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Backrooms potrebbe diventare una serie TV prima che un sequel cinematografico

Il successo straordinario di Backrooms al botteghino ha reso praticamente inevitabile un’espansione del franchise. Ma il prossimo passo potrebbe sorprendere i fan che si aspettano un sequel cinematografico diretto: Kane Parsons, il regista ventenne che ha firmato uno dei debutti più esplosivi della storia di A24, ha rivelato che il suo sogno sarebbe sviluppare il franchise come serie televisiva.

Il film aveva aperto con 81,4 milioni di dollari nel solo mercato nordamericano durante il weekend di debutto — più del doppio delle proiezioni iniziali, che stimavano un lancio tra i 40 e i 50 milioni — e ha conquistato diversi primati, tra cui il più grande opening weekend nella storia di A24 e il record di Parsons come il più giovane regista a guidare il box office americano durante un weekend di apertura.

La visione di Parsons: non un semplice franchise horror

In un’intervista a Polygon, Parsons ha chiarito fin da subito che l’uscita cinematografica era solo l’inizio di qualcosa di molto più grande: “Backrooms è sempre stato pensato come qualcosa che va oltre i confini di questo film. Se vogliamo, questo è un piede nella porta che porterà a una progressione verso la vera radice della narrativa, che è stata costruita online per anni.”

Ma è sul formato che le parole di Parsons diventano particolarmente interessanti. Il regista ha descritto la serie televisiva come il suo scenario ideale: “Una serie sarebbe il mio sogno, personalmente. Penso che sia il modo più pratico per ottenere narrativamente quello che vuoi. Ma ovviamente una serie è tutta un’altra cosa. Non sarà immediata, non basterà schioccare le dita.”

E la descrizione del tono che immagina allontana il franchise dall’etichetta horror pura: “La serie, nella mia testa, non è determinata dalla sua etichetta di genere. Il modo in cui la concepisco è molto più un dramma interpersonale costruito sopra un thriller soprannaturale e tecnologico. È lo spazio in cui mi sento più a mio agio.” Un’indicazione chiara che Parsons vede le Backrooms come qualcosa di molto più complesso di un franchise di film di paura, più vicino a una narrazione stratificata e orientata ai personaggi.

Backrooms

Progetti già in sviluppo, ma ancora segreti

La buona notizia per i fan è che Parsons non ha nessuna intenzione di abbandonare il franchise. Anzi, ha rivelato che ci sono già progetti concreti in cantiere: “Ho un contratto, e ho un accordo dalla mia parte, e questo significa che non ho finito con Backrooms. Ho cose molto specifiche su cui sto lavorando, cose che sono in corso in questo momento e di cui sono ansioso di poter parlare, ma per ora sono ancora in un mondo di mistero segreto.”

Senza conoscere i dettagli del suo accordo con A24 e i produttori, è impossibile sapere se un secondo film sia necessario prima che una serie possa prendere forma. Ma dalle sue parole, è evidente che sia la serie televisiva il progetto che lo entusiasma di più.

Un franchise nato su internet, destinato a crescere su più piattaforme

C’è una coerenza narrativa in tutto questo che vale la pena sottolineare. Le Backrooms non sono nate al cinema: sono nate su internet, su 4chan prima e poi su YouTube, Reddit e Roblox. Parsons stesso ha costruito la sua versione del mito attraverso una serie di video found footage su YouTube — 22 episodi, oltre 224 milioni di visualizzazioni — prima che qualcuno pensasse a farne un film. Un franchise nato come contenuto seriale online che torna a una forma seriale — stavolta televisiva — ha una logica interna difficile da contestare.

Che il prossimo capitolo arrivi come Backrooms 2 o come una serie su una piattaforma streaming, Parsons sembra determinato a esplorare il suo universo disturbante e affascinante ben oltre quello che un singolo film può contenere. Per i fan, l’attesa — come sempre quando si tratta delle Backrooms — fa parte del gioco.