Driftland: The magic revival – Recensione

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Da quando abbiamo seguito l’annuncio di Driftland, devo ammettere che il titolo di Star Drifters mi ha incuriosito parecchio. L’idea alla base di questo RTS con elementi gestionali è sicuramente intrigante, grazie ad un’attenta costruzione del mondo di gioco in cui ogni elemento che utilizzeremo nel vivere la nostra avventura è inserito in maniera attenta all’interno della costruzione dell’ambientazione.

In Driftland, ci troviamo in un mondo devastato dalla magia. Come narrato nella splendida intro del titolo (quanto adoro le intro old style!), dopo un uso scriteriato della magia, il nostro mondo è andato in frantumi, al termine di una sanguinosa guerra. I pochi sopravvissuti hanno utilizzato la rimanente magia per tenere assieme i pochi frammenti di terra rimasti, sacrificando gli ultimi scampoli di potere magico, cercando di preservare parte della civiltà del nostro mondo. Ma ora dopo anni di pace, nasce un bambino in grado di manipolare la magia. Indovinate di chi si tratta?

Un mondo distrutto da scontri magici sarà l’ambientazione dell’intrigante Driftland: The Magic revival!

Driftland parte già bene nel presentare un mondo di gioco che, pur rispettando i punti fermi di un genere ormai ben noto, cerca di inserire una nuova dinamica che offra ai giocatori un’esperienza pi coinvolgente e con nuove features.

L’impianto gestionale è quello rodato della costruzione di una base e sviluppo di una relativa civiltà. Punto essenziale sarà la gestione delle risorse base, in particolare il cibo. In base alla nostra capacità di nutrire i nostri cittadini (il cui numero dipende da quante abitazioni costruiremo), potremo scegliere come distribuire la nostra popolazione.

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I primi ad esser arruolati saranno gli esploratori, essenziali per valutare quale risorsa possa essere ottenuta in ogni isola che riusciremo a raggiungere. Esatto, isola, visto che Driftland ci mette in condizione di dominare piccoli appezzamenti di terra, da sfruttare al meglio e spogliare delle necessarie risorse (pietra, legno e metalli vari) prima di muoversi verso un nuovo territorio. La gestione delle isole ormai esaurite diventa un aspetto fondamentale, visto che, una volta private delle risorse iniziali, hanno ancora un’occasione di essere utili alla nostra causa.

Alcuni edifici, come abitazioni, fattorie e caserme, non dipendono dalle risorse disponibili, ma possono essere sempre costruite e sfruttate. Nelle mie prime sessioni di gioco ho inizialmente costruito senza ritegno, rendendomi presto conto di come in Driftland sia necessaria una certa cautela ed un’attenta pianificazione. Partendo dalla costruzione delle abitazioni, l’ideale è poi passare ad una fattoria ed una prima attività estrattiva (legna o pietra) ed una caserma.

L’intelligenza artificiale di Driftland è abbastanza scaltra, mettendoci in difficoltà quando inizieremo a gestire più di un’isola o due alla volta. La sfida non nasce tanto nello sfruttamento delle risorse, quanto nel controllare le azioni dei pericolosi volatili che infestano il nostro mondo e le altre fazioni intente a guadagnare il controllo di quante più isole possibile.

Il passaggio da un’isola all’altra, elemento portante del titolo, avviene tramite ponti di legno o portali magici. Per quanto sia forte la tentazione, meglio andarci piano con l’annessione sfrenata, visto che ogni isoletta, in breve tempo, avrà necessità di una presenza armata costante.

Parlare di Driftland senza parlare della magia è impossibile. Se in altri titoli questa viene usata principalmente negli scontri, nel gioco di Star Drifters è impiegata in particolare per rendere il mondo di gioco più vicino alle nostre esigenze. Correnti magiche per avvicinare le isole più promettenti, occhi magici per scoprire le risorse o incantesimi di terraforming sono i punti forti dell’utilizzo del magico. Si tratta di una interessante variazione sul tema, che spinge il giocatore a tenere presente anche questo aspetto, in modo da ottimizzare al meglio il proprio potere magico.

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In Driftland sono compresi anche gli scontri. Si tratta di un punto essenziale in questo gestionale, anche se l’impostazione dei comandi scelta dai ragazzi di Star Drifters non è stata la più agevole. Nulla di complicato, ma specialmente nei primi istanti di gioco sarà piuttosto complicato il sistema di selezione e puntamento di truppe e nemici. Capiterà spesso che le info di un nemico restino in sovvraimpressione, posizionandosi in posizioni scomode che tolgono visibilità, costringendoci a una serie di cambiamenti di visuale e comandi per tornare a vedere il terreno di scontro.

Detto questo, va evidenziato come questo aspetto non idilliaco non infici minimamente la nostra esperienza con Driftland. Da premiare la cura con cui i Star Drifters hanno creato uno stile grafico gradevole e coerente con l’ambientazione del gioco, giocando con astuzia con la conformazione del terreno. Particolarmente apprezzabile l’idea di poter costruire miniere sui fianchi delle isole in modo da sfruttare certi giacimenti, una trovata che consente sia di valorizzare la struttura del terreno di gioco che la validità del design del titolo.

I ragazzi di Drifters sono riusciti a creare un piccolo gioiellino, una validissima variazione sul tema che non ha nulla da invidiare a titoli più blasonati del genere. Visitando la pagina Steam del titolo si può notare come il gioco abbia un prezzo più che onesto per quanto offre, oltre a godersi i trailer per avere una più chiara idea di quanto possa essere interessante ricostruire il mondo di Driftland!

...e questo?
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