Underwater Cities: la recensione del mondo sottomarino di Vladimir Suchy

Benvenuti nel futuro. A quanto pare nessuna guerra nucleare è scoppiata ed il mondo è sovrappopolato, la colonizzazione di Marte è ancora lontana e l’unico modo per far sopravvivere l’umanità è quello di creare delle città sottomarine: le Underwater Cities.

Noi siamo i migliori progettisti a livello mondiale, per questo siamo stati chiamati in causa per salvare l’umanità ideando e costruendo una serie colonie sottomarine. Ma siamo anche assetati di fama. Chi di noi riuscirà a costruire la più grande (e più efficiente) colonia subacquea?

Presto lo scopriremo, è il momento di giocare!

Underwater Cities: le nostre colonie sottomarine riusciranno a salvare la Terra, ormai sovrappopolata?

Underwater Cities è il primo gioco da tavolo edito dalla neonata Delicious Games, società fondata da Vladimir Suchy, autore oltre che di questo titolo anche di Pulsar 2849, meraviglioso gioco di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa.

Portato in Italia da MS Edizioni (The Faceless, Fugitive), rappresenta uno dei titoli più attesi del 2019 e, spoiler, a mio avviso il miglior eurogame uscito in questa prima metà del 2019, che coinvolgerà da 1 a 4 giocatori dai 12 anni in su in partite di durata variabile dai 40 minuti alle 3 ore, a seconda del numero di partecipanti e dalla loro propensione alla “paralisi d’analisi”.

Si tratta di un titolo molto strategico che combina l’uso delle carte alla possibilità di utilizzare in esclusiva tre delle azioni presenti sulla plancia, non permettendo normalmente agli avversari di “copiare” le nostre mosse nel nostro stesso turno.

Ma andiamo con ordine.

Un vero e proprio mondo sottomarino racchiuso nella Scatola di Underwater Cities

All’interno della scatola di Underwater Cities troveremo tutto il materiale necessario per costruire una colonia prospera ed efficiente, quindi rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a spacchettare il materiale di costruzione.

Ecco cosa avremo a disposizione:

  • 1 Tabellone di gioco double face;
  • 4 plance giocatore a due lati (base ed avanzato);
  • 4 schede informative e 4 carte riepilogo punteggio finale per ciascun giocatore;
  • 66 carte Prima Era;
  • 57 carte Seconda Era;
  • 57 carte Terza Era;
  • 25 carte Speciali (15 da 1 e 2 crediti e 10 da 3 crediti);
  • 8 carte Contratto Governativo;
  • 12 tessere Azione e 4 Assistente Personale divise in 4 colori;
  • 16 tessere Metropoli (11 blu, 5 marroni);
  • 35 Segnalini Credito da 1, 5  e 10 crediti;
  • 92 Segnalini Alga, Plastacciaio, Biomateria e Ricerca;
  • 46 tessere Tunnel a due lati;
  • 1 tessera Clona Azione;
  • 4 tessere Moltiplicatore;
  • 111 pedine Serra, Dissalatore, Laboratorio;
  • 30 cupole Città (17 non Simbiotiche e 13 Simbiotiche);
  • 13 indicatori (1 per l’Era e 3 per ciascun giocatore);
  • Il Regolamento;

Già da questa lista possiamo immaginare che l’avventura sottomarina che stiamo per intraprendere possa valere il prezzo del biglietto (o in questo caso del gioco) che, per onor di cronaca, è di 59,90 €.

L’impatto con la componentistica è tutto sommato soddisfacente, nonostante le plastiche “standard” e il fatto che le plance giocatore e le carte siano un po’ troppo “leggere”. Vi consigliamo quindi di proteggerle con le classiche bustine american size 56 x 87 che potrete facilmente trovare su Amazon.

 

Innanzitutto prepariamo il terreno (subacqueo) di gioco

A seconda del numero di giocatori seduti al tavolo scegliamo il lato del tabellone con cui giocare, distribuiamo a ciascun giocatore una plancia personale e scegliamo se giocare con il lato “base” o quello “avanzato”. Supponiamo quindi di giocare una partita avanzata, che utilizzi tutti i componenti.

Dopo aver mescolato i singoli mazzi separatamente, disponiamo negli appositi spazi sul tabellone principale il mazzo di carte della prima Era, 6 carte Speciali da 3 crediti scelte casualmente, il mazzo di quelle da 1 e 2 crediti e 3 carte Contratto Governativo, che fungeranno da obiettivi intermedi.

Piazziamo quindi intorno alla plancia le risorse e le strutture. Se giochiamo in 4 utilizzeremo anche la tessera “clona azione”, che permetterà, una volta per turno e solo al primo che la sceglierà, di replicare un’ azione svolta da un altro partecipante.

Definito l’ordine di gioco iniziale, ogni giocatore prende tutto il materiale del colore scelto, 1 città non simbiotica (cupola bianca), 2 crediti, 1 alga, 1 plastacciaio, 1 segnalino ricerca, 3 tessere metropoli casuali (2 blu ed 1 marrone). Infine, pesca 6 carte della prima Era, ne sceglie 3 e scarta le altre.

Pronti a partire? Da questo momento per essere ricordati come i migliori, almeno fino alla prossima partita ad Underwater Cities, dovremo fare più punti vittoria degli altri.

Tutto passerà dalla nostra capacità di sfruttare le sinergie che si creeranno fra carte e tabellone e di plasmare nei vari turni un motore di gioco efficiente che ci permetta di guadagnare punti e risorse: sia nelle 3 fasi di produzione che concludono ciascuna Era, sia nella fase del conteggio finale.

Ed ora colonizziamo l’oceano a partire dalla nostra prima base subacquea!

Per prima cosa una breve infarinatura sulla struttura del gioco. La nostra avventura si sviluppa su 3 ere, suddivise in 3 o 4 round ciascuna, suddivisi a loro volta in 3 turni in cui ciascun giocatore potrà compiere una sola azione.

Al termine di ciascuna Era ci sarà una fase di produzione e, al termine della terza fase di produzione, si tireranno definitivamente le somme.

Ciascun giocatore, nel proprio turno, occuperà uno spazio disponibile sulla plancia con una delle sue tessere azione e contemporaneamente giocherà una carta, che verrà attivata solo se sarà dello stesso colore dello spazio appena utilizzato. In caso contrario verrà scartata senza poter essere reclamata e/o usata.

A questo punto, deciderà se risolvere prima gli effetti della carta o dello spazio azione.

In breve, comunque, le carte saranno di 5 tipi:

  • ad effetto immediato, l’azione può essere usata subito e viene in ogni caso poi scartata;
  • carte azione, l’azione viene usata una volta per Era, scegliendo l’apposito spazio azione sulla plancia. Possiamo conservae solo 4 carte di questo tipo;
  • carte con effetto continuativo, ripetono l’effetto ogni volta che attiviamo un particolare evento (es. miglioriamo una struttura);
  • carte produzione, regalano bonus nella fase produzione;
  • carte punteggio, regalano bonus nella fase punteggio finale.

Le azioni disponibili (sia sulla plancia, sia sulle carte) sono numerosissime, ma di fatto possiamo ricondurle  a 4 macrocategorie:

  • costruzione e miglioramento di strutture, generalmente pagandone il costo richiesto;
  • pesca e/o attivazione di carte, siano esse carte Era o Speciali;
  • avanzamento sul tracciato della federazione;
  • guadagnare/convertire risorse o crediti, la conversione trasformerà la risorsa originaria in nuove risorse, crediti o punti vittoria, i guadagni potranno invece essere immediati o “rimandati” alle fasi di produzione o conteggio punti.

Una volta che tutti hanno svolto 3 azioni si passa al round successivo.

Espandere significa guadagnare!

Svolgendo queste azioni potremo via via ampliare la nostra colonia sotterranea con: nuove città, simbiotiche e non, tunnel e strutture produttive.

È quindi bene familiarizzare il prima possibile con i simboli presenti sulla plancia per ottimizzare le nostre scelte. Nella parte inferiore delle carte, invece,  potremo solitamente trovare una descrizione esaustiva del loro effetto.

Nella Fase Produzione, ciascuna struttura costruita ci permetterà di guadagnare risorse crediti e/o punti vittoria, se adiacente ad una città collegata alla nostra “base”. Dopodiché dovremo spendere alghe, biomateria o punti vittoria per nutrire la popolazione in ciascuna città.

Infine, nella Fase Conteggio Punti, guadagneremo punti vittoria che dipenderanno: dalle nostre strutture, dalle metropoli collegate alla nostra rete, dalle carte punteggio reclamate e dalle risorse risparmiate a fine partita.

Riemergiamo dagli abissi di Underwater Cities e traiamo le nostre conclusioni

È il momento di tornare in superficie e tirare le somme su questa esperienza passata in fondo al mare. Se dovessimo usare solo tre parole per descriverla, queste sarebbero: complessa, sfidante e molto divertente (va beh, sono 4 parole ma il concetto è quello).

Partiamo, come mio solito, con il dirvi un po’ di più dei materiali, di cui ho già accennato sopra.

A livello generale il tabellone, gli indicatori, i token in cartone e le parti in plastica rispettano gli standard attesi per un gioco di questo tipo e livello. A deludere un po’ invece è la consistenza delle plance giocatore e delle carte, di peso specifico sicuramente migliorabile.

I simboli presenti su plancia e carte sono ben chiari, ed una volta imparato come leggerli viaggerete molto più spediti (non preoccupatevi, probabilmente vi troverete in difficoltà solo nella prima partita, dopodiché sarà un immersione in discesa).

Anche  gli artwork sono piacevoli alla vista, inoltre, le carte sono di facile comprensione e non lasciano spazio ad interpretazioni fuorvianti.

Passiamo ora alle meccaniche.

In Underwater Cities le azioni disponibili sono parecchie e danno luogo alla possibilità di creare un’infinità di combo, tutte diverse fra loro e più o meno efficienti a seconda delle scelte fatte e delle nostre previsioni; questo grazie e soprattutto all’originale idea di combinare le azioni delle carte con quelle della plancia.

Questa immensa varietà di scelta, inoltre, ci consente di cambiare agevolmente le nostre strategie “in corsa”, cosa apprezzabilissima considerato che ci permetterà di rimanere sempre aggrappati alla possibilità di strappare la vittoria finale.

Ottimo il rapporto fra strategia e fortuna, che è veramente ben bilanciato. Anche se il nostro limite di mano è (normalmente) di 3 carte, ci saranno momenti in cui ci troveremo a pescarne altre, circostanza che ci darà la possibilità di scartare, prima di iniziare il nostro turno successivo, quelle che risulteranno meno utili per la nostra strategia.

Il fatto di scartare a inizio turno ci da quindi tutto il tempo per riorganizzare i nostri obiettivi, qualora ne emergesse la necessità (ok, ora la smetto con i doppi sensi).

Ulteriore fattore di equilibrio è dato dal fatto che le azioni arancio della plancia, le più potenti, sono combinabili solo con le carte arancio, che invece sono le più deboli, mentre le azioni verdi della plancia, le più deboli, si combinano con le carte più forti (verdi).

Attenzione però, questo non significa che la scelta di uno spazio verde, seppur debole, non possa risultare nella nostra strategia la miglior scelta possibile. Basti pensare che, alcuni spazi di questo colore, se scelti al momento giusto potrebbero ribaltare l’ordine di turno regalandoci interessanti vantaggi nei turni successivi.

Passiamo quindi a riflettere brevemente sull’interazione fra i giocatori e le conseguenze che può avere durante il gioco.

Nonostante questa sia solo di tipo indiretto, gli spazi da coprire sono limitati e ciò fa si che dovremo spesso avere la lungimiranza di intuire le mosse degli avversari, per evitare di trovarci troppo spesso a dover passare al “piano B”.

Non potremo veramente lasciare nulla al caso, dovremo continuare a pianificare le nostre mosse (con un’occhio agli avversari per essere pronti appunto, in caso, a ritararle) e trovare l’equilibrio perfetto che ci permetta: da un lato di creare un motore di gioco efficiente per ottenere punti e risorse, dall’altro costruire rapidamente ed efficientemente una rete di città, tunnel e strutture sottomarine.

Come avrete sicuramente capito, stiamo parlando di un titolo non adatto ai neofiti, con un alto livello di complessità e non proprio semplice da padroneggiare, che saprà però certamente ricompensare gli sforzi dei giocatori più smaliziati.

In Underwater Cities ogni nostra scelta influenzerà inequivocabilmente le decisioni che dovremo compiere nell’immediato futuro, creando una serie di sliding doors diversi di partita in partita, a tutto vantaggio della rigiocabilità che risulta pressoché infinita.

In estrema sintesi il nuovo gioco da tavolo di MS Edizioni è una chicca che gli esperti ed amanti dei giochi strategici non dovrebbero farsi sfuggire. Meccaniche originali, pianificazione e un ottimo equilibrio fra strategia ed aleatorietà ne fanno un gioco di gran valore, dove la vittoria sarà questione di una manciata di punti.

85%

Per vincere ad Underwater Cities non sono ammessi buchi nell'acqua!

Underwater Cities è un gioco strategico di gran livello. Gli esperti apprezzeranno molto le sinergie fra carte e tabellone che potranno creare. Nonostante l'assenza di interazione diretta, ogni partita sarà una sfida sul filo del rasoio. Infatti, se non staremo attenti ad equilibrare l'uso di carte one-shot con le strategie a lungo termine, la classifica finale potrebbe addirittura ribaltarsi!

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  • Alcuni materiali sono migliorabili
  • Le sinergie fra carte e azioni del tabellone si dimostrano spesso interessanti
  • Il rapporto fra fortuna e strategia è ben equilibrato
  • L'interazione è prevalentemente indiretta, ma comunque spesso una spina nel fianco
  • La partita rimane sovente sul filo del rasoio fino all'ultimo conteggio...
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