Jupiter’s Legacy: la recensione della prima stagione

Jupiters Legacy

È approdata finalmente su Netflix Jupiter’s Legacy, la serie TV basata sull’omonimo fumetto scritto da Mark Millar e disegnato da Frank Quitely.

Lo show è una delle prime produzioni del Millarworld di Netflix, l’etichetta (nonché universo narrativo) creata da Mark Millar e acquisita, circa due anni fa, proprio dal colosso dello streaming.

Jupiter’s Legacy è un nuovo superhero drama che si aggiunge a tutte quelle recenti produzioni derivate da fumetti contenenti visioni più “moderne”, “umane” e quasi disilluse dello stereotipo del superumano che protegge il mondo.

Sulla scia dei successi di The Umbrella Academy e di The Boys, per citare le serie TV più convincenti degli ultimi tempi, Jupiter’s Legacy sembra quasi essere una via dimezzo (fatte tutte le dovute precisazioni del caso) tra le due produzioni di Netflix e Amazon Prime rispettivamente.

Di cosa parla Jupiter’s Legacy?

Stando alla sinossi ufficiale dello show, Jupiter’s Legacy è un superhero drama che attraversa decenni e percorre le complesse dinamiche della famiglia, del potere e della lealtà.

Dopo aver trascorso quasi un secolo a proteggere l’umanità, la prima generazione di supereroi del mondo deve guardare ai propri figli per continuare l’eredità.

Ma le tensioni aumentano quando i giovani supereroi, affamati di dimostrare il loro valore, lottano per dimostrarsi all’altezza della leggendaria reputazione pubblica dei loro genitori e degli alti standard personali e morali che l’essere un supereroe richiede.

La storia ha origine negli anni ’30 del secolo scorso, per la precisione all’indomani della grave crisi innescata dal Giovedì Nero di Wall Street nel 1929. L’azienda di famiglia di Sheldon Sampson è travolta dal crollo della Borsa USA e, nel bel mezzo di una tragedia familiare, Sheldon ha delle visioni che lo spingono a partire alla ricerca di una misteriosa isola. Dopo aver faticato a non farsi prendere per pazzo, Sheldon raduna un gruppo di sei persone fidate con le quali parte alla volta del luogo visto nelle sue visioni.

L’isola esiste davvero e i sei entreranno a contatto con una misteriosa entità che donerà loro dei superpoteri al fine di proteggere il mondo con lealtà e giustizia soprattutto in vista dell’immane catastrofe bellica che, in poco meno di un decennio, precipiterà l’umanità nella follia della guerra.

L’origin story dell’Unione della Giustizia

I sei, con i nomi di Utopian, Lady Liberty, Brainwave, The Flare, Skyfox e Blu Bolt, in maniera alquanto originale e innovativa (lasciatemi un po’ di sarcasmo) formano l’Unione della Giustizia, ergendosi a paladini del mondo e dell’umanità

Questa origin story, raccontata tramite dei flashback, fa da incipit alla narrazione vera e propria di questa prima stagione di Jupiter’s Legacy che si svolge nel presente (nel 2013 per la precisione) e vede i sei supereroi originali, ancora operativi e osannati da tutti, alle prese con la nuova generazione di superumani costituita dai loro figli.

Questa nuova generazione, pur essendo nata direttamente con dei superpoteri, è ovviamente fatta di ragazzi che affrontano le stesse problematiche dei loro coetanei “normali” ma, nel contempo, non vedono l’ora di misurarsi sul campo e ricevere il testimone di protettori del mondo dai loro genitori. Alcuni giovani supereroi mordono il freno e scalpitano, altri si ribellano all’autorità genitoriale, altri ancora vogliono seguire le orme dei loro padri ma sanno di non essere pronti.

Il tutto crea un mix esplosivo che è più di uno scontro generazionale, perché porta a galla vecchi attriti e disaccordi che sembravano ormai appartenere al passato. La prima generazione di supereroi, infatti, ha operato sempre in bilico tra essere i protettori del mondo e difendere i deboli dalle ingiustizie, o ergersi a guida (anche a livello politico e sociale) dell’intera umanità sfruttando i loro straordinari poteri per, e qui la citazione pop sembra davvero azzeccata, “una società più salda e più sicura”.

Il cuore della storia di Jupiter’s Legacy

L’eredità dei grandi eroi, il concetto di “legacy”, è un tema ricorrente e molto caro al fumetto supereroistico. In tanti si sono chiesti, con risultati diversi, cosa sarebbe accaduto nel momento in cui  i supereroi originali, come quelli della Silver Age o Golden Age, avessero dovuto cedere il passo a una nuova generazione di eroi, cresciuta con diversi ideali, diverse aspettative e, fondamentalmente, messa sotto pressione dalla grandezza dei padri e dell madri.

Questa fase di “passaggio del testimone” è il cuore della prima stagione di Jupiter’s Legacy, serie che si fa ben guardare e viaggia costantemente su due binari paralleli del doppio piano narrativo tra passato e presente, anche se, alcune volte, sembra perdersi un po’ troppo in dettagli che paiono (almeno alla luce di questi primi episodi) non necessari.

Gli otto episodi dello show sono un piacevole crescendo narrativo che affronta il tema principale della storia portando pian piano lo spettatore alla scoperta di ciò che è accaduto in passato e di ciò che, apparentemente sta succedendo ai nostri giorni. C’è infatti qualcosa che non va, uno scontro con un supervillain si è concluso in maniera inaspettata e ha fatto emergere non poche perplessità. Questo evento, oltre a mettere a serio rischio la stabilità dei rapporti tra i supereroi e la loro genia, sembra essere legato al passato degli stessi superhero.

Cosa funziona in Jupiter’s Legacy?

Lo show si presenta alquanto innovativo nella misura in cui analizza il rapporto dei supereroi originali, ovvero Utopian, Lady Liberty, Brainwave, The Flare, Skyfox e Blu Bolt, con il potere. Le diverse anime dell’Unione della Giustizia, tra quelle garantiste e quelle più interventiste hanno trovato una sorta di equilibrio seguendo un Codice e l’immacolata leadership di Utopian, il supereroe in bianco.

La visione moderna dei supereroi, tutt’altro che idilliaca, e alle prese con un mondo non sempre genuflesso e riconoscente verso i suoi paladini tipica di Mark Millar, si percepisce ma non così tanto. Jupiter’s Legacy è una serie TV ben fatta e realizzata, con un ottimo cast che, però, sembra non essere sfruttato appieno. Alcuni passaggi sono dati per scontati e potrebbero perplimere un po’ lo spettatore che non ha letto i fumetti (a proposito Panini propone una pratica guida ai fumetti di Jupiter’s Legacy per accompagnare la serie TV).

Prima stagione discreta ma con il freno a mano tirato

La prima stagione di Jupite’r Legacy, come detto, è in crescendo anche se pare avere il freno a mano tirato. Nonostante il colpo di scena finale, un cliffhanger che arriva nell’ottavo episodio, la prima stagione mi ha dato l’impressione di essere un po’ lenta e non è in grado di suscitare quella sconvolgimento emotivo “destrutturante”, cosa  in cui, per esempio, The Boys è riuscito alla perfezione.

Non mancano le scazzottate e gli scontri tra supereroi e villain, ma Jupiter’s Legacy – almeno in questa prima stagione – si incanala su un approccio molto più “politico” e filosofico, incipit che probabilmente aprirà a una seconda stagione molto più ricca di azione e che dovrà essere molto meglio di quanto visto finora

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