Vikings 6: recensione dell’episodio 17 “The Raft Of Medusa”

Sono un vichingo, non sono fatto per insediare, per restare.

(Re Harald Finehair)

Il diciassettesimo episodio di Vikings 6, la pluripremiata serie TV targata History Channel, ci porta improvvisamente e nuovamente in guerra. Affilate le lame, preparate gli scudi… ma se non volete leggere inavvertitamente qualche spoiler in questa recensione di Vikings  6 x 17, allora fermatevi qui!

Recensione di Vikings 6 x 17 “The Raft Of Medusa”

Siamo a Kattegat. Re Harald tutto tronfio, osserva i lavori che procedono alacremente per la sua nuova flotta di drakkar, destinati al viaggio verso l’Inghilterra. Per volere dello stesso sovrano, Erik il Rosso e Ingrid, sono destinati ad essere “sovrani” temporanei.

Finalmente giunge il gran giorno e senza troppe cerimonie, la flotta norrena parte da Kattegat alla volta delle coste inglesi. Partono anche Ivar e Itzverk, nuovi alleati di Harald, che però sospetta sempre sulla loro lealtà. E del resto probabilmente sospetta anche su Ingrid ed Erik (ex skogarmaor, cioè fuorilegge), sui quali crede vi sia una sorta di alleanza o per meglio dire di relazione amorosa. Almeno questo sarebbe quello che vorrebbe Erik, mentre ci pare di capire che Ingrid non sia dello stesso avviso.

In questo episodio mi ha colpito molto l’atmosfera piuttosto tetra e i volti testi dei guerrieri vichinghi, mentre prendono la rotta verso la nuova campagna d’invasione. In altre occasioni vi erano state manifestazioni gagliarde e spregiudicate sul successo delle spedizioni, inni alla vittoria e al saccheggio…. ora invece assistiamo ad una spedizione muta, seria, circospetta.

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Dio salvi il Re, Dio salvi il Wessex

Finalmente la regia deve avermi ascoltato e, dopo innumerevoli puntate, ecco che l’azione – piuttosto repentinamente –  si sposta alla corte di Re Alfred, benedetto dalla chiesa locale come salvatore della fede cristiana e del regno.

Ma mentre i fedeli inglesi col Re sono raccolti in preghiera, i vichinghi sono praticamente già arrivati alle porte del regno ed organizzano un piano per cercare di stanare il re e costringerlo a combattere in un luogo vantaggioso per i norreni.

Personalmente trovo snervante a volte, l’impreparazione dei britannici, quasi sempre sprovvisti di un sistema difensivo lungo i canali e i fiumi che dal mare portano verso l’interno: grazie alla facilità d’avanzamento, i vichinghi in questa puntata riescono ad arrivare agevolmente a bussare alle porte di ogni città da razziare. Eppure l’esperienza dei Re Ecbert prima ed Aethelwulf dopo dovrebbe essere servite a qualcosa. Certamente per Re Alfred non deve essere semplice gestire e difendere il regno ereditato dal nonno e dal padre.

L’avanzata norrena in Vikings 6

Mentre Alfred e i suoi più fidi collaboratori elaborano un piano, Itzverk e Ivar, nonostante il parere contrario di Harald, decidono di sondare il terreno e prendendo un manipolo di guerrieri, organizzano una scorreria per cercare cibo e informazioni: in questa occasione arriva il primo scontro con un piccolo gruppo di soldati inglesi, che all’inizio sembrano quasi avere la meglio.

In questa occasione, possiamo notare come Ivar, da spavaldo si mostra in realtà piuttosto guardingo e timoroso. Se non fosse per l’auto provvidenziale di Itzverk avrebbe potuto anche rischiare di essere gravemente ferito.

In questa puntata inoltre notiamo come la regia indugia sui riti pagani di Ingrid, che nel bosco si procura radici e funghi per un oscuro maleficio, “benedetto” con il suo stesso sangue, mentre invoca le divinità del Valhalla.

Mentre i vichinghi penetrano sempre più nel Wessex seminando distruzione, osserviamo la popolazione civile abbandonare case e terreni verso luoghi più sicuri ed anche Re Alfred suo malgrado, insieme a tutta la corte, decide di abbandonare la capitale del regno e spostarsi in un luogo più facile da difendere.

Terra!

Intanto dispersi nell’oceano, Ubbe e i suoi sfortunati compagni di viaggio, sono ridotti a dei miseri fantasmi: deboli, malati e assetati si lasciano trascinare dalle onde. I giorni proseguono così nell’inedia e nella disperazione quando, allo stremo delle forze, Ubbe scorge da lontano una terra all’orizzonte, immersa nella foschia.

Che cosa succederà d’ora in poi? Come finirà lo scontro tra Norreni e Britanni nel Wessex? E Ubbe e compagni troveranno finalmente la tanto sognata Tera dell’Oro?