La guida definitiva alle meccaniche dei giochi da tavolo

Piazzamento lavoratori, card drafting, selezione azioni, aste, movimento nascosto, bluff… Quante volte ci è capitato di sentirci spaesati davanti ai molti termini tecnici che vengono utilizzati per descrivere le varie meccaniche dei nostri amati giochi da tavolo? Abbiamo deciso di realizzare questa piccola guida alle meccaniche dei giochi da tavolo in modo da aiutare i nostri lettori a destreggiarsi in questa galassia.

Non abbiamo la presunzione di abbracciare tutto il ventaglio di possibilità utilizzato nei giochi moderni; cercheremo però di trattare le meccaniche più conosciute ed amate, proponendo per ognuna un gioco da tavolo che ne esemplifichi nella maniera migliore possibile il funzionamento.

Guida alle meccaniche dei giochi da tavolo

Cominciamo definendo cosa si intende quando si parla di meccaniche nel mondo dei giochi da tavolo.

Possiamo definire meccanica di un gioco l’agire una determinata azione, secondo un sistema di regole e limiti descritti nel regolamento, volta a perseguire lo scopo del gioco stesso.

Giochi da Tavolo

Per comporre un’analogia un po’ sempliciotta, se andare in bicicletta fosse un gioco da tavolo, il pedalare sarebbe la sua meccanica principale. Tuttavia, come chiunque si sia mai seduto su di un sellino saprà bene, questo non è sufficiente per condurre il veicolo: frenare, sterzare, mantenere l’equilibrio sono tutti elementi fondamentali per non finire nel primo burrone che incontriamo.

Allo stesso modo, nei giochi da tavolo moderni, in un singolo titolo sono quasi sempre presenti molteplici meccaniche organizzate in un sistema; è però spesso possibile determinarne una fra le tante sulla quale si basa tutta la struttura del gioco.

Iniziamo quindi il nostro viaggio di scoperta nella nostra guida alle meccaniche dei giochi da tavolo.

Le meccaniche di giochi da tavolo di cui parleremo nella nostra guida

Piazzamento lavoratori

I giochi di piazzamento-lavoratori prevedono che ogni giocatore possieda un certo numero di token, meeple, o anche dadi (solitamente definiti proprio lavoratori). Nel proprio turno, ciascun giocatore assegna il suo lavoratore ad un’azione precisa, eseguendola e solitamente bloccando agli altri la possibilità di eseguire quella stessa azione. Possono essere disponibili più spazi per la stessa azione. In questo caso, spesso, l’azione diventa meno conveniente (o più costosa) man mano che gli spazi della stessa vengono occupati. In alcuni giochi da tavolo che fanno uso di questa meccanica, un giocatore può aumentare il numero di lavoratori a sua disposizione, andando quindi ad eseguire un numero maggiore di azioni per ogni turno.

Uno dei classici del genere piazzamento lavoratori è senz’altro Agricola, che prevede un po’ tutte le particolarità che abbiamo descritto. Seppur abbia sulle spalle qualche anno, resta un titolo di assoluto valore: se voleste cimentarvi nella vita agreste, lo trovate A QUESTO INDIRIZZO.

Movimento su griglia

Quando lo spazio di gioco, in cui si muovono elementi come pedine o miniature, è diviso in quadretti o esagoni, abbiamo un gioco che prevede il movimento su griglia. Molto spesso sono presenti dei vincoli al movimento, dati dal tipo di pezzo (come negli scacchi) o dal tipo di ambiente rappresentato sul tabellone. La meccanica del movimento su griglia è molto utilizzata anche nei wargame, in cui gli appassionati ricostruiscono in maniera storicamente accurata battaglie del passato.

Due titoli di questo genere di cui abbiamo parlato nel recente passato sono Waterdeep: Il Dungeon del Mago Folle e DOOM: Il Gioco da Tavolo: come in questi due titoli, è una meccanica che si presta molto bene al combattimento tattico su mappa.

Drafting

Il drafting è una pratica che in italiano è difficile da tradurre in una sola parola. Essa consiste nell’azione di scegliere un elemento da un gruppo nel proprio turno, lasciando il resto degli elementi non scelti al giocatore dopo di noi. Questa meccanica è usata soprattutto con le carte, ma può essere messa in pratica anche con i dadi o le tessere. A volte, possiamo vedere un drafting contemporaneo, in cui ciascun giocatore dopo aver consegnato gli oggetti non scelti al giocatore successivo, riceve una nuova serie di elementi, a loro volta non scelti, dal giocatore che lo precede.

Proprio questo è il caso di Terraforming Mars, un gioco da tavolo complesso in cui coesistono varie meccaniche, ma principalmente guidato dalle carte che vengono pescate, e draftate, ad ogni turno.

Deck-building

In italiano si chiamerebbe “costruzione del mazzo”, ma il nome in inglese è in realtà molto più diffuso.

Tutti i giocatori iniziano con piccoli mazzi di carte di basso valore. Durante la partita gli viene data la possibilità, solitamente tramite un mercato comune, di acquisire nuove carte per rendere il mazzo più forte, efficiente e personalizzato. Ciò richiede però una notevole abilità, in quanto non si ha controllo sull’ordine di pesca delle carte, ma solo sul contenuto del mazzo.

 

Ultimamente abbiamo visto anche molti titoli che prevedono il bag-building (costruzione di un pool di elementi in un sacchetto), come ad esempio succede in Guerra Lampo, Blitzkrieg!, ma anche il deck-destruction (la distruzione del mazzo, o se vogliamo “de-costruzione”) come nel gioco da tavolo per due giocatori di Martin Wallace Lincoln).

Un ottimo punto di partenza per chi vuole avventurarsi nel mondo dei deck-building è Star Realms, o, se alla fantascienza preferite il fantasy, Hero Realms.

Piazzamento tessere

Piazzamento tessere “significa” Carcassonne, ma spieghiamolo meglio ai pochi che non conoscono questo gioco da tavolo che è ormai un classico moderno.

Nei giochi di piazzamento tessere, ciascun giocatore va a comporre uno spazio di gioco posizionando pezzi con caratteristiche differenti; ogni titolo prevede una propria logica per il perseguimento del  miglior punteggio. Si può andare a formare uno spazio comune o personale, ed i punti si ottengono in genere realizzando pattern particolari o innescando abilità.

In molti titoli il piazzamento tessere viene usato come meccanica secondaria, ma nel già citato titolo che prende il nome dalla cittadina francese è la meccanica dominante, e si espleta anche nelle sue innumerevoli versioni sotto licenza o espansioni. Un buon punto di partenza è la Carcassonne Big Box, contenente ben 11 espansioni, che potete trovare A QUESTO INDIRIZZO.

Meccaniche di Push-your-luck

Con il termine push-your-luck si intende l’atto di continuare un’azione (o selezionare una tra varie) che ha come possibile esito un guadagno maggiore o la perdita di tutto il bottino. Un esempio conosciuto al di fuori dei giochi da tavolo è il Blackjack. In esso il giocatore, girando una carta alla volta, deve arrivare il più vicino possibile al valore di 21 ma senza superarlo, pena lo “sballo” e la sconfitta automatica.

Si tratta di una meccanica che, per quanto affascinante, è basata solo sulla fortuna e sul caso; per questo motivo non si vede praticamente mai come meccanica principale nei moderni giochi da tavolo. Tuttavia, esistono molti titoli che ne fanno uso come meccanica secondaria o mitigandone la casualità, come ad esempio Formula D, forse il miglior gioco a tema automobilistico in circolazione.

Gestione di risorse

Nei giochi in cui è prevista la gestione di risorse, il giocatore ha a disposizione alcune riserve di certi materiali o strumenti con cui operare nell’ambito delle possibilità che il gioco gli offre; il suo compito, e proposito, è quello di investire al meglio queste risorse in modo da ottenere il vantaggio maggiore.

Questa può sembrare una definizione vaga, ma le possibilità offerte da questa meccanica sono davvero molte. Anche un gioco di piazzamento lavoratori può essere definito di gestione di risorse, dove le risorse stesse sono i lavoratori, in numero finito, a disposizione. Più spesso però, vengono definiti titoli in cui è presente la gestione di risorse quei giochi in cui sono presenti elementi come legname, pietra, cibo, o anche risorse più stravaganti in base all’ambientazione di riferimento.

Un titolo che ultimamente ha attirato un’attenzione particolare perché prevede una gestione di risorse che vanno investite, e si riottengono più tardi nella partita (a differenza della norma, in cui le risorse, se scambiate o spese, vengono perse) è Barrage. In Barrage, i giocatori impegnano betoniere ed escavatori per costruire dighe, non avendoli a disposizione temporaneamente ma potendo riacquistarne il pieno controllo successivamente.

Gestione della mano di carte

Un altro genere di gestione riguarda quella di una mano di carte: in molti giochi dove i giocatori possiedono una mano di carte personale, spesso si trovano a doverla gestire perché numericamente limitata o per altri fattori. Spesso visto insieme al card-drafting, l’hand-managment impegna i giocatori in una valutazione dell’utilità delle carte a loro disposizione, in senso tattico ma anche strategico.

pandemic

Pandemic è certamente un gioco che fa ampio uso di questa meccanica. Le carte, infatti, vanno utilizzate per curare le malattie, che è poi lo scopo stesso del gioco. La possibilità di tenere in mano solo 7 carte fa però si che i giocatori si trovino a dover valutare quale malattia sia la più “urgente”, dovendo spesso scartare le carte in eccesso senza però avere la possibilità di riprenderle in mano successivamente (in Pandemic non sono previsti rimescolamenti degli scarti).

Un gioco collaborativo di assoluto livello che ha fatto la storia, anche con i suoi vari spin-off e la versione legacy; trovate molti titoli della serie di Matt Leacock A QUESTO INDIRIZZO.

Sasso-carta-forbice nei giochi da tavolo

Classico passatempo fanciullesco, la meccanica dietro sasso-carta-forbice non ha bisogno di molte presentazioni.

Nei giochi da tavolo moderni si trova spesso quando diversi elementi o personaggi possiedono dei punti di forza che li rendono molto efficaci in opposizione ad altri; ma, per avere la caratteristica della meccanica in questione, anche delle debolezze che ne sottolineano la vulnerabilità contro altri. Il tutto dev’essere equilibrato, in modo che ciascun elemento sia conveniente in alcune situazioni, ma sconveniente in altre.

Il gioco di carte YOMI fa ampio uso di questa meccanica. Si tratta di un gioco di combattimento, in cui i mazzi rappresentano dei personaggi che sembrano usciti dai picchiaduro anni ’80-’90 come Tekken o Street Fighter. In esso, esistono tre tipi di mosse: gli attacchi battono le proiezioni, che a loro volta vincono contro i blocchi e le schivate, i quali altresì prevalgono sugli attacchi.

Trovate il set base di YOMI, con i primi quattro mazzi e i componenti necessari per giocare, A QUESTO INDIRIZZO.

Controllo area

Nei giochi che fanno uso di questa meccanica, i pezzi dei giocatori possono condividere spazi (caselle, territori o altro), ma soltanto uno può detenerne il controllo, ottenendone grandi vantaggi o ricompense in termini di gioco. Il modo più semplice per ottenere il controllo di un’area è detenere la maggioranza di elementi in essa, ma negli anni abbiamo visto anche criteri più sottili e sofisticati.

Spesso possono anche avvenire degli scontri, delle battaglie, tra gli elementi dei diversi giocatori, al fine di ottenere un controllo dell’area più certo o di liberare la zona dagli avversari.

L’ottimo Specie Dominanti è un classico esempio di questa meccanica. Nel gioco del compianto Chad Jensen esistono addirittura due diversi tipi di controllo di una certa area, soggetti a criteri diversi. In attesa del sequel, Specie Marine Dominanti, potete acquistare uno dei giochi di maggioranze per eccellenza A QUESTO INDIRIZZO.

Pick-up and deliver

La meccanica di pick-up and deliver nei giochi da tavolo prevede che i giocatori raccolgano degli elementi e, tramite azioni di movimento, li portino in qualche altro luogo della plancia. Detto così, sembra molto banale: sta all’abilità dei game designer rendere il tutto intrigante aggiungendo delle particolarità e, magari, qualche altra meccanica.

Due giochi che, tra le altre, presentano la meccanica del pick-up and deliver di cui abbiamo parlato non troppo tempo fa con due recensioni sono Western Legends e Star Wars: Orlo Esterno. In entrambi questi titoli la meccanica di pick-up and deliver è ben amalgamata con l’ambientazione.

In Western Legends, i cowboy che i giocatori interpretano possono trasportare per il selvaggio west le pepite d’oro, o muovere il bestiame dagli allevamenti alle stazioni dei treni; mentre in Orlo Esterno i giocatori sono invece cacciatori di taglie, mercenari e contrabbandieri, sempre impegnati a scarrozzare per la Galassia carichi di valore.

Movimento nascosto

Il movimento nascosto si verifica quando la posizione e gli spostamenti di uno degli elementi sul tavolo non è noto a tutti.

I giochi che prevedono la meccanica del movimento nascosto sono spesso strutturati con una divisione in due schieramenti. Possono esser sia 1vs1 che in due squadre più numerose: una di cacciatori, ed una di cacciati. Chiaramente è la “preda” che si avvale del movimento nascosto, utilizzando stratagemmi e depistaggi che cercano di mantenere a distanza i giocatori alle calcagna.

Questo è il caso di titoli come Last Friday o Lo Squalo. È possibile che il movimento nascosto venga usato da entrambi gli schieramenti e che la “caccia” sia reciproca. Avviene così, ad esempio, in Capitan Sonar, simpatico e non banale party game a tema sottomarini che trovate A QUESTO INDIRIZZO.

Collezione di set

I giochi da tavolo che prevedono la collezione di set (spesso trovata indicata in inglese come set collection), incoraggiano i giocatori a raccogliere o guadagnare delle serie di elementi unita da una qualche logica, premiandoli spesso con dei punti vittoria.

Rising Sun

Questo può concretizzarsi in vari modi. Un esempio può essere Azul, in cui i giocatori devono raccogliere da un pool comune un certo numero di tessere per poi posizionarle secondo regolamento sulla plancia personale. Un altro modo, molto diverso, è quello visto in Rising Sun, in cui una grossa fetta di punti finali è data dalla quantità di singoli territori controllata al termine di ciascuna delle tre stagioni. Maggior è il numero di territori che si è controllato (ma tenere un territorio per due stagioni non da vantaggi) e maggiori sono i punti.

Votazioni

Se c’è una meccanica che può rovinare le amicizie, insieme al bluff, è quella delle votazioni.

Molto semplicemente, nei giochi che fanno uso di votazioni al tavolo bisogna convincere gli altri a fare la scelta più conveniente per noi stessi. Sta all’abilità dei giocatori, entro i limiti imposti dal regolamento, riuscire in quest’impresa. Alcune volte potremo fare leva solo sulle nostre capacità oratorie e diplomatiche; altre volte sarà possibile scambiare (o promettere) risorse di varia natura in cambio di un voto favorevole; altre ancora bluffare spudoratamente, mentre si cerca di sviare l’attenzione sugli altri.

Ma, se ci si ricorda che si tratta solo di un gioco, e una volta terminato si torna amici come prima (come tutti i giocatori da tavolo dovrebbero sapere bene), può essere una meccanica estremamente divertente ed in grado di animare le serate  come poche altre.

Esempi di giochi da tavolo che fanno uso di votazioni sono ad esempio Secret Hitler e The Resistance; va citato anche il recentissimo The King’s Dilemma. Candidato e vincitore di numerosi premi, ha elevato le ramificazioni derivanti dall’esito delle votazioni a un livello narrativo che poche volte si era visto nel mondo dei giochi da tavolo.

The King’s Dilemma può essere acquistato A QUESTO INDIRIZZO.

Storytelling e giochi narrativi

Alcuni giochi da tavolo fanno uso della meccanica dello storytelling (letteralmente: raccontare una storia); essi forniscono ai giocatori stimoli e elementi narrativi, che loro devono interpretare e arricchire in maniera autonoma. Non si tratta solo di fornire una solida ambientazione: le persone al tavolo partecipano e concorrono a formare l’immaginario e creare i significati.

In questo tipo di giochi si possono inserire moltissimi titoli investigativi, in cui i giocatori dovono rintracciare una trama nascosta sotto le informazioni che il gioco fornisce. Ma anche titoli come Dixit, che, tramite l’uso di disegni, stimola i giocatori a tradurre in parole le emozioni e i pensieri che le immagini suscitano.

Bonus track: i giochi Legacy

Per terminare la nostra guida alle meccaniche di giochi da tavolo, aggiungiamo la definizione di un concetto di cui negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso: i giochi legacy.

Con la parola “legacy” non si indica una vera e propria meccanica di gioco. Legacy indica il fatto che, durante il corso di svariate partite singole, gli esiti di una precedente influenzino l’andamento di quelle successive.

Questo è un genere di giochi che sta ottenendo molto successo ultimamente, di certo anche grazie al titolo che ha fatto conoscere questo principio al grande pubblico: Pandemic Legacy.

Esempi di questo genere sono anche First Martians, ambientato in una colonia umana sul pianeta rosso, Gloomhaven, numero 1 nella classifica di BoardGameGeek da parecchi anni, e il prossimo Oath, dagli autori di Root.

La stagione 1 di Pandemic Legacy, che per la cronaca occupa il secondo gradino del podio, appena sotto Gloomhaven, la potete trovare A QUESTO INDIRIZZO.

Cosa potete leggere oltre alla nostra guida alle meccaniche dei giochi da tavolo?

Speriamo che abbiate apprezzato la nostra guida alle meccaniche dei giochi da tavolo. In quanto giocatori, a questo punto, ci sentiamo di mettere alla prova la nostra fortuna (vi ricordate? Push-your-luck!) proponendovi qualche altro speciale a proposito del mondo dei giochi da tavolo. Buona lettura e buon gioco!

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