Hadara: a little less civilization, a little more colour! – Recensione

Data di uscita
novembre 2019
Autore
Benjamin Schwer
Editore
DEVIR Italia
Lo puoi trovare su...

Partiamo dal presupposto che Hadara non è quello che sembra, e la dimostrazione di questo fatto è un aneddoto semplice e banale. Questo gioco da tavolo è stato pubblicato originariamente dalla casa editrice tedesca Hans im Glück nel marzo di quest’anno con un’immagine sulla scatola che richiamava alla mente molti altri titoli di civilizzazione. Una donna africana, un vichingo, un faraone e un indiano d’America facevano bella mostra di sé sopra un paesaggio immaginario corredato da arene romane, piramidi, tende indiane, templi orientali. A partire dalla seconda edizione del gioco, arrivata già quest’anno, si è deciso di cambiare completamente non solo l’aspetto della scatola, ma anche lo stile. Nelle edizioni successive infatti, compresa quella italiana edita da DEVIR, troveremo una scatola dall’estetica più minimale, ma molto colorata, che si adatta decisamente meglio al gameplay e all’atmosfera del titolo in questione.

Nel proseguo della nostra recensione del gioco da tavolo Hadara vedremo come e perché questa scelta, che potrebbe sembrare banale ma non lo è affatto, molto meglio si sposa con il contenuto di questa pentacolorata scatola.

Hadara – La recensione

Hadara è un gioco da tavolo da 2 a 5 giocatori di Benjamin Schwer (Il Menù dei Mostri, Yeti) che richiede all’incirca 45-60 minuti per essere giocato, senza marcate differenze di tempo in base al numero di giocatori. Si tratta di un gioco di civilizzazione, ma solo sulla carta; di fatto la tematica si sente abbastanza poco, ciò però nulla toglie all’esperienza che ci regala al tavolo questo boardgame. L’edizione italiana è curata da DEVIR.

Il gioco è diviso in tre epoche durante le quali acquistiamo carte per sviluppare i 4 tracciati della nostra società, che troviamo sulle nostre plance personali. Al raggiungimento di determinati punteggi in un tracciato, possiamo far valere il nostro potere militare o culturale per guadagnare Colonie o Statue che ci daranno punti vittoria. Gli altri due tracciati rappresentano la ricchezza della nostra società, necessaria per acquisire nuove carte, e la capacità di nutrire una popolazione (le carte stesse) in continua crescita. Vi sono poi le carte viola, identificabili con Sciena e Tecnologia anche se non sono meglio definite dall’algido manuale, che influiscono sugli altri tracciati e generano effetti duraturi e punti vittoria aggiuntivi a fine partita.

Il contenuto della scatola di Hadara

Nella coloratissima scatola di Hadara possiamo trovare:

  • 162 carte Epoca (10 carte per colore per ciascuna Epoca, ad eccezione delle carte Scienza, che sono 14 per Epoca)
  • 5 carte di partenza
  • 5 schede di riferimento
  • 20 pedine di legno (4 per ogni giocatore)
  • 62 monete (34 di valore 1, 18 di valore 5 e 10 di valore 10)
  • 40 tessere Bonus (due per ciascun tracciato, per 5 giocatori)
  • 48 segnalini “+10”
  • 25 Colonie
  • 10 Medaglie d’oro (2 per giocatore)
  • 5 plance personali
  • 1 tabellone comune (5 pezzi da incastrare e un disco ruotante)
  • 1 blocco segnapunti

La qualità dei materiali

In generale, la qualità dei materiali di Hadara è piuttosto buona.

Il tabellone comune è composto da 5 pezzi, ciascuno dedicato ad un colore di carte, e va ogni volta assemblato in maniera da randomizzare l’ordine di pesca delle carte, aumentano la variabilità e quindi la rigiocabilità. Al centro di esso si trova la ruota che determina da quale mazzo pescherà ciascun giocatore. I colori vivaci e la forma molto particolare, un pentagono regolare, ne fanno un tabellone che balza subito all’occhio.

Le 162 carte hanno ciascuna un’illustrazione diversa, e se ricercate dei riferimenti tematici sono senz’altro una cosa a cui dare attenzione. Anche la scelta di realizzarle nel formato mini-euro, che alcune volte abbiamo trovato scomoda, stavolta è senz’altro azzeccata. Rimanendo facili da maneggiare, permettono anche a 5 giocatori di stare comodi su un tavolo classico, cosa che forse non sarebbe stata utilizzando carte più grandi. Inoltre, la scatola presenta un inserto davvero comodo per quanto riguarda il riordino, e che facilita notevolmente il setup. Le carte trovano posto nell’inserto anche imbustate, e le bustine per le carte di Hadara che vi consigliamo a tale fine potete trovarle A QUESTO INDIRIZZO.

Segnalini di legno e cartone, insieme alle monete, completano decorosamente il resto dei materiali di Hadara. L’appunto finale, estremamente positivo, va alla cura data all’inserto e alla pagina nel regolamento con i consigli su come riporre il gioco. Sicuramente l’ergonomicità che si trova in tutta la scatola di Hadara è da prendere come esempio.

Come si gioca ad Hadara

Hadara si divide in 3 Epoche, e ciascuna epoca in 2 fasi che comprendono degli step ricorrenti. All’inizio della partita si distribuiscono le carte iniziali, che indicano l’ordine di gioco e il valore iniziale dei tracciati.

Ciascuna Epoca inizia con una sorta di draft simultaneo di tutti i giocatori, un ottimo modo per eliminare il downtime. Nella “fase A” ogni giocatore pesca due carte dal mazzo indicato dalla ruota al centro del tabellone. Di esse, una dovrà obbligatoriamente essere scartata scoperta. L’altra può essere venduta (ed eliminata dal gioco) ottenendo un ammontare di denaro che cresce con l’avanzamento delle epoche, o acquistata. Se l’acquistiamo, essa ci garantisce degli avanzamenti sui tracciati ed anche dei punti vittoria a fine partita, e la posizioniamo sotto la nostra plancia personale. Possiamo acquistarla con uno sconto se già possediamo carte di quella specifica colorazione.

Si procede in questa maniera, ruotando l’indicatore al centro del tabellone, fino all’esaurimento delle carte (ogni giocatore pescherà in tutto 2 carte per ogni mazzo).

All’inizio della “fase B” di ogni Epoca, si ripete la presa delle carte. Stavolta, in ordine orario, ciascun giocatore sceglierà la prima carta scoperta, precedentemente scartata, tra uno dei mazzi, potendo però solo acquistarla o venderla. Anche questa fase termina all’esaurirsi delle carte.

Dopo entrambi i momenti in cui si selezionano le carte, entrano in gioco i tracciati.

I tracciati: Incasso, Militare, Cultura, Cibo

Il tracciato dell’Incasso ci dice quante monete riceviamo ogni volta che è il  momento della rendita, 2 volte per ciascuna epoca.

Dopo aver ricevuto il denaro, è il momento di prendere le Colonie, ma solo chi avrà raggiunto un certo livello nel tracciato Militare potrà sperare di espandere la sua civiltà. Le Colonie possono essere saccheggiate, facendoci guadagnare monete sonanti oltre a un certo ammontare di punti vittoria, o essere annesse alla nostra civiltà. Questo ci costerà denaro, ma in cambio ciascuna Colonia aggiungerà dei valori ai nostri tracciati e altri punti vittoria.

Dopo di che, è il momento di far valere la nostra Cultura. I giocatori che hanno raggiunto un certo valore nel tracciato Cultura possono procedere alla costruzione di Statue; esse garantiscono, oltre a dei sicuri punti vittoria, avanzamenti nei tracciati, o a scelta ulteriori punti vittoria.

Per ottenere Colonie o Statue non bisogna “spendere” i valori sui nostri tracciati, ma è sufficiente avere raggiunto i requisiti richiesti.

Alla fine della “fase B”, quindi solo una volta per ogni Epoca, bisogna nutrire il popolo. Ecco il tracciato Cibo: ciascuna carta acquistata finora rappresenta una persona da nutrire. Se il valore del nostro tracciato Cibo non arriva almeno a pareggiare il  numero delle carte acquistate, saremo costretti ad eliminarle; ma questo ci porterà anche ad abbassare i nostri tracciati di quei valori presenti sulle carte eliminate. Non credevate mica che affamare il vostro popolo sarebbe stato senza conseguenze, vero?

Una valanga di punti vittoria

Prima dell’inizio dell’Epoca successiva, i giocatori possono acquistare, a prezzo man man crescente in base all’Epoca, le Medaglie. Esistono due tipi di medaglie: quelle d’Argento e quelle d’Oro.

Le Medaglie d’Argento garantiscono Punti Vittoria in base al valore dei tracciati, mentre quelle d’Oro danno punti per ogni serie completa, di tutti e 5 i colori, di carte.

Alla fine della terza Epoca, dopo aver comprato 1 Punto per ogni 5 monete rimaste, si procede al conteggio dei Punti Vittoria. In caso di pareggio, chi possiede il maggior numero di monete è dichiarato vincitore.

I punti vittoria necessari a primeggiare in Hadara si possono trovare in ogni azione: acquisire carte, Colonie e Statue sono tutte azioni che, un mattoncino alla volta, andranno a concorrere nel monte punti finale. Per questo motivo ogni turno ci regalerà un senso di utilità; ed anche quando non potremo acquistare le carte perché rimasti senza i fondi necessari, questo si tradurrà in un aumento di capitale da investire nelle azioni successive.

A little less Civilization, a little more Colour please!

Hadara è privo di alcuni elementi che abbiamo imparato ad associare a dei giochi da tavolo di civilizzazione.

Le civiltà, al di là dei piccoli cambiamenti dati dalla carta iniziale, non possiedono abilità specifiche. Non esiste un vero e proprio “albero delle tecnologie”, nel senso che non si trovano nelle meccaniche di gioco elementi che sbloccano altri elementi simili successivi più avanzati; lo sconto sull’acquisto di carte di colori già posseduti è probabilmente il corrispettivo in Hadara di questa particolare meccanica.

Tutti questi elementi fanno si che Hadara ci restituisca un feeling al tavolo che mi ha ricordato un gioco abbastanza astratto, elaborato da una meccanica profonda da puzzle game. Incastrare al meglio delle nostre possibilità carte, avanzamenti sui tracciati, acquisti, vendite è senz’altro la chiave del successo in questo gioco da tavolo.

La tematica si sente in maniera debole, come abbiamo detto; ma d’altro canto, giocare un vero gioco di civilizzazione in meno di un’ora rimarrà probabilmente un’utopia.

L’esperienza di gioco in Hadara

Hadara risulta appagante sin dall’inizio della partita, e il senso di progressione nel gioco, per quanto in maniera astratta, si avverte nell’apertura del ventaglio di possibilità di fare punti che l’avanzamento nei tracciati garantisce.

La simbologia del gioco è semplice ed immediata, con i colori a guidarci tra i tracciati e le carte in maniera chiara e da subito comprensibile.

L’interazione tra giocatori è piuttosto bassa, e tocca il suo massimo nella seconda fase di draft delle carte di ciascuna Era. Questo è l’unico momento in cui possiamo provare a mettere i bastoni tra le ruote agli altri giocatori, ma spesso a discapito di un nostro avanzamento personale; l’interazione, sempre indiretta, è quindi sì possibile, ma non è il fulcro del gioco.

Far crescere i tracciati è un mezzo per arrivare ad un fine, non dev’essere “fine a sé stesso”: per questo motivo, quando riusciremo ad incastrare le nostre azioni in maniera da strappare quell’ultimo punto Militare necessario per prendere una Colonia, o ad effettuare una intelligente combinazione che ci permette di raggranellare quel che basta sul tracciato Cibo per non dover eliminare carte, il senso di soddisfazione personale sarà molto alto. Questo avviene per tutti i giocatori, e durante la partita: non sono molti i giochi da tavolo di questa semplicità che restituiscono questo senso di appagamento in-game.

Le nostre conclusioni su Hadara

Hadara non è esente da piccoli difetti: per esempio, nonostante sia un gioco ricco di conteggi e matematica, un fattore casuale dato dalle carte e dalle Colonie esiste. Sicuramente l’abilità del giocatore influenza l’esito di una partita molto più che il caso; ma pescare la carta giusta al momento giusto, in una partita dai punteggi molti ravvicinati, può senz’altro fare la differenza.

Il prezzo è forse un po’ elevato: qualche euro in meno non sarebbe stato irrealistico per un gioco che ha sì dei materiali ben fatti, ma non così ricchi da giustificarne il costo attuale. Detto ciò, è sicuramente un titolo che non è destinato a rimanere sugli scaffali a prendere polvere.

Per tutto il resto, infatti, Hadara è ampiamente promosso. Il gioco di Benjamin Schwer è veloce da spiegare, e, grazie agli inserti creati con intelligenza, abbastanza rapido da intavolare e riporre in maniera ordinata. Il downtime è praticamente zero: tutte le azioni sono rapide, o comunque si svolgono in contemporanea per tutti i giocatori.

I piccoli avanzamenti o vantaggi che riusciremo ad ottenere con ogni azione garantiscono la soddisfazione durante l’intera durata della partita. Nonostante probabilmente richieda almeno mezza partita per essere compreso nelle meccaniche “ad incastro”, è divertente dal primo turno.

Secondo noi è un titolo che può piacere ad una vasta gamma di giocatori. La parte più “cerebrale” e matematica è senz’altro presente, ed il comparto grafico, così snello e colorato, alleggerisce un titolo che altrimenti rischiava di ritornare un’esperienza di gioco più spartana.

Pote acquistare il gioco da tavolo Hadara A QUESTO INDIRIZZO.

A little less Civilization, a little more Colour please!
Hadara è un gioco da tavolo divertente da giocare, rapido da spiegare e giocare, appagante e sfidante! È senz'altro possibile proporlo a dei giocatori non troppo esperti, ma risulta un ottimo titolo anche per coloro che ricercano un po’ di profondità in un gioco da tavolo. L'estetica piacevole e le mille combinazioni che ci sfida a fare nel corso della partita ne fanno un'esperienza di gioco davvero positiva.
Pro
Setup e spiegazione davvero veloci, anche grazie agli inserti estremamente razionali della scatola
Ogni azione dà una soddisfazione: cosa che si trova raramente in un gioco da tavolo
Anche in 5 giocatori il tempo di gioco è contenuto, e quasi senza downtime
Comparto grafico, materico ed estetico di buon livello
Contro
Il prezzo è un pochino alto, considerando il contenuto della scatola
Un certo "fattore fortuna" che talvolta può infastidire
8
Voto Finale
...e questo?
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