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Il Signore degli Anelli: Dominic Monaghan torna a parlare del doloroso recasting di Aragorn

Dominic Monaghan

A distanza di 20 anni esatti dal debutto de Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello nei cinema, il primo film dell’epica trilogia firmata da Peter Jackson, torniamo a parlare di uno dei retroscena più noti della saga grazie a Dominic Monaghan (Meriadoc Brandibuck nel film) e ad un’intervista in cui l’attore ha ricordato il “doloroso” recasting di Aragorn.

Dominic Monaghan ricorda il trauma del recasting di Aragorn ne Il Signore degli Anelli

Per chi non lo sapesse, il ruolo che ha fatto riscoprire Viggo Mortensen al grande pubblico, quello di Aragorn, era inizialmente stato affidato a Stuart Townsend, attore irlandese che venne sostituito dopo 5 giorni di riprese poiché “troppo giovane” per il ruolo che gli era stato precedentemente affidato. Al suo posto arrivo Mortensen, non senza la sorpresa del cast, come raccontato da Monaghan al Manchester Evening News.

“Non abbiamo avuto la possibilità di salutare Stuart. Ha lasciato il set molto velocemente. Penso fosse davvero molto triste per come erano andate le cose” ha spiegato l’attore durante l’intervista. “Ovviamente non posso parlare per lui, ma eravamo sul set e andavamo verso la fine della prima settimana e il produttore Barrie Osborne ha detto ai quattro hobbit, ‘Potete aspettare la fine delle riprese perché Peter e io vi vogliamo parlare di una cosa.'”

Merry ha poi raccontato che: “Nella mia ingenuità ero convinto che ci avrebbero detto che era stata una gran settimana, amiamo ciò che stiamo vedendo, vi amiamo ragazzi, passate un bel weekend blah blah blah. Sfortunatamente ci hanno avvisato che Stuart aveva abbandonato il progetto. Eravamo tutti stupiti, non credevo che a quel punto qualcuno sarebbe stato licenziato, pensavo che ce l’avevamo fatta… Sean Astin ha chiesto ‘Ma ha lasciato il progetto o è stato licenziato?’ Credo che stessero cercando di proteggere Stuart così hanno risposto solo, ‘Lasceremo che ve lo dica Stuart, ma non è più con noi.'”

“Ma non potevamo contattarlo. Le e-mail erano una roba alquanto nuova al tempo. Era come sparito. Poi l’ho ribeccato anni dopo, l’ho rivisto qua e là, ovviamente per lui è stata una brutta botta perché lavoravamo duramente, avevamo un giorno libero a settimana e i nostri turni di lavoro erano assurdi. Non abbiamo neanche avuto tempo di elaborare la cosa perché dovevamo imparare le nostre battute ed essere sempre all’altezza.”

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