Killer Frequency: si torna negli anni ’80 con la recensione del coinvolgente soft-horror

Killer Frequency

Lavorare come DJ in una stazione radio degli anni ’80? Un sogno per molti ma un incubo per altri. La notte avanza, Halloween è ormai alle porte e insieme a Peggy, la nostra assistente, stiamo trasmettendo dalla nostra piccola stazione radio un programma musicale. La città in cui è ambientato Killer Frequency è piccola, isolata dal resto del mondo, e il gioco radiofonico che sta andando in onda si chiama “l’urlo”.

Cosa potrebbe mai andare storto?

Killer Frequency è un videogioco d’avventura e di simulazione con elementi di soft-horror che ci terranno col fiato sospeso in moltissime occasioni, ma che riuscirà a strapparci anche parecchie risate.

La recensione di Killer Frequency

Il titolo è disponibile in italiano per quasi tutte le piattaforme, anche di vecchia generazione, ed è stato sviluppato da Team17, uno studio ormai noto da anni sul panorama. La resa migliore, dal nostro punto di vista, rimane quella ottenibile tramite l’utilizzo del VR che consente un’immedesimazione indescrivibile.

In Killer Frequency vestiremo i panni di Forrest, un DJ radiofonico trasferito da poco a Gallows Creek, una piccola e sperduta cittadina in perfetto stile anni ’80. Una chiamata inattesa svolterà completamente il corso della trasmissione durante la serata e nulla sarà più come prima da quel momento in poi.

Volete scoprire come come siamo sopravvissuti a Killer Frequency?

 La pericolosa vita di un DJ dello scorso secolo

Gestire un programma radiofonico anni ’80 non è un’impresa da poco e, fin da subito, dovremo familiarizzare con diversi dispositivi specifici.

Nella nostra postazione avremo a disposizione sulla sinistra una console per gestire il traffico delle chiamate in entrata e in uscita dallo studio. Al centro ci sarà una seconda console per regolare il volume di ogni dispositivo a nostra disposizione. A destra avremo una terza console atta a generare effetti sonori di vario tipo come applausi, risate e rulli di tamburi. Non finisce qui però. Avremo infatti a nostra disposizione anche un mangiacassette perfettamente funzionante, e un giradischi con cui potremmo riprodurre e ascoltare incredibili pezzi storici.

Abbiamo definito Killer Frequency come soft-horror perché non saremo sempre noi a prendere parte in prima persona agli eventi di Gallows Creek. Dovremo riuscire di volta in volta a effettuare le decisioni corrette per aiutare i cittadini, principalmente “da remoto”, a sfuggire e sopravvivere al terribile Fischiatore, un pericoloso serial-killer dato per morto che sembra essere tornato a colpire nella cittadina.

In alcuni momenti sarà necessario abbandonare la sicurezza del nostro ufficio per esplorare i dintorni alla ricerca di documenti e oggetti utili al nostro lavoro. Possiamo assicurarvi che, quando questo accade, la paura di ritrovarsi di fronte al Fischiatore dietro ogni angolo è ben presente. Complice di quest’atmosfera è anche la scarsa luminosità degli ambienti, dal momento che è notte fonda quando avvengono i fatti narrati in Killer Frequency.

Le persone da salvare che il Fischiatore prenderà di mira saranno molte, e le decisioni che prenderemo saranno di vitale importanza per la sopravvivenza dei bersagli. Riuscire a completare il titolo tenendo in vita ogni singola persona non sarà un’impresa facile e ogni fallimento avrà un certo peso nel corso della storia. Killer Frequency prevede infatti diverse possibili bivi che possono avvenire all’interno del gioco in base alle scelte fatte. Potrete rendere molto più lunga e cupa la notte a Gallows Creek prendendo le decisioni sbagliate e, chissà, magari avrete un incontro diretto col Fischiatore!

Killer Frequency

Fuori onda

Killer Frequency è un titolo in grado di reinventare in parte il genere horror. Il videogioco è accessibile a tutti quei giocatori che solitamente evitano questa particolare categoria di giochi (come il qui presente) perché facilmente suscettibili o impressionabili.

In realtà, non siamo nemmeno troppo sicuri di poterlo definire come un horror a tutti gli effetti, ma di una cosa siamo certi, ci è piaciuto. Non capita spesso di dover mandare avanti una stazione radio e al contempo investigare su un serial-killer a piede libero, tentando di salvare gli sfortunati che incrociano il suo cammino. L’ambientazione vintage, poi, da colore al tutto riportandoci a un tempo in cui forse molte cose erano più semplici ma non per questo meno interessanti.

Possiamo affermare che Killer Frequency gode di un’ottima rigiocabilità, data dalle scelte che saremo chiamati ad effettuare nel corso della storia. Chissà a cosa avrebbe portato una decisione diversa presa nel momento sbagliato. Suggerire altri modi di agire alle potenziali vittime del serial-killer come avrebbe modificato la trama?

I vinili e le tracce riproducibili finiscono presto ma è possibile effettuare dei mix davvero molto interessanti e vi assicuriamo che se l’idea d’improvvisarvi un DJ degli anni ’80 vi stuzzica, questo titolo farà decisamente al caso vostro.

Detto questo, la durata è limitata, proseguendo con la trama principale senza armeggiare troppo con il DJ Set, è possibile terminare il gioco in poche ore. Killer Frequency è già disponibile qui anche in italiano per PlayStation, Nintendo Switch, Xbox, Nintendo Switch, Oculus Meta Quest 2 e su Steam.

Killer Frequency
Killer Frequency
Grazie ad una trama avvincente in grado di conquistare subito anche i giocatori che di solito non si approcciano al genere, Killer Frequency è un soft-horror vintage che vi consigliamo di provare!
Pro
Buona rigiocabilità grazie alle tante scelte da fare
Ottima ricostruzione e gestione delle apparecchiature radio
Ambientazione credibile e coinvolgente
Contro
Durata davvero breve se non si investe tempo nella musica
8.5
Voto Finale
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