La Lega degli Straordinari Gentlemen: il ritorno degli eroi di Moore – Recensione

La Lega degli Straordinari Gentlemen (1)

La notizia che Bao Publishing avrebbe rieditato in un’edizione da collezione La Lega degli Straordinari Gentlemen è stata una delle migliori degli ultimi tempi. Per quanto sia già presente nella mia libreria, con tutti seguiti e spin off del caso, l’avventura degli eroi di Alan Moore è un caposaldo del fumetto moderno che andrebbe conosciuta, considerato come ha ispirato anche opere successive (avete presente Rough Riders?).

La Lega degli Straordinari Gentlemen torna in una nuova edizione grazie a Bao Publishing

Ad onor del vero, il buon Moore non ha inventato un nuovo genere letterario, ma ha adeguato al mondo dei fumetti quanto fatto in precedenza dallo scrittore di fantascienza Philip Farmer, che nel suo World Newton Family creava una squadra di diversi eroi letterari, andando anche a svelarne le origini mai esplorate dai rispettivi creatori.

Moore approfondisce in modo unico il suo universo condiviso. Attingendo alla letteratura avventurosa e gotica di fine ‘800, riesce a creare una compagine di eroi che sceglie, con arguzia, di privare della loro aura eroica, andando a mostrarne le debolezze umane. Per arrivare a questo risultato, l’autore britannico non si limita a descrivere le imprese di questa improbabile squadra, ma cala i suoi personaggi nella società britannica del periodo in modo raffinato e ricercato, costruendo uno sfondo culturale e sociale vivo e credibile.

La Lega degli Straordinari Gentlemen, sotto questo aspetto, è affascinante. Moore è conscio del fatto che molti di questi personaggi sono arrivati al grande pubblico attraverso la lente distorcete del cinema, che li ha resi eroi integerrimi o personaggi odiosi, in base alle voglie del pubblico del momento. Personaggi come il capitano Nemo o Mina Harker sono automaticamente identificati dal lettore con degli archetipi radicati, una convinzione che Moore mira a scalzare, dando una nuova immagine di questi personaggi.

Con la sua solita dissacrante ironia, Moore gioca con questi punti fermi del lettore. In diverse parti del volume viene messa in scena una sfida dell’autore, andare a cercare quei riferimenti particolari e da vero cultore dei personaggi, dai passaggi cinematografici sino alle allegorie con cui viene derisa una figura popolare come Babbo Natale (e un certo brand che lo sfrutta puntualmente ogni anno).

Il primo volume de La Lega degli Straordinari Gentlemen è, ovviamente, il punto di partenza delle avventure di questo gruppo di avventurieri. Al fine di sgominare una minaccia che incombe sull’Inghilterra, un ramo dei Servizi Segreti di Sua Maestà, sotto la guida del misterioso Mister M, incarica l’agente Campion Bond di reclutare persone dalla capacità fuori dal comune, come protettori di Albione. I prescelti sono miss Mina Murray (Dracula di Bram Stoker), Allan Quatermain (Le miniere di re Salomone di Henry Haggard), Jekyll/Hide (di Robert Louis Stevenson), il Capitano Nemo (Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne) e Hawley Griffith (ispirato a L’uomo Invisibile di H.G. Wells).

La squadra capitana dalla Murray deve, dopo aver recuperato anche i più recalcitranti membri, affrontare la minaccia del Dottore, mente criminale che mira a prendere il dominio di Londra prima e poi del mondo. Tra colpi di scena e rivelazioni esplosive, La Lega degli Straordinari Gentlemen si sviluppa con un ritmo narrativo intenso che non dimentica di sviluppare a dovere le psicologie dei personaggi.

Moore è stata abilissimo nel dosare il suo solito spirito dissacrante e, a volte, eccessivo, trovando un equilibrio tra la dimensione avventurosa ed il suo spirito critico. Pur essendo ambientato sul finire dell’800, il ritratto non proprio lusinghiero della società britannica del periodo non rimane fine a se stesso, ma viene esteso anche ad alcune pecche contemporanee, che pur minimizzate rispetto al passato sono ancora decisamente presenti.

Nei dialoghi e negli atteggiamenti dei protagonisti emerge pienamente l’esser figli di quel periodo, tra uomini misogini e violenti e donne decise a ribaltare una condizione di spudorata sudditanza che andrebbe abolita. Moore, tramite i suoi personaggi, riesce a risultare sia razzista e misogino che liberale e progressista, in un atteggiamento quasi neutro che si presenta come un invito a riflettere esteso al lettore.

Alcune situazioni, onestamente, sembrano andare un filo oltre il segno e appaiono come una studiata estremizzazione inserita per infastidire il lettore e pilotare, nel limite del possibile, il suo giudizio su situazioni e personaggi, ma nel complesso la trama di questo primo volume è assolutamente godibile e ben scandita.

Aiuta non poco l’idea di non limitare la narrazione al solo fumetto, ma espanderla con una serie di racconti, principalmente con protagonista Quatermain, che approfondiscono l’animo dei personaggi e l’ambientazione. Lettura interessante perché scritta con un gusto dell’avventura che ricorda molto lo stile del periodo di appartenenza dei personaggi, nella scelta lessicale quanto nei dialoghi, impostati e a volte lievemente caricaturali di una lettura avventurosa classica e lontana.

Uno spirito che Kevin O’Neill coglie in pieno nei suoi disegni. Le anatomie dei personaggi sono esagerate, caricaturali, con un’espressività dei volti capace di trasmettere la profondità emotiva delle situazioni. Le atmosfere disegnate da O’Neill, che siano i bassifondi del Cairo o i quartieri malfamati della China Town londinese. La grinta artistica di O’Neill tocca vette incredibili nella battaglia finali, infiammando i cieli londinesi con uno scontro vivido e appassionante.

La Lega degli Straordinari Gentlemen, grazie a tutte queste componenti, è uno dei migliori esempi della produzione di Moore. La sua solidità narrativa, l’ambientazione ampliata nei successivi capitoli, sono dettagli che hanno reso questa saga talmente particolare e affascinante che nemmeno uno dei peggiori cinecomic della storia è riuscito a scalfire.

Se non avete mai incontrato La Lega degli Straordinari Gentlemen, Bao Publishing vi sta facendo un invito che non potete rifiutare.

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