Megalopolis: per Adam Driver l’esperienza sul set di Coppola è stata una delle “migliori della sua vita”

Adam Driver

Adam Driver ha terminato le riprese del prossimo film epico di Francis Ford Coppola, Megalopolis, e in una recente intervista con Collider ha raccontato la fantastica esperienza vissuta durante la lavorazione.

Come sappiamo, il film racconterà la storia di un architetto che sogna una versione utopica della città di New York in un futuro prossimo e della sua battaglia con il sindaco conservatore, che ha altre idee sulla città. All’interno dell’epopea si potranno trovare una miriade di trame e personaggi tra cui, appunto, quello interpretato da Adam Driver, che ha descritto il tempo passato con Coppola come una delle migliori esperienze su di un set della sua vita.

La cosa che stupisce è che ci sono state molte voci sul fatto che la produzione del film fosse un completo disastro, ma queste voci sono state rapidamente smentite da Coppola e dallo stesso Driver, i quali hanno affermato che tutto si è svolto nel migliore dei modi.

“Ho terminato ieri sera la mia parte” ha raccontato l’attore. “Sto lavorando con due ore di sonno. Io l’ho finito, loro stanno ancora lavorando. Ma è stata una delle migliori – senza esagerazioni – esperienze di riprese della mia vita. Guardarlo lavorare con quella troupe, con quel team di progettisti, ha una tale padronanza del linguaggio cinematografico e un archivio nella sua mente di inquadrature così belle. E facendo qualcosa di così ambizioso e alle sue condizioni, si potrebbe pensare che sia dittatoriale o molto controllato, ma lui è il regista più caloroso, aperto, riflessivo, che è… Davvero – e tutto questo sembra essere molto generico, ma lui incarna davvero questa cosa del tipo: “Stiamo facendo questo esperimento e non ci interessa come viene fuori. Ci interessa il processo di realizzazione”. E inevitabilmente, per questo motivo, la cosa che fai non ha riferimenti cinematografici. Penso che ciò che ha realizzato sia così unico e interessante. Non potrei essere più orgoglioso di farne parte”.

Coppola ha descritto il film come “una storia d’amore. Una donna è divisa tra la fedeltà a due uomini. Ma non solo due uomini. Ogni uomo è accompagnato da un principio filosofico. Uno è il padre che l’ha cresciuta, che le ha insegnato il latino sulle ginocchia e che è devoto a una visione molto più classica della società, quella di Marco Aurelio. L’altro, che è l’amante, è il nemico del padre ma è dedito a una visione molto più progressista: “Facciamo un salto nel futuro, superiamo tutta questa spazzatura che ha contaminato l’umanità per 10.000 anni. Troviamo ciò che siamo veramente, ovvero una specie illuminata, amichevole e gioiosa””.