L’Ingranaggio: prime impressioni sul nuovo GdR necropunk

L’Ingranaggio è un gioco di ruolo ad ambientazione necropunk che ha da poco fatto il suo esordio sui tavolo di gioco.

Si tratta del primo GdR edito da Stratagemma, storico negozio fiorentino.

Al Salone del Libro di Torino il tavolo per le demo era momentaneamente sguarnito e noi ne abbiamo approfittato per provare questo nuovo GdR!

 

Ecco le prime impressioni su L’Ingranaggio, gioco di ruolo necropunk del negozio fiorentino Stratagemma

Salone del Libro?

Ebbene sì, quest’anno al Salone Internazionale del Libro di Torino è stata allestita l’area Read’n’Play, un settore completamente dedicato al mondo dei giochi da tavolo, dei giochi di ruolo e dei fumetti. L’Ingranaggio era uno dei GdR presenti alla manifestazione e ci siamo seduti più che volentieri al tavolo per giocare.

Ma partiamo dall’inizio!

Stratagemma ci propone un gioco di ruolo ad ambientazione necropunk basato su una serie di romanzi e ambientato in un mondo futuro distopico. Ecco, in breve, l’ambientazione:

Il mondo che conosciamo è stato spazzato via da un crollo demografico inesorabile.

In un’Italia ormai in ginocchio, la drammatica carenza di forza lavoro ha costretto i sopravvissuti a combinare chirurgia, orologeria e termoidraulica per rianimare i cadaveri come automi. Nascite prossime allo zero, mortalità impazzita nonostante la medicina faccia ormai miracoli: la vita umana è quanto di più sacro e intoccabile.

Il corpo, però, è solo un mero strumento, qualcosa che hai in prestito fino alla tua morte, e che poi passerà allo Stato, un bene pubblico, una macchina.

Una Città-stato tecnocratica, un esercito di soldati in armatura a vapore, cadaveri biomeccanici impiegati in qualsiasi ambito della vita quotidiana: l’Ingranaggio fonde carne, acciaio e vapore e dipinge un mondo oscuro, fumoso e nuovamente sconfinato.

Le prime impressioni dopo l’esperienza al Salone di Torino 2019

Che l’ambientazione de L’Ingranaggio fosse molto interessante, lo si capiva anche dalle prime righe della sinossi. Ma quando il setting ti viene spiegato bene e nel dettaglio, allora il gioco diventa ancora più intrigante, arricchendosi di alcuni elementi decisamente particolari e belli da ruolare al tavolo.

Innanzitutto, la sacralità della vita umana dell’ambientazione che riporta su un piano del tutto diverso molti di quelli che sono i comportamento dei PG di un classico GdR. L’opzione “carico e uccido tutti” in questo gioco non è la scelta più ovvia. Si tratta di un elemento non del tutto originale, ma che sicuramente dà spessore al gioco.

Un altro tratto particolare è l’isolamento delle città, caratteristica che si collega strettamente al collasso del mondo per come lo conosciamo noi e al crollo demografico. Nel mondo de L’Ingranaggio non troverete smartphone o PC perché la tecnologia a noi contemporanea è stata abbandonata in favore di macchine alimentate a vapore, termoidraulica e di altre fonti di energia, in primis (il “necro” sta proprio qui) dai cadaveri. Come si leggeva al tavolo di demo: “Niente più internet, cinema o aerei ma, hey, abbiamo le armature potenziate a vapore!”.

Molto interessante anche la suddivisione e la tipologia delle classi giocabili. I PG possono vestire i panni di ArteficiCostruttori, Miliziani, Tecnofanti e Tecnosofi. Si passa così da personaggi ingegneri e costruttori, a chi dedica la sua vita per la salvaguardia cittadina, fino a chi ha ancora conoscenze di tecnologie ormai perdute nel passato.

Non posso non parlare del sistema di gioco, anche perché si tratta di una parte che mi ha piacevolmente colpito.

L’Ingranaggio usa un sistema basato sulle carte di gioco francesi. Ma dimenticate altri giochi di ruolo (ce ne sono molti!) che prevedono l’estrazione di carte invece che il tiro di dado, perché ne L’Ingranaggio ciascun giocatore ha il proprio mazzo di carte che viene costruito in base alle caratteristiche del proprio PG e durante la sessione si gioca con un tot di carte in mano, esattamente come se giocassimo a un gioco di carte invece che a un GdR.

Questo è molto interessante perché la casualità della pescata viene parzialmente gestita dalla strategia che il giocatore può farsi in base alle carte che ha pescato, decidendo quando usarle, come usarle e quante carte usare. Ebbene sì, per dirla in soldoni, ne L’Ingranaggio ci sono degli elementi di deck building.

Le carte da gioco sono protagoniste anche della Scheda Personaggio. Ogni PG ha 4 Caratteristiche che hanno un corrispettivo nei 4 semi delle carte francesi (Cuori, Fiori, Quadri e Picche). Le caratteristiche sono: Carne, Acciaio, Vapore e Ingranaggio. Si possono subire danni in ciascuna di queste caratteristiche: più si accumulano danni più si hanno dei malus, fino ad arrivare alla perdita del PG per motivi diversi a seconda di quale caratteristica viene danneggiata.

Una dinamica che ho molto apprezzato è quella delle Conseguenze e dei Successi. Le prime sono le conseguenze negative che possono capitare agli sfortunati PG, i secondi sono invece i vantaggi a cui i giocatori possono ambire nel corso degli scontri in base a quanto era buone le carte che hanno deciso di rivelare. Questo mi è stato chiaro testando al tavolo una scena di combattimento armato (mannaggia alla conseguenza di Accentramento!).

Non solo, ma le conseguenze sono delle ottime armi nelle mani del master, qui Meccanico, (che non ha la sua mano di carte, a differenza dei PG) e anche dei bei spunti di gioco e interpretazione. Ebbene sì, perché al di là di carte, valori e caratteristiche, L’Ingranaggio è un GdR a forte componente narrativa. Molte creazioni, poche risorse e un continuo scendere a compromessi in un mondo futuro drasticamente mutato e distopico.

Insomma, provarlo ha alimentato notevolmente la mia curiosità! Voi che cosa ne pensate? Avete già giocato a L’Ingranaggio?

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