Quella che doveva essere una serata di celebrazione per una carriera straordinaria si è trasformata in uno dei casi virali più surreali degli ultimi mesi. La partecipazione di Jim Carrey alla cerimonia dei César Awards di Parigi ha infatti dato il via a una teoria del complotto secondo cui l’attore presente sul palco non sarebbe stato lui, bensì un “clone” o un sosia.
Carrey ha preso parte alla cerimonia del 26 febbraio per ricevere il prestigioso César onorario, seguendo le orme di Julia Roberts. Durante la serata ha pronunciato un discorso emozionante in francese, accolto da una standing ovation. Eppure, invece di limitarsi a celebrare il momento, una parte dei social ha iniziato a mettere in discussione l’identità dell’attore.
Le immagini virali e l’origine della teoria
La miccia è stata accesa dall’artista drag Alexis Stone, che ha pubblicato online immagini di protesi e una parrucca somiglianti al look sfoggiato da Carrey durante l’evento, insinuando di aver impersonato l’attore. Da lì, la situazione è rapidamente degenerata.
Sui social sono apparse comparazioni fotografiche tra immagini di Carrey di anni fa e quelle della serata parigina. Commenti e thread si sono trasformati in improbabili laboratori di analisi forense: c’era chi sosteneva che “non assomigliasse più a sé stesso”, chi analizzava la struttura del volto, lo sguardo, il sorriso, e chi si diceva convinto che fosse stato orchestrato uno degli scherzi più clamorosi nella storia delle premiazioni cinematografiche.
Una narrazione che ha preso piede sorprendentemente in fretta, nonostante Carrey fosse circondato dai suoi familiari e avesse pronunciato un discorso personale e visibilmente commosso.
La risposta ufficiale dell’Academy
A spegnere le voci è intervenuto Gregory Caulier, delegato generale dei César, che in una dichiarazione inviata a Variety ha definito le indiscrezioni un “non-problema”, sottolineando che la presenza dell’attore fosse autentica e rappresentasse “un momento storico”.
Caulier ha spiegato che la partecipazione di Carrey era pianificata da mesi. L’attore, ha raccontato, si era detto profondamente toccato dall’invito dell’Academy e aveva lavorato per otto mesi alla preparazione dell’intervento. Non solo: avrebbe curato il discorso in francese nei minimi dettagli, chiedendo chiarimenti sulla pronuncia di alcune parole.
Alla cerimonia era presente con la compagna, la figlia, il nipote e dodici amici e familiari stretti, oltre al suo storico addetto stampa. Tra gli ospiti figurava anche Michel Gondry, regista e suo vecchio collaboratore, con cui ha realizzato un film e due serie, e con cui si è mostrato felice di ricongiungersi.
Dettagli che rendono poco plausibile l’ipotesi di una sostituzione improvvisata con un sosia.
Un omaggio alla carriera tra The Mask e The Truman Show
La cerimonia ha celebrato la filmografia iconica dell’attore. Il conduttore Benjamin Lavernhe ha aperto la serata con un numero musicale ispirato a The Mask, indossando il celebre completo giallo e omaggiando l’energia travolgente di Carrey. Un tributo che ha ricordato anche il peso culturale di titoli come The Truman Show, pellicole che hanno consolidato il suo posto nella storia del cinema popolare.
Nel suo discorso, Carrey ha ripercorso le sue radici familiari, rivelando che circa 300 anni fa un suo antenato, Marc-François Carré, nacque in Francia, a Saint-Malo, prima di emigrare in Canada. Ha poi reso omaggio al padre, Percy Joseph Carrey, definendolo “l’uomo più divertente che abbia mai conosciuto” e ricordando come gli abbia insegnato il valore dell’amore, della generosità e della risata.
Nonostante le smentite ufficiali e la quantità di prove a favore dell’autenticità della sua presenza, la teoria del “clone” continua a circolare online. Un esempio di come, nell’era dei social, anche una serata celebrativa possa trasformarsi in un caso virale. Ma al centro di tutto resta un riconoscimento importante a una carriera che ha segnato generazioni di spettatori.

