattenimento puro, zero pretese. Sarà anche così, il problema è che per il fatto che un film sia mero entertainment non solo non abbassa le pretese, anzi, le innalza.

Se mi voglio vedere un film che ha come tema l’emancipazione femminile o il razzismo sono ben disposto a passare oltre al ritmo soporifero e a tante altre cose, perché mi interessa il contenuto profondo dell’opera.

Se ho voglia di godermi un film d’intrattenimento, voglio essere intrattenuto bene. Voglio una trama forte e coinvolgente, voglio personaggi carismatici e ben caratterizzati, voglio scene d’azione avvincenti e coreografate da bravi maestri, voglio ottimi effetti speciali e voglio un cattivo da odiare con tutto il cuore.

Ebbene, Tomb Raider non ha nulla di tutto questo.

E ora scusate, vado a prendere la mia PlayStation dal cassetto, soffio via la polvere e ci butto dentro Tomb Raider III.

45%

Tomb Raider

Tomb Raider torna al cinema, ispirandosi alla "nuova" Lara dei recenti reboot della saga videoludica. Una trama non eccelsa, recitazione approssimativa e una tono poco "alla Croft" segnano pesantemente questo film

  • Scenari affascinanti
  • Storia poco convincente e ricca di scelte discutibili
  • Cast non all'altezza delle aspettative
  • Ispirarsi ai Tomb Raider più recenti snatura il personaggio di Lara