Travelin’, un gioco da tavolo on the road – Recensione

Data di uscita
Ottobre 2019
Autore
Eli Lester
Casa Editrice
3 Emme Games
Il nostro Punteggio
7.4

Mentre leggete la nostra recensione di Travelin’, il gioco da tavolo di 3 Emme Games, immaginatevi di essere su di uno sgangherato autobus diretto da qualche parte nei dintorni di Budapest, oppure su di un aereo che sorvola il Mare del Nord per portarvi finalmente a vedere i fiordi norvegesi, o ancora, se preferite, seduti ad un tavolino di Lisbona mentre gustate un Porto e la brezza del fiume Tago si mischia con quella dell’Atlantico.

Ci siete? Bene, perché stiamo per conoscere un gioco da tavolo che ci accompagna per mano in un viaggio nell’amato vecchio continente europeo, tra biglietti del treno, pessimi kebab e compagni di viaggio pronti a metterci i bastoni tra le ruote.

Travelin’ – La recensione del gioco da tavolo

Travelin’ è un gioco da tavolo di Eli Lester, localizzato in italiano da 3 Emme Games (Chakra, Jetpack Joyride) ed originariamente pubblicato da Mind Fitness Games. Da 2 a 5 giocatori, sulla scatola è scritto che può essere giocato dai 14 anni in su, ma probabilmente anche ragazzini di 10 anni non avrebbero alcun problema nell’imparare le semplici regole del titolo (forse che la limitazione a +14 sia più che altro per alcune descrizioni delle carte?). Anche per quanto riguarda la durata, l’indicazione di 25 minuti è opinabile: può essere infatti un tempo molto, molto ottimistico, per ragioni che spiegheremo in seguito.

Il presente titolo è infatti un gioco di carte con un alto fattore di interazione diretta: più volte ci troveremo a fare sgarbi piccoli e grandi ai nostri avversari al tavolo. Tuttavia l’atmosfera rimarrà sempre goliardica grazie a quello che probabilmente è il pezzo forte del gioco: le deliranti e demenziali descrizioni delle carte!

Contenuto della scatola e materiali

Il contenuto della piccola scatola (sì, potete anche portarla in viaggio con voi) è molto semplice:

  • 120 carte
  • 5 mappe dell’Europa – Passaporti
  • Il Regolamento

Le carte sono abbastanza buone per quanto riguarda spessore e praticità d’uso, le mappe-passaporti da usare come riferimento chiare ed il regolamento conciso ed esauriente (come da tradizione di molti card-game, la maggior parte delle regole si trovano scritte sulla carte stesse).

Volendo si può scegliere di imbustare le carte con le bustine che trovate A QUESTO INDIRIZZO, e nel caso si potranno comunque riporre comodamente nella scatola che è realizzata con un inserto leggermente più spazioso.

“Visitare la Norvegia costa fiord fiord di quattrini”

Questo è solo un esempio del flavor text che si può leggere sulle carte del gioco da tavolo Travelin’, per cui non spaventatevi se durante la partita i giocatori si metteranno a ridere da soli, non sono stati “contagiati” da Arthur Fleck di Joker: stanno solo leggendo la breve frase umoristica impressa su ogni carta.

Tra le 47 diverse carte paese presenti nel gioco ce ne sono alcune davvero simpatiche che però lasceremo scoprire a voi. E per quanto riguarda quella sull’Italia, beh, non offendiamoci… un po’ è vero!

Anche tra le carte azione si nascondono delle chicche esilaranti, come la fantastica carta “Pessimo Kebab” o quella Bancomat, perché “ogni viaggio inizia al Bancomat”.

Nonostante al di sotto di tutto ciò si nasconda un gioco che funziona, questo arricchimento è sicuramente un pregio non da poco.

Come si gioca al gioco da tavolo Travelin’

Lo scopo del gioco è visitare il maggior numero possibile di paesi europei, ognuno dei quali fornisce dei punti vittoria (in base a centralità della mappa, azioni speciali della carta e collegamenti). Per fare ciò si usano le carte mezzo di trasporto Autobus, Treno e Aereo che ci permettono di percorrere tratte più o meno lunghe.

Durante il proprio turno ciascun giocatore ha tre opzioni di pesca: due carte dal mazzo, una dalle 3 carte comuni scoperte oppure l’ultima scartata. Dopodiché ha diritto ad una sola azione, che può essere viaggiare in un altro paese o usare una carta azione. Le carte azione possono avere vari usi: far pescare altre carte, giocare più azioni, garantire punti vittoria al giocatore attivo o mettere i bastoni tra le ruote agli avversari. Infine, è obbligato a scartare una carta.

Inoltre c’è la possibilità, durante il turno degli avversari, di usare determinate carte azione come ostacolo per il gioco degli altri, o per difendersi dagli “attacchi” nei propri confronti.

Il gioco termina quando un giocatore ha viaggiato in cinque diversi paesi; egli ottiene inoltre 5 punti bonus come ulteriore premio.

Viaggiare rende “cattivi”

Questo gioco da tavolo è davvero “cattivo”: oltre la facciata bonaria e scherzosa, si nasconde un titolo con un altissimo tasso d’interazione diretta.

Sono infatti davvero tante le carte che arrecano un danno agli avversari, dalla carta Pessimo Kebab, alle carte che impediscono di viaggiare, fino a quelle che li obbligano a eliminare un paese (e quindi sottraendogli punti vittoria), o persino rubarglielo.

Essendoci tutte queste possibilità di interagire con il gioco altrui si può andare ad innescare un meccanismo di “bash the leader”, quello in cui il giocatore in vantaggio viene bersagliato dagli avversari al fine di ridurre lo svantaggio o di allungare la partita sperando di recuperare terreno.

Ciò può anche diventare molto frustrante per il giocatore in questione, o portare a situazioni paradossali in cui vince non il giocatore che ha giocato meglio, ma quello che è rimasto un poco in disparte e prende il comando con una zampata all’ultimo minuto.

Classico rischio dei giochi in cui l’interazione diretta è molto alta, questo risulta essere purtroppo il più grosso difetto del titolo. E può anche allungare oltremodo la durata del gioco, soprattutto se giocato in tanti.

In due giocatori, naturalmente, questo difetto non si sente, ma viene a mancare un po’ di quello spirito e divertimento che si ha in un numero maggiore di giocatori. Insomma, si può senz’altro giocare senza controindicazioni da 2 a 5 giocatori, anche se ogni player counter porta con sé piccole perplessità.

Viaggiare (e giocare) senza pensieri

Pur non essendo eccessivamente semplice né banale, forse è giocato con leggerezza che questo titolo dà il meglio di sé.

In effetti il difetto di cui abbiamo parlato precedentemente emerge sopratutto tra giocatori altamente competitivi che sono soliti contarsi i punti l’un l’altro (cosa molto facile in Travelin’), mentre per giocatori più occasionali o meno “impegnati” è meno probabile che accada.

Come titolo portatile, facile e veloce da spiegare, Travelin’ risulta essere un buon gioco da tavolo. Allo stesso modo si può anche intavolare in casa senza problemi, magari quando non si ha tempo di lanciarsi in giochi più elaborati. Divertimento e un po’ di vicendevoli sgambetti non mancheranno.

Le 120 carte, di cui 47 di diversi paesi, assicurano una rigiocabilità pressoché infinita.

Il nostro consiglio è poi quello di buttare sempre un occhio alle simpatiche frasi sulle carte, arricchirà d’ilarità il tempo passato a giocare al gioco da tavolo Travelin’. E, se potete, lasciateci un commento sotto aiutandoci a capire la frase della Lituania: “un cane ha il diritto di essere un cane”.

Potete acquistare il gioco da tavolo Travelin’ A QUESTO INDIRIZZO.

"Per la stessa ragione del viaggio: giocare" semicit.
Travelin' è un buon titolo, che saprà farvi divertire e passare dell'ottimo tempo in compagnia, a patto di prenderlo non troppo sul serio.
Pro
Le frasi delle carte sono davvero divertenti
Materiali essenziali, ma di qualità, e prezzo adeguato
Meccaniche semplici ma ben implementate
Contro
Il rischio che i giocatori vadano ad accanirsi contro chi è in vantaggio è piuttosto alto
Alcune volte le partite possono allungarsi un po'
7.4
Voto Finale
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