C’era una domanda che Hollywood si poneva da anni: dove sono finiti i giovani spettatori? Come si convincono i ragazzi della Gen Z a staccarsi da YouTube e TikTok per tornare in sala? Backrooms — il film horror di A24 diretto da Kane Parsons, già nelle sale italiane — ha dato una risposta concreta e clamorosa: 81,4 milioni di dollari solo nel mercato nordamericano nel weekend di apertura, per un totale globale di 118 milioni di dollari. Uno dei debutti più sorprendenti dell’anno, costruito attorno a un fenomeno nato su internet e rimasto tale fino alla fine.
Il risultato rende Parsons — 20 anni appena — il regista più giovane di sempre ad aprire un film al primo posto del box office con incassi di questa portata. Un primato generazionale che dice molto su quello che sta accadendo nel cinema.
Da creepypasta a fenomeno globale: cos’è Backrooms
Per chi non lo conoscesse, il mito delle Backrooms è nato nel 2019 da un thread anonimo su 4chan in cui qualcuno chiedeva immagini “semplicemente sbagliate”. L’idea si è poi diffusa a macchia d’olio su Reddit, Roblox, Minecraft, fan wiki e social media: corridoi gialli infiniti, moquette umide, luci al neon ronzanti, e la sensazione disturbante di essere intrappolati in un labirinto senza uscita. Una leggenda metropolitana digitale che ha sviluppato una mitologia propria, alimentata da milioni di utenti in tutto il mondo.
Parsons — noto online come Kane Pixels — non ha inventato le Backrooms, ma ne ha creato la versione più riconoscibile attraverso una serie di video found footage su YouTube, realizzati con Blender e Unreal Engine, che hanno totalizzato oltre 224 milioni di visualizzazioni in 22 episodi. I produttori lo hanno notato, e da lì è partita la collaborazione con Atomic Monster di James Wan, 21 Laps Entertainment di Shawn Levy e Chernin Entertainment, con A24 come distributore.
Una strategia di marketing costruita per internet, non per la televisione
La chiave del successo non sta solo nel materiale di partenza, ma nel modo in cui il film è stato promosso. A24 ha abbandonato quasi completamente la logica delle campagne pubblicitarie televisive tradizionali, puntando su YouTube, TikTok, Reddit e gli spazi digitali dove la community delle Backrooms esiste da anni. L’obiettivo non era introdurre qualcosa di nuovo a un pubblico ignaro: era entrare in una conversazione già in corso.
Il trailer è diventato il più visto nella storia di A24, sia nelle prime 24 ore che nella prima settimana. La campagna ha incluso materiali promozionali in-universe, Easter egg virali, presenze al Comic-Con e un’esperienza immersiva “Enter the Backrooms” il cui waitlist si è esaurito in 15 minuti. Secondo la società di analisi RelishMix, il film ha generato 220 milioni di interazioni online prima dell’uscita — quasi il 50% in più rispetto a un tipico horror originale.
Il pubblico non stava semplicemente aspettando un film. Stava aspettando la conclusione di qualcosa che sentiva suo. Come ha spiegato il produttore Peter Chernin: “Non si può dire che questa fascia demografica non voglia essere intrattenuta o andare al cinema. Abbiamo l’obbligo di capire come attrarre questo pubblico. Arrendersi sarebbe inutile.”
Il segnale che Hollywood aspettava: la Gen Z non ha abbandonato i cinema
Backrooms non è arrivato nel vuoto. Già all’inizio dell’anno, il film horror Iron Lung del creator YouTube Markiplier aveva aperto con 17,8 milioni di dollari per arrivare a 50 milioni globali. Poi Obsession di Curry Barker aveva superato ogni aspettativa con 148 milioni di dollari in tutto il mondo. Ma quelli erano segnali. Backrooms ha abbattuto la porta.
C’è chi citerà A Minecraft Movie come prova che la Gen Z era già tornata in sala. È vero in parte, ma Minecraft è uno dei brand gaming più grandi del pianeta. Backrooms, Iron Lung e Obsession sono un’altra cosa: produzioni relativamente economiche costruite attorno a creator e community nati su internet, senza la rete di sicurezza di una IP multimiliardaria alle spalle.
Il punto è semplice, e il box office lo ha certificato: la Gen Z non ha smesso di andare al cinema. Hollywood stava solo sbagliando approccio. Quando il prodotto nasce all’interno della cultura digitale — invece di limitarsi a citarla dall’esterno — il pubblico risponde. E con Backrooms al primo posto nelle classifiche mondiali, questa lezione è difficile da ignorare.

