Nidavellir: la recensione del gioco da tavolo

Nidavellir 5
Data di uscita
Dicembre 2020
Autore
Serge Laget
Editore
Studio Supernova
Lo puoi trovare su...

Nani e draghi sono nemici per natura. Come gli elfi e i nani. O gli uomini e i nani. O i grifoni a tre teste e i nani. O i nani ed altri nani! Ma coi draghi, proprio… Sarà che entrambi hanno quell’insana passione per l’oro e le ricchezze, ed un brutto carattere. Ed è proprio così che inizia la storia di Nidavellir, il gioco da tavolo di cui oggi vi proponiamo la nostra recensione.

Il drago Fafnir si è liberato dalle sue catene, secoli dopo essere stato imprigionato da un’alleanza tra maghi e nani. E sta tornando, per l’oro, e per prendersi la sua vendetta. Il regno dei nani di Nidavellir è la sua meta, dove si trovano immense ricchezze e gli atavici nemici. Il Re dei nani decide così di chiamare a sé i suoi Elvaland, i comandanti e generali più fidati. A loro è affidato il compito di visitare le taverne del regno dove, tra birra e arrosto di montone, recluteranno i nani più aggressivi, abili e cattivi, al fine di formare un esercito. Ma solo l’Elvaland che avrà saputo reclutare la truppa di maggior valore avrà l’onere, e l’onore, di affrontare Fafnir e mettere fine una volta per tutte alla minaccia al regno di Nidavellir. Andiamo a vedere insieme la recensione del gioco da tavolo Nidavellir!

Nidavellir: la recensione del gioco da tavolo

Nidavellir è un gioco da tavolo da 2 a 5 giocatori, per una durata di circa 15 minuti a giocatore. L’autore è Serge Laget, mentre le illustrazioni sono ad opera di Jean-Marie Minguez. Il titolo è uscito in edizione originale con GRRRE Games, mentre in Italia è arrivato grazie a Studio Supernova; dobbiamo proprio dire che, seppur di nascita abbastanza recente, questa casa editrice ha portato numerosi titoli degni di nota sui nostri tavoli.

Nidavellir 4

In questo gioco da tavolo sono presenti due meccaniche di gioco: l’asta nascosta e la collezione di set. La prima meccanica viene utilizzata per determinare l’iniziativa di scelta delle carte, che vanno collezionate in maniera oculata, e determinano il nostro valore di punti vittoria a fine partita. Si può trovare anche una terza meccanica di gioco, piuttosto originale, di cui parleremo tra poco.

Il contenuto della scatola di Nidavellir

La scatola di Nidavellir è abbastanza compatta, ma viene ben riempita dai seguenti componenti di gioco:

  • 92 carte Nano, in due mazzi Era
  • 5 carte Onorificenza
  • 21 carte Eroe
  • 3 segnalini Taverna
  • 5 plance individuali
  • 3 segnalini scambio Gemme
  • 6 segnalini Gemma
  • 60 monete d’oro in vari tagli
  • un supporto Tesoro Reale da assemblare
  • 4 supporti per le carte
  • il blocchetto segnapunti
  • il regolamento

La qualità dei materiali

Le monete, i componenti maneggiati di più durante il gioco, restituiscono una piacevole esperienza tattile: sono grandi e robuste, ed il supporto per il Tesoro Reale, da costruire prima di giocare, rende facile ed agevole anche l’azione dello scambiare le monete che vedremo dopo.

Le carte non sono troppo grandi e quindi, fortunatamente, non è richiesto un tavolo da ping-pong per giocare in 4 o 5 giocatori; davvero ottima anche la scelta di inserire dei supporti per le carte eroe, che devono essere facilmente ed immediatamente consultabili. Il formato è un po’ particolare, si tratta infatti di carte 54x80mm, che consigliamo di imbustare se si vuole mantenere il gioco in perfette condizioni con le bustine che trovate A QUESTO INDIRIZZO.

Nidavellir 1

Le illustrazioni sono abbastanza varie e piacevoli, ed anche la scelta di lasciarle in bianco e nero, che a prima vista può sembrare un po’ un peccato, in realtà aiuta molto la leggibilità del gioco durante il gameplay. È un po’ un peccato trovarsi a sovrapporle in caso di spazi ristretti, visto che le illustrazioni fanno comunque la loro porca figura.

Con il resto dei materiali siamo sullo stesso livello, e quindi, in fase di recensione, non possiamo che promuovere sia i componenti di gioco, che il rapporto qualità/prezzo, del gioco da tavolo Nidavellir.

Come si gioca a Nidavellir

Cominciamo la partita con un set, uguale per tutti, da 5 monete; sono da utilizzare per l’asta nascosta. Contemporaneamente agli altri giocatori, selezioniamo in segreto una moneta per ciascuna taverna. Su ciascuna taverna sono posizionate un numero di carte pari ai giocatori al tavolo; il valore delle monete scelte determina l’ordine di iniziativa con cui potremo scegliere le carte: più alto è il valore della nostra moneta, prima potremo effettuare la nostra scelta, e quindi accaparrarci la carta migliore. Tutti i giocatori hanno diritto di prendere una carta per ciascuna taverna ogni turno.

È inoltre presente un’interessante meccanica, molto originale, che il gioco stesso chiama coin-building, “costruzione del set di monete”. Nella risoluzione della taverna in cui decidiamo di puntare la moneta di valore zero, avremo sì l’iniziativa più bassa, ma anche un’interessante possibilità. Otteniamo infatti il diritto di prelevare dal tesoro reale la moneta corrispondente alla somma delle nostre monete non utilizzate per puntare, scambiandola con la moneta non utilizzata più alta. Questo ci permette di potenziare di turno in turno la forza delle nostre offerte all’asta, garantendoci scelte di maggiore qualità.

Nidavellir 3

Le carte che possiamo prendere dalle taverne, o mercatino se preferiamo, sono divise in 5 classi diverse, indicate anche dai colori: i guerrieri, i cacciatori, i minatori, i fabbri e gli esploratori. Ciascuna classe dà punti vittoria in modo diverso.

Contare i punti

Per contare i punti in Nidavellir è fondamentale il concetto dei gradi, indicato da quel gagliardetto orizzontale che è riportato in alto a sinistra sulle carte. Per calcolare i punteggi in Nidavellir, si fa sempre riferimento al numero di gradi, e non al numero di carte. Questo perché alcune carte possono assegnare più di un singolo grado.

Cacciatori (verdi) e fabbri (viola) danno punti in modo simile: maggiore è il numero di gradi che otteniamo in quella classe, maggiori sono i punti vittoria. Sulle plance personali è riportato il punteggio in dettaglio. Gli esploratori (azzurri) riportano un valore all’interno del loro grado: alla fine della partita otteniamo la somma di questi valori in punti vittoria; i punti dati dalle carte dei guerrieri (marrone) si assegnano allo stesso modo, ma il giocatore che ha più gradi in questa specifica classe può calcolare anche la moneta di valore più alto che possiede. Infine, i minatori: per calcolare il punteggio delle carte arancione moltiplichiamo il numero dei gradi per la somma dei valori riportati sulle carte che abbiamo collezionato.

Ogni volta che riusciamo a completare una serie di 5 carte di diverso colore, un grado per ciascuna classe, abbiamo diritto di scegliere una carta Eroe. Le carte Eroe sono carte speciali che ci assegnano delle particolari abilità da poter utilizzare, o un grande ammontare di punti vittoria. Nel gioco ne troviamo 21, e quindi la variabilità di scelte strategiche grazie ad esse è piuttosto buona.

Le due Ere terminano quando tutte le carte del relativo mazzetto sono state acquisite dai giocatori. Al termine della prima Era, assegniamo anche le Onorificenze: ogni giocatore che ha la maggioranza assoluta non condivisa in ciascuna classe, ottiene un bonus. Questi bonus possono essere usati da quel momento fino al termine della partita: si tratta di preziosi aiuti al gioco, che danno abilità molto interessanti, e sono diversi per ciascuna classe. Al termine della seconda Era, si procede al contare i punti vittoria, che include la somma dei valori di tutte le monete che possediamo.

Potete vedere il funzionamento di una partita completa di Nidavellir nel nostro video Let’s Play qui sopra!

Conclusioni della recensione del gioco da tavolo Nidavellir

Partiamo nelle nostre considerazioni finali della recensione del gioco da tavolo Nidavellir.

Questo titolo funziona abbastanza bene in qualunque configurazione a livello di numero di giocatori, ma due particolarità non ce lo fanno preferire se giocato in 2 o 5 giocatori. In due giocatori il funzionamento è pressoché il medesimo, ma la terza carta di ogni taverna, quella che non viene scelta, viene scartata. Questo rischia di snaturare un po’ la natura del gioco, che ha carte ben calibrate a livello numerico e di efficacia; ad ogni modo, vista che la selezione viene comunque fatta dai giocatori, non è nulla di grave. Piuttosto, si sente maggiormente la mancanza di un numero più alto di giocatori durante la fase di asta: come insito nella natura di questa meccanica, la partita risulta più avvincente quanti più sono i contendenti al tavolo, cosa che viene un po’ a mancare se si è in due soltanto.

Dal lato opposto, in 5 giocatori, il downtime può iniziare a risultare fastidioso durante la selezione di carte degli avversari. Non si può completamente prevedere le scelte di coloro che hanno un’iniziativa più alta della nostra, quindi, talvolta, ci si trova a dover ragionare sulle carte da prendere solo all’ultimo momento, una volta assistito alle scelte degli altri. In caso di giocatori affetti da paralisi da analisi, o non particolarmente rapidi nel calcolo dei punti, questo può creare attese non indifferenti. Come vedete non si tratta di difetti imperdonabili, ma che comunque non rendono l’esperienza di gioco con questi numeri di giocatori le migliori possibili in Nidavellir.

La fortuna non ha praticamente peso in Nidavellir: in ogni partita si utilizzano tutte le carte, e quindi non si avrà mai una situazione per cui il caso influenzi, positivamente o negativamente, la strategia che stiamo perseguendo. Piuttosto, possiamo parlare di una sorta di caos, dovuto più altro alla difficoltà, soprattutto nelle fasi finali, di leggere le intenzioni altrui: può così capitare che un giocatore ci “rubi” una carta che davvero non pensavamo gli interessasse; ma l’asta esiste proprio per questo!

La tematica è semplicemente schiaffata sulla scatola. Nani? Draghi? Ma io stavo pensando solo ai punti! Sì, l’ambientazione può essere simpatica, ma davvero non se ne trova traccia nelle meccaniche. In questo caso si tratta di un difetto molto più soggettivo che oggettivo, ma è bene tenerne conto se si cerca un titolo che ci faccia vivere un’esperienza narrativa e non solo ludo-meccanica.

Rispetto ad altri titoli simili, è meno utile puntare su alcune carte al fine di ottenere sconti o bonus successivamente, e viene incoraggiato uno sviluppo armonioso delle classi dei nani. Molti tracciati vedono la propria quota di punti incrementare in maniera esponenziale man mano che i nani vengono aggiunti ad essi, e 4 tracciati su 5 premiano “insistendoci”; anche le Onorificenze di metà partita vanno in questo direzione. Tuttavia, spesso è conveniente investire nella diversificazione, più che sulla specializzazione in una classe: le carte Eroe, infatti, sono davvero remunerative, e l’importanza di questo genere di scelte strategiche non è banale.

Nidavellir 2

L’asta nascosta viene esaltata dalla meccanica di coin-building. Molte carte Eroe o che troviamo nelle taverne permettono di potenziare ancora di più questo aspetto, che rappresenta una sorta di gioco-nel-gioco tanto semplice quanto accattivante.

La simbologia è estremamente chiara e leggibile, e solo alcune tra le più complesse carte Eroe richiedono, di tanto in tanto, uno sguardo in più al regolamento; nelle ultime pagine oltretutto troviamo la descrizione delle storie degli Eroi nanici, in maniera che chi volesse sapere un po’ di più della storia del regno di Nidavellir venga accontentato.

L’interazione tra i giocatori è presente nella fase di asta nascosta, ed è sempre indiretta, ma Nidavellir non è un titolo che brilla particolarmente sotto questo aspetto; può fare eccezione magari una partita a 2 giocatori, in cui è più facile tenere sott’occhio le mosse altrui. In 3 o più diventa difficile, e ad ogni modo rompere le scatole a un altro giocatore rischia di avvantaggiare i terzi senza portare a noi vantaggi significativi.

Dei materiali di gioco si è detto, ma sottolineiamo ancora una volta come tutto non sia solo gradevole, ma fortemente orientato a rendere l’esperienza di gioco più comoda e immediata possibile.

La partita è tesa fino alla fine e, fino al conteggio, non è possibile sapere chi avrà l’onore di affrontare il drago Fafnir. Anche per questo nessun giocatore si sente mai davvero tagliato fuori, e così la tensione è presente per tutti fino a fine partita.

La variabilità tra una partita e l’altra non è altissima, ma comunque sufficiente grazie alle numerose scelte possibili e alle carte pesate casualmente. Anche se le carte non sono troppe, la rigiocabilità è piuttosto buona, anche grazie agli Eroi che offrono davvero parecchie possibilità.

Tirando le somme della recensione, Nidavellir è un gioco da tavolo divertente e davvero valido. Abbastanza rapido da intavolare e molto rapido da spiegare, non spaventa giocatori non esperti, ma la sua sfida di ottimizzazione appaga anche giocatori più esigenti ed abituati alla competizione. Non troviamo un’originalità estrema in Nidavellir (ad eccezione del coin-building), ma tutto quello che c’è è ben amalgamato, scorrevole e funzionante, privo di difetti davvero importanti. Forse non diventerà il gioco nostro gioco preferito, ma lo intavoleremo sempre con grande piacere e divertimento.

Potete trovare il gioco da tavolo Nidavellir A QUESTO INDIRIZZO.

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Nidavellir 5
Nidavellir
Non tutti i draghi vengono per nuocere
Nidavellir è un gioco da tavolo immediato, semplice nel regolamento ma non banale a livello di scelte. Ottimo per neofiti che inizino a sentire il bisogno di un po' più di complessità, non lascia insoddisfatti giocatori esperti alla ricerca di un titolo più soft o rapido, ma comunque interessante. I materiali di gioco sono più che all'altezza, così come il rapporto qualità/prezzo. Forse non sarà il titolo più originale del mondo, ma qualche chicca, come il coin-building, lo rendono abbastanza diverso dalla concorrenza da meritare posto su qualunque tavolo.
Pro
Materiali di gioco e rapporto qualità\prezzo
Rapido nella spiegazione ma non banale nello svolgimento
3 meccaniche di gioco perfettamente amalgamate
Contro
Ottimo in 3/4 giocatori, non altrettanto in 2/5
Sistemi di punteggio delle carte abbastanza simili e non troppo originali
8
Voto Finale
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