Lincoln: il gioco da tavolo di Martin Wallace ci porta nella Guerra Civile americana – Recensione

Lincoln gioco da tavolo
Data di uscita
2018
Autore
Martin Wallace
Editore
GiochiX
Anno di produzione
2018

Iniziamo la nostra recensione di Lincoln, un gioco da tavolo di Martin Wallace, con una citazione di Abraham Lincoln, 16° Presidente degli Stati Uniti d’America:

Una parte del nostro Paese pensa che la schiavitù sia giusta e vorrebbe estenderla, mentre l’altra parte la crede ingiusta e non vorrebbe estenderla.

Dopo aver ricordato i motivi alla base del conflitto che per 5 anni ha incendiato gli Stati Uniti (seppur, ancor più che etiche, le motivazioni soprattutto degli stati del Sud fossero economiche), ci apprestiamo a presentarvi questo wargame guidato dalle carte.

Lincoln – La recensione del gioco da tavolo

Pubblicato nel 2018 da PSC Games grazie ad una raccolta crowdfunding su Kickstarter, replicata in Italia da GiochiX, Lincoln mette di fronte l’Unione, i nordisti antischiavisti, e i Confederati, rappresentanti gli stati del sud dove la legge e l’economia erano impregnate del morbo della schiavitù.

In questo gioco da tavolo, abbastanza asimmetrico, l’Unione dovrà erodere poco a poco la resistenza dei Confederati ma partendo da una posizione di netto svantaggio, sia territoriale che nel mazzo di carte. Come nella storia che fu, l’obiettivo principale del giocatore Unionista sarà quello di prolungare lo scontro il più possibile per prosciugare le sempre più esigue risorse del Confederato, avendo la possibilità di vincere solo dopo la naturale conclusione della partita.

Viceversa il sud gioca “in difesa”: è più forte, è meglio posizionato, ma sa che questo vantaggio non è destinato a durare. A differenza del giocatore Unionista, il Confederato ha svariati di modi di vincere la partita, anche prima del naturale termine del terzo rimescolamento del mazzo. Può infatti impedire all’Unione di conquistare il minimo numero di obiettivi di guerra necessari al prolungamento del conflitto; od anche causare l’intervento dell’Europa in suo favore (che non avvenne) per mettere fine anzitempo allo scontro.

Componenti e materiali del gioco da tavolo Lincoln

All’interno della scatola del gioco da tavolo Lincoln troviamo:

  • Un regolamento
  • Il tabellone di gioco
  • Segnalini dell’Esercito dell’Unione
  • Bandiere di controllo dell’Unione
  • Segnalini dell’Esercito dei Confederati
  • Bandiere di controllo dei Confederati
  • 69 carte dell’Unione
  • 50 carte dei Confederati
  • Due indicatori neri
  • Segnalini dei Forti Confederati

La parte materica di Lincoln è in generale piuttosto buona, anche se le carte non sono molto spesse e visto l’alto numero di rimescolamenti richiesto è consigliabile imbustarle. I segnalini si maneggiano tranquillamente, ed il tabellone non grande è però chiaro, ben realizzato ed esteticamente gradevole. Le illustrazioni di Peter Dennis sono buone e la simbologia che troviamo sulle carte è sempre chiara e di immediata comprensione.

Il prezzo di listino è però un po’ alto per il contenuto della scatola; a nostro parere 5 o 10 euro in meno sarebbero stati più equi.

In generale il più grosso difetto di questo titolo risiede nel regolamento: il piccolo libretto su cui troviamo le spiegazioni di gioco è veramente molto denso di informazioni e privo di qualunque esempio. Non che le informazioni contenute siano errate od incomplete; possono però talvolta risultare poco chiare e fraintendibili. Quest’aspetto che poteva essere trattato decisamente meglio a partire dall’editore originale del gioco, o comunque corretto in seguito con la messa a disposizione di FAQ od esempi sui vari siti di riferimento ufficiali. Questo purtroppo manca, ma è possibile arrivare a padroneggiare perfettamente il titolo grazie a vari thread sui forum, come quello di BoardGameGeek, in cui è intervenuto spesso anche l’autore.

La Guerra Civile americana in treno

Se siete dei fan di Martin Wallace (Auztralia, la serie Brass, Steam) saprete che appena può nei suoi titoli è ben felice di piazzare dei treni. Ovviamente non mancano nemmeno in Lincoln, e garantiscono alle nostre truppe tutti gli spostamenti necessari sulla plancia.

In questo gioco da tavolo esistono 3 livelli diversi di forza per ogni esercito, e mentre solo gli Unionisti possono muoversi via mare, il posizionare dei Forti è esclusivo appannaggio del giocatore Confederato.

Oltre al tracciato “politico” dell’Europa, è presente anche il tracciato del Blocco Navale: grazie ad esso l’Unione può acquisire punti vittoria e ridurre il numero delle carte in mano al Confederato, minandone la capacità di azione e reazione.

Un card-driven

Il cuore del gioco di entrambi i giocatori sono i due mazzi di carte. L’autore Martin Wallace ha definito una delle meccaniche principali di questo titolo come “deck destruction”: ogni carta ha svariati usi ma gli effetti più importanti di alcune di esse ne comportano l’eliminazione dal gioco per il resto della partita.

Ciò rappresenta molto bene il fatto che le risorse che una fazione può mettere in campo durante lo sforzo bellico siano finite e vadano quindi gestite con parsimonia.

Inoltre, ogni volta che termina il proprio mazzo, ciascun giocatore è obbligato a rimescolare insieme agli scarti un nuovo piccolo gruppo di carte. Nel caso dell’Unione saranno carte più forti che miglioreranno il mazzo; nel caso del Confederato saranno carte peggiorative che impoveriranno il mazzo.

Questa dinamica, storicamente accurata, è resa molto bene grazie al tipo di uso che si può fare delle carte. Usando carte molto forti, faremo girare il mazzo più velocemente ma tenderemo (eliminando le carte forti usate) ad impoverirlo in prospettiva; al contrario un uso conservativo delle carte rischia di non garantirci la necessaria forza immediata per affrontare efficacemente il nostro avversario.

Tutto ciò, pur non essendo una meccanica nuova (ma se conoscete il capostipite dei wargame card-driven Twilight Struggle lo sapete già), è ben proposto, implementato e anche tematicamente coerente con le vicende storiche.

La nostra recensione sull’esperienza di gioco di Lincoln

Lincoln può essere ottimo titolo per un primo piccolo passo nel mondo dei wargames. Una volta superato lo scoglio di un regolamento imperfetto nella scrittura, si rivela un gioco da tavolo che spinge molto nella direzione dei classici giochi di guerra, con segnalini e movimento su mappa, ma riducendo il tempo di gioco, la complessità (regolamentare, più che strategica) ed il setup.

È possibile rintracciare la tematicità di questo titolo nell’asimmetria tra Unione e Confederati a livello di mazzo di carte e modalità di vittoria; nonostante forse sia più semplice giocare nei panni del Confederato, nelle nostre partite Lincoln ci è sembrato equilibrato in quanto a possibilità di vittoria per le due fazioni.

Data la presenza delle carte c’è un minimo fattore di casualità che è possibile controllare, andando alla lunga ad equilibrarsi. Il combattimento si svolge in assenza di fortuna tramite la forza degli eserciti, l’uso di carte con valore di Leadership e altre che danno benefici soprattutto in difesa. Anche il sistema di rimozione delle perdite è ben strutturato e reso realisticamente.

Da parte nostra Lincoln ci ha molto divertiti. L’aspetto più singolare e interessante di questo gioco da tavolo è certamente la gestione del mazzo: come spiegato precedentemente, qualunque gestione meno che oculata può crearci grandi problemi nel proseguo della partita ma anche darci quel poco di vantaggio che sposta l’ago della bilancia del conflitto dalla nostra parte.

Abraham Lincoln o Jefferson Davies? Mettiti alla prova e combatti per l'Unione o gli Stati Confederati
Lincoln si rivela un buon titolo per introdurci nel vasto mondo dei wargame: i suoi requisiti contenuti di tempo e complessità regolamentare sono un ottimo compromesso per i neofiti del genere.
Pro
Relativamente semplice nelle meccaniche ma garantisce una buona dose di profondità
La dinamica di gestione delle carte è veramente ben realizzata
Un ottimo introduttivo al mondo dei wargames
Contro
Regolamento poco chiaro, soprattutto per i neofiti
La parte materica è buona, ma il prezzo è un po' alto per il contenuto della scatola
7.7
Voto Finale
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