Mar 29 Aprile, 2025

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Argylle: la super spia pettinata male – Recensione

C’è una battuta pronunciata dal personaggio di Bryan Cranston, più o meno a un quarto di film, che è perfetta per descrivere Argylle: “Dolersi per aver sprecato tempo è sprecare altro tempo.”

Paradossalmente la recensione di Argylle potrebbe finire già qui, ma visto che sarebbe quantomeno irrispettoso, cercherò di trovare qualcosa da dire su questo film, una pellicola che sembra essere una brutta copia di un film di Matthew Vaughn, regista di Kick Ass e Kingsmen, se non fosse che il regista è proprio lo stesso Matthew Vaughn.

Argylle: una spy story non convenzionale

“L’originalissima” trama di Argylle ruota intorno al personaggio creato di Elly Conway, autrice di una saga di romanzi che vede protagonista la super spia inglese Argylle, un incrocio fra 007 e Ethan Hunt di Mission Impossible, ma con la pettinatura di Guile di Street Fighter (il videogioco, non il film con Van Damme).

Il film inizia con una rocambolesca scena iniziale dove Argylle distrugge quanto più possibile in una non meglio identificata città greca (dovrebbe essere Santorini) a bordo di una Mini Moke gialla, auto davvero minuta che a un primo sguardo non sembra affatto avere le caratteristiche di un Bulldozer.

Quanto visto però non è reale, ma è soltanto quello che succede nell’ultimo libro di Elly che, al contrario del suo personaggio letterario, conduce una vita tranquilla, in compagnia del suo gatto Alfie. Come poteva proseguire la storia di Argylle, se non con Elly che incontra una vera spia?

A bordo di un treno l’autrice incontra Aiden, super spia meno bello ed elegante di Argylle, ma altrettanto preparato, il quale rivela a Elly che quanto scritto nei suoi libri corrisponde a quello che succede nel reale mondo dello spionaggio.

Argylle

Più strano della finzione

Vero come la finzione è un film con Will Ferrell nei panni di un uomo che scopre di essere il protagonista dei romanzi scritti dal personaggio di Emma Thompson. Ebbene, la trama di Argylle non è molto lontana da quella del film del 2006, ma in questo caso il titolo dovrebbe essere Più strano della finzione: tra il mondo romanzesco e quello reale non vi è alcuna differenza: se nelle pagine dei libri di Elly quello che succede è al limite della sospensione dell’incredulità, allo stesso modo la realtà è un guazzabuglio di action super spinta e super impossibile, con scelte fatte dai personaggi al limite dell’idiozia. Se è vero che a volte la realtà supera la fantasia, in Argylle non c’è alcuna differenza tra il romanzo e la vita vera, il che è un evidente problema di scrittura.

Chi ha scritto Argylle?

Online si è scatenato un gran dibattito su chi abbia scritto Argylle: c’è chi giura che dietro ci sia addirittura Taylor Swift, per via del fatto che anche lei se ne va in giro con un gatto nello zaino, e chi attribuisce lo script addirittura J.K. Rowling. La verità è che se qualcuno si fosse preso la briga di scrivere effettivamente una sceneggiatura, ne avrebbero giovato tutti.

Sia chiaro, una trama c’è e più o meno tutto torna, ma lo script di Jason Fuchs (è lui l’autore accreditato) è di una pigrizia e superficialità imbarazzanti. Tutto sa di già visto e anche se uno dei colpi di scena, la svolta di trama principale del film, non è poi così telefonato, purtroppo lo è tutto il resto. C’è tutto un finale (che non spoileriamo ovviamente) che non ha alcun senso, compresa la scena post credit che non fa altro che aggiungere confusione al tutto.

I volti di Argylle

Dove il film eccelle, in quantità e non in qualità, è nel folto cast che comprende una lunga serie di volti noti di Hollywood, sfruttati però abbastanza male: Bryce Dallas Howard è la protagonista del film nei panni della scrittrice Elly Conway, personaggio che nell’idea del film dovrebbe essere una dimessa gattara che, a un certo punto, esce dal suo guscio di trasandatezza per diventare una bomba supersexy. Il problema è che è la procace Bryce è nettamente più bella all’inizio del film, rispetto a quando avviene la “trasformazione”, un altro evidente segno dello scompenso della pellicola.

Sam Rockwell è la super spia Aidan e interpreta il suo ruolo senza infamia e senza lode. L’Argylle del titolo ha invece il volto di Harry Cavill, un ruolo tanto brutto, quasi quanto la sua pettinatura. Il già citato Bryan Cranston è il Direttore Ritter, capo dei cattivi, molto più vicino al suo personaggio della sit com Malcom, che al Walter White di Breaking Bad. John Cena, la pop star Dua Lipa, Arianna DeBose, Richard E. Grant, la mamma di Kevin McAllister (all’anagrafe Catherine O’Hara) è l’immancabile Samuel L. Jackson completano il cast.

Il gatto Alfie invece è interpretato dal gatto della figlia di Vaughn, anche se nelle scene più pericolose è stato sostituito da uno stunt-cat in digitale, cosa si vede parecchio.

Argylle

Da The Pusher ad Argylle

La carriera come regista cinematografico di Matthew Vaughn è iniziata nel 2004 con The Pusher, ma è con Kick Ass del 2010 che il regista inglese ha impresso il suo stile, esaltato poi in Kingsmen, nella famosa scena della strage in chiesa.

Argylle, almeno per come la vede il sottoscritto, è il suo secondo passo falso dopo il flop del sequel Kingsman: il cerchio d’oro e, a oggi, risulta essere il suo peggior film.

Le cose che non funzionano di Argylle sono molte, dal susseguirsi di colpi di scena scontati, all’action super spinto fino al montaggio fastidioso della scena del treno dove i personaggi di Henry Cavill e Sam Rockwell si scambiano ripetutamente nella testa di Elly, quasi a suggerire allo spettatore il paragone fra i due. La cosa, mostrata un paio di volte avrebbe potuto anche funzionare, ma a ogni stacco di montaggio il tutto diventa insostenibile.

Altro punto negativo del film è l’idea di base della storia: raccontare un mondo fittizio che diventa realtà è un’idea interessante, ance se non nuova, ma il problema è come viene sviluppata.

Elly con i suoi romanzi anticipa la realtà, creando un cortocircuito all’interno del mondo dello spionaggio dal potenziale molto divertente, quasi da commedia degli equivoci. Il problema è che tutto questa intenzione viene sconfessata dal film stesso, in particolare sul finale.

In sostanza Argylle è un film piatto e banale, nonostante cerchi di esaltarsi nelle scene d’azione che però sono solo una riproposizione della scena della chiesa di Kingsmen. Costato 200 milioni di dollari, il film sta floppando miseramente al box office, mettendo probabilmente una pietra sopra alla nascita di un possibile franchise, il che, a nostro parere, non è affatto una brutta notizia.

Argylle
Argylle è un film piuttosto piatto e banale, che imita malamente i lavori precedenti del suo regista. Un'occasione sprecata.
Pro
La soundtrack è l'unica cosa che si salva
Contro
La pettinatura di Argylle
Piatto e banale, tutto già visto
Un film di cui ci si dimentica in fretta
4.7
Voto Finale