Mascherine anti Coronavirus: la Calabria rilancia il progetto open source per stamparle in 3D

Uno delle difficoltà maggiori emerse fin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus è stata la penuria di mascherine protettive disponibili sul mercato, con la conseguenza che questi dispositivi di protezione individuale sono presto diventati introvabili e i pochi pezzi rimasti hanno avuto incrementi di prezzo esorbitanti.

Arriva l’iniziativa che chiama a raccolta tutti i printer per la realizzazione di mascherine anti Coronavirus utilizzando le stampanti 3D

Negli ultimi giorni i media e il web si sono popolato di tutorial, più o meno validi, per la realizzazione fai da te di mascherine, con l’obiettivo di permettere a sempre più persone di averne una nella speranza che le scorte possano essere presto rimpinguate e cercando di riservare i fondi di magazzino a chi ne ha realmente bisogno, come operatori sanitari, persone a rischio e ovviamente i positivi al virus.

Ultima in ordine di tempo, ma sicuramente interessante per la tipologia di approccio “nerd – geek” al problema penuria mascherine, è l’iniziativa partita dalla Calabria, e precisamente dalla collaborazione tra il Fab City del Comune di Cosenza (Servizio Formazione lavoro) e il 3D Lab dell’Istituto Da Vinci sempre di Cosenza, che prevede l’utilizzo della stampante 3D per la costruzione di mascherine protettive economiche e realizzabili in tempi rapidi rilanciando e “istituzionalizzando” un progetto firmato 3D Line.

L’appello rivolto a tutti i printer è quello di innescare un meccanismo virtuoso per contribuire a soddisfare l’aumento delle richieste di mascherine protettive per limitare il contagio del COVID-19, in aggiunta a quelle già in produzione, con tutti i possessori di una stampante 3D che possono dare il proprio contributo scaricando i file necessari (completamente gratuiti e disponibili qui sul sito 3D Line) per la realizzazione e seguendo i video tutorial dell’assemblaggio delle mascherine.

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Il progetto, supportato dalla pagina Facebook Sviluppo&Lavoro del Comune di Cosenza e del gruppo 3D Social Smart Working – Mascherine con Stampante 3D, consiste appunto nella stampa delle mascherine a cui dovranno essere applicati dei filtri (che dovrebbero essere acquisatti o realizzati con specifici materiali) considerando che solo i filtri ffp3/ffp2  sono gli unici efficaci contro il coronavirus.

Ovviamente questa mascherina anti Coronavirus non è certificabile e non può e deve sostituire quelle certificate presenti in commercio (o quando lo saranno) ma va utilizzata soltanto in casi estremi dove non è possibile reperire altri sistemi di protezione più affidabili.

Tuttavia l’aspetto più interessante del progetto è la potenzialità della “customizzazione” che le stampanti 3D rendono possibili in vari ambiti, anche nel cercare di dare un piccolo, ma significativo, contributo in un momento che ci vede tutti uniti nel fronteggiare un emergenza epocale.

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