Star Trek Discovery: Toglie il senno anche i più saggi – Recensione

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Star Trek Discovery sorprende con un episodio che mostra in pieno un’anima trekkie!

Giunti al settimo episodio di Star Trek Discovery, dopo tanti dubbi e poca sensazione di Star Trek, la nuova serie nell’universo creato da Gene Roddenberry in onda su Netflix sembra voler puntare al cuore degli spettatori più trekkie, con una puntata che trasmette una forte sensazione di appartenenza al mito di Star Trek.

Toglie di senno fin anche i più saggi (titolo tradotto non proprio al meglio, sarebbe stato più corretto Toglie il senno anche ai più saggi) rimette in gioco uno dei degli spunti più appassionanti della fantascienza: il loop temporale. In Star Trek una situazione simile è già comparsa, come in The Next Generation con Causa ed Effetto, in cui l’Enterprise di Picard rimaneva legata in un loop temporale che la condannava alla distruzione.

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Una simile complicazione si manifesta a bordo della Discovery, con la comparsa di Mudd, il contrabbandiere conosciuto da Lorca e Tyler in Scegli il tuo dolore. Il personaggio interpretato da Rainn Wilson si presenta a bordo della Discovery in cerca di vendetta ai danni di Lorca, reo di averlo abbandonata sulla nave prigione klingon. Quale migliore vendetta, che prendere possesso della Discovery e venderla ai klingon, condannando a morte non solo Lorca ma l’intera Federazione?

L’idea di questo episodio è sicuramente intrigante. Giocare con un loop temporale non è semplice, bisogna riuscire a creare una reiterazione che si presenti con piccole variazioni, solitamente create da un personaggio che riesce a liberarsi dalla ripetizione. In questo episodio di Star Trek Discovery tocca a Stamets, lo scienziato ormai divenuto parte essenziale del motore a spore, L’essersi iniettato il DNA del tardigrado lo ha posto in una condizione quantistica che lo aiuta a non perdere memoria da un’iterazione alla seguente, trasformandolo nell’unico in grado di contrastare Mudd ed il suo ingegnoso piano.

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A rendere appassionante Toglie di senno anche i più saggi non è solo l’espediente del loop temporale, ma la costruzione dinamica dell’episodio, che diventa l’occasione per creare un approfondimento sulle relazione personali di Burnham. La classica apertura alla Star Trek di questo episodio (con una voce del diario personale che ricorda molto un ‘diario del capitano’ di Kirk o Picard) ci lascia intendere come il ruolo di Burnham sulla Discovery stia prendendo sempre più importanza per la donna, ma sia anche fonte di una certa difficoltà per via della sua fatica a relazionarsi con i suoi commilitoni.

In tutto l’episodio, nonostante la questione di Mudd sia al centro dell’attenzione, non si può negare che la componente emozionale di Burnham e Tyler sia un filo narrativo essenziale, discreto ma che ben si sposa con la contestualizzazione della situazione.

Toglie di senno anche i più saggi è uno, se non IL, migliore episodio visto finora di Star Trek Discovery. L’atteggiamento irriverente e ironico di Mudd è affascinante, così diverso dal Mudd di Roger C. Carmel, eppure ugualmente appassionante, credibile, grazie all’ottima interpretazione di Wilson. Peccato che nella traduzione in italiano si perda un gioco di parole raffinato (mad e Mudd, durante lo scambio di battute in sala macchine nella seconda iterazione). Le diverse morti di Lorca sono un vero spettacolo, soprattutto per la costruzione iper dinamica della scena.

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Dopo una serie di episodi in cui faticavo a trovare un’anima di Star Trek, Togli il senno anche i più saggi rappresenta un richiamo alla tradizione trekkie, dando a Star Trek Discovery la prima vera puntata che metterà d’accordo tutti gli spettatori, nostalgici dei vecchi episodi e entusiasti del nuovo corso.

Non ci resta che attendere lunedì prossimo, sperando che l’ottavo episodio di Star Trek Discovery confermi questa rinnovata linea narrativa!

Tai nasha no karosha!

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