Voyager 2: qualche settimana fa l’abbiamo (quasi) persa

voyager 2

Voyager 2 funziona ancora, ma poche settimane fa, alla NASA, hanno creduto di averla persa per sempre.

Il 25 gennaio scorso infatti, a causa di un errore nell’esecuzione di un comando, la sonda è entrata in modalità sicura spegnendo molti degli strumenti a bordo.

La sonda Voyager 2, ormai quarantaduenne, ha rischiato di essere persa per sempre. Fortunatamente gli ingegneri della NASA l’hanno “resuscitata”!

Al centro di controllo missione non si sono dati per vinti e così, con qualche giorno di faticoso lavoro, sono riusciti a ripristinare la sonda al pieno funzionamento.

Lavoro faticoso ed anche molto paziente: infatti Voyager 2 si trova attualmente a 123 UA (la distanza media tra Terra e Sole). Ciò significa che per ogni segnale o istruzione inviato alla sonda bisognava attendere circa 34 ore per avere la risposta!

Ma, fortunatamente, il 5 febbraio Voyager 2 ha ripreso a funzionare perfettamente.

Alla NASA è stata tanta la soddisfazione, pur sapendo che a entrambe le sonde Voyager purtroppo non resti molto da vivere: oramai il sole è davvero troppo lontano perché la sua luce riesca a dare sufficiente energia ai pannelli solari. Sulle sonde sono infatti stati installati anche degli RPG: tramite il decadimento di plutonio questi strumenti forniscono calore ed energia alla sonda (lo stesso marchingegno che Mark Watney porta a bordo del suo rover a mo’ di stufetta nel film The Martian).

Purtroppo anche gli RTG non sono destinati a non funzionare in eterno; si stima infatti che Voyager 2 difficilmente riuscirà a compiere mezzo secolo di funzionamento.

Ciononostante, mi piace immaginare che gli ingegneri della NASA si siano alzati, brandendo i loro strumenti e gridando “ci sarà un giorno in cui Voyager 2 smetterà di funzionare. Ma non è questo il giorno!”.

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