Atomica Bionda – La recensione

Atomica Bionda, il nuovo action movie con Charlize Theron, adrenalina e spie nella Berlino di fine Guerra Fredda

Quando si fa una recensione, la cosa più importante è l’onestà intellettuale. Non puoi scrivere una recensione sbandierando la tua imparzialità quando poi non è così, giusto?

Ecco, io voglio essere onesto e dire che su Atomica Bionda non sono imparziale. Amo Berlino. Ci sono stato, ho già in programma un nuovo viaggio, adoro i film ambientati in quella città ed è, dopo Dublino, la capitale europea in cui mi piacerebbe di più vivere e, Atomica Bionda è ambientato a Berlino.

Amo i film di spionaggio dove le spie si battono senza esclusione di colpi e dove i colpi di scena e i tradimenti sono all’ordine del giorno. Atomica Bionda è un film di spionaggio dove le spie si battono, bla bla bla.

Amo i film, a prescindere dal genere, in cui ci sono sparatorie, botte da orbi e inseguimenti. Atomica Bionda è un film pieno di sparatorie, eccetera eccetera.

Un breve preambolo per dire che io ho amato questo film dalla prima all’ultima scena, non senza sorvolare sui difetti (e ci sono), ma andando oltre questi per amore verso ciò che veniva proiettato sullo schermo.

Siete pronti? Bene, anche io!

atomica bionda charlize theron

Berlino, novembre 1989. A pochi giorni dalla caduta del Muro, un uomo viene ucciso. Si tratta di una spia dell’MI6, il servizio segreto britannico. A indagare sulla sua morte e a proseguire la missione viene chiamata la collega della vittima Lorraine Broughton (una Charlize Theron mai così fisica come in questo film), la quale scopre l’esistenza di una lista contenente i vari nomi degli agenti segreti in attività.

Lorraine entra in contatto con David Percival (tal James McAvoy, reduce dal successo di Split e dai film degli X-Men), capo della cellula di Berlino e assieme a lui deve portare a termine con successo la missione. Ma in un mondo sull’orlo di un cambiamento epocale, le agenzie di spionaggio stanno cercando di ottenere una posizione dominante sulla società futura.

Lo dico subito: il film è bello. No, non bello nel senso “ma sì, dai, alla fine è un bel film”. No, bello nel senso che è girato benissimo, le interpretazioni sono tutte ottime e la colonna sonora spacca di brutto.

Ho visto il film in un cinema locale in compagnia di cinque amici e un’altra ventina di persone in tutta la sala, contando anche il proiezionista e il cassiere. In questi saldi di fine stagione cinematografica, con il grosso del pubblico in ferie, non è facile trovare qualcosa di bello da vedere e, lo ammetto, il titolo del film non mi lasciava ben sperare. Poi, informandomi meglio, mi sono interessato e alla fine sono uscito dalla sala soddisfatto.

Il film è l’adattamento di The Coldest City, graphic novel (che io non ho letto) scritta da Antony Johnston e disegnata da Sam Hart, ma riesce nella non facile impresa di non scadere nel bieco scimmiottamento del fumetto, anzi, il film ha una propria autonomia e un proprio linguaggio, è un prodotto cinematografico fino all’osso e proprio questa è la sua forza principale.

Io ho sempre detestato i fumetti che sembrano film, i film che sembrano videogiochi, eccetera. Al contrario, mi piacciono i film che fanno il miglior uso possibile del mezzo cinematografico (motivo per cui ho un naturale rigetto per quei film che sembrano delle serie tv proiettate sul grande schermo).

Il film è diretto da David Leitch, già regista di un film divenuto un cult alla velocità della luce, ovvero John Wick con Keanu Reeves, ma da tempo attivo come stuntman in vari film di successo di Hollywood.

Per farla breve, è uno che sa come realizzare le scene d’azione e, in Atomica Bionda, ce ne sono un sacco. Il capolavoro registico di questo film è la monumentale scena madre della battaglia nell’appartamento (chi ha visto il film capirà e chi non lo ha visto capirà quando lo vedrà): cinque minuti di piano sequenza ininterrotto coreografato alla perfezione e con estremo realismo, con attori guidati passo per passo che sembrano accusare sul corpo i segni del violento combattimento.

atomica bionda 2

Se questa scena è indubbiamente la migliore del film, ci sono molte altre chicche degne di nota: innanzitutto, la scena d’amore fra Charlize Theron e Sofia Boutella (già vista, tra le altre cose, al cinema nel bellissimo Kingsman e nel molto meno bello La Mummia, uscito qualche mese fa), sensuale bellezza algerina destinata a conquistare le platee (e i cuori) di tutto il mondo. Abbiamo poi le belle scene dell’interrogatorio alla Theron, sottolineate soprattutto da ottimi dialoghi.

Come ciliegina sulla torta, una scatenatissima colonna sonora che correrò subito ad acquistare non appena uscirà. Sì, perché io sono un nostalgico, io ancora compro i CD.

Difetti del film? Più di uno, come giusto che sia. Innanzitutto, il MacGuffin di fondo: la famosa lista. D’accordo che alla fine si tratta solo di un pretesto per far muovere i personaggi, ma si arriva a un punto da dimenticarsi di tale importante dettaglio, senza contare che non è ben chiaro perché questa lista sia così importante.

La motivazione ufficiale è che questo scottante elenco permetterebbe di prolungare la Guerra Fredda per decenni, ma è una spiegazione che fatica a stare in piedi e, forse a causa di questo particolare, il film è forse eccessivamente lungo. Non aspettatevi durate alla Via col Vento, ma 15/20 minuti in meno non avrebbero guastato. Per concludere, ma qui scivoliamo nel gusto personale, ci sono troppe luci al neon.

Va anche detto che a fine film, al termine della girandola di tradimenti e colpi di scena, non è neppure del tutto chiaro chi lavori per chi, ma a parer mio questo è più un punto di forza che di debolezza, in quanto in tale ambiguità risiede tutto il fascino delle spie e dei film di spionaggio.

In definitiva, ci troviamo di fronte ad un bellissimo film che merita sicuramente la visione, soprattutto se siete amanti dell’azione e degli intrighi per cui mi sento di consigliarvelo vivamente. Fidatevi, non ve ne pentirete!

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