A Netflix non piace la normativa europea sulla quota di contenuti locali

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In occasione della pubblicazione dei risultati fiscali per il terzo trimestre di quest’anno, Netflix ha detto la sua riguardo la recente normativa europea sulla quota di contenuti locali.

Secondo Netflix, la normativa europea sulla quota di contenuti locali potrebbe danneggiare l’industria dell’intrattenimento.

Presentata lo scorso mese, la direttiva prevede che, entro i prossimi due anni, tutti i servizi di streaming (da quelli più grandi, come Netflix o Amazon Prime Video, a quelli più piccoli) inseriscano nei loro cataloghi almeno il 30% di contenuti nazionali.

A tal proposito, il CEO del colosso californiano, Reed Hastings, ha commentato:

Preferiremmo concentrarci sul rendere il nostro servizio migliore per i nostri membri, includendo anche la possibilità di produrre contenuti locali, piuttosto che soddisfare delle quote. Riteniamo però che una quota di contenuti nazionali andrebbe a ridurre, seppur marginalmente, la soddisfazione dei nostri clienti.

Lo stesso Hastings, poi, ha proposto una possibile soluzione:

Crediamo che il modo migliore per supportare i contenuti locali di un Paese sia quello di incentivare direttamente i produttori locali, indipendentemente dal canale di distribuzione scelto.

Netflix, che è comunque già vicina a soddisfare questa quota minima, ha dichiarato di essere al lavoro per evolvere l’offerta di contenuti e rispondere alle richieste della normativa entro i tempi stabiliti.

Cosa ne pensate? Fatecelo sapere con un commento qui sotto.

Fonte: Slashgear

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