The Gifted: Un dono, una maledizione – Recensione

the gifted cover

The Gifted, la dura sfida per la sopravvivenza per i mutanti arriva su Fox!

Dopo aver presentato la scorsa settimana Inumani, Fox ieri sera ha dato il via anche in Italia alla seconda serie Marvel del suo catalogo per questa stagione televisiva: The gifted. Se le prime avventure di Black Bolt e soci non sono state particolarmente convincenti, sulla serie a base di mutanti il discorso sembra essere più promettente.

Il sodalizio tra i mutanti Marvel e Fox è ormai storia, un percorso che iniziato con il primo film degli X-Men nel 1999 ha prodotto diverse pellicole (con Dark Phoenix in arrivo il prossimo anno) e una serie, Legion, che hanno mostrato a fasi alterne una buona qualità.

the gifted 1

Con The Gifted si ha l’impressione che si voglia tornare ad una maggior aderenza alla tematica classica dei mutanti: la percezione del diverso.

La diversità è uno degli elementi fondanti del mito degli X-Men e della loro storia, inserirla in una serie sui mutanti è un buon modo per trasmettere un senso di appartenenza nello spettatore.

The Gifted vede come protagonisti la famiglia Strucker, dove i due figli improvvisamente manifestano poteri mutanti. Come da tradizione, il gene mutante si manifesta in età puberale e in condizioni di forte stress, una combinazione che non manca a Andy, vittima di bullismo che durante una serata danzate del liceo viene aggredito da un gruppetto di bulli. Impaurito e rabbioso, il ragazzo perde il controllo e i suoi poteri si manifestano, mettendo in pericolo tutti gli studenti. A fermare la sua perdita di controllo è la sorella Lauren, anche lei dotata del gene X, che le consente di modificare la struttura delle molecole dell’aria per creare difese.

La manifestazione dei poteri di Andy, così clamorosa, costringe la famiglia Strucker alla clandestinità, cercando l’aiuto della comunità dei mutanti, costretti a vivere in segretezza, vista la rigida politica di controllo dei mutanti, considerati come un pericolo. Ironico, visto che Strucker è un procuratore che si occupa proprio di un’indagine volta a smantellare la rete mutante.

the gifted 3

The gifted cerca di valorizzare il tema della persecuzione mutante in modo da fornire un sottotesto che consenta ai personaggi di mostrare alcuni degli elementi classici del mondo degli X-Men. La prima cosa che si potrebbe fare è cercare un richiamo al mito dei ragazzi di Xavier, ma sono i protagonisti stessi a rivelare come non si abbiano più notizie degli X-Men o della Confraternita (l’altra squadra, quella guidata da Magneto). Il primo episodio, giustamente, serve ad inserirci nel contesto della serie e ad aprire alcuni degli interrogativi che animeranno questa prima stagione.

I nomi di alcuni dei mutanti sono un chiaro richiamo al mondo mutante. Compaiono Warpath (John Proudstar), Polaris (Lorna Dane) e Blink (Clarence Fong), personaggi che sono facilmente riconducibili al mondo X di Marvel. Già la presenza di Polaris, figlia di Magneto, potrebbe suscitare una speranza di veder inserito questo serial all’interno della cronologia cinematografica degli X-Men, un’idea che potrebbe essere sostenuta dalla presenza di Warpath e Blink, visti in azione nelle prime scene di X-Men: Giorni di un futuro passato.

Altro forte richiamo l’agenzia governativa che si occupa di rintracciare e catturare i mutanti, la Sentinel Services. Il nome è un chiaro riferimento ai giganteschi robot che abbiamo visto sui comics e al cinema o nella celebre serie di cartoons negli anni ’90 (la cui sigla è la suoneria del cellulare di uno dei mutanti, Eclipse). Gli agenti di questa agenzia non sembrano avere pietà dei mutanti, il loro compito è svolto in modo rigido e spassionato, come accade per l’irruzione in casa Strucker.

The Gifted, per il primo episodio, si è affidato alla regia di Bryan Singer, veterano del mondo mutante su schermo. La puntata riesce nell’intento di mostrare già molto del contesto in cui il serial si muove, lanciando diversi spunti narrativi e incuriosendo, grazie ad un buon ritmo narrativo in cui azione e costruzione delle situazioni si intrecciano alla perfezione. Parlando di mutanti, si richiede la realizzazione di un comparto di effetti speciali all’altezza, e su questo aspetto non si rimane delusi, specialmente per i wormhole di Blink.

the gifted 2

The gifted potrebbe essere un’ottima serie ambientata nel mondo mutante, grazie alla sua voglia di slegarsi dai nomi forti del canone degli X-Men e offrire un ritorno ad una storia più vicina alle origini del mito dei figli dell’atomo, enfatizzando il senso di estraniamento e di segregazione che era molto forte in alcune delle migliore saghe degli X-Men. Certo, la stuttura è quella di un serial meno impegnativo rispetto a Legion (con cui condivider lo showrunner, Matt Nix), ma Synger è riuscito a conciliare la sua esperienza di regista di blockbuster con le dinamiche dei serial, collocando The gifted in una zona che lo pone tra Inumani e Legion. Per come è stato realizzato questo primo episodio, Un dono, una maledizione cerca di attirare in modo particolare i teen agers, presentando vicenda da un punto di vista molto vicino al loro, non solo per l’età dei protagonisti, ma la scelta di ritrarre la loro vita quotidiana, tramite i due adolescenti di casa Strucker.

The Gifted ha messo in mostra abbastanza qualità da far sperare in un serial che possa dare sostanza al mondo mutante. L’importante è che mantenga questo approccio iniziale, magari inserendo dei richiami netti e coerenti al canone cinematografico degli X-Men, in modo da dar vita ad un appassionante universo espanso.

A voi il piacere di recuperare il piccolo cameo di Stan Lee, immancabile!

0 Commenti
Feedback in ordine
Vedi tutti i commenti