Godzilla – La guerra dei cinquant’anni, il racconto appassionato di un mito inossidabile – Recensione

Godzilla - La guerra dei cinquant’anni

Da pochi giorni saldaPress ha portato finalmente in Italia la graphic novel di casa IDW dedicata al re dei kaiju voluta, scritta, disegnata e colorata da James Stokoe (Alien). Godzilla – La guerra dei cinquant’anni è infatti “emerso” nelle librerie e fumetterie italiane da giovedì 2 luglio in una versione cartonata di 136 pagine che trasudano bellezza e scatenano ancora più ammirazione per il mitico mostro radioattivo.

Nel 1954 uscì nei cinema giapponesi (e poco dopo in quelli americani) un film destinato a fare la storia: Godzilla. Godzilla era un kaiju – in giapponese, “mostro misterioso” – raffigurato come una sorta di gigantesco dinosauro risorto da chissà dove, reso potentissimo dalle radiazioni nucleari e deciso a portare distruzione ovunque. Negli anni successivi, molti altri film sono stati dedicati al “Re dei Mostri” e ai suoi altrettanto fantastici nemici, dando origine a un brand planetario – declinato negli anni in fumetti, cartoni animati, merchandise… “Godzilla. La guerra dei cinquant’anni” è il graphic novel scritto e disegnato da James Stokoe per celebrare il re dei kaiju.

Con Godzilla – La guerra dei cinquant’anni James Stokoe si conferma essere non solo un narratore ed un artista virtuoso e innovativo, ma anche un vero estimatore del Re dei kaiju

Ogni volta che ho sentito parlare  di un nuovo film o di una nuova storia ispirata al grande Godzilla, ho sempre finito per essere intrappolato tra due stati d’animo contrastanti.

Da un lato la trepidazione all’idea di tornare a confrontarsi col mastodontico mostro nipponico, dall’altra il timore (alcune volte più fondato di altre) di trovarsi davanti a un prodotto se non mediocre, quanto meno scontato e noioso. Questo perché di Godzilla si è già visto e detto tanto, e in più di un’occasione lo si è fatto anche in modo abbastanza goffo.

Alla IDW Publishing dovevano avere forse il sospetto che non fossi il solo a nutrire questi timori se hanno deciso di chiamare il talentuoso James Stokoe per realizzare qualcosa di speciale per il mostro radioattivo.

E devo dire che nonostante la mia iniziale cautela nell’avventurarmi tra le tavole di Godzilla – La guerra dei cinquant’anni, mi sono bastate poche pagine per avere chiaro che quello che avevo tra le mani effettivamente non era semplicemente un’altra storia su Godzilla. James Stokoe si è confermato non solo essere un narratore ed un artista virtuoso, ma anche un vero estimatore di Godzilla.

Godzilla – La guerra dei cinquant’anni è il one man show di Stokoe che ne vuole curare tanto la storia, quanto i disegni e i colori. È la sua personale dedica a un mito che dura da oltre mezzo secolo e che lui decide di raccontarci attraverso gli occhi, o meglio le pagine del diario, del tenente Ota Murakami, in servizio nel corpo di difesa del Giappone quel lontano giorno del 1954 in cui Godzilla fece la sua prima apparizione devastando la città di Tokyo.

Il giovane Ota si ritrovò ad affrontare il temibile mostro iniziando così la sua personale guerra col Re dei kaiju. Una guerra che avrebbe visto il tenente Ota entrare a far parte della A.M.F. (Anti Megalo-saurus Force) e  viaggiare per il mondo per sconfiggere la sua nemesi: 1962 Vietnam, 1975 Ghana, fino al gran finale nel 2002 ai confini del mondo.

Ad ogni incontro, Ota capisce qualcosa di più del mostro e, inevitabilmente, di sé stesso. L’equilibrio che Stokoe crea tra l’uomo e il mostro è probabilmente uno degli aspetti  meglio riusciti di questo fumetto. Godzilla – La guerra dei cinquant’anni infatti non è né semplicemente la storia di Ota né quella di Godzilla. È il racconto di un viaggio incredibile che porterà Ota da essere quasi calpestato da Godzilla a guardarlo dritto negli occhi, e che porterà Godzilla a passare da distruttore a protettore del mondo. Un equilibrio dinamico che finisce anche col superare uno dei principali limiti della narrativa cinematografica di Godzilla, coi primi film completamente incentrati sul re dei kaiju e gli essere umani lasciati a svolgere il compito di mere comparse sacrificabili (letteralmente), e la più recente produzione con protagonista quasi assoluta la componente umana (con storie non sempre all’altezza del mito per dirla tutta).

Una mostruosa e “plastica” celebrazione dell’inossidabile franchise

Stokoe decide di celebrare il mito di Godzilla non solo raccontando la sua storia da una prospettiva nuova, ma anche ripercorrendo plasticamente la storia del franchise costruito dalla Toho attraverso gli anni. Dal primo capitolo ambientato appunto nel 1954, proprio l’anno  di uscita di  Gojira, primo film della Toho dedicato al mostro radioattivo, fino al 2002 anno di Godzilla: Guerra Finale, ultimo atto cinematografico della casa di produzione nipponica prima del più recente Shin-Gojira (2016)

In mezzo un crescendo di kaiju che si affiancano e si scontrano col nostro Godzilla, da Anguirus a Rodan, a Megalon, a Hedorah, a Mechagozilla e al Godzilla spaziale fino ad arrivare a Gigan e King Ghidorah. Un altro omaggio hai tanti film prodotti dalla Toho negli anni ’70 e ’80 che spopolavano (con alterne fortune) in Giappone. Tra l’altro la presenza degli altri kaiju del franchise di Godzilla è un altro di quegli elementi che rende il fumetto di Stokoe un vero gioiello da collezione. Infatti sembrerebbe che normalmente la Toho venda separatamente i diritti per ogni singolo kaiju del franchise, il che porta quasi sempre il nostro Godzilla a comparire in altre produzioni cinemotografiche o letterarie fondamentalmente da solo. Non è stato però così per la IDW che nel 2011 riuscì ad acquistare i diritti per tutta la “banda”. Occasione decisamente ben sfruttata da Stokoe.

Un fumetto che porta in vita ogni singola scaglia del Re dei mostri

Anche la componente grafica vuole essere una omaggio alle origini di Godzilla. Stokoe sceglie uno stile che marcatamente ricorda quello dei manga senza diventare però mai caricaturale e conservando una sua originalità. Sono molte le tavole che lasciano il lettore a bocca aperta per il tratto di Stokoe preciso e meticoloso che ben si armonizza con la scelta cromatica attenta a ogni singola sfumatura, quasi si voglia portare in vita ogni singola scaglia del mostro. Arte che diviene spettacolo nelle tavole a doppia pagina.

Godzilla – La guerra dei cinquant’anni è una vera e propria testimonianza di amore per il Re dei kaiju che ha forse l’unico limite di essere troppo breve. Condensare mezzo secolo di mostri epici in soli 5 capitoli non è certo opera semplice e l’esercizio fatto da Stokoe, per quanto ben riuscito (e anzi proprio perché così ben realizzato), lascia la sensazione che molto altro si sarebbe potuto raccontare.

Per fortuna parte di questo sano appetito viene brillantemente saziato dai contenuti extra coi quali SaldaPress ha impreziosito ancora di più la sua edizione di Godzilla: la guerra dei cinquant’anni, che è possibile acquistare su Amazonincludendo bozze di alcune tavole e diverse interessanti annotazioni e riflessioni dello stesso Stokoe che ci mostrano, ancora una volta quanto, egli sia un vero fan del grande Godzilla.

Godzilla - La guerra dei cinquant’anni
Godzilla
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Una narrazione originale ed equilibrata tra il ruolo di Godzilla e quello del protagonista umano della storia.
Fumetto pieno di referenze e citazioni che diviene un appassionato omaggio al franchise del Re dei kaiju.
Uno stile grafico convincente che ricorda quello dei manga senza diventare però mai caricaturale e conservando la sua originalità.
Contro
Forse un po' troppo breve, lasciando la sensazione (e il desiderio) che altro si sarebbe potuto raccontare.
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