Uno sviluppatore indipendente ha ricreato, grazie all’intelligenza artificiale, un clone della Creative Cloud di Adobe, riaccendendo l’acceso dibattito sui prezzi degli abbonamenti Adobe e sulla forza dirompente della generazione rapida di codice.
Brandon Thomas ha ricostruito da solo diversi dei tool più popolari della suite, tra cui cloni funzionanti di Photoshop, Premiere e Illustrator usando Claude come assistente AI e Rust come linguaggio di sviluppo, rendendo poi tutto open source, gratis, per chiunque.
La vendetta di uno sviluppatore stanco delle politiche di Adobe
Thomas non è un principiante che ha giocato con l’Intelligenza Artificiale durante il weekend. Su Reddit e Hacker News, dove ha annunciato il progetto, si è presentato in modo piuttosto diretto: “Non sono solo un vibe coder qualunque. Sono un veterano del settore con 15 anni di esperienza. Ho scritto tutto, dai sistemi di pagamento con sei nove di uptime che movimentano miliardi di dollari al giorno, all’automazione robotica e ottica avanzata. Uso Rust da quasi un decennio.”
La scintilla che ha fatto scattare tutto? Le dark pattern di cancellazione di Adobe, quelle pratiche deliberatamente opache e macchinose che rendono difficile e costoso uscire da un abbonamento. Thomas ha scritto di essersi “fatto fregare dalla cancellation fee una volta di troppo.”
Il risultato? Invece di essere obbligato di nuovo a pagare, ha costruito un’alternativa.
Cosa ha costruito esattamente Thomas
Come già detto, il progetto comprende cloni open source dei principali strumenti del pacchetto Adobe, usando Claude Code e sviluppando tutto in Rust, un linguaggio noto per le sue performance elevate e la sua sicurezza della memoria. L’intero codice è disponibile liberamente, il che significa che chiunque può usarlo, modificarlo e contribuire al suo miglioramento.
Non è la prima volta che qualcuno prova ad alternare ad Adobe. Canva e Affinity si sono costruiti solide fette di mercato negli anni, e le polemiche sulle condizioni d’uso di Adobe legate all’AI hanno spinto molti utenti professionali a cercare alternative. Ma ricostruire da soli tre strumenti core della suite, da zero, è un’altra storia.
I’ve created Open Source 100% Rust clean-room replacements for 7 of Adobe’s apps: Photoshop, Illustrator, Premiere, Lightroom, After Effects, InDesign, and Acrobat Pro. Free, no subscription, and you own the source code
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u/ai_art_is_art in
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Open source, gratis e potenzialmente alla portata dei professionisti
Il fatto che il progetto sia open source è forse il dettaglio più importante. Non è un prodotto commerciale che punta a rubare il mercato ad Adobe, è un contributo alla community, una base su cui altri sviluppatori possono costruire, migliorare, adattare.
Se abbastanza persone raccoglieranno il testimone, questo potrebbe diventare qualcosa di molto più grande di quanto Thomas stesso abbia immaginato.
Abbiamo davvero un’alternativa professionale a costo zero?
Qui bisogna essere onesti. Un progetto di questo tipo, per quanto impressionante nella sua concezione, porta con sé domande legittime.
La prima è quella della fiducia. Affidare i file di lavoro e la propria professionalità creativa a un software generato in larga parte con l’assistenza di un’IA è un salto di fede che molti professionisti non sono ancora pronti a fare. Non perché l’Intelligenza Artificiale non possa scrivere codice funzionante, ma perché i bug in un software di produzione possono avere conseguenze serie, e la fase di testing e validazione che normalmente accompagna un prodotto professionale richiede anni e risorse.
La seconda è più filosofica: ricostruire qualcosa che esiste già è davvero la cosa più interessante che si possa fare con questi strumenti? C’è qualcosa di genuinamente affascinante nella storia di Thomas, ma anche una domanda sottotraccia sul rapporto tra IA, creatività e innovazione. Usare Claude per replicare Photoshop è certamente un’impresa tecnica notevole, ma è diverso dall’usare quegli stessi strumenti per costruire qualcosa che non esiste ancora.

